Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.
“E ci risiamo. Stesso copione, come nel caso di Ceglie Messapica. La cooperativa San Bernardo ha inviato il 13 ottobre scorso, a tutti gli operatori, una lettera diffamatoria nei confronti della pubblica amministrazione e delle sue iniziative di verifica e controllo sull’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) nella ASL di Brindisi. Il tono diffamatorio consiste nel considerare l’attività della PA come iniziativa pre-elettorale e addirittura polemica, magari rispetto a notizie giornalistiche — da verificare — su assunzioni o favoritismi riferibili alle famiglie degli amministratori o a politici della provincia. E se si rivelasse vero, bisognerebbe usare scope grosse per fare pulizia.
Ma vorrei dire: da quando le verifiche di legalità dei procedimenti e le valutazioni circa la convenienza della gestione diretta possono essere chiamate iniziative pre-elettorali e polemiche? Il fatto che ci troviamo in periodo elettorale e che la scadenza del contratto ricorra il 30 novembre prossimo, quindi in coincidenza con le elezioni, dovrebbe forse farci astenere da ogni iniziativa amministrativa doverosa? Il periodo elettorale sospende il rispetto delle leggi sui procedimenti? Ma questo punto di vista bizzarro come si concilia con il principio di legalità formale?
Invito la cooperativa San Bernardo, dunque, a non introdursi surrettiziamente nel dibattito politico-elettorale, ricordando il proprio ruolo di incaricato di pubblico servizio sino al 30 novembre, senza usare comunicazioni dal tono difensivo e fuorviante, che mirano a condizionare l’opinione dei lavoratori dell’ADI della ASL di Brindisi, magari spaventandoli, e a screditare l’attività di verifica e trasparenza condotta dalla pubblica amministrazione.
È un messaggio grave, perché cerca di confondere l’azione di legalità con la propaganda e di spostare l’attenzione dalle domande vere: quanto costa il servizio? È conforme alla legge? È più conveniente rispetto alla gestione diretta pubblica?
Agli operatori mi sento di suggerire serenità, perché le attività in corso sono proprio dirette a valorizzare le loro professionalità, magari all’interno dell’organizzazione sanitaria pubblica, migliorando il servizio. La pubblica amministrazione è con loro, anche qualora si dovesse scoprire che qualche suo ramo non ha agito con linearità. La PA e le leggi sono dalla parte di chi lavora ogni giorno nelle case dei pazienti, garantendo assistenza e professionalità. Le verifiche non sono contro i lavoratori, ma a tutela loro e dei cittadini che pagano le tasse. Le verifiche sono infatti un dovere e non un’opinione. E la trasparenza non è mai un’offesa, ma la condizione stessa di chi lavora per lo Stato. Sarebbe bene che la cooperativa ricordasse questo principio elementare, invece di confondere il rispetto delle regole con la ‘polemica elettorale’.
Io continuerò a fare quello che è giusto: verificare, controllare e, se necessario, proporre l’internalizzazione del servizio, perché quando la gestione pubblica è più efficiente e meno costosa, è doveroso scegliere quella via. Senza insulti, senza intimidazioni, ma con la schiena dritta.”