Genoma Puglia – Amati: “Brasile chiama Puglia per collaborazione ufficiale e noi la offriamo con gioia. Riconosciuto modello pugliese come standard internazionale d’avanguardia”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Il Brasile ha chiesto di collaborare ufficialmente con la Puglia sullo screening genomico neonatale, il programma Genoma-Puglia. E noi siamo lieti di offrire la nostra collaborazione e di ricevere altrettanta collaborazione, per confrontare le rispettive esperienze scientifiche, diagnostiche e terapeutiche.
Stiamo osservando l’imprevedibile e pure l’imponderabile: un’iniziativa legislativa del Consiglio regionale, realizzata attraverso la magistrale consulenza di Mattia Gentile e l’esecuzione del suo meraviglioso staff del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere di Bari, ci ha prima garantito di salvare i nostri bambini con la diagnosi precoce dalle malattie per cui disponiamo di terapie, poi di proiettarci ai vertici del mondo per innovazione e lungimiranza, e ora a rappresentare, di fatto e nel mondo, un’eccellente pratica italiana.
Insomma, non è da tutti i giorni osservare un Paese da circa 214 milioni di abitanti come il Brasile, che chiede la collaborazione a una Regione di circa 4 milioni di abitanti come la Puglia, su un programma sanitario salvavita e accordato con il futuro.
La richiesta di collaborazione è stata formalizzata con una lettera della Fundação Oswaldo Cruz (Fiocruz) – la maggiore istituzione scientifica e di sanità pubblica dell’America Latina – che ha riconosciuto Genoma Puglia come modello internazionale e ha proposto una partnership strutturata per sviluppare analoghi programmi nel sistema sanitario brasiliano.
Fiocruz, attraverso il direttore del Centro per la Sanità Pubblica di Precisione, Fabio Passetti, ha scritto che il nostro lavoro rappresenta “un punto di riferimento mondiale per innovazione, accessibilità e integrazione della genomica nella sanità pubblica”, arrivando a definire la Puglia come “benchmark internazionale nella costruzione di programmi di genomica su larga scala”.
La proposta riguarda una collaborazione diretta con i loro due programmi nazionali – Genomas SUS, promosso dal Ministero della Salute del Brasile, e NAPI-SPP, operativo nello Stato del Paraná – entrambi orientati a integrare il sequenziamento genomico nei percorsi clinici dei neonati e dei pazienti critici.
Si tratta di un riconoscimento straordinario all’Italia per mezzo della Puglia, finalizzato a introdurre lo screening genomico neonatale nel sistema brasiliano di sanità pubblica. E il tutto non nell’ambito di progetti pilota o sperimentazioni, ma con un servizio strutturale e garantito a tutti i neonati, come in Puglia, così da farsi apripista anche nei confronti degli altri Stati, compresa l’Italia, per costruire standard nazionali e raggiungere condizioni di uguaglianza tra i cittadini.
Speriamo che la collaborazione possa consolidare un’alleanza internazionale che, sulla base dell’esperienza di Genoma Puglia, aumenti la produzione scientifica nazionale e consenta all’Italia di guidare la definizione dei protocolli globali dello screening genomico.
Insomma, mentre da noi, in Italia, si continua a discutere se queste innovazioni siano “troppo avanti”, il resto del mondo ci chiede di collaborare e magari farsi suggerire qualcosa da noi. È la conferma che la strada è giusta: salvare il prima possibile i bambini dalla malattia e dalla morte, senza perdere tempo con esitazioni burocratiche o lotte di potere.
Il Programma Genoma Puglia, nato come legge regionale e divenuto operazione scientifica quotidiana, garantisce oggi il sequenziamento genomico su un pannello di 407 geni a tutti i neonati pugliesi, consentendo di diagnosticare o identificare oltre 480 malattie trattabili con terapie o interventi precoci. Il test viene eseguito nei primissimi giorni di vita con il semplice prelievo di una goccia di sangue e permette di attivare percorsi clinici e terapeutici spesso decisivi per cambiare la storia della malattia o salvare la vita. Avviato come attività strutturale nell’aprile 2025, ha analizzato 16.000 bambini – comprendendo la fase di sperimentazione precedente (giugno-novembre 2024) – diagnosticando precocemente decine di condizioni patogenetiche, avviandole al trattamento e offrendo ai parenti dei bambini spunti utili per una consulenza genetica.
Si ricorda che Fiocruz non è un’istituzione qualsiasi. Fondata il 25 maggio 1900, nata come Istituto Terapeutico del Siero per produrre vaccini e sieri contro la peste, si è trasformata sotto la guida di Oswaldo Cruz in uno dei pilastri della sanità pubblica mondiale. Da allora ha guidato campagne storiche contro peste, febbre gialla e vaiolo, contribuito alla nascita del Dipartimento Nazionale di Sanità Pubblica e superato periodi difficili, come il “Massacro di Manguinhos” durante la dittatura militare. Negli anni ’80 ha ritrovato piena vitalità scientifica, arrivando a isolare per la prima volta l’HIV in America Latina e, nel XXI secolo, a decodificare il genoma del batterio BCG usato come vaccino contro la tubercolosi. Oggi Fiocruz rimane, solida e autorevole, la più prestigiosa istituzione di ricerca biomedica dell’America Latina. Anche per questo, la richiesta di collaborazione rivolta alla Puglia assume un significato a dir poco rilevante.»

Programma Genoma, Amati: “Diagnosticati due neonati con rischio tumore all’occhio. Saranno controllati, curati e non perderanno la vista o la vita. Ecco cosa significa primi al mondo”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Due neonati pugliesi hanno ricevuto nelle ultime ore la diagnosi di rischio al retinoblastoma, un tumore dell’occhio, nell’ambito del Programma Genoma. Insomma, ancora prima di aprire davvero gli occhi sul mondo, hanno già avuto salva la vista e con essa la vita.
Grazie al Programma Genoma-Puglia e al lavoro del Laboratorio di Genetica medica dell’ospedale Di Venere di Bari, è stata individuata nei due neonati la mutazione del gene RB1, responsabile del tumore oculare più frequente dell’infanzia. Questa diagnosi, ottenuta nei primi giorni di vita, permetterà un immediato percorso clinico, così da consentire ai due bambini di essere controllati ed eventualmente curati in tempo, evitando di intervenire quando il tumore si manifesta e magari nelle forme più avanzate della malattia: niente dolore, niente asportazione dell’occhio e niente rischio di metastasi. In altre parole: il controllo continuo e le cure tempestive evitano la perdita della vista e della vita.
È esattamente questo il significato di essere primi al mondo nel portare la genomica all’interno della sanità pubblica e dello screening neonatale: scoprire prima che il tumore si manifesti, prima dei sintomi, prima delle foto con la pupilla bianca, prima dello strabismo, prima che sia troppo tardi. Una diagnosi di mesi o anni in anticipo.
Il retinoblastoma, se diagnosticato tardi, costringe spesso a interventi radicali come l’enucleazione dell’occhio e chemio pesanti. Con la diagnosi precoce, invece, si può ricorrere alle terapie conservative più moderne, che permettono di salvare l’occhio e preservare la visione, con una sopravvivenza quasi pari al 100%.
Ecco la differenza tra un sistema sanitario che intercetta e uno che rincorre. Oggi il Genoma-Puglia consente di conoscere in tempo reale il rischio di centinaia di malattie rare, ereditarie o tumorali, con un beneficio diretto per i bambini e un valore enorme per la medicina preventiva: più diagnosi precoci, meno dolore, meno disabilità, meno costi futuri e più vita salvata.
Per questo bisogna continuare a investire nella genomica come servizio irrinunciabile della sanità regionale. L’obiettivo non è fare record, ma proteggere le persone e dare al Paese un esempio concreto: quando la scienza si applica bene, salva la vista, la vita e la dignità dei nostri bambini. Ringrazio come sempre Mattia Gentile e i suoi meravigliosi collaboratori, nella speranza di poter ringraziare al più presto i medici che prenderanno in carico i due bambini, possibilmente operanti in una struttura pubblica pugliese, perché il Programma Genoma ha anche l’effetto di esigere una più ampia offerta di cura, specializzando i nostri ottimi professionisti e riducendo a zero i disagi e i costi dei viaggi della speranza».

Chi ha fatto, continuerà a fare… anche da posizioni diverse e senza incarichi.

Chi ha fatto, continuerà a fare… anche da posizioni diverse e senza incarichi.

Il vostro voto è stato per me generoso, come sempre, ma le regole elettorali hanno ignorato la quantità e dato risultati a tratti incomprensibili.
Certo, alcuni saranno oggi “felici” per l’esito, perché ho pestato tanti piedi e rivelato tante pigrizie, provando ad applicare una regola esigente e piena di rischi: la chiarezza di pensiero e la linearità di azione, anche quando costava tanto, non rendeva nulla e la convenienza avrebbe dovuto portarmi a fare ben altro.
Grazie per tutto il bene che mi avete consentito di fare, a cominciare da quello per i bambini e i malati, cioè per quelli che non hanno nulla da darti in cambio: ora spero solo che ci sia qualcuno con il desiderio di proseguire su questa strada.
Grazie a tutti per questi anni meravigliosi e per il sostegno offertomi nel raggiungere risultati incredibili e a volte insperati. E grazie ai miei amici formidabili, sostenitori quotidiani di Fasano e di ogni città, senza nulla a pretendere; alla mia indomita famiglia; ai giornalisti, con cui tra alti e bassi ho passato ore e ore per spiegare cosa di buono bolliva in pentola o per dare ragioni su qualche mancanza; ai collaboratori, allo staff e a tutto il personale della Regione con cui in tempi diversi ho incrociato i miei passi, con l’intento di fare cose buone.
Ovviamente non abbandono e non vi abbandono, perché la politica è un’arte che si può svolgere anche stando nel mondo dei mestieri e tenendo a bada, come in politica, i mestieranti.
E siccome le cose si dicono agli altri solo se si è in grado di dirle a se stessi, prometto di ricordare che ogni mattina si ricomincia a lottare contro il dolore del vivere grazie alla forza della speranza; ma la speranza è possibile solo se nel presente si ha qualche fatto concreto che l’alimenta. E io continuerò ad alimentarla con fatti concreti.
Ancora grazie, ci vediamo presto e mi raccomando, sostenete con simpatia l’azione riformatrice di Antonio Decaro, perché lo merita e lo saprà fare.

ADI Brindisi, Amati: “Proroga sei mesi illegittima. Diffida a ASL: si proceda con gestione diretta dal 1° dicembre. Integrata segnalazione a PM”

ADI Brindisi, Amati: “Proroga sei mesi illegittima. Diffida a ASL: si proceda con gestione diretta dal 1° dicembre. Integrata segnalazione a PM”
Comunicato stampa di Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale.
«Ho inviato oggi una diffida formale alla Direzione generale della ASL Brindisi, trasmettendola anche alle autorità giudiziarie competenti, per impedire l’annunciata proroga semestrale del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), come riportato da qualche organo di stampa, raccogliendo dichiarazioni del DG. È bene chiarire subito che la proroga è vietata dalla legge; il Codice dei contratti non consente né una proroga tecnica né una procedura negoziata, perché nel caso concreto mancano tutti i presupposti legali. E questo la ASL Brindisi lo sa perfettamente. Nonostante ciò, il Direttore generale, nella dichiarazione alla stampa, richiama il punto 3 del disciplinare di gara, ignorando però che quella clausola avrebbe efficacia, come espressamente previsto, solo se fosse compatibile con la legge, e non lo è. La normativa nazionale e comunitaria disciplina in modo tassativo i casi in cui una proroga può essere autorizzata. Qui tali condizioni non si verificano e, peraltro, sono già state ampiamente illustrate nella segnalazione inviata alle autorità giudiziarie il 21 novembre scorso. In aggiunta, occorre ricordare che il disciplinare di gara – ovvero tutti gli atti di gara – non può mai prevalere sul contratto, né essere usato per integrarlo a piacimento una volta conclusa la procedura di gara. Il contratto ADI in vigore, a cui si deve esclusivamente fare riferimento, non prevede alcuna proroga ultrattiva di sei mesi e subordina anche il rinnovo triennale alla preventiva autorizzazione regionale, che non è mai stata concessa, rappresentando perciò una grave illegittimità. Alla luce di tutto ciò, ho quindi invitato e diffidato l’ASL Brindisi a non procedere in alcun modo a una proroga semestrale del contratto, che sarebbe manifestamente illegittima. A scanso di equivoci e per puro spirito di collaborazione istituzionale, ho ribadito la soluzione che la legge consente: la gestione diretta del servizio dal 1° dicembre 2025, attraverso il transito del personale sanitario. Soluzione che sarebbe non solo legittima, ma anche conveniente, considerato che l’attuale gestione in associazione in partecipazione ha prodotto utili per 1,8 milioni di euro, una cifra incompatibile con un servizio LEA che dovrebbe essere svolto secondo criteri pubblici e non con logiche di profitto. Il servizio ADI è un Livello essenziale di assistenza: per legge, la regola è la gestione diretta, non l’esternalizzazione a tempo indefinito.».

ADI Brindisi, Amati: “Incongruenze, irregolarità e possibili reati. Ho trasmesso tutto a Procura e Corte dei Conti. I dirigenti regionali decidano senza cincischiare”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Alla luce della documentazione ufficiale trasmessa dalla ASL di Brindisi e dalla Regione Puglia sulla gestione del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), ho inviato una formale comunicazione alla Procura della Repubblica di Brindisi e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Dalle carte emergono infatti gravi incongruenze, inadempimenti contrattuali, possibili falsi documentali, irregolarità contabili e ipotesi di reato, tali da aver già compromesso la corretta utilizzazione della spesa pubblica, con il rischio di continuare a comprometterla se i dirigenti regionali non comunicano entro poche ore alla ASL il da farsi, smettendola di cincischiare con la convocazione di riunioni, di tavoli e tavolini, pur nella consapevolezza che ogni proroga tecnica o gara ponte sarebbe illegale.
Eppure, grazie ai bravissimi operatori sanitari del servizio, tutti legalmente utilizzabili nella gestione pubblica diretta, basterebbero pochi atti per garantire la continuità dal 1° dicembre, tranquillizzando sia gli stessi operatori sia i pazienti sul futuro dell’ADI.
Ho ritenuto doveroso effettuare la segnalazione alle Autorità giudiziarie in questo momento perché solo ieri ho ricevuto l’ultima nota di chiarimenti della ASL e perché, avvicinandosi la scadenza del contratto al 30 novembre, voglio evitare che eventuali condotte illecite possano essere reiterate attraverso proroghe tecniche o procedure negoziate costruite artificiosamente sull’urgenza. Urgenza creata, a dire il vero, dall’assenza di decisioni tempestive e da un procedimento amministrativo di autorizzazione e verifica lungo, estenuante e inspiegabilmente soprassessorio, ossia farcito di atti idonei al solo scopo di prendere tempo.»

Principali criticità emerse (su cui ho chiesto le opportune verifiche)

1. Incongruenze gestionali e organizzative

– Personale dichiarato: la ASL comunica 305 operatori, numero inconciliabile con le risultanze sindacali (circa 276), peraltro esposte anche in incontri convocati dal Prefetto di Brindisi, oltre che con il monte ore fatturato e con la reale capacità assistenziale.
– Partite IVA: circa 52 professionisti esterni, in contrasto con l’obbligo contrattuale di personale stabile e con il divieto di subappalto mascherato.
– Migliorie contrattuali mai attivate: telemonitoraggio, docce a letto, radiologia domiciliare, letti ortopedici, modello centralizzato dei materiali.
– Diagnostica a domicilio: totale assenza delle autorizzazioni regionali previste per attività dichiarate come attive.
– Parco auto: da 12 mezzi previsti a oltre 100 vetture, senza istruttoria, senza motivazioni e con evidenti riflessi economici.
– Fatturazione: valorizzazione delle singole prestazioni, anziché dei PAI e della complessità assistenziale, con possibile gonfiamento dei volumi.

2. Inadempimenti contrattuali rilevanti

– Violazione delle condizioni essenziali del rinnovo triennale.
– Mancata contabilità separata e mancata trasmissione dei rendiconti sugli utili spettanti all’ASL.
– Divieto di subappalto eluso attraverso uso sistemico di partite IVA.
– Carenze di vigilanza e mancate autorizzazioni sulle prestazioni.
– Mancata attivazione del modello di approvvigionamento centralizzato.

Profili di possibile responsabilità penale

«Sulla base delle prime analisi – da verificare nelle sedi competenti – si potrebbero configurare le seguenti ipotesi:
– Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.);
– Truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 co. 2 n. 1 c.p.);
– Falsità ideologica in atto destinato alla PA (art. 483 c.p.);
– Turbativa del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.), qualora vi siano state concessioni o rinnovi senza verifiche e senza autorizzazioni;
– Trattamento illecito di dati sanitari, in relazione a eventuali attività di telemedicina non autorizzate e prive di adeguata copertura privacy.»

Profili di possibile danno erariale

– Fatturazioni basate su prestazioni non conformi al PAI.
– Mancata attuazione dei servizi migliorativi senza costi aggiuntivi.
– Remunerazione di personale non coerente con le esigenze.
– Mancato recupero degli utili spettanti all’ASL.
– Mancata applicazione delle penali contrattuali.

Conclusione

«La quantità e la gravità delle irregolarità suscettibili di riscontro impongono un approfondimento immediato, sia penale sia contabile.
È in gioco la legalità amministrativa, la tutela della spesa pubblica e la qualità del servizio sanitario reso alle persone più fragili.

Ho svolto il mio dovere istituzionale. Ora spetta alle Autorità competenti valutare e accertare ogni profilo di responsabilità, e alle autorità amministrative assicurare il prosieguo del servizio dal 1° dicembre senza interruzioni né disservizi, perché non si può far pagare agli operatori e ai malati le condotte non proprio lineari della PA nella concessione del servizio e nei controlli.»

Consorzi di bonifica, Amati: “Se eletto, PdL per sopprimerli e vediamo se governo Meloni impugna. Chi ci sta?”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“I Consorzi di bonifica, nati nel 1933, sono diventati carrozzoni inutili e costosi, perciò devono essere soppressi. Ma visto che il Parlamento nazionale non lo fa, possiamo provare a farlo noi, mettendo alla prova il Governo nazionale su un eventuale ricorso e così aspettare una volta per tutte la relativa sentenza della Corte costituzionale, a chiarimento definitivo. E per realizzare questo obiettivo presenterò, se eletto, una proposta di legge, sperando nella sottoscrizione di tutti i colleghi. Nessuna strada alternativa è percorribile, se non mettendo a carico delle tasche dei pugliesi, magari con aumento delle tasse, il gettito del tributo 630. Il tributo 630 è infatti previsto da una legge statale e non può essere sospeso o soppresso con una legge regionale; se lo si facesse, il relativo gettito dovrebbe essere coperto con il bilancio regionale, cioè con le nostre tasse, perché – tra l’altro – alla sospensione del tributo non corrisponderebbe la sospensione dei dipendenti dei Consorzi e quindi dell’obbligo di pagargli gli stipendi.

Se si provasse a sopprimere invece i Consorzi, anacronistici carrozzoni, si eliminerebbe pure il tributo, attendendo la mossa del Governo nazionale, sicché se dovesse impugnare la legge potremmo finalmente sentire la Corte costituzionale sulla legittimità o meno di un’iniziativa legislativa regionale di soppressione dei Consorzi. Non capisco, tra l’altro, l’opinione rumorosa di chi vorrebbe sospendere il tributo, caricando sulle tasse dei pugliesi il gettito, ma mantenere in vita questi inutili carrozzoni. Inutili perché non siamo più nell’Italia del 1933, quando furono istituiti, e oggi abbiamo i seguenti dati di realtà, non revocabili con iniziative illusorie: non abbiamo più terreni da bonificare; l’acqua deve necessariamente essere gestita da un unico soggetto per i diversi usi, così come prevede la normativa europea, mantenendo sotto controllo l’efficienza dei sistemi idraulici e i consumi; le attività per contrastare il dissesto idrogeologico devono essere finanziate dalla fiscalità generale, con una struttura di missione adibita ad attuarle.

Non si possono più tollerare enti che servono solo a dare poltrone e con una missione che non esiste più. A meno che non si dica che si vogliono tenere in piedi dei poltronifici senza poi dover pagare chi si siede su quelle poltrone. Ma questa non è una soluzione possibile né razionale, poiché nessun pasto è gratis e non possiamo far pagare ai cittadini posti di potere che non servono agli agricoltori veri, ma solo a chi, nel nome dell’agricoltura, ha trovato un modo alternativo di fare politica.”

Per la Puglia con Decaro, Amati: “Emergenza demografica. Rischiamo tutto. Incentivare maternità con bonus, asili nido gratuiti e crioconservazione ovociti”

Comunicato stampa di Fabiano Amati, consigliere regionale e candidato nella lista “Per la Puglia con Decaro”.

«L’emergenza demografica è l’argomento politico più rilevante, perché riguarda l’efficacia di tutte le politiche. Senza inversione di tendenza si rischia la scomparsa di tante città, l’impoverimento dell’economia e l’impossibilità di reggere il sistema pensionistico.
È vero che si tratta di un problema europeo, ma anche le Regioni potrebbero fare qualcosa, sulla scia dell’esperienza francese, l’unico Paese che sta invertendo la tendenza grazie a provvedimenti dedicati.

Per quanto riguarda la Puglia, la nostra proposta di sostegno alla natalità consiste in un bonus economico per ogni figlio superiore al primo, asili nido gratuiti per tutti e crioconservazione gratuita degli ovociti, sulla scia della misura sperimentale approvata con la legge di bilancio 2025.

La misura del bonus incentivante, reso compatibile con altre misure statali, dovrebbe consistere nell’assicurare per ogni bambino, in base alla disponibilità economica della Regione, un contributo fisso sino all’adolescenza, incrementato in modo premiale per tutti i nati superiori al primo.
La misura degli asili nido gratuiti per tutti dovrebbe consistere in un programma edilizio o di convenzionamento con strutture private, per non far gravare sul reddito delle famiglie la conciliazione del ruolo genitoriale con il lavoro.
La misura della crioconservazione degli ovociti consiste nel rendere accessibile a tutti la pratica, considerato che la decisione di maternità si va attestandosi in età sempre più avanzata e in particolare tra i 38 e i 40 anni. Tale misura l’abbiamo peraltro già sperimentata con successo nell’ambito del bilancio per il 2025, su proposta del collega Stefano Lacatena, da me sottoscritta anche in termini di sostegno finanziario.

Tre misure che, ovviamente, non sono in grado di risolvere da sole il problema portando le nascite e i decessi almeno alla parità demografica, ma rappresentano una notevole spinta per migliorare l’attuale terribile rapporto di 1,16 figli per donna, portandolo nel giro di poco tempo almeno al livello francese di 1,66.»

Per la Puglia con Decaro, Amati: “Liste d’attesa. PdL per sospensione ALPI, aumento stipendi dei medici e decadenza dei DG senza agende dedicate”

Comunicato stampa di Fabiano Amati, consigliere regionale e candidato nella lista “Per la Puglia con Decaro”.

«La prima proposta di legge che presenteremo sarà la stessa che presentammo nella scorsa legislatura, poi purtroppo bocciata da pezzi della maggioranza e pezzi dell’opposizione: sospensione automatica delle prestazioni a pagamento se i tempi sono più brevi di quelli per le prestazioni istituzionali; aumento degli stipendi per i medici delle ASL, anche a titolo di prestazioni aggiuntive e nei limiti delle possibilità regionali; decadenza automatica dei direttori generali nel caso non predispongano le agende dedicate per malati oncologici, rari e cronici; decadenza automatica dei direttori generali nel caso non forniscano le disponibilità di date in modo continuativo, disattivando di fatto le possibilità di migliore organizzazione del CUP unico regionale.
È una PdL concreta, non una delle tante idee astratte che sento ripetere in queste settimane di campagna elettorale. Per esempio: “aumentiamo il personale”. Ma il personale non c’è, non esiste sul mercato, e ogni giorno ne abbiamo dimostrazione. Come si può risolvere un problema con una soluzione impossibile?
Ovviamente si può non essere d’accordo con queste misure; ma il disaccordo vale alla condizione che si avanzino proposte dotate di altrettanta concretezza, orientata dai soliti criteri: mettere ordine, responsabilizzare chi dirige, garantire trasparenza, tutelare chi non può permettersi alternative e riconoscere il valore del lavoro dei medici.».

ADI Brindisi, Amati: “Decidere entro venerdì. Illegale proroga o gara ponte. Sul passato segnalazione alla Corte dei Conti”

Comunicato stampa di Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale della Puglia.

“Mancano 18 giorni alla scadenza del contratto con il gestore privato del servizio di assistenza domiciliare di Brindisi (ADI) e ancora non c’è una decisione sul futuro da parte della ASL. Spero che entro, e non oltre venerdì prossimo, si decida per l’unica modalità di gestione legalmente possibile, quella diretta, poiché ai sensi del Codice dei contratti non è possibile né la gara-ponte (procedura negoziale) né la proroga tecnica.
E perché non sia possibile è scritto in modo chiaro nella legge e comunque sul presupposto, a mio giudizio inesistente, che la gestione esterna sia più conveniente della gestione diretta: la gara-ponte è ammessa solo in caso di estrema urgenza, motivata con dettagli concreti e non per cattiva programmazione o inerzia, dovuta a eventi imprevedibili e non imputabili alla stazione appaltante; la proroga tecnica è ammessa solo se non sia stato possibile l’affidamento del servizio con una gara in corso (non completata) e questa impossibilità sia derivata da cause imprevedibili, non imputabili alla stazione appaltante e non funzionale a supplire a mancanze organizzative.
Quanto detto sono condizioni di legalità inderogabile, nemmeno con la motivazione che nel 2023 fu introdotto il nuovo regolamento n. 7 in materia di accreditamento e sul quale si attende la determinazione del fabbisogno, perché le norme sulla gara-ponte e sulla proroga tecnica sono di stretta interpretazione.
Nel frattempo, esercitando i miei doveri, ho predisposto una nota informativa alla Procura regionale presso la Corte dei Conti, spiegando le numerose perplessità sulla corretta esecuzione dell’ADI (sino a questo momento), nel regime della sperimentazione gestionale e nelle forme dell’associazione in partecipazione tra la ASL e il raggruppamento con capofila la cooperativa San Bernardo; a ciò aggiungendo la carenza di autorizzazione regionale, almeno con riferimento al rinnovo del contratto, e i numerosi inadempimenti in materia di controlli. In ogni caso, allegata alla segnalazione c’è tutta la documentazione in mio possesso, raccolta nelle ultime settimane.
A questo punto spero che entro venerdì si decida il da farsi, così da evitare che l’ambito di approfondimento della magistratura contabile divenga doveroso estenderlo a procedimenti amministrativi non ancora attivati e comunque vietati dalle leggi.”

Xylella e acqua, Amati: “Meloni e alcuni amici miei colpevoli per mancato abbattimento delle piante infette e per i carrozzoni dei Consorzi di bonifica”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.
«Io non ce l’ho con la Presidente Meloni, ma lei non può venire a Bari a dire cose non vere, dimenticando che nelle sciagure della Xylella e dei Consorzi di bonifica andava a braccetto con diversi esponenti della mia coalizione. Sulla Xylella ha detto che, a causa dei mancati abbattimenti degli ulivi infetti, la distruzione si è estesa a vista d’occhio. Vero. Ma dimentica di dire che nel 2016 era lei, assieme ad alcuni esponenti autorevoli della mia coalizione, a protestare contro gli abbattimenti. Sicché io e pochi altri, allora, eravamo costretti a muoverci sotto protezione delle forze dell’ordine per sostenere il Piano Silletti, mentre lei dava manforte a chi, nel centrosinistra, stava clamorosamente sbagliando. E più o meno la stessa cosa vale per la siccità e i Consorzi di bonifica. Dice la Presidente Meloni che una delle cause della siccità sarebbe lo smantellamento dei Consorzi di bonifica. Smantellamento? È esattamente il contrario: i Consorzi sono vivi e vegeti, lottano contro i cittadini, lo Stato non si decide a sopprimerli, rappresentano l’esempio più eclatante dei carrozzoni pubblici e causano enormi sprechi d’acqua e buchi di bilancio proprio nella gestione delle risorse idriche. Sono anni che propongo l’unificazione della gestione per i diversi usi dell’acqua, così come prevede la legge europea, ma purtroppo inascoltato dalla gran parte della maggioranza e da quasi tutta l’opposizione. Infatti, in Consiglio regionale siamo sempre stati soltanto in tre a votare contro i Consorzi di bonifica, con un trasversalismo da far spavento tra maggioranza e opposizione. Ma perché bisogna fare politica dicendo cose non solo inverosimili, ma anche affette da smemoratezza? Non è più facile essere seri, dire la verità senza pregiudizi e in modo lineare, anche quando serve contestare i propri amici di coalizione? È facile stare dalla parte giusta quando il tempo ha già deciso qual era — come nel caso della Xylella — o approfittando delle dimenticanze, come nel caso dei Consorzi di bonifica.»