Comunicato stampa del consigliere regionale Fabiano Amati.
Ma come si fa a capire se i tempi d’attesa sono disallineati o meno? Basta chiederlo a InnovaPuglia e all’ottimo Andrea Iacobbe, che da anni – meritoriamente – si occupa di questo argomento, sfornando tabelle aggiornatissime sugli incredibili disallineamenti, che potrebbero essere già in questo momento fonte di sanzioni in tempo reale.
Se si chiede, infatti, alle ASL notizie sull’argomento delle prestazioni a pagamento, ci si ritroverà sempre all’interno di un labirinto: notizie scarne sui disallineamenti per carente o assente monitoraggio; autorizzazioni arbitrarie per ALPI allargata; extramoenia concessa ai direttori delle unità operative nonostante i divieti della normativa regionale (art. 10 del regolamento regionale n. 24 del 2013, pienamente vigente anche al cospetto dei principi fissati dalla Corte costituzionale con sentenza n. 181 del 2006); ore di specialistica ambulatoriale concesse in eccesso per specialità con minore richiesta di prestazioni; specialisti ambulatoriali che, nonostante i divieti del contratto collettivo, operano imperturbabili nei centri diagnostici accreditati e convenzionati, utilizzando gli incarichi delle ASL solo per allargare la reputazione.
Agende dedicate. Questo strumento dovrebbe essere assicurato ai malati oncologici, rari o cronici, ossia ai più esposti ai rischi da lunga attesa. Per cui le visite e le prestazioni di controllo, quelle da eseguirsi in tempi prefissati, non si dovrebbero prenotare al CUP ma attraverso lo stesso specialista all’atto del congedo per l’ultimo follow-up, anche utilizzando il CUP unico regionale e non solo le unità operative di diagnostica dello stesso presidio o della stessa azienda sanitaria. In questi anni le ASL non hanno mai attivato le agende dedicate con le caratteristiche più appropriate, limitandosi a episodici tentativi a valenza di presidio.
CUP unico regionale. Il sistema tecnologico attuale sarebbe già in grado di assicurare questa possibilità, attraverso il cosiddetto “orchestratore”: il problema è che, se all’orchestra non si fornisce lo spartito, non c’è speranza che suoni. E in questi anni le ASL non hanno mai fornito le agende con congrua estensione – come accertato più volte dalla I Commissione consiliare – per cui il CUP unico non ha mai assicurato la piena funzionalità”.