Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Situazione grave. Sospettiamo accondiscendenze varie, intervenga Emiliano”

“Nel procedimento di costruzione del nuovo Ospedale Monopoli-Fasano risultano gravi incongruenze e una chiara volontà di sfuggire dal fornire chiarimenti da parte della stazione appaltante Asl Bari, considerata la richiesta ingiustificata di rinvio avanzata in vista della seduta odierna. Concentrandomi sui fatti emersi con gli atti trasmessi oggi, mi viene da chiedere: come si può adempiere alle cose da farsi nell’interesse dell’appaltatore, cioè la liquidazione di quasi 8milioni di euro in più, e omettere le cose in favore della stazione appaltante, cioè la sottoscrizione di un atto aggiuntivo con il nuovo cronoprogramma? Eppure entrambi gli adempimenti erano previsti con perentorietà dalla decisione del Collegio tecnico consultivo-CTC, su cui la stessa Asl ha espresso, verbalmente e ripetutamente, il suo dissenso.
Sospettiamo una grande debolezza e quindi accondiscendenza della Asl nei confronti dell’appaltatore e per questo spero che il Presidente Emiliano intervenga al più presto, perché si tratta di mettere in funzione un ospedale per curare le persone e non della costruzione di un circolo ricreativo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Abbiamo rinviato l’audizione al prossimo lunedì 14 febbraio.
Allo stato non è pervenuta né la relazione della Asl sulla determinazione del CTC, né il parere già consegnato alla Asl dalla direzione lavori e sullo stesso atto. Eppure la Asl aveva assunto l’impegno di depositare il tutto sin da lunedì scorso e in vista della seduta odierna della Commissione.
Abbiamo invece ricevuto due richieste di rinvio della commissione a lunedì 14 febbraio, senza la trasmissione della relazione della direzione lavori già nella disponibilità della Asl, e una delibera del Direttore generale con cui si liquidano all’appaltatore quasi 8milioni di euro in più sul valore iniziale del contratto, prelevati dalle casse delle Asl e utilizzando le tasse versate dai cittadini, che saranno pagati entro la giornata di oggi.
Il motivo di tanta celerità nel pagamento consiste nel fatto che la determinazione del CTC prevede detto pagamento nel termine perentorio del 7 febbraio. Spiace però rilevare che la stessa determinazione del CTC preveda un adempimento che avrebbe dovuto essere assunto entro il 31 gennaio è purtroppo disatteso, avente ad oggetto la sottoscrizione di un atto aggiuntivo tra Asl e appaltatore per definire il nuovo cronoprogramma, cioè l’unica cosa nell’interesse dei cittadini e della loro domanda di salute. Perché a questo adempimento d’interesse pubblico non si è provveduto con la stessa tempistica usata per l’adempimento nell’interesse del privato appaltatore?
E pensare che anche la determinazione del CTC, non certo lineare quanto a logica, aveva ritenuto di tenere allineati i due adempimenti, a evitare squilibri tra le rispettive prestazioni o ulteriori elementi di controversia.
La riunione di lunedì prossima della Commissione m’appare quindi decisiva per comprendere dinanzi a quale bivio ci troviamo e se per caso gli atti compiuti non siano già sufficienti per assumere iniziative straordinarie e il coinvolgimento degli organi di giurisdizione contabile. E su questo facciamo affidamento, ovviamente, sulla collaborazione del Presidente Emiliano”.

Amati: “I circoli si autoconvochino. Appoggio esterno perché nomina Palese è sul piano tecnico insufficiente”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.
“Noi del PD dobbiamo avere il coraggio di dire no, anche attraverso l’appoggio esterno e il ritiro degli assessori, abbandonando il mugugno solo sussurrato perché la politica vale per ciò che costa e non per quanto rende.
Chiedo ai circoli di autoconvocarsi sull’argomento della nomina ad assessore di Rocco Palese per suggerire il coraggio ai dirigenti regionali e nazionali, e tutto questo non per questioni di posizionamento politico del passato, presente o futuro, ma perché Palese è stato il protagonista di diversi e clamorosi errori nella più recente storia amministrativa della Puglia per inadeguatezza tecnica, cioè proprio quella che in queste ore gli si accredita a vanto e su cui mi piacerebbe sfidarlo a duello dialettico: il riordino ospedaliero del 2002 e l’insensata distinzione tra ospedali con branche mediche e ospedali con branche chirurgiche senza allestire nemmeno un ospedale di comunità o un presidio territoriale di assistenza; la mancata programmazione della costruzione di nuovi ospedali; la mancata osservanza di una legge del 1992, addirittura, per combattere le liste d’attesa, evitando per complicità con un gruppetto di medici ad allineare i tempi da record delle prestazioni a pagamento​ con i tempi da vergogna dell’attività istituzionale; i ritardi suggeriti al governo nazionale in carica nel 2010 per evitare l’approvazione di un provvedimento statale che avrebbe sbloccato 500 milioni nell’ambito del Piano di rientro,
sulla base di un deficit che lo stesso Palese aveva contribuito a determinare; l’ostilità sulle internalizzazioni per superare il precariato in sanità; il disastroso bond di 165 milioni della Regione; il bond Aqp di 250 milioni; la contrarietà alla proposta di legge sulla ripubblicizzazione di Acquedotto Pugliese; le accuse infondate di malaffare, ruberie e corruzione sui fondi della sanità rivolte a Vendola e a tutti noi nella campagna elettorale del 2010.
Ed è questa solo una piccola parte e in ordine sparso e mi stupisco che lo stesso Vendola e il suo partito non abbiano ancora deciso di ritirare il proprio assessore in Giunta.
Come possiamo noi del Partito Democratico lagnarci in privato all’unanimità per poi nascondere il punto di vista dietro un fiume di parole senza alcun suono e perciò incomprensibili ai cittadini?​
Come possiamo accettare l’idea politicista e strumentale, utilizzata alla bisogna, che tra gli eletti vi siano una massa d’incompetenti e inadeguati al governo, quando per titolo ed esami in tanti possiedono curriculum in grado di superare i concorsi tecnici più difficili?
Dobbiamo reagire, prima che sia troppo tardi, pure per aiutare il Presidente Emiliano a ritrovare chiarezza e linearità nei suoi pensieri e nelle sue tattiche e senza subire gli argomenti di distrazione di massa sull’utilità di sperimentare per scimmiottamento le formule politiche nazionali, incomparabili sotto ogni profilo.
Il vero dramma politico che abbiamo è in termini di politiche poste in atto,​ prova ne sia che tutte le riforme concrete della Regione Puglia, ossia quelle rilevanti che interessano la vita quotidiana dei cittadini, sono state varate su iniziativa del Consiglio regionale: l’obbligo vaccinale per il personale sanitario; lo screening obbligatorio per la SMA; l’istituzione del servizio di genomica avanzata; i test genetici per determinare l’utilità della chemioterapia; la riforma dello screening mammario e l’introduzione dei test genetici BRCA gratuiti; il casco refrigerante per evitare la caduta dei capelli delle pazienti in chemioterapia; il DNA fetale gratuito; il Piano casa in tutte le versioni, compresa la proposta per renderlo strutturale; la legge Radon per prevenire i tumori ai polmoni; la legge acqua e fogna per tutti; la pressione continua per attivare i depuratori e cancellare tutte le pressioni politiche sull’argomento (vedasi caso Porto Cesareo e Nardò). E mi fermo solo per carità di patria.
Una vasta gamma di provvedimenti legislativi e iniziative di indirizzo e controllo, finalizzati a tenere sempre alta la credibilità dell’amministrazione pubblica, utilizzando parole sobrie e gesti determinati e lineari, che sono ciò che danno lunghezza e durata alle cose che si fanno.
Ecco perché bisogna reagire e così evitare che per le mani ci resti infine solo un grande ed effimero gioco di società”.

Edilizia, Amati: “Depositata oggi proposta di legge per nuovo Piano casa strutturale: si chiama Programma eco-casa”

“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge per rendere strutturale il Piano casa: si chiama Programma eco-casa e prende ampliamenti fino al 20 per cento e demolizioni-ricostruzioni fino al 35 per cento del patrimonio immobiliare esistente. Il deposito della proposta di legge serve anche per stimolare il Governo regionale a fare la sua proposta ulteriormente migliorativa e più efficace rispetto alla nostra e a farlo nel più breve tempo possibile: altrimenti il Consiglio regionale avrà un testo da esaminare e portare in aula per risolvere una volta per tutte i problemi che ci propongono le continue impugnazioni ideologiche del Governo nazionale”.

Lo  dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Programma eco-casa di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente”. La proposta è stata sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Maurizio Bruno e Antonio Tutolo.

“La proposta di legge introduce nell’ordinamento regionale il ‘Programma eco-casa’; un programma strutturale e non a termine di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, in grado di raccogliere e superare il ‘vecchio’ Piano casa, eliminando però le incertezze normative generate dalla necessità di continue proroghe e adagiato sulla vigente disciplina normativa statale e regionale.
Le finalità del ‘Programma eco-casa’ sono contenute nella riqualificazione, rifunzionalizzazione e riuso del patrimonio edilizio esistente in aree dotate di opere di urbanizzazione primaria.
Tali finalità sono funzionali al raggiungimento dei seguenti effetti pratici:
a) riduzione del consumo di suolo attraverso la scelta di agire sugli immobili esistenti, necessaria per assicurare l’uso equilibrato e consapevole del territorio, intersecando la cura dei beni ambientali con le domande essenziali delle persone nel mondo proiettato sulla modernità;
b) accoglimento delle esigenze abitative allo stato di difficile soddisfazione, per via di un mercato immobiliare la cui offerta limitata, spesso satura, determina il lievitare dei prezzi, escludendo così – al costo di gravi disuguaglianze – le persone più deboli dal diritto alla casa;
c) accompagnamento a politiche di rilancio demografico, in un Paese che rischia di morire se inseguendo fatue ideologie umano-fobiche non inverte la terribile discesa del trend di natalità;
d) rigenerazione edilizia con materiali ecologici, idonei al risparmio energetico in un mondo che tendenzialmente richiede aumenti di produzione dell’energia per appagare i sempre più nuovi ed efficienti sistemi di vita, su cui nessuna persona è disponibile a rinunciare;
e) vivibilità degli abitati, favorendo attraverso la ritrovata bellezza dei luoghi il senso della storia e della tradizione;
f) tutela del paesaggio complessivo, ossia nel rispetto di ogni parte del territorio, così come preso in considerazione dal PPTR e dalle sue inderogabili norme tecniche d’attuazione, rilevanti e condivisibili per dinamicità mai incline a distruttiva musealizzazione;
g) riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa, attraverso l’indicazione di procedimenti in grado di indirizzare alla gamma degli atti dovuti i provvedimenti di abilitazione agli interventi edilizi, senza sottostare al ‘dogma’ dell’ipertrofia pianificatoria, che ha come intenti mal celati un modello culturale di società somigliante alle idee – spesso poco aderenti con la realtà – del pianificatore e perciò non democratica, ovvero la soggezione (‘cappello in mano’) dei cittadini alla mera volontà del politico di turno o del tecnico responsabile del procedimento, con notevoli rischi di abuso nella scelta degli interessi legittimi da valorizzare e istigazione alla corruzione;
h) larga produttività senza ricorrere alla spesa pubblica attraverso sussidi o agevolazioni, che hanno provenienza – come si sa – dalle tasse dei cittadini;
i) raccolta di fondi da oneri di urbanizzazione, senza ricorrere a incrementi di tassazione, per la realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione.
Il raggiungimento di dette finalità è rimesso al protagonismo assoluto dei Comuni e del loro massimo organo elettivo, il Consiglio comunale, che con deliberazione potrà definire le zone omogenee del proprio territorio in cui sono consentiti gli interventi edilizi previsti dalle disposizioni della legge e quindi attivare il sistema degli ampliamenti e delle demolizioni-ricostruzioni sul patrimonio edilizio esistente; tale deliberazione costituirà variante ‘normativa’ agli strumenti urbanistici, ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale del 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio) e anche per i Comuni dotati di strumentazione urbanistica adeguata alla legge regionale del 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio), lasciando alla Regione una facoltà di controllo e osservazione, purché rapidissima nella sua tempistica, considerato che nella vita delle persone il tempo è un bene scarso e dunque prezioso.
La deliberazione del Comune, in coerenza con il protagonismo assoluto e il dovere d’autodeterminazione che s’intende assicurare all’istituzione locale per eccellenza, potrà anche ridurre i parametri volumetrici e d’applicabilità della disciplina prevista per gli interventi edilizi consentiti dal ‘Programma eco-casa’, ovvero consentire interventi in aree in cui le opere di urbanizzazione potrebbero essere soddisfatte con modalità semplificata attraverso il ricorso al procedimento del permesso di costruire convenzionato previsto dalla legislazione statale.
La proposta di legge rispetta il riparto costituzionale dei poteri e si situa nell’ambito della potestà legislativa concorrente, attenendosi ai principi fondamentali contenuti nel Decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, e al Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR), elaborato attraverso co-pianificazione Stato-Regione, perciò inderogabile, approvato con deliberazione della Giunta regionale del 16 febbraio 2015, n. 176. In questo senso si sottolinea che l’eventuale deliberazione in variante del Consiglio comunale e i relativi interventi edilizi non potranno ovviamente derogare la pianificazione paesaggistica complessiva del PPTR e dovranno rispettare le prescrizioni, indirizzi, misure di salvaguardia e direttive contenute nelle relative Norme tecniche d’attuazione. Il rilascio dei titoli edilizi abilitanti dovrà essere pertanto preceduto, se previsto, dal nulla osta comunque denominato delle amministrazioni competenti alla tutela paesaggistica.
Qualora i comuni interessati dovessero decidere di procedere alla variante normativa nelle zone individuate, gli immobili esistenti residenziali e non residenziali potrebbero essere interessati ad attività di ampliamento, con destinazione finale residenziale o connessa alla residenza, o di demolizione-ricostruzione, con destinazione finale uguale alla preesistente, residenziale o connessa alla residenza, nella misura massima – rispettivamente – del 20 per cento o del 35 per cento”.

Amati: “Il PD decida l’appoggio esterno dopo la nomina di Palese, il magnate del TFM e coautore del Piano ospedaliero di Fitto”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.

“Il PD dovrebbe valutare l’appoggio esterno nonché il ritiro degli assessori. È questa la proposta che formulo al gruppo cui appartengo e sulla scia della contrarietà a questo epilogo espressa ripetutamente anche dal segretario regionale Lacarra.
Non si può accettare che la giunta o le deleghe consiliari divengano un luogo per giochi di società, dove il tutto è finalizzato a creare sempre nuovi equilibri di potere e senza alcun interesse per le decisioni da assumere, per cui finisce per diventare addirittura salvifico il fatto che Rocco Palese, il magnate del Trattamento di fine rapporto e coautore del Piano ospedaliero di Fitto, diventi assessore alla sanità.
Il PD non può partecipare a questo gioco: è una questione di realismo.
Sarebbe dunque il caso di prendere le distanze da questi giochi di società e continuare a occuparsi di liste d’attesa, screening seno-colon-collo dell’utero, genetica, costruzione degli ospedali nuovi, ospedali di comunità, sedute aggiuntive di sala operatoria, piano casa, fonti rinnovabili, crisi industriali e infine, ma non per ultimo, la moralizzazione degli apparati amministrativi della regione”.

Esoma, Amati: “Ministero ostacola la diagnosi precoce malattie rare: intervenga il Presidente dei genetisti Iolascon”

“Ho chiesto oggi al Presidente dei genetisti italiani Achille Iolascon di valutare un’eventuale presa di posizione sulla impugnazione della legge regionale pugliese sul sequenziamento dell’esoma, cioè il metodo per diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare, per difendere l’introduzione di questo importante rimedio di salute, fiore all’occhiello della genetica umana mondiale e previsto dai LEA contrariamente a quanto sostenuto dal Ministero. Farò di tutto per ostacolare ogni perdita di tempo lesiva delle aspettative di guarigione o prevenzione dei pugliesi, nella speranza che il Ministero della Salute decida di occupare la maggior parte del lavoro non tanto a ostacolare l’innovazione dei volenterosi ma a incoraggiarla in tutte le regioni italiane”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ecco il testo della lettera. Preg.mo Professore,
le scrivo in qualità di Consigliere regionale della Puglia, proponente della legge regionale n. 28 del 2021 e dell’articolo 7 (modificativo della predetta legge) della legge regionale n. 36 del 2021, in materia di ‘Istituzione del servizio di genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale-Esoma’
Come a lei noto, il sequenziamento della regione codificante individuale è una prestazione prevista dai LEA 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01a G1.47), attraverso la declaratoria ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’. Tale prestazione era peraltro prevista anche dai precedenti LEA.
Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, in tale concetto rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, cioè ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’, che a tacer d’altro è più efficiente e meno costoso di altri.
Fatto sta che l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto qualche giorno fa l’impugnazione dell’articolo 7 della LR n. 36/2021, modificativo dell’articolo 1 della LR n. 28/2021, paradossalmente approvato proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione della LR n. 28/2021 (giudizio pendente dinanzi alla Corte Costituzionale al n. 59/2021), e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e tutto ciò prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già si vedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione in rincorsa di un Paese non al passo con i tempi dell’innovazione.
Ed invece anche l’articolo 7 della legge regionale n. 36 del 2021 è stato impugnato, incredibilmente per violazione dei LEA, determinando un atto di ‘sleale collaborazione’ sia perché adottato per venire incontro alle esigenze rappresentate dal Ministero sulla legge regionale n. 28 del 2021 (sul punto vi è abbondante carteggio tecnico), sia perché in grado di rallentare il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare; e tutto ciò – al contrario di quanto sostenuto – in violazione dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lasciando i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenterebbe un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si comprende a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che s’intende impugnare. E poiché lei opera in Campania, sarà buon testimone di tanto alla luce del Decreto dirigenziale della Regione Campania n. 348 del 28.9.2021, che contiene esattamente ciò che per la Puglia ha introdotto con le leggi impugnate e giudicate – erroneamente – in violazione dei LEA.
Tenga conto che su questa vicenda ci siamo sempre affidati alla consulenza tecnica del Dott. Mattia Gentile, che legge per conoscenza, il quale potrà riferirle ogni dettaglio.
Disponibile a qualsiasi chiarimento, anche di persona, Le chiedo di promuovere – se possibile – un’iniziativa di sollecitazione nei confronti del Ministero della Salute, rappresentando ciò che riterrà più opportuno, al fine di attestare la coerenza dell’iniziativa legislativa pugliese con la prova scientifica e con l’ordinamento vigente, così da ottenere l’emancipazione della genetica medica italiana da tutti i ritardi da mancato adeguamento legislativo di cui soffre”.

Esoma, Amati: “Governo dice no a legge per diagnosticare 85% malattie; non è nei LEA o forse sì. Boh? Chiedo aiuto ai media”

“Sleale collaborazione: atto secondo. Chiedo aiuto a tutti i media perché è profondamente ingiusto impugnare e quindi bloccare una legge che aiuta a diagnosticare l’85 per cento delle malattie dall’1 per cento del DNA. E il tutto con una motivazione che lamenta la mancata previsione della prestazione nei LEA, che oggi riemerge come motivo dopo che qualche mese fa era stato escluso. Siamo al forse si, forse no, boh, e nel frattempo i malati, sottolineo i malati, non potranno accedere a questa modalità di diagnosi, nonostante in molte regioni – ultima la Campania – sia stata prevista con atto amministrativo e in quasi tutte viene rimborsata ai privati, attingendo dal fondo sanitario. Ma perché il nostro Paese non entra nel merito dei problemi e della condizione umana, prendendo le distanze da tutti gli ingranaggi del potere?”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’ennesima imputazione della legge istitutiva del servizio di sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma.

“Ricapitoliamo i fatti. Il sequenziamento della regione codificante individuale-Esoma, ha come obiettivo la diagnosi dell’85% delle malattie rare, sequenziando l’1% del DNA.
Diversamente da quanto sostiene il Ministero delle Regioni su proposta dei burocrati del Ministero della Salute, tale possibilità è prevista dai LEA 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01a G1.47), attraverso la declaratoria ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’ (si tenga conto che anche nei precedenti LEA era prevista la prestazione).
Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, tenuto peraltro conto che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ è più efficiente e meno costoso di altri.
Fatto sta che l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto l’impugnazione dell’articolo 7 della LR n. 36/2021, modificativo dell’articolo 1 della LR n. 28/2021, paradossalmente approvato proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione della LR n. 28/2021 (giudizio pendente dinanzi alla Corte Costituzionale al
n. 59/2021), e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e tutto ciò prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già se ne vedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione in rincorsa di un Paese mai al passo con i tempi dell’innovazione.
L’impugnazione dell’articolo 7 della LR n. 36/2021, deliberata dal Governo, rappresenta dunque un atto di ‘sleale collaborazione’ (alla luce dell’abbondante carteggio tecnico intercorso sulla vicenda), rallenta il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare, viola l’elenco dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lascia i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenta un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si capisce a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che si è impugnata”.

Piano casa, Amati: “Con impugnazione ideologica il Ministero delle regioni vara la povertà”

“Si tratta di sleale collaborazione. Il Ministero delle regioni ha accolto le obiezioni ideologiche dei burocrati del Ministero della Cultura sul Piano casa e così facendo ha varato la povertà di uno dei più imponenti settori produttivi pugliesi. Mi spiace tanto. Il Consiglio regionale ha fatto di tutto per mantenere in piedi questo strumento di eco-edilizia, legalità e piatti a tavola, purtroppo invano. Ma come mai in questo Paese non si può mai fare nulla di buono a cominciare dalla collaborazione leale tra Stato e regioni per favorire la produzione?”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Un tempo c’era la sinistra e la destra che tra le priorità politiche avevano il tetto sul capo e il cibo sul tavolo. Oggi il valore vincente non è la tutela del suolo incontaminato ma la conservazione di tutto l’esistente, compresi gli immobili fatiscenti, facendo leva sul concetto culturale di paesaggio come riedizione della lotta di classe.
È stata impugnata la mera proroga a tutto il 2022 del Piano casa, mettendo di fatto fine all’efficacia di uno strumento che interviene sugli edifici esistenti, evitando il consumo di suolo, obbliga all’uso di materiali per il risparmio energetico, elimina la necessità di presentarsi con il cappello in mano ai sindaci e ai dirigenti degli uffici tecnici, favorendo la legalità, e produce migliaia di piatti a tavola.
E tutto questo perché, si sostiene proprio così, il paesaggio complessivo potrebbe essere stravolto anche se il Piano casa non si applica nelle aree paesaggisticamente tutelate. Una frase profondamente illogica, perché tendente a sostenere la tutela del paesaggio dove paesaggio tutelato non c’è, un concetto equivalente a decine di paradossi: la punizione di un reato per un reato non commesso; la navigazione di un fiume su un fiume immaginario; il lauto pranzo per osservare il digiuno.
Adesso non so francamente cosa potrà succedere”.

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Seduta interlocutoria per ritardi anche sulla consegna dei documenti informativi. Rinvio a prossima settimana”

“Era prevista in vista della riunione della Commissione di oggi la consegna di una relazione sulla decisione del Collegio tecnico consultivo, quella con cui sono stati assegnati 322 giorni ulteriori di lavoro e 7milioni di euro, e del cronoprogramma dettagliato per l’acquisto di arredi e attrezzature. Purtroppo anche la consegna della documentazione informativa avviene sempre in ritardo (si attende per oggi) per cui sono stato costretto a rinviare la riunione a lunedì prossimo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Si tratta di un’opera pubblica per salvare la vita delle persone. È questo il motivo per cui esigiamo risposte rapide e grande professionalità, senza tollerare alcuna forma di ritardo ingiustificato o giustificato dalla mera inerzia. La missione della costruzione di un nuovo ospedale è priorità delle priorità, per cui quando si accetta l’incarico di seguirne tutte le fasi di costruzione non si può poi prendere l’incarico alla leggera o addebitare le ragioni del ritardo ad altre incombenze meno prioritarie.
Oggi abbiamo svolto una riunione alla fine inutile, nonostante fosse stata fissata proprio accogliendo una richiesta della stazione appaltante Asl di Bari.
Era infatti previsto per oggi sia l’esame di una relazione sulla determinazione del Collegio consultivo tecnico e sia del cronoprogramma dettagliato per l’acquisto di arredi e attrezzature.
E invece è tutto rinviato alla prossima settimana per la mancata consegna di tali documenti.
La determinazione del Collegio ha previsto la concessione di ulteriori 322 giorni per la conclusione dei lavori e 7milioni di euro. Tale impostazione è stata criticata dalla Asl e dalla direzione dei lavori solo verbalmente, per cui si attende di conoscere, attraverso la relazione, le motivazioni dettagliate di tale dissenso, così da comprendere tutte le possibilità di rimedio a disposizione.
Allo stesso tempo, la consegna di un cronoprogramma dettagliato sulle procedure d’acquisto di arredi e attrezzature è un’esigenza irrevocabile, perché già la costruzione dell’ospedale è in ritardo e non vorremmo che si associassero altri ritardi, portandoci al paradosso di vedere la struttura ultimata senza però il corredo di tutto ciò che serve per metterla in funzione.
Mi spiace che nel procedimento di costruzione di questo ospedale, il primo a partire nell’ambito dell’ultima programmazione di edilizia ospedaliera, la Regione Puglia debba svolgere la sua funzione di controllo in questo modo irrituale quanto a intensità e per evitare altri e più gravi rallentamenti. Ma se questo serve a raggiungere l’obiettivo comune, non ci sottrarremo pur qualora dovessero risultare necessari interventi addirittura più intensi e continuativi”.

DH Oncoematologia BR, Amati: “Parte la gara per progettazione e direzione lavori. Finalmente”

“È partita la gara per la progettazione e direzione lavori del nuovo Day hospital di Oncoematologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi. Un’opera importantissima che metterà fine all’attuale disagio di centinaia di malati oncologici e del personale che l’assiste. Ovviamente seguirò tutti i passi delle fasi successive, perché quando si tratta di sanità e salute l’unico mezzo di orientamento efficace consiste nell’immedesimarsi nella condizione di malattia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati

“La necessità di dar vita a questo nuovo padiglione è nata dal fatto che i reparti di Oncologia ed Ematologia contano 50-60 pazienti al giorno per i trattamenti più adeguati.
Il notevole utilizzo ha reso insufficienti la sala d’attesa, le tre stanze visita, le stanze per chemioterapia con poltrone e le stanze con letti per terapie più lunghe. Ora bisogna pensare a fare in fretta, così da affidare i lavori e raggiungere l’obiettivo.
Il costo totale dell’intervento, compresa progettazione e direzione lavori, è pari a ad 8.011.577,39”.