Genetica, Amati: “Slealtà Ministero Salute mette in attesa la cura dei malati. Gelmini non impugni e intervengano società scientifiche”

“La legge regionale sul sequenziamento dell’esoma permette di esaminare l’1 per cento del DNA per diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare. La prestazione è peraltro prevista dai LEA e il Ministero della Salute che fa? Chiede ancora una volta d’impugnare la legge dinanzi alla Corte Costituzionale, perché non rientrerebbe nei LEA. Un atteggiamento illogico e incomprensibile, pagato purtroppo dai malati. Chiedo al Ministro Gelmini di non avallare la richiesta d’impugnativa, perché infondata e pure sleale, e alla società italiana di genetica umana di far sentire la sua voce”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge sul sequenziamento dell’esoma.

“Qualche mese fa il Consiglio regionale approvava una legge per rendere strutturale il sequenziamento dell’esoma, una innovativa tecnica diagnostica in grado di diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare attraverso l’esame dell’1 per cento del DNA.
Il Ministero della Salute formulava inizialmente diverse osservazioni, a partire dalla mancata previsione della prestazione nei LEA e altri marginali dettagli.
La regione deduceva segnalando sia il clamoroso errore sui LEA del 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01 a G1.47) che in quelli del 1996. Il governo decideva comunque d’impugnare, su questioni però marginali.
La Regione decideva allora di apportare modifiche sulle questioni marginali, per ottenere la possibilità del ritiro del ricorso. Sulla legge modificativa, però, il Ministero propone al Consiglio dei Ministri l’impugnativa ritornando sulla questione dei LEA e violando dunque il rapporto di leale collaborazione.
Faccio presente che il sequenziamento dell’Esoma è previsto dai LEA con la dicitura ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’. Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, tenuto peraltro conto che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ è più efficiente e meno costoso di altri.
Nonostante ciò l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto l’impugnazione della legge che paradossalmente era stata approvata proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione (giudizio n. 59/2021), pendente dinanzi alla Corte Costituzionale, e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e il tutto ovviamente prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già si intravedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione di un Paese in continua rincorsa e non al passo con i tempi dell’innovazione.
L’impugnazione della nuova legge, in luogo del ritiro del ricorso pendente, rappresenterebbe dunque un atto di ‘sleale collaborazione’ (alla luce dell’abbondante carteggio tecnico intercorso sulla vicenda), rallenterebbe il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare, violerebbe l’elenco dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lascerebbe i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenterebbe un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si capirebbe – qualora passasse l’idea proposta attraverso le osservazioni formulate dall’ufficio legislativo del Ministero della Salute – a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che s’intende impugnare.
Per questi motivi ho scritto al Ministro Gelmini, chiedendo di non impugnare la legge e di proporre al Consiglio dei Ministri il ritiro del ricorso precedente. E tutto ciò nella più originaria interpretazione del rapporto di leale collaborazione tra Stato e Regione: curare al meglio i malati”.

Spese Protezione civile, Amati: “Per 2020 prevalenza affidamenti diretti, mancano i preventivi comparati. Lunedì prossimo si comincia con spese economato”

“Abbiamo i dati analitici completi per il 2020-21, ma mancano le modalità di affidamento per il 2021 e, per entrambe le annualità, i preventivi di comparazione per la stragrande maggioranza di affidamenti diretti. Nella riunione di lunedì prossimo torneremo sugli ulteriori dettagli delle tabelle presentate oggi e avvieremo il controllo sulle spese dell’economato nell’ultimo quinquennio. In seduta congiunta con la Commissione sanità, inoltre, acquisteremo le informazioni analitiche sulla spesa realizzata dai centri di costo diversi dalla Protezione civile, mentre lunedì 7 febbraio sentiremo i collaudatori dell’ospedale in Fiera.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito della riunione odierna della I Commissione.

“Le attività di controllo e indagine delle Commissioni consiliari attengono a valutazioni diverse ma ben più ampie di quelle riserbate alla giurisdizione, perché riguardano anche il merito delle decisioni e delle scelte.
Per questo motivo è importante conoscere i dati analitici comprensivi di modalità di affidamento e preventivi comparati.
Per quel che riguarda le spese del 2020 vi sono stati 89 affidamenti diretti con comparazioni di preventivi; 11 affidamenti diretti senza comparazione di preventivi (autoambulanza, collaudi, ristorazione, pulizia); 1 affidamento per somma urgenza (messa in sicurezza Istituto comprensivo Fermi-Nervi-Cassandro di Barletta); 2 affidamenti per gara con offerta vantaggiosa (ospedale Fiera); 3 affidamenti per integrazione procedura (ospedale Fiera); 2 affidamenti per ordine di servizio (ospedale Fiera); 1 affidamento per lavori complementari (ospedale Fiera); 14 affidamenti per accordo quadro turismo (Covid hotel); 81 affidamenti per rimborsi spese documentate (associazioni di volontariato Protezione civile); 1 affidamenti per regolamento sospesi commissioni bancarie; 1 affidamento per regolarizzazioni contabili.
Bisognerà ora comparare i preventivi non considerati economicamente vantaggiosi per gli affidamenti con preventivi e le motivazioni degli affidamenti diretti, somme urgenze, integrazioni procedure, ordini di servizio, lavori complementari, accordi quadro turismo e rimborsi spese.
Per quel che riguarda le spese del 2021, non si conoscono allo stato le modalità dell’affidamento, essendo in corso le attività di rendicontazione. Si può solo dire che anche per il 2021 ci sono state spese per l’allestimento dell’ospedale della Fiera del Levante, contributi per alcune Asl e Comuni, acquisti di attrezzature sanitarie e non, nonché rimborsi spese.
Sarà necessario approfondire ulteriormente gli atti degli acquisti dall’estero, poiché potrebbero presentare modalità di selezione dell’acquirente e di pagamento diverse da quelle praticate nell’ambito degli affidamenti nazionali”.

CIS Brindisi-Lecce, Amati: “Speriamo sia la volta buona. E gli investimenti già pronti TAP-SNAM?”

“Tra CIS di Lecce e Brindisi che s’avvia, si ferma e riparte, nella speranza che sia la volta buona, non si riesce però mai a capire quando i sindaci, fuori dalle frasi di circostanza e dai selfie, reclameranno e accetteranno l’unica cosa già pronta: gli investimenti Tap-Snam. Non capisco proprio perché dobbiamo far risparmiare TAP-SNAM, che peraltro stanno vendendo miliardi di metri cubi di gas”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ma quale amministratore pubblico del mondo non trasformerebbe la propria città, abbellendola e migliorandola con tutto il possibile, approfittando di investimenti per compensazione, o per il concetto che più aggrada, da lavori infrastrutturali strategici e irrinunciabili?
Solo qui accade questo. Si nasconde la questione con l’ideologia più inconsistente, e quando proprio non si può fare a meno di prendere posizione si risponde con il metodo parolaio dei verbi coniugati al futuro – studieremo, vedremo, faremo -, con la furbizia di rinviarli quando quel futuro arriva e magari annunciando paradisi che in terra non si vedranno mai.
Il 21 gennaio esattamente di un anno fa si teneva l’ennesima audizione sull’argomento per conoscere lo stato del procedimento e confermare gli investimenti proposti da Tap-Snam e da concordare con le amministrazioni locali.
In quell’occasione, come in altre successive, fu ribadito il programma d’investimenti per 55 milioni, riguardanti una serie di progetti in tema di formazione, ambiente e decarbonizzazione e progetti socio ambientali. Ad oggi, nonostante stia sollecitando da due anni, non si è ancora formalizzato un accordo sulle somme e sui progetti.”

DH Oncoematologia BR, Amati: “Ultima chiamata. Pubblicare subito bando e rispetto per malati”

 

“Questa è l’ultima chiamata, poi aprirò un gazebo di protesta nel parcheggio del Perrino, per vedere pubblicato il bando per la progettazione del nuovo day hospital di Oncoematologia del Perrino di Brindisi. Non posso prima essere sollecitato per mettere assieme la burocrazia nel recuperare le risorse finanziarie necessarie e poi osservare lentezze esagerate e cecità di fronte alle condizioni incivili in cui versa l’attuale day hospital. Prego pertanto il DG a dare non più di 24 ore all’ufficio tecnico per adempiere”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati

“È indispensabile per il Perrino istituire il nuovo Day hospital di Oncoematologia e serve solo lavorare celermente per progettare e realizzare l’opera già finanziata.
Bisogna considerare che l’attuale DH ha una sala di attesa in comune con quello di Oncologia, è aperto mattina e pomeriggio nei giorni feriali ed è utilizzato da circa 50-60 pazienti al giorno per diagnosi e chemioterapie. Il notevole utilizzo ha reso insufficienti sala d’attesa, le tre stanze visita, le stanze per chemioterapia con poltrone e le stanze con letti per terapie più lunghe. Non transigo lentezze burocratiche, ecco perché prego il Direttore Generale di sollecitare la procedura, perché i malati non possono aspettare.”

Depuratore Porto Cesareo, Amati:”Provincia ha dubbi su trincee. Era tutto previsto. Danno ambientale e sanitario continua. Audizione”

 

“Per non fare la cosa più semplice e compatibile con l’ambiente, ci si sta ingarbugliando nelle più inquinanti trincee drenanti che anche la Provincia di Lecce segnala in termini critici, tanto da richiedere la più lunga procedura d’impatto ambientale, senza nemmeno essere certi dell’esito positivo. E nel frattempo il mare e il suolo di Porto Cesareo e Nardò, per varie complicità politiche, continuerà a ricevere liquami non trattati, fonte di inquinamento ambientale e sanitario. Ho chiesto audizione in commissione dell’Assessore alla Tutela delle acque, Aqp, Provincia di Lecce, Comune di Porto Cesareo e Nardò.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati

“Com’era prevedibile ciò che a dire di numerosi tecnici trasformatisi in politici sarebbe stato realizzato in un batti baleno, si è ben presto trasformato in un calvario. Dubbi sulle dimensioni e sulla localizzazione delle insensate trincee da parte della Provincia di Lecce, lasciano ancora spento il depuratore di Porto Cesareo e il collegamento alla fogna di migliaia di immobili.
E tutto questo per non fare la cosa più legale e semplice, consistente nell’autorizzazione allo scarico di acqua sanificata nello stesso punto in cui lo fa il depuratore di Nardò.
È stupefacente il motivo per cui non si fa la cosa più semplice, inquinando il bellissimo mare di Porto Cesareo e Nardò e condannando quelle città a rimanere sempre nell’elenco delle aspiranti perle del turismo pugliese: eccitare le paure della gente per lucrare consenso politico.
Resto peraltro abbastanza meravigliato del fatto che le amministrazioni comunali interessate, in particolare quella di Porto Cesareo, non sollevino in modo eclatante il problema e senza alcuna indulgenza al tatticismo o agli equilibrismi politici. Io sono disponibile ad aiutarli in ogni modo, ma se l’oggettiva esigenza di salute non viene accesa nelle forme più clamorose, è chiaro che gli inquinatori l’avranno sempre vinta e quei bellissimi mare e terra non avranno mai lo stato d’incanto che più meritano.”

Xylella, false cure, Amati: “Come volevasi dimostrare. Ottenuti i risultati dello studio. NuovOlivo non cura batteri”

“Sono arrivati i risultati delle analisi, effettuate in due diversi laboratori, dei campioni prelevati il 30 novembre 2021, rilevando una elevata carica batterica in tutte le piante oggetto di campionamento, senza alcuna differenza tra piante trattate e non trattate con NuovOlivo, e le piante non soggette ad alcun intervento di gestione agronomica. Pertanto, i risultati non evidenziano alcuna azione antibatterica verso i patogeni, a partire da Xylella. Come non sono state confermate le indicazioni sulla potenziale attività antibatterica del prodotto ‘magico’, non è stata osservata nessuna riduzione della carica batterica. Tali piante, pertanto, continuano a rappresentare una importante fonte di inoculo.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati commentando i risultati dei campioni prelevati e analizzati in laboratorio.

“Qualche mese fa avevo denunciato la presenza di prodotti che, magicamente, avrebbero portato gli ulivi all’originale splendore, peraltro con la beffa di vedere sulla cartellonista il logo del Comune di Lecce e dell’Università di Bari (quest’ultimo senza autorizzazione alcuna), con l’evidente tentativo di dare a NuovOlivo il credito di enti autorevoli. Ovviamente si è trattato di raggiro per evocare indirettamente una fantomatica cura dalla Xylella, fitopatologia che provoca il disseccamento degli alberi, per la quale al momento purtroppo non esiste alcun rimedio.”

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Perplessità Asl e direzione lavori su lodo CTC. Attendiamo relazione e valutiamo iniziative”

“Per la costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano la Asl Bari e la direzione lavori hanno espresso forti perplessità sulla determinazione con valore di lodo del Collegio tecnico consultivo, con cui sono stati assegnati 322 giorni di proroga alla fine dei lavori e circa 7milioni di maggior costi, peraltro stupendosi del voto favorevole del rappresentante della Asl nello stesso collegio. Attendiamo ora la relazione che la Asl e la direzione lavori presenteranno tra 10 giorni alla Commissione, riservandoci ogni eventuale azione diretta ad ottenere la regolarità e la celerità dei procedimenti e dei lavori, e alla salvaguardia della salute dei cittadini e dei fondi pubblici investiti”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando la riunione della I Commissione sulla verifica dell’andamento della spesa per la costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano.

“La determinazione del CTC desta perplessità in prima battuta nella parte in cui si calcolano i giorni di ritardo per causa Covid utilizzando l’intero periodo contrattuale delle lavorazioni, cioè anche il periodo in cui il Covid non c’era. A maggior ragione si fa presente che i motivi del mancato rispetto del cronoprogramma nel periodo precedente al Covid, sono chiaramente addebitabili al fatto noto delle difficoltà economiche dell’originario appaltatore Astaldi, il quale non riusciva nemmeno a presentare la documentazione idonea ad ottenere le anticipazioni previste dalla legge. Come tutto questo – che si spera sia stato rappresentato dalla Asl con dovizia di particolari e valutato con attenzione dal CTC – abbia potuto influire sul presunto ritardo da Covid senza che il Covid ci fosse è questione logica che non si riesce a capire.
In ogni caso attendiamo la relazione della Asl e della Direzione lavori per conoscere il complesso delle osservazioni critiche, per poi decidere eventuali iniziative utili a conseguire nel più breve tempo possibile la consegna dell’ospedale.
Il nostro unico interesse è l’apertura del nuovo ospedale a copertura di una domanda di salute che non ha mai avuto una risposta d’eccellenza in un raggio lungo 130km, ossia tra Bari e Brindisi. Spero solo che questo nostro prioritario interesse coincida con quello dei tecnici e dell’impresa nelle loro qualità di cittadini, come noi probabilmente desiderosi di una sanità all’altezza di curare le malattie sempre in agguato”.

Screening al seno e genetica, Amati: “È legge il test anche alle 40enni e le prove BRCA. Una rivoluzione unanime in poche ore”

“Una rivoluzione in poche ore. È legge della Puglia lo screening per tumori alla mammella ampliato alle quarantenni e i test genetici BRCA gratuiti per le persone sane e a rischio ereditario. Sono orgoglioso di tutti i miei colleghi, che all’unanimità e in poche ore hanno deciso di dichiarare la nuova ‘guerra’ al carcinoma mammario. Una legge utilissima, con tanti automatismi, che mette anche fuori gioco i rinvii burocratici ad atti amministrativi a ripetizione o a tavoli vari allestiti per estenuanti mediazioni, che sono una parte importante del peso da ritardo che la sanità si porta dietro. E ora a lavoro, abbiamo da salvare tante vite umane”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della legge sullo screening mammario e i test genetici BRCA.

“La nuova legge estende alla fascia d’età 45-49 lo screening mammario e istituisce la valutazione  sulla necessità di estensione dello screening alla fascia d’età 40-44.
È stato introdotto, inoltre, l’obbligo di invitare allo screening tutte le donne aventi diritto, pena la decadenza del direttore generale della Asl interessata, l’obbligo di fissare le date dello screening a carico del Centro senologico, senza le file imbarazzanti dinanzi allo sportello del Cup, e la sanzione nel caso di mancata e ingiustificata presentazione allo screening.
Con la nuova legge, è compiuta anche una rivoluzione in materia genetica, introducendo la gratuità dei test BRCA1 e BRCA2 anche per i familiari sani di persone affette da tumore e con mutazione genetica, assegnandoli a un programma di sorveglianza gratuita clinico-strumentale, sempre sotto la gestione dei Centri senologici.
Nelle prossime ore controllerò con estrema attenzione e pignoleria l’esecuzione della legge, reclamando il rigore delle sanzioni previste qualora dovessi registrare inadempienze. La lotta per la vita non può ammettere diserzioni.
Ringrazio per i suggerimenti tutto il pool scientifico dell’IRCSS Giovanni Paolo II di Bari, a cominciare dal Commissario Alessandro Delle Donne e dal Direttore scientifico Angelo Paradiso, e direttore del Laboratorio di genomica del Di Venere Mattia Gentile.
Ringrazio tanti medici oncologi che mi hanno incoraggiato, loro sanno quanto mi sono cari, e le associazioni di pazienti oncologici che mi hanno offerto la possibilità di trasformare in energia il calore datomi in dono e che porterò sempre con me”.

Spese Protezione Civile, Amati: “Tra 2020 e 2021 spesi 200milioni. Ora il dettaglio e le modalità affidamento”

“Tra il 2020 e il 2021 la struttura di supporto nominata dal Presidente della Regione e incardinata presso la Protezione civile ha speso circa 202milioni. Ora attendiamo di conoscere quanto sia stato speso con fondi attribuiti dalla gestione sanitaria e da altri fondi di finanziamento, unitamente alla conoscenza analitica di tutte le spese e delle relative modalità d’affidamento. E tutto questo nella riunione già convocata per lunedì prossimo”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Nell’esercizio 2020 le somme impegnate ammontano a euro 128.275.432,14, così distinte: gestione ordinaria materiale sanitario per ospedali, comprensivo di attrezzature per euro 9.227.456,8; manutenzione straordinaria beni di terzi per euro 3.467.978,84; ulteriori attrezzature per ospedali per euro 5.499.996,50; gestione provveditorato per automezzi Covid per euro 80mila; DPI e attrezzature sanitarie urgenti per euro 107.500.000; spese per Covid hotel e servizi sanitari vari per euro 2milioni; trasferimenti alle associazioni di volontariato per euro 500mila.
Nell’esercizio 2021 le somme impegnate ammontano a euro 73.443.409,10, così distinte: gestione ordinaria materiale sanitario ospedali per euro 2milioni; gestione ordinaria attrezzature ospedali per euro 2milioni; manutenzione straordinaria beni di terzi per euro 922.756,81; attrezzature per centri vaccinali, sito DPI, ospedali ecc. per euro 1.242.074,03; servizi Covid, assicurazioni volontari, logistica ecc. per euro 509.274,36; dpi e attrezzature sanitarie urgenti per euro 53.476.185,29; Covid hotel e servizi sanitari vari per euro 5.388.464,01; trasferimenti agli enti locali per euro 285.567,49; trasferimenti associazioni di volontariato per euro 1.499.957,00; allestimento centri vaccinali per euro 2.009.982,37; servizi vari, trasporto DPI, call center, supporto Asl ecc. per euro 3.606.253,26; manutenzioni ordinarie per euro 502.894,49.
Nell’ambito delle aggregazioni più generiche e sulla base di una prima e sommaria precisazione analitica, si registrano le spese per i voli Cargo-ponte aereo con la Cina per il trasporto di DPI, apparecchiature sanitarie d’emergenza, spese aeroportuali di logistica, spese di deposito presso aereoporto, spese di logistica urgenti, spese per distribuzione DPI a domicilio presso gli ambulatori medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
Con riferimento alle forniture provenienti dalla Cina e sempre in ambito di prima e sommaria precisazione analitica, nel 2020 sono stati acquistati beni sanitari di consumo, consistenti in mascherine, DPI facciali filtranti monouso, materie prime per produzione DPI, macchinari e apparecchiature sanitarie, per complessivo euro 17.254.250.
Le voci di spesa Assistenza medica, diversa da quella delle Asl e sempre in via di prima e sommaria precisazione analitica, riguardano l’acquisto e il noleggio di macchinari e apparecchiature per diagnostica Covid e fornitura dei relativi materiali di consumo, destinate alle strutture sanitarie, pronto soccorso e laboratori di diagnostica per complessivi euro 33.541.907,69”.

Tumori al seno, Amati: “Rivoluzione approvata in Commissione. Screening alle 40enni e test BRCA gratuiti a familiari sani”

 

“La Commissione sanità ha approvato una rivoluzione nell’attività di prevenzione del tumore al seno, estendendo a tutte le 40enni lo screening, facendo decadere i direttori generali che non fanno il loro dovere e stabilendo la gratuità dei test genetici BRCA, oltre che le attività di sorveglianza per le persone sane ma con storia familiare di tumore. Sono molto soddisfatto di un voto unanime espresso in qualche minuto, al servizio di una guerra a una malattia che colpisce 1 donna su 8, cioè tutte, e che viene dichiarata per appagare la più importante ma spesso dimenticata politica di genere per la vita”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore alla mammella e istituzione del programma di valutazione del rischio per paziente con mutazioni geniche germinali”.

“Spero ora che il Consiglio regionale la approvi al più presto.
La proposta di legge approvata dalla Commissione appaga una necessità di prevenzione che va slegata al più presto dalle pastoie burocratiche e ammessa alle modalità più risolute del chi-non-fa-perde-il-posto.
Infatti: ad oggi tutti gli atti aziendali delle Asl dicono che devono essere invitate allo screening il 100% delle donne interessate. La media regionale di inviti, invece, dice che non si supera il 65 per cento: troppo poco per una regione che vuole prevenire gli effetti mortali di questa malattia. La proposta di legge prevede, a questo proposito, la decadenza dei manager Asl qualora non si raggiunga l’obiettivo indicato negli stessi atti aziendali.
Inoltre: la proposta di legge estende la classe d’età dello screening alla fascia 40-49, non solo dunque alla fascia 50-74, e prescrive la fissazione delle date di screening a carico dei Centri senologici, nella periodicità prescritta, senza lasciare le donne in balìe delle file dinanzi allo sportello del Cup.
Ancora: la proposta di legge introduce la gratuità dei test genetici BRCA1 e BRCA2 alle persone sane ma con storia familiare di tumore, per individuare la sussistenza di una mutazione genetica e quindi la necessità di attivare un percorso di sorveglianza clinico-strumentale: anche l’attività di sorveglianza sarà gratuita ed erogata dai Centri senologici.
Infine: la proposta di legge rinnova la dichiarazione di guerra al tumore al seno, senza alcuna indulgenza per lentezze e inerzie, provando a innovare profondamente per generare un rapido adattamento dell’organizzazione alle necessità di salute. E tutto questo perché è ampiamente dimostrato che nella pubblica amministrazione si stenta a compiere riforme e rivoluzioni perché il punto di partenza è sempre arroccato sul minore sconvolgimento degli assetti organizzativi, per via di umane resistenze all’abitudine, a discapito dell’oggetto centrale dell’attività che si ha il dovere di compiere e che in questo caso consiste nella protezione della vita umana dalla violenza della malattia”.