“Con la riadozione in Giunta del Piano paesaggistico regionale, fissata per la prossima settimana, si realizza il risultato auspicato sin dall’inizio dal Partito democratico: quello di una interlocuzione con i territori, i rappresentanti istituzionali, l’Anci, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali, per far emergere le criticità legate al Piano ed elaborare proposte di modifica che diventeranno parte integrante della riadozione. A differenza di quanti chiedevano a gran voce una revoca del provvedimento, alla base della campagna di ascolto da noi attivata, c’è sempre stata la volontà politica di dotare la Puglia dello strumento che segnerà il suo sviluppo per i prossimi anni”.
E’ quanto dichiarato dal capogruppo Pd Giuseppe Romano nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina in Consiglio regionale per fare il punto sul percorso che lo strumento urbanistico compirà nei prossimi giorni. A partire dal passaggio in V commissione che – ha ricordato Romano – “sta già garantendo una vasta ed ampia consultazione sulle questioni di competenza regionale. Ma non siamo contrari alla proposta del capogruppo Udc Negro di riportare in capo al Consiglio regionale le competenze regolamentari”.
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“Sembra che oggi la soluzione indicata dal governo regionale incroci quanto negli ultimi mesi ho sempre ripetuto, col consenso unanime del mio gruppo politico, con riferimento al Piano Paesaggistico Territoriale: la riadozione con modifiche”.
“Ritengo sia indispensabile un approfondimento sullo stato dell’iter tecnico-amministrativo relativo al programma di edilizia ospedaliera, che prevede la realizzazione dei due nuovi ospedali di Taranto e di quello intermedio di Bari-Brindisi, allo stato risultanti già finanziati con delibera CIPE”.
“Per i lavori sulla 172 dir abbiamo finalmente l’atto più importante: il parere paesaggistico favorevole, rilasciato due giorni fa. Continuiamo senza mollare la presa.”
“Siamo tutti impressionati dal rapporto SVIMEZ. Viene da chiedersi, però, perché ce ne ricordiamo nelle considerazioni annuali sui rapporti e non nelle attività legislative e amministrative di ogni giorno? Quando la SVIMEZ descrive la desertificazione industriale, con crollo di investimenti e consumi, ci chiediamo mai quanto compatibili siano, in termini di proporzioni, il nostro giusto spavento per i dati di povertà con le teorie della lentezza, del chilometro zero, del piccolo è bello, della decrescita felice, della paesologia (tutela del paesaggio trasformata in patologia) e dello scarso interesse per ogni forma di sburocratizzazione?”
“La politica deve limitarsi a dire se fare o meno la TAP. La localizzazione dell’approdo e le tecniche costruttive appartengono a valutazioni tecnico-scientifiche, indirizzate a conseguire il minor impatto nell’ambito di un procedimento di ponderazione accurata tra costi e benefici.”