Consiglio regionale, Amati, Vizzino e Tammacco: “Subito in aula PDL per internalizzare Centro risvegli di Ceglie. Atto di efficienza, trasparenza e legalità”

“Il 7 maggio chiederemo il voto del Consiglio regionale sulla proposta di legge per internalizzare il servizio del Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, dopo tanti anni in gestione privata e con contratto scaduto.
L’eventuale approvazione della legge porterebbe maggiore efficienza e rispetto della vocazione originaria di struttura pubblica per la riabilitazione intensiva. A ciò si aggiunga che l’attuale gestione avviene in forza di un contratto scaduto da tantissimi anni, mai prorogato, in violazione dei criteri di trasparenza e legalità posti a presidio delle procedure di affidamento dei servizi.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Mauro Vizzino e Saverio Tammacco.

“L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
È questo il senso della proposta di legge per internalizzare il Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica e l’istituzione del Centro regionale di riabilitazione intensiva.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM” di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e, previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”

Consiglio del 7 maggio, Azione: “È urgentissimo. PDL su SLA, bronchiolite, papilloma e Centro risvegli. L’onestà è nella capacità di fare le cose”

“Avendone il diritto, abbiamo chiesto l’iscrizione obbligatoria all’ordine del giorno del Consiglio regionale del prossimo 7 maggio, delle proposte di legge sulla SLA, sulla bronchiolite e papilloma virus e sul Centro risvegli di Ceglie Messapica. Tra proposte di legge la cui approvazione è urgentissima e riguarda non la vita politica ma la vita reale delle persone. L’onestà consiste nella capacità di fare le cose presto e bene, non è nelle etichette o in una fortunata campagna di comunicazione.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea. 

PDL su SLA (è stata sottoscritta anche dai colleghi Leo, Tammacco e Vizzino).
La proposta riguarda la Sclerosi laterale amiotrofica – SLA e in particolare i test genetici, al fine di meglio precisare la diagnosi di malattia e conseguire maggiore efficacia terapeutica (accogliendo le novità farmacologiche più avanzate già a disposizione e quelle – speriamo – di prossima disponibilità) per i casi con causa genetica e ridurre la spesa per mobilità passiva anche per gli esami diagnostici (attualmente e inspiegabilmente rivolta presso strutture extraregionali). In questo senso, si chiede d’istituire l’obbligo della prescrizione di test genetico, salvo espressa rinuncia della persona interessata o di chi ne abbia la facoltà legale, per individuare eventuali mutazioni dei geni SOD1, FUS, C9ORF e TDP43, ovvero di ulteriori geni individuati nel corso degli anni successivi e sulla base di nuove e ulteriori innovazioni scientifiche e tecnologiche.
La proposta di legge provvede a istituire, inoltre, la Consulenza genetica SLA (CGSLA), al fine di diagnosticare con maggiore precocità e tempestività le forme genetiche di Sclerosi laterale amiotrofica.
La CGSLA sarà assicurata a tutte le persone affette e a quelle con rischio di predisposizione accertata su base familiare, allo scopo di programmare eventuali iniziative di sorveglianza diagnostica, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali.
I requisiti d’accesso e le modalità di erogazione della CGSLA, comprese la presa in carico, le misure di sorveglianza diagnostica e relativa periodicità, tra esse le verifiche sulla maggiore concentrazione di subunità di neurofilamenti nel liquor o nel sistema circolatorio, ovvero altre e ulteriori analisi su biomarcatori comunque denominati, saranno stabiliti con delibera del Direttore generale dell’Agenzia regionale per la salute e il sociale della Puglia- AReSS, sentiti gli specialisti dei Centri di riferimento per la SLA individuati dalla Regione nella rete per le malattie rare, qualificati nell’assicurare il percorso di presa in carico dei pazienti e la prescrizione dei relativi test genetici. In particolare, tra tali Centri sarà individuato dalla stessa AReSS il Centro con funzione di coordinamento, per esperienze e maggiore casistica trattata, delle attività e i relativi protocolli e assumere il ruolo di referente nell’istituzione e nella gestione del Registro regionale delle malattie neurodegenerative (non solo SLA), da istituirsi con l’approvazione della stessa proposta di legge. La CGSLA, l’eventuale test genetico e la sorveglianza diagnostica, saranno ovviamente gratuiti.
La proposta di legge provvede, infine, a istituire il Registro regionale malattie neurodegenerative (Registro), utilissimo per meglio gestire l’epidemiologia e le attività di ricerca.
Il Registro raccoglierà i dati anagrafici, genetici e clinici, compresi i percorsi diagnostici e terapeutici, dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative, per finalità epidemiologiche e di ricerca, così da ottenere una più adeguata conoscenze delle diverse malattie e contribuire ad accelerare lo sviluppo di terapie e trattamenti innovativi.
Il Registro sarà compilato, gestito e aggiornato, nell’osservanza di tutte le leggi statali in materia di protezione dei dati sensibili, dall’Agenzia regionale per la salute e il sociale della Puglia- AReSS.
In termini transitori, la proposta di legge prescrive il test genetico a tutti i pazienti con diagnosi già acclarata alla data dell’entrata in vigore della legge e per i quali non è stata disposta l’indagine genetica.


PDL su PAPILLOMA VIRUS E BRONCHIOLITE

(è stata sottoscritta anche dai colleghi Leo, Lopalco, Tammacco e Vizzino
La proposta di legge riguarda misure per conseguire l’aumento della copertura della vaccinazione anti Papilloma virus umano (HPV) e la prevenzione delle infezioni da Virus respiratorio sinciziale nel neonato (VRS – bronchiolite).
Nello specifico.


Vaccinazione anti-HPV.
Si tratta di una strategia per rendere la rete informativa a maglie strettissime, cosi da ridurre i non vaccinati alla sola percentuale di ragazzi e famiglie che scelgono il rifiuto in piena consapevolezza.
Per rendere dunque capillare il dovere d’informazione a carico delle autorità sanitarie e scolastiche sull’utilità della vaccinazione anti papilloma virus umano, così da debellare le infezioni e prevenire le relative conseguenze cancerose, nell’esclusivo interesse dei giovani pugliesi a una vita di relazione quanto più libera e affidabile, si stabilisce che l’iscrizione ai percorsi d’istruzione previsti nella fascia d’età 11-25 anni, compreso quello universitario, è subordinata alla presentazione di documentazione, già in possesso degli interessati, in grado di certificare l’avvenuta vaccinazione anti-HPV (quindi nessun aggravio per le strutture di certificazione), ovvero un certificato rilasciato dai centri vaccinali delle ASL di riferimento, attestante – a scelta degli interessati – la somministrazione, l’avvio del programma di somministrazione oppure il rifiuto alla somministrazione del vaccino. Non è dunque previsto un obbligo vaccinale, ovviamente, ma l’attestazione di una scelta, finalizzata solo ed esclusivamente al diritto di essere informati dei ragazzi. Quale ulteriore prova che si tratti del diritto dei ragazzi (e famiglie) a essere informati, vi è l’ulteriore previsione di un’attestazione – alternativa alle prime tre ipotesi (somministrazione/avvio programma di somministrazione/rifiuto della somministrazione) – limitata al mero riferimento sull’’avvenuto espletamento del colloquio informativo sui benefici della vaccinazione, senza dunque dover costringere gli interessati a prendere implicitamente posizione.
I dati raccolti nell’applicazione della disposizione come riferita, rientreranno nella gamma dei dati sensibili in materia di salute e perciò dovranno essere protetti con le garanzie e le tutele previste dalla legge.


Prevenzione delle malattie da VRS – bronchiolite.
Si tratta della proposta di rendere disponibile un’efficace strategia di prevenzione delle malattie causate dal Virus respiratorio sinciziale (VRS) nei bambini, attraverso la somministrazione degli anticorpi monoclonali umani approvati dalle autorità regolatorie.
La somministrazione sarà effettuata: in ambito ospedaliero, prima delle dimissioni dal reparto di maternità, per tutti i bambini nati nel periodo epidemico ottobre-marzo; a cura dei servizi territoriali, possibilmente nel mese di ottobre e comunque prima della conclusione del periodo epidemico, per i bambini nati nel periodo aprile-settembre.
Le modalità di somministrazione, i dosaggi e la periodicità, saranno quelli stabiliti dai documenti approvati dalle autorità di regolazione e dalle linee guida più aggiornate.
La strategia preventiva andrà integrata e resa complementare ad altre modalità di prevenzione primaria qualora si rendessero disponibili.

CENTRO REGIONALE DI RIABILITAZIONE INTENSIVA(CENTRO RISVEGLI) DI CEGLIE MESSAPICA (è stata sottoscritta anche da” collega Vizzino)
L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
È questo il senso della proposta di legge per internalizzare il Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica e l’istituzione del Centro regionale di riabilitazione intensiva.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM”  di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”

Ospedale nord barese, Amati: “Dirigenti assessorati assenti in Commissione perché avevano come priorità evento di comunicazione in Fiera. Il mondo al contrario. Ci vediamo lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi sarebbe stata la giornata dell’audizione di alcuni dirigenti dell’Assessorato regionale alla Sanità, per il parere al programma clinico gestionale del nuovo ospedale del nord-barese, così da consentire l’avvio della progettazione. E tale parere avremmo dovuto ottenerlo sin dalle giornate immediatamente successive al 25 marzo scorso.
E invece non si è fatto nulla. Assenti. La giustificazione sarebbe stata la priorità di un evento di lancio delle attività di comunicazione sul fascicolo elettronico, intitolato con lo slogan suggestivo ‘Un click per la salute’. Se è questa una priorità, vuol dire che il mondo gira al contrario.
Non si capisce perché questo evento di comunicazione possa ritenersi prioritario rispetto alle procedure di costruzione del nuovo ospedale del nord-barese, anche considerando la possibilità, alternativa alla partecipazione in presenza, d’invio di una relazione scritta – ovviamente concreta – così da assicurarsi il tempo libero per i convegni, che in ogni caso non si comprende perché non si fissino mai per le ore pomeridiane e dopo il lavoro d’ufficio.
Noi continueremo la nostra battaglia, come sempre, dando appuntamento a lunedì prossimo. Per noi l’attività amministrativa viene prima degli eventi di comunicazione, così come è stato definito quello odierno sul fascicolo elettronico, nella lettera invito inviata a tutta la burocrazia sanitaria.”

Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Policlinico assente in Commissione perché aveva come priorità evento di comunicazione in Fiera. Il mondo al contrario. Ci vediamo lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi sarebbe stata la giornata dell’audizione del Policlinico di Bari sull’avvio della progettazione per la realizzazione del Centro regionale di malattie neuromuscolari. E invece non si è fatto nulla. Assenti. La giustificazione sarebbe la priorità di un evento di lancio delle attività di comunicazione sul fascicolo elettronico, intitolato con lo slogan suggestivo ‘Un click per la salute’. Se è questa una priorità, vuol dire che il mondo gira al contrario.
Non si capisce perché questo evento di comunicazione possa ritenersi prioritario rispetto al Centro regionale di malattie neuromuscolari, anche considerando la possibilità d’invio di una relazione scritta – ovviamente concreta – così da assicurarsi il tempo libero per i convegni, che in ogni caso non si comprende perché non si fissino mai per le ore pomeridiane e dopo il lavoro d’ufficio.
Noi continueremo la nostra battaglia, come sempre, dando appuntamento a lunedì prossimo. Per noi l’attività amministrativa viene prima degli eventi di comunicazione, così com’è scritto nella lettera invito inviata a tutta la burocrazia sanitaria.”

Cardiologia BR, Amati: “Operativa la nuova sala per emodinamica. E dopo le battaglie le cose succedono. Buon lavoro ai medici e grazie a tecnici e maestranze”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È operativa la nuova sala per emodinamica del reparto di Cardiologia del Perrino di Brindisi. Dopo le battaglie e il fiato sul collo le cose succedono, mettendo i medici nelle condizioni di salvare le persone. Dopo la scossa di alcune settimane fa, l’autorizzazione regionale all’acquisto delle attrezzature di dettaglio, l’installazione dell’angiografo Philips Azurion e i lavori edili necessari, si regolarizza l’offerta per curare le malattie tempo-dipendenti. E tutto ciò mette fine a gravi problemi organizzativi, fondati sull’utilizzo di un unico angiografo, quello che invece dovrebbe servire per la radiologia interventistica.
Devo dire che nelle ultime settimane c’è stata una notevole intensificazione dei lavori e ciò va accreditato con gratitudine al Direttore dei lavori della ASL Daniele Paladini, all’impresa e soprattutto alle maestranze.
L’assenza di questo importantissimo servizio generava il trasferimento di pazienti infartuati a Lecce, a causa della contestuale indisponibilità dell’unico angiografo a disposizione, posto al servizio anche dei chirurghi vascolari.
Buon lavoro ai medici e a tutto il personale sanitario e non sanitario dell’Unità operativa di Cardiologia, fiore all’occhiello dell’assistenza pubblica della provincia di Brindisi.
Ora mi sposto su altre battaglie ancora da vincere.”

Nuovo ospedale Andria, Azione: “Consegnato nuovo clinico-gestionale. Uguale al vecchio. Ma perché abbiamo cominciato daccapo? Per farcelo bocciare dal ministero?”

Comunicato stampa dei Consiglieri regionali Fabiano Amati e Ruggiero Mennea, e del Consigliere comunale di Andria Gianluca Grumo.

“Dopo tanto penare è stato consegnato l’aggiornamento al dimensionamento clinico-gestionale del nuovo ospedale di Andria. È praticamente uguale a quello vecchio, tranne qualche nuova e ulteriore dotazione, non spiegabile con facilità, perché proveniente dalla stessa penna di chi aveva provato a togliere più di qualcosa e addirittura a declassare l’ospedale al I livello.
Ma se è tutto uguale, tranne quanto puntualizzato prima, perché abbiamo rinnovato il procedimento? Perché abbiamo fatto questo grande giro intorno, perdendo tanto tempo e mettendo in discussione la progettazione già esistente e il procedimento di validazione in corso?
C’è forse al fondo la volontà di sottoporre di nuovo il dimensionamento all’approvazione ministeriale, nella speranza che sia severa, ma tanto severa da ottenere per mano altrui il tanto agognato declassamento che non è riuscito per mano propria?
Un pensiero cattivo. Non c’è dubbio. Utile però a lasciare traccia di un sospetto che magari ci pentiremo di aver avanzato e per il quale saremo costretti a chiedere scusa. Sarebbe molto più semplice, e con minori insidie, se si ritornasse al vecchio procedimento, al vecchio dimensionamento clinico-gestionale e alla progettazione esistente, completando il procedimento di verifica e validazione. E nel frattempo riproporre l’accordo di programma al ministero per la riassegnazione delle somme ad oggi non più disponibili a causa scadenza del vecchio accordo di programma, con la speranza di ottenere una pronta risposta perché fondata su documentazione già abbondantemente esaminata.
Questa è la nostra idea. Ma speriamo di sbagliarci perché, se non dovessimo sbagliarci, le burocrazie sanitarie si predispongano a chiedere scusa alle migliaia di persone che a causa di questo gioco burocratico non potranno ottenere le cure necessarie. Però temiamo che le scuse non saranno accettate.”

Fine vita, Amati: “Approvare subito pdl, già all’odg da gennaio 2023. È questione di legalità in favore dei malati irreversibili e risposta a Meloni sul caso Emilia Romagna”

“Per una questione di legalità e di rispetto per la libertà degli altri, chiedo l’approvazione della mia proposta di legge sul fine vita, già all’ordine del giorno del Consiglio regionale dal 17 gennaio 2023. Sarebbe una risposta di legalità, perché in esecuzione di un obbligo sancito dalla Corte costituzionale sin dal 22 novembre 2019, con la sentenza n. 242, e purtroppo disatteso.
Non si può decidere la vita degli altri sulla base dei propri convincimenti, così come sta facendo il Governo Meloni con l’impugnazione dinanzi al TAR della delibera dell’Emilia Romagna, nella speranza di strumentalizzare la giustizia amministrativa per aprire un fronte di propaganda attraverso un ricorso con esito di rigetto abbastanza scontato.
L’opportunità di una legge, al posto di una delibera adottata per evitare le possibili controversie nel dibattito consiliare, consiste nel fatto che l’eventuale impugnazione del Governo nazionale dovrebbe essere giudicata dalla Corte costituzionale, ossia dall’organo di legittimità che ha imposto alle regioni, con una sentenza additiva di prestazioni, l’obbligo di garantire il fine vita.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’approvazione della proposta di legge sancirebbe l’osservanza pugliese della sentenza della Corte costituzionale, ritenuta dal Ministero della Salute auto-applicativa e fonte di obblighi esecutivi a carico delle regioni, per cui è già da escludere in partenza il rischio di una sentenza d’incostituzionalità.
Nel merito, la sentenza della Corte costituzionale n. 142 del 2019 ha sottratto dall’alveo della penale responsabilità la condotta di assistenza alla morte in presenza di determinate condizioni e fatto salvo il diritto di obiezione di coscienza, facendo scaturire – anche in termini di rispetto della dignità della persona umana – il dovere delle strutture sanitarie e del personale sanitario di prestare tutta la più adeguata assistenza per conseguire uno scopo, la morte, fonte di minore afflizione e sofferenza rispetto ad ogni cura e senza aver rinunciato prematuramente alle cure palliative.
Così posta la questione e riaffermando la competenza concorrente delle regioni in materia di tutela della salute, emerge dunque l’obbligo per le strutture sanitarie italiane, la cui gestione avviene com’è noto a livello regionale, di fornire il livello di assistenza riveniente dall’applicazione di norme statali, così come derivate da un giudizio di costituzionalità con cui è stata ampliata la sfera di non punibilità di una condotta sanzionata dall’art. 580 del codice penale e perciò aggiungendo una nuova prestazione assistenziale a carico del servizio sanitario nazionale e regionale.
La sentenza additiva di prestazione della Corte costituzionale risulta peraltro bilanciata anche con riferimento all’articolo 81 della Costituzione, poiché la nuova prestazione è abbondantemente coperta dai Livelli essenziali di assistenza sia nella prospettiva delle cure comunque necessarie previste per i malati terminali e cronici, sia per la sua assimilabilità sotto il profilo meramente finanziario alle cure palliative.
Non si capisce quindi perché non dovremmo approvare subito la proposta di legge.”

Riabilitazione intensiva, Amati: “Approvata in Commissione pdl. Se approva Consiglio il San Raffaele diventa pubblico con transito personale”

“È stata approvata oggi in Commissione una proposta di legge per far diventare a gestione pubblica il centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, oggi gestito dalla fondazione San Raffaele, così da istituire un Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera, utilizzando tutto il personale oggi in servizio. Una proposta che rompe ogni indugio, ritardo, e riporta la struttura alla missione e proprietà originaria; la proposta fu ispirata da una visita nell’aprile scorso alla struttura, con l’ingresso in ogni camera, lo sguardo su ogni malato e la guida di professionisti con competenza e cuore.
Un’esperienza umanamente forte e amministrativamente istruttiva, per ambire al meglio, migliorare l’assistenza e monitorare la qualità, smetterndola con le proroghe, le incertezze e il servizio limitato rispetto al potenziale. E il tutto in attesa di poter associare al più presto, anche l’ampliamento al Centro risvegli in costruzione, così da istituire nella nostra regione un luogo di ragionevole speranza.”

Lo dichiara Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Istituzione del Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica”, sottoscritta dai Consiglieri regionali Mauro Vizzino, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Un notevole motivo di tipo assistenziale, consistente nell’attribuire alla struttura tutte le attività previste per i diversi codici di classificazione riabilitativa, congiunto al ripristino dell’originaria scelta sulla modalità di gestione pubblica e alla volontà di attribuire caratteristiche di alta specializzazione a caratura regionale, muovono ogni disposizione della proposta di legge.
L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM” di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”

Azione: “Le nostre condizioni di legalità. Rotazione simultanea di tutti i dirigenti, di tutti i capi dipartimento, di tutti i DG ASL e legge per legalità sulle liste d’attesa”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Tra l’avallo delle finzioni elettorali di Conte, gli attacchi ingiusti alla Schlein e gli annunci su mirabolanti deleghe assessorili, noi abbiamo posto alcune condizioni di legalità, su cui a oggi non abbiamo avuto alcuna risposta e che rappresentano condizioni alla nostra decisione di sostenere uno sforzo all’insegna del buon governo.
La nostre condizioni, per diserbare concretamente il terreno di coltura di sistemi opachi e quindi da possibili reati, sono la rotazione simultanea e immediata di tutti i dirigenti di sezione in carica da più di tre anni, anche in deroga alle tempistiche più larghe previste dal Piano anticorruzione, a ciò consentendo la legislazione statale; la rotazione simultanea e immediata dei direttori dei dipartimenti; la rotazione simultanea e immediata dei DG delle ASL, anche perché decaduti per sforamento della spesa farmaceutica.
Queste condizioni sono da inserire nel preambolo di ogni protocollo di legalità, che in questo momento ci viene chiesto di sottoscrivere su proposta dei Cinquestelle, ma che non sottoscriveremo sino a quando non conterrà almeno tutto il rigore già presente nelle leggi vigenti, rispetto alle quali non sono ammesse timidezze. Non possiamo fare sconti di legalità a nessuno, nemmeno a chi usa il principio come una bandiera sostanzialista, cucita per darle foggia elettoralistica, ma con contenuti poco rigorosi.
Inoltre. Se legalità significa rispettare le leggi, al protocollo di legalità deve essere aggiunto il punto che più di tutti gronda illegalità. Le liste d’attesa.
In questa materia, infatti, chiediamo l’approvazione di una legge regionale per sanzionare la violazione di decine di leggi, che lasciano i cittadini in fila al CUP, abbandonati nella malattia e nella morte.
La legge sulle liste d’attesa deve contenere norme sanzionatorie a carico di chi commette le seguenti illegalità: agende chiuse, mancata costituzione delle agende dedicate per malati cronici, oncologici e rari, e allineamento dei tempi d’attesa tra attività istituzionale e attività libero-professionale a pagamento.
A tutto questo, ovviamente, andranno aggiunti altri argomenti di buon governo, da concordare in una riunione di maggioranza da convocare in tempi strettissimi.
Queste sono le nostre condizioni, molto più importanti di quelle su cui in queste ore si discute con maggiore applicazione e relative alle seggiole assessorili.”

Nuovo ospedale nord-barese, Amati: “Manca parere assessorato su progetto clinico gestionale, nonostante rassicurazione celerità”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per la realizzazione del nuovo ospedale del nord-barese, è stato depositato il 25 marzo scorso il progetto clinico-gestionale, così come da impegno assunto durante i lavori della Commissione dell’11 marzo scorso.
A questo punto manca il parere dell’assessorato regionale alla Sanità sul progetto clinico-gestionale, nonostante nei mesi scorsi fosse stato assunto l’impegno ad adempire prontamente. Cosa significhi l’avverbio prontamente per l’assessorato, lo capiremo lunedì prossimo, considerato che alla riunione odierna non era presente nessuno.
È necessario ribadire che il completamento delle procedure sul progetto clinico-gestionale è un elemento indispensabile per procedere con il livello della pre-fattibilità ambientale, così da attivare tutti i procedimenti finalizzati ai pareri ambientali.”