Cardiologia BR, Amati: “Lavori in ritardo. Ora si parla di fine febbraio. Nuovo angiografo tra 15 giorni. Prossimo sopralluogo il 12 febbraio”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Dovevano terminare il 19 dicembre 2023 i lavori di ristrutturazione della nuova sala di emodinamica nel reparto di Cardiologia del Perrino di Brindisi, così da consentire l’attivazione di un nuovo e moderno angiografo, strumento importantissimo per intervenire su gravissime patologie cardiache. Ma ciò non è accaduto, nonostante il notevole impegno del direttore dei lavori Daniele Paladini. Il nuovo termine lavori è ora fissato per fine febbraio ed entro 15 giorni sarà consegnato e poi installato il nuovo angiografo, così da riportare la situazione alla normalità ed evitare sovrapposizioni nell’uso dell’angiografo biplanare, ossia quello che speriamo sia al più presto utilizzato per gli interventi di neuro-radiologia.
Lunedì 12 febbraio sarò comunque nuovamente all’ospedale Perrino per verificare se il nuovo cronoprogramma risulta rispettato.
L’assistenza sanitaria efficiente è connotata dalla somma di tante innovazioni che, per essere realizzate, vanno però seguite immedesimandosi, pensando cioè a se stessi come il prossimo paziente.”

Radiologia interventistica BR, Amati: “Ancora niente. Ma al danno la beffa: angiografo a disposizione del Perrino è il migliore e meno radioattivo tra quelli in uso in Puglia, ma lavora a metà”

“Oltre al danno la beffa. L’angiografo a disposizione dell’ospedale Perrino di Brindisi per il servizio di radiologia interventistica è il migliore tra quelli a disposizione degli ospedali pugliesi. Si tratta, infatti, di un angiografo biplanare di ultima generazione, attualmente in uso per lo svolgimento di prestazioni in modalità monoplanare, ossia a mezzo servizio, dall’ottimo servizio di Chirurgia vascolare e Cardiologia interventistica. E per fortuna che lo usano in modo eccellente i chirurghi vascolari e i cardiologi, con la collaborazione dell’altrettanto eccellente personale infermieristico e tecnico del blocco operatorio, altrimenti starebbe fermo ad aspettare che i burocrati sanitari la smettano con il gioco dei problemi risolti sulla carta (i protocolli) e comincino a destinare a Brindisi – in modalità provvisoria, interaziendale e con indennizzo – il personale necessario a formare l’organico che in via ordinaria dovrà provvedere alle prestazioni. Se vivessimo in un Paese normale, non si verificherebbe il caso in cui il servizio di radiologia interventistica funziona in ospedali con attrezzature tecnologicamente più arretrate, mentre è sospeso nell’ospedale con tecnologia più avanzata. E c’è da dire che oggi, lunedì 29 gennaio 2024, a tredici giorni dall’impegno a riaprire a tamburo battente, ancora niente.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“A Brindisi è in dotazione un angiografo biplanare, acquistato qualche anno fa proprio per la neuroradiologia interventistica, in grado di restituire una visualizzazione anche in tre dimensioni per il trattamento delle patologie cerebrali e spinali.
Ma questa macchina non è usata per la missione per cui fu acquistata e i pazienti ricoverati a Brindisi in emergenza devono purtroppo transitare in presidi vicini, con tutta la complessità e i rischi del caso, non dotati però di una macchina simile ma da angiografi con tecnologia più arretrata e quindi meno precisi e con maggiore emissione di radiazioni.
Quando prendo visione di queste situazioni anch’io mi meraviglio e non credo ai miei occhi e alle mie orecchie, ma purtroppo è così.
Lo dico ancora una volta. Un DEA di II livello come il Perrino di Brindisi, nonché Centro di trauma, deve avere attivo il servizio di radiologia interventistica. Ogni giorno che passa, senza problemi, è un giorno assistito dalla buona stella, poiché la carenza del servizio fa ricorrere a carico delle burocrazie regionali e aziendali l’ipotesi di cui all’art. 40, comma 2 del Codice penale.
Ma come devo dire che il mio intento è curare i pazienti dagli effetti della malattia e i burocrati dagli effetti della responsabilità? Ma perché tergiversiamo, considerato che c’è la soluzione e non è un regolamento cartaceo su procedure sanitario-amministrative, per certi versi ovvie, che comunque prevedono il trasporto – questo è il problema – verso Lecce o Taranto? Ma perché omettiamo di dire che a Brindisi, diversamente che a Lecce, Taranto e altri ospedali pugliesi Centri trauma, non c’è un angiografo tecnologicamente avanzato come quello di Brindisi? Certo, nessun sano di mente potrebbe proporre di ribaltare il lavoro di radiologia interventistica di Lecce e Taranto a Brindisi, poiché anche Lecce e Taranto sono DEA di II livello nonché Centri trauma, ma è ovvio che il personale provvisorio necessario per attivare il servizio di Brindisi, deve essere selezionato, con provvedimento a valenza interaziendale, dagli ospedali non configurati come Centri di trauma, ma dotati del servizio di radiologia interventistica.”

Radiologia interventistica BR, Amati: “Pazienza sta per finire e perciò spiego il problema visto dalla parte del Codice penale. E vediamo se basta”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati.

“Sulla radiologia interventistica al Perrino di Brindisi la pazienza sta per finire e perciò avverto il dovere di spiegare il problema visto dalla parte del codice penale, considerato che tutte le parole spese sul piano clinico-organizzativo non hanno per ora sortito effetti. E speriamo che basti.
Dice il codice penale: non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico d’impedire equivale a cagionarlo (art. 40, comma 2). Traduzione: chi ha l’obbligo giuridico d’impedire l’evento morte e non lo fa, risponde di omicidio. Chiaro?
Nel nostro sistema giuridico si chiamano omissioni improprie e sono ravvisabili, sotto il profilo della clausola d’equivalenza, per i reati causali puri, primo tra tutti l’omicidio.
I manager Asl e le burocrazie sanitarie regionali si ritrovano, dunque, in posizione di garanzia derivante da un obbligo giuridico, la cui fonte è il contratto, sottoscritto per eseguire e rispettare le più varie prescrizioni normative. Tra queste prescrizioni normative di tipo organizzativo basti citare la più nota – DM 70 del 2015 -, la quale configura il sistema sanitario su base regionale e fortemente interconnesso, così da garantire la piena funzionalità di tutti i DEA di II livello presenti nella regione.
Non assicurare la piena funzionalità di tutti i servizi tipici di un ospedale di II livello, nonché DEA, fa emergere la responsabilità penale a carico delle burocrazie sanitarie regionali e dei manager ASL in caso di evento cagionato da omissione impropria, ossia da mancata osservanza dello standard assistenziale previsto, anche e soprattutto attraverso provvedimenti organizzativi di rango interaziendale. E in questo senso anche il contratto dei medici pronuncia parole decisive.
Ne deriva che va ripristinata immediatamente la piena funzionalità della radiologia interventistica del Perrino, con l’utilizzo provvisorio di personale proveniente da altri presidi, in particolare quelli non configurati come Centri di trauma, in grado di eseguire le prestazioni d’emergenza e nel frattempo formare i radiologi già presenti in organico o quelli in via d’assunzione.
Se oggi dovesse capitare qualcosa di grave, Dio non voglia, deve essere chiaro che “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico d’impedire equivale a cagionarlo.”

Odontoiatria Giovanni XIII, Amati: “Impedite le cure a pazienti fragili per mancanza protossido di azoto. Ho scritto a DG”

“All’ospedale pediatrico Giovanni XXIII c’è una bellissima unità operativa di odontoiatria, che tuttavia non può eseguire le cure su pazienti fragili a causa della mancata fornitura di protossido d’azoto, un gas in grado di agevolare le prestazioni con sedazione conscia. Si tratta, in buona sostanza, di cure assicurate a bambini autistici, down, spastici, diabetici, epilettici, con patologie neurologiche, oncologiche, malattie rare, patologie da farmaci, anomalie di sviluppo e malformazioni vascolari e ossee, schisi ecc.
Insomma, per la mancanza di una fornitura di gas medicale, con costi irrisori, centinaia di bambini non accedono alle cure. Inammissibile.”

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati.

“Questa è la prima battaglia di una strategia rivolta a rendere sempre più efficiente l’odontoiatria pediatrica pubblica, con un primo passo rivolto ai bambini con fragilità da patologia e un secondo passo indirizzato a bambini con fragilità economica.
Per fare questo occorre attivare ambulatori attrezzati, due posti letto per degenza notturna di pazienti complessi, perciò trattati con anestesia generale e campagne di prevenzione della carie, delle parodontopatie e delle malocclusioni, rivolte a bambini in età scolare.
Il tutto con l’obiettivo di azzerare le conseguenze problematiche per la mancata erogazione di cure odontoiatriche, così come accade in altri paesi europei. In questo senso non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, occorre solo mettersi a lavoro.”

Radiologia interventistica BR, Amati: “Non so più come dirlo. Si tratta di salvare la vita. Pochi giorni sono diventati dieci senza soluzione”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati.

“Non so più come dirlo. La radiologia interventistica al Perrino di Brindisi è un servizio salva-vita, per cui è inammissibile non averlo nemmeno per un minuto. Mi spiace che i pochi giorni per una soluzione, preventivati durante la riunione della Commissione del 16 gennaio scorso, sono diventati dieci e non sappiamo quanti altri ancora ne serviranno.
Eppure non c’è tanto da girarci attorno, poiché la soluzione riguarda una redistribuzione provvisoria dei medici specialisti attualmente in servizio presso presidi non rientranti tra i centri di trauma, in grado di formare in poche settimane gli specialisti da assumere. Non si tratta, dunque, di pesare sulle risorse umane in servizio a Lecce o a Taranto, che essendo centri di trauma come il Perrino non possono subire disservizi; si tratta di adottare un provvedimento provvisorio, nella speranza di varare al più presto AziendaZero, con sguardo rivolto a tutti i Centri di radiologia interventistica della regione.”

Screening neonatale super esteso, Amati: “Da oggi operativi. Da 9 a 61 malattie. Siamo gli unici al mondo a farlo così ampio. E io sono felice”

“Da oggi lo screening super esteso è operativo presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari e riguarda tutti i neonati in Puglia. Siamo passati nel giro di pochi mesi, dunque, dallo screening su 9 malattie a quello super esteso a 61 malattie, compresa la SMA, il cui test si svolge presso il Laboratorio di Genomica dell’ospedale Di Venere di Bari-Carbonara.
Si tratta di un risultato importantissimo, portato avanti dal Consiglio regionale con alcune proposte di legge approvate poi all’unanimità, sia sotto il profilo della diagnosi precoce e sia per un primato mondiale, perché non risultano paesi al mondo con un così ampio pannello di screening obbligatorio, erogato dalla sanità pubblica. E io sono molto felice e ringrazio per l’impegno la direttrice della Patologia clinica del Giovanni XXIII Simonetta Simonetti e il suo meraviglioso staff, il direttore sanitario del Giovanni XXIII Livio Melpignano, l’azienda fornitrice delle attrezzature e materiali Revvity, con tutti i collaboratori, e i componenti dell’Ufficio tecnico del Giovanni XXIII.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La diagnosi neonatale di 61 malattie, compresa la SMA, è un risultato che ci porta sul tetto del mondo.
Diagnosticare in fase precoce le malattie, significa rendere più efficaci le terapie disponibili e più innovative. A parte la SMA, con l’avvio totale dello screening, da oggi si potranno diagnosticare le seguenti malattie: Adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD); Sindrome Adreno Genitale; Fenilchetonuria; Iperfenilalaninemia benigna; Deficit della biosintesi del cofattore biopterina; Deficit della rigenerazione del cofattore biopterina; Tirosinemia di tipo I; Tirosinemia di tipo II; Tirosinemia di tipo III; Malattia delle urine a sciroppo d’acero; Omocistinuria (difetto CBS); Omocistinuria (difetto severo di MTHFR); Deficit di glicina N-metiltransferasi; Deficit di metionina adenosiltransferasi; Deficit di S-adenosilomocisteina idrolasi; Citrullinemia di tipo I; Citrullinemia di tipo II (deficit di Citrina); Acidemia argininosuccinica; Argininemia; Acidemia glutarica di tipo I; Acidemia isovalerica; Deficit di beta-chetotiolasi; Acidemia 3-idrossi-3-metilglutarica; Acidemia propionica; Acidemia metilmalonica (Mut); Acidemia metilmalonica (Cbl-A); Acidemia metilmalonica (Cbl-B); Acidemia metilmalonica con omocistinuria (deficit di Cbl-C); Acidemia metilmalonica con omocistinuria (deficit di Cbl-D); Deficit di 2-metilbutirril-CoA deidrogenasi; Aciduria malonica; Deficit multiplo di carbossilasi; Acidurie 3-metil glutaconiche; Deficit 3-metilcrotonil-CoA carbossilasi; Deficit 2-metil 3-idrossibutirril-CoA deidrogenasi; Deficit del trasporto della carnitina; Deficit di carnitina palmitoil-transferasi I; Deficit di carnitina palmitoil-transferasi II; Deficit di carnitina-acilcarnitina traslocasi; Acidemia glutarica di tipo II; Deficit della proteina trifunzionale mitocondriale; Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga; Deficit di 3-idrossi-acil-CoA deidrogenasi a catena lunga; Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media; Deficit di 3-idrossi-acil-CoA deidrogenasi a catena media/corta; Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena corta; Deficit di isobutirril-CoA deidrogenasi; Galattosemia; Deficit di biotinidasi; Ipotiroidismo congenito; Fibrosi cistica; SMA; Fabry; Pompe; β-Gaucher; Mucopolisaccaridosi I; Leucodistrofia metacromatica (MLD); Immunodeficienza severa combinata (SCID); X-Linked agammaglobulinemia (XLA); Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (DDC); Distrofia muscolare di Duchenne.”

Genoma-Puglia, Amati: “ASL Bari aggiudica gara per grande progetto di ricerca su neonati: analisi di 407 geni per diagnosticare esposizione a 450 malattie. Attivato al più presto”

“La ASL di Bari ha aggiudicato la gara per la fornitura di servizi e attrezzature per il progetto di ricerca Genoma-Puglia; un progetto di carta d’identità genetica rivolto a 6mila neonati, con l’obiettivo di ampliarlo a tutti i neonati, per diagnosticare in fase neonatale 450 condizioni di malattia, attraverso l’analisi di 405 geni. Un grande progetto di ricerca, portato avanti dal Laboratorio di Genetica medica dell’ospedale Di Venere di Bari-Carbonara, in collaborazione con tutti i punti nascita pugliesi. Diagnosticare precocemente le malattie, magari in fase asintomatica, è il modo migliore per raggiungere risultati eccellenti nella cura, nella modifica della storia naturale della malattia o nell’assistenza.
Il progetto di carta d’identità genetica, limitato per ragioni etiche alle sole condizioni di malattia per cui si possiede un protocollo terapeutico, è una rarità nel mondo scientifico mondiale e soprattutto nell’ambito della sanità pubblica. Allo stato si ha notizia di pochissimi altri progetti simili e comunque tutti finanziati, in tutto o in parte, con fondi privati.
Ringrazio, come sempre Mattia Gentile e il suo meraviglioso staff per il grande impegno d’innovazione e il RUP della ASL di Bari Giuseppe Volpe: senza le loro idee e lavoro burocratico, le numerose leggi pugliesi in materia, approvate all’unanimità dal Consiglio regionale, non avrebbero mai avuto la possibilità di materializzarsi, portando dunque speranza, innanzitutto, e pure primati.”

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Nelle prossime settimane il progetto di ricerca sarà dunque attivato, sulla base di un finanziamento complessivo di 2milioni di euro, erogati con il bilancio 2023 e 2024, per un numero di bambini pari a 6mila.
È mio intendimento proporre, con continuità l’estensione del numero dei bambini ammessi, sempre sulla base – ovviamente – di un atto di consenso dei genitori.
La gara per le attrezzature e i servizi è stata aggiudicata a Revvity Italia, per un periodo di due anni e per il costo complessivo per anno di euro 847.412 (IVA inclusa). La fornitura comprende la raccolta e la tracciabilità dei campioni, i sistemi hardware e software di accettazione dei campioni dai punti nascita della Regione, gli strumenti di estrazione DNA, punzonatore, estrattore, piattaforma di automazione Zephir estrazione acidi nucleici, dispenser chemagic, sistema di sequenziamento PromethlON, PC con software del dato di analisi NGS, kit reagenti per estrazione DNA e analisi NGS. “

Radiologia interventistica BR, Amati: “Ancora niente. Ribadisco: personale va individuato tra quello in servizio presso i presidi non centri di trauma”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Ancora niente sulla radiologia interventistica a Brindisi. Sino a questo momento si leggono soltanto riunioni interlocutorie e buone intenzioni. Ma la questione è più semplice di quanto appaia. C’è bisogno di un provvedimento provvisorio, utile a riattivare immediatamente il sevizio, chiedendo l’utilizzo del personale medico ai presidio non individuati come centri di trauma, ossia tutti gli ospedali di II livello.
Discutere e dilungarsi sull’eventualità di indirizzare a Brindisi i radiologi interventisti del SS.ma Annunziata di Taranto o del Vito Fazzi di Lecce, significa aprirsi a un concreto rischio di riattivare Brindisi e sguarnire Taranto e Lecce.
Insomma, devo offrire io il dettaglio del personale medico impiegabile provvisoriamente, sino al conseguimento della soluzione definitiva? Spero, in ogni caso, che tutto si definisca nelle prossime ore, ne va della credibilità di tutti.”

Ospedale nord barese, Amati: “Mettiamo grande attenzione per non ripetere esperienza di Andria, Maglie e Foggia. Scadenza accordo è a novembre 2025”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per la realizzazione del nuovo ospedale del nord barese occorre una grandissima attenzione, a partire dall’attuale fase di progettazione. Senza la dovuta attenzione e solerzia rischiamo di ripetere l’amara esperienza dei nuovi ospedali di Andria e Maglie-Melpignano, oltre che del monoblocco di Foggia, considerato che la scadenza dell’accordo di programma è prevista per il 25 novembre 2025, ossia tra non molto.
Allo stato si attende la sottoscrizione del contratto con il raggruppamento temporaneo di progettazione – RTP – vincitore della gara, prevista entro il prossimo 2 febbraio (speriamo anche prima). Nel frattempo speriamo che sia la ASL Bat che la ASL Bari inviino con immediatezza al RTP i dati per la redazione dello studio clinico-gestionale, affinché possa essere approvato – con particolare celerità – dall’Assessorato regionale alla Salute.
Lo studio clinico-gestionale è un presupposto irrinunciabile per effettuare le indagini sul sito prescelto e realizzare il primo e necessario livello di progettazione, idoneo anche all’approvazione della variante urbanistica da parte del Comune di Bisceglie.
Da quel punto, poi, dovranno essere espletate le procedure ambientali – che solo chi lavora in queste cose sa cosa significhino in termini di complessità, sia oggettiva (comprensibile) che soggettiva (del tutto ingiustificata) -, la definizione progettuale in termini di completezza per la gara lavori, la validazione del progetto e l’eventuale adeguamento alle eventuali indicazioni emerse in sede di validazione.
E il tutto nella speranza che il quadro economico possa restare fissato nella somma di denaro messa a disposizione, calcolabile sulla base di una stima di euro 2.800 a metro quadro. Considerata la complessità della questione e la necessità di supportare la stazione appaltante, il RUP e la direzione lavori, la Commissione è stata aggiornata alla seduta del prossimo 5 febbraio.”

Centro regionale malattie neuromuscolari, Amati: “Riunione rinviata a causa di impegni ministeriali assessore. Aggiornato il punto al prossimo lunedì.”

“La riunione di oggi, decisiva per definire cronoprogramma e quantificazione della spesa, è stata rinviata a lunedì prossimo, a causa di impegni dell’assessore e degli uffici presso i ministeri. Speriamo che anche questi contrattempi, sia pur giustificati, possano essere immediatamente colmati perché abbiamo l’urgenza di realizzare un centro regionale di malattie Neuromuscolari.
Aggiornato il punto al 29 gennaio.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati. 

“Durante la scorsa audizione le notizie sul Centro Regionale Malattie Neuromuscolari avevano registrato un timido passo avanti: era stato individuato il Padiglione Chini all’interno del Policlinico come localizzazione fisica, e oggi avrebbero dovuto comunicarci la stima dei costi e il cronoprogramma.
La riunione di oggi è stata però rinviata a causa di impegni dell’assessore e degli uffici presso i ministeri.
Appuntamento, dunque, alla seduta di lunedì 29 Gennaio, durante la quale speriamo di avere le informazioni necessarie senza perdere altro tempo perché un Centro per malattie neuromuscolari servirebbe per occuparsi di gravi malattie neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le distrofie muscolari; queste patologie sono ad alta complessità assistenziale e perciò bisognose di cure specialistiche e multidisciplinari ed è nostro dovere garantire livelli di eccellenza nell’assistenza di tutte le persone già affette da malattie neuromuscolari e con gravi problemi.”