Centro risvegli Ceglie Messapica, Amati: “Lunedì 26 giugno avvio lavori. Parte essenziale per centro eccellenza riabilitativa intensiva”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono stati consegnati e partiranno lunedì 26 giugno i lavori per la realizzazione del Centro risvegli di Ceglie Messapica, parte ulteriore del centro neuromotulesi attualmente gestito dalla Fondazione San Raffaele e necessaria per realizzare in Puglia un centro d’eccellenza per la riabilitazione intensiva. E su questo è stata depositata nei giorni scorsi una proposta di legge, che spero possa essere esaminata e approvata al più presto.
La realizzazione dell’opera, per un valore di 8milioni di euro, è stata appaltata al raggruppamento d’impresa LFM- ILARIOGROUP SRL. La fine dei lavori è prevista per il 2 ottobre 2024. Monitoreremo con costanza l’andamento dei lavori, come sempre avviene per tutte le maggiori opere di edilizia sanitaria.
Ringrazio il Commissario della Asl Brindisi Giovanni Gorgoni, il dirigente dell’area tecnica Sergio Riini, i progettisti, la direzione lavori e tutto il personale impiegato nel procedimento.
Un incoraggiamento grato mi sento di rivolere alle imprese esecutrici dei lavori e alle loro maestranze.”

SCOMPARSA BERLUSCONI. Azione Puglia: “Berlusconi è stato tante vite in una vita sola ed emblema Seconda Repubblica”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Puglia Fabiano Amati, e dei i consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

”Silvio Berlusconi è stato tante vite in una vita sola, sempre all’insegna dell’innovazione e del coraggio, compreso quello di non nascondere anche il legno storto di cui tutti siamo fatti.

“Nella vita politica e in particolare nel come si fa politica, ebbe un intuito e con la sua iniziativa finì per costringere i partiti, gli alleati e gli avversari, ad accordasi ai tempi nuovi: e se c’è un nome che da solo può dire meglio la metafora della Seconda Repubblica, quel nome è Berlusconi.

“Con questi pensieri e nel momento in cui le parole valgono per quanto siano poche e piene, esprimiamo il nostro cordoglio alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti gli esponenti del partito di Forza Italia.”

Spesa farmaceutica, Amati: “Nel 2022 abbiamo speso quasi 260milioni in più e i DG sono decaduti ai sensi di legge. Meglio la convenzionata”

“Nel 2022 abbiamo speso 259.037.927 euro in più per acquisti diretti di farmaci in ambito ospedaliero, cioè ben oltre il tetto, mentre in ambito di convenzionamento (farmacie) la spesa in più ammonta a euro 7.217.019, cioè quasi nel tetto. Gli effetti di questi numeri prevedono la decadenza automatica dei DG, ai sensi della legge vigenti, per cui ogni loro atto dovrebbe essere nullo.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati presentati oggi in audizione dal Dirigente della sezione farmaceutica Paolo Stella.

“Purtroppo il trend è sempre lo stesso e difficilmente potrà mutare se si continua a legiferare e deliberare senza pretendere l’esecuzione delle leggi e delle delibere.
I dati del 2022 sono purtroppo impietosi.
Nelle prossime settimane verificheremo l’andamento dei dati per il 2023 e mi pare che anche le più recenti delibere della Giunta regionale risultano non eseguite.”

Qui l’allegato con tutti i dati e le comparazioni della spesa del 2022 con gli anni 2021 e 2020. /comunicato 👇

Colon al sicuro. Azione: “Approvata nostra proposta di legge per ricerca su individuazione tumore con esame sangue. Ora in aula”

“Dobbiamo prevenire con tutto ciò che possiamo gli effetti mortali di un grande killer: il tumore al colon. E per farlo è opportuno sperimentare l’efficacia di un test di privo livello più immediato e specifico, come quello attraverso un prelievo di sangue, superando quello più complicato e a-specifico del sangue occulto nelle feci, nella speranza di poterlo combinare nella pratica clinica ad altro test attraverso l’esame del respiro, sempre finanziato dalla regione e in attesa di essere testato. È questo il senso della nostra proposta di legge approvata oggi in Commissione e che speriamo possa essere al più presto approvata dal Consiglio.”

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“Ringraziamo il presidente della Commissione sanità Mauro Vizzino, per aver sottoscritto la nostra proposta di legge. La nostra gratitudine per il prezioso suggerimento va, inoltre, ad Alessandro Azzarone e Marcello Chieppa, rispettivamente direttore dell’endoscopia digestiva del Di Venere e docente di Patologia generale all’Università del Salento.
“La proposta di legge, detto in parole semplici, serve a sperimentare la possibilità di poter diagnosticare il tumore al colon-retto attraverso un semplice prelievo di sangue, così da individuare e validare un pannello di biomarcatori associati alla presenza di lesioni pre-cancerose o cancerose nel colon.
“Il progetto di ricerca, quindi, potrebbe rilevarsi idoneo a determinare, ove concluso con successo e secondo tutte le regole della sperimentazione, anche la sostituzione del test di primo livello sul sangue occulto nelle feci (SOF), così da assicurare una maggiore precisione nell’eleggibilità al più complesso approfondimento diagnostico a mezzo di colonscopia. Il test SOF, infatti, ha caratteristiche aspecifiche, ben potendo registrare un esito positivo causato da motivazioni benigne e quindi diverse dalle lesioni cancerose.
“Nel dettaglio. Il progetto di ricerca, chiamato “Colon al sicuro” propone la valutazione del profilo metabolomico e lipidomico ottenuto dal siero dei pazienti risultati positivi al test SOF ed eleggibili per lo screening endoscopico, nonché la valutazione dei fattori di stili di vita che possono determinare un aumentato rischio di sviluppare neoplasia colorettale.
“Prima dell’esame, personale specializzato registrerà peso, altezza, circonferenza e forza del muscolo dell’avambraccio; verranno in seguito somministrati alcuni questionari validati per valutare lo stile di vita del paziente per quanto riguarda le abitudini alimentari, il livello di attività fisica e l’abitudine al fumo.
“Durante la preparazione del paziente per l’esame endoscopico, un campione di siero pari a 2 ml verrà prelevato e conservato a -20°C in una biobanca dedicata. Gruppi di circa 200 campioni alla volta verranno spediti presso i laboratori specializzati per essere analizzati con analisi multi-omiche (metabolomica e lipidomica).
“I risultati delle analisi omiche verranno analizzati in forma semi-anonima (codice alfanumerico) e confrontati con i risultati oggettivi ottenuti dall’analisi endoscopica per individuare eventuali correlazioni tra i profili omici e fattori di stile di vita dei pazienti con la presenza di lesioni pre-cancerose.
“L’obiettivo principale del progetto proposto è individuare e validare un pannello di biomarcatori associati alla presenza di lesioni pre-cancerose o cancerose nel colon. Il successo permetterebbe di individuare precocemente i soggetti a rischio ed intervenire tempestivamente prima che le lesioni rappresentino un rischio per la vita dei pazienti.
“In Italia i tumori del colon retto sono un rilevante problema sanitario e si collocano al terzo posto per incidenza tra gli uomini, al secondo tra le donne. In entrambi i sessi, l’incidenza è aumentata tra la metà degli anni Ottanta e gli anni Novanta, seguita da una lieve riduzione della mortalità. Riguardo alla distribuzione, l’Italia è in linea con la media europea: 49% per gli uomini e 51% per le donne. Lo screening dei carcinomi colorettali (CCR) mira a identificare precocemente le forme tumorali invasive, ma anche a individuare e rimuovere possibili precursori.
“Le modalità esecutive dello screening del CCR in Puglia prevede l’invio di un invito a recarsi alla farmacia territoriale di riferimento territoriale per ritirare il kit per l’esecuzione della ricerca del SOF e quindi riconsegnare alla stessa farmacia la provetta adeguatamente utilizzata. Il soggetto SOF è successivamente contattato telefonicamente ed invitato ad eseguire, se idoneo, la colonscopia come esame di approfondimento di II livello con l’obiettivo di evidenziare l’eventuale presenza di polipi o lesioni tumorali nell’intestino e rendere possibile la prevenzione e/o una più efficace e tempestiva la cura.
“L’obbiettivo della ricerca proposta è individuare uno o più biomarcatori che si correlino con la presenza di formazioni precancerose o con la diagnosi di lesioni neoplastiche avanzate. Una tale auspicabile riscontro permetterebbe di avere a disposizioni indagini non invasive con una alta sensibilità e specificità e quindi in grado di meglio selezionare il target della popolazione da sottoporre a colonscopia. Ciò contribuirebbe ad ottenere una maggiore appropriatezza prescrittiva endoscopica non solo nei programmi di screening, ma anche nelle prescrizioni ambulatoriali con conseguente abbattimento delle liste d’attesa ed indubbio vantaggio anche economico.
Inoltre, il progetto prevede la valutazione di numerosi parametri legati allo stile di vita (abitudini alimentari, livello di attività fisica, abitudine al fumo), in modo da evidenziare eventuali fattori di rischio e/o fattori confondenti che possono determinare poi falsi positivi/negativi nelle analisi lipidomiche e metabolomiche.
“La durata prevista del progetto è di 2 anni, con un costo complessivo di 396mila euro, arruolando una coorte di pazienti di circa 2000 unità e comunque non meno di 1600, per ottenere una giusta significatività dei risultati.”

Sma, Amati: “18 bambini italiani non hanno ricevuto nel 2022 cure adeguate per mancata diagnosi precoce. Provo indignazione”

“Provo indignazione. Su 26 nuove diagnosi di SMA1 del 2022, solo 8 sono avvenute con lo screening neonatale. Questo significa che almeno 18 bambini sono stati diagnosticati in ritardo: una colpa terribile per una patologia come la SMA che progredisce molto rapidamente. Se in ogni regione italiana ci fosse lo screening obbligatorio, come in Puglia, quei 18 bambini avrebbero avuto maggiori possibilità di cure.
Ma perché nessuno se ne prende carico?”

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale della Puglia di Azione Fabiano Amati, promotore della legge pugliese sullo screening obbligatorio per la SMA.

“Il numero di 18 bambini con diagnosi tardiva è certamente in difetto, perché potrebbero esserci bambini che non sono stati ancora diagnosticati e quindi il numero complessivo potrebbe essere più alto.
Nel 2022 in Italia ci sono state 393.000 nuove nascite, con 39 potenziali diagnosi di SMA, di cui 23 (il 60%) potrebbero essere SMA1: la forma più grave.
Dai dati in nostro possesso, salvo ulteriori verifiche, le nuove diagnosi italiane di SMA1 sono 26, ossia 3 in più rispetto alla stima. Di questi 26, 8 sono stati diagnosticati con lo screening neonatale, 2 sono stati accompagnati per scelta dei genitori alle cure palliative, 1 paziente aveva 6 copie del gene SMN2 e quindi non bisognoso di terapia o particolari cure.
È mai possibile una situazione del genere, considerato che disponiamo di terapie per modificare felicemente la storia naturale della malattia? È mai possibile che solo in Puglia deve essere attivo lo screening obbligatorio e generalizzato? E gli altri bambini delle altre regioni cosa hanno fatto di male per non avere lo stesso servizio?
A questo punto un riepilogo per rendere chiara la situazione.
Da un anno e mezzo in Puglia si effettua lo screening neonatale obbligatorio per diagnosticare precocemente (in fase senza sintomi) l’Atrofia muscolare spinale – SMA, una malattia terribile, mortale nelle forme più gravi e fortemente invalidante.
Lo screening per questa malattia è previsto da una legge dello Stato, ma viene effettuato in forma totale e obbligatoria – purtroppo – solo in Puglia.
In tempi recentissimi sono state messe a punto terapie efficacissime, approvate da AIFA, che se somministrate in fase asintomatica, quindi nei primi giorni di vita, riescono a fermare gli effetti gravi e invalidanti della malattia o a cambiare in modo notevole e ampiamente migliorativo il suo corso naturale.
In Puglia, grazie allo screening obbligatorio, sono stati diagnosticati (ultimo anno e mezzo), in fase precocissima e asintomatica, quattro casi su circa 38mila neonati, ai quali sono state somministrate le terapie: ad oggi – per il primo caso diagnosticato di SMA 1 (la più grave) – sono passati 14 mesi dalla terapia, non si registrano sintomi (cosa impossibile senza la terapia tempestiva) e lo sviluppo motorio risulta coerente con l’età.
Nel resto dell’Italia, invece e tranne rare eccezioni, non si effettua lo screening obbligatorio e alla maggior parte dei bambini affetti dalla malattia la terapia viene somministrata in fase già sintomatica, ossia in una condizione evidente di invalidità e a causa (appunto) della diagnosi tardiva, riducendo di molto il potenziale curativo delle terapie.
Questa è una clamorosa ingiustizia, da evitare in ogni modo. Una sorte di federalismo sanitario, per cui se nasci in Puglia tutto bene e se nasci altrove è un problema.
Per questi motivi occorre sensibilizzare tutti per un intervento immediato e risolutivo.”

Cure con Car-T. Amati: “Autorizzato il Perrino dopo Taranto e Casa Sollievo. Eccellenze pugliesi”

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il reparto di ematologia del Perrino di Brindisi è stato autorizzato dalla Regione Puglia alle cure con trattamento Car-T, così da combattere alcuni tumori del sangue.
L’autorizzazione al Perrino si aggiunge a quelle già ottenute dalle unità operative di ematologia del Moscati di Taranto e della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, portando dunque a tre i centri pugliesi ove sarà possibile utilizzare questa importante innovazione terapeutica.
Il procedimento di accreditamento dell’ematologia del Perrino, portato avanti con forte determinazione dal Direttore dell’Unità operativa del Perrino Domenico Pastore, ha visto concorrere diversi protagonisti – Giuseppe Pasqualone, Giovanni Gorgoni, Paolo Stella e Francesco Colasuonno – che mi sento di ringraziare con vigore.
La prima somministrazione della terapia Car-T è prevista per i primi giorni di settembre.”

Liste attesa in sanità, Azione: “Pubblichiamo i nuovi dati per i primi tre mesi del 2023. Situazione sempre difficile e nostra proposta ancora sabotata”

“In attesa dei dati suddivisi per azienda ospedaliera e il confronto con i tempi dell’attività a pagamento, abbiamo pubblicato sul nostro portale il monitoraggio dei tempi d’attesa relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2023.
La situazione continua a essere difficile, per certi versi esasperante, gravata da notevole disorganizzazione. E in tutto questo si evita di esaminare la nostra proposta di legge né si hanno notizie sul Piano da 30milioni, su cui le Asl hanno formulato le loro proposte.”

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola, presentando i dati del trimestre gennaio-marzo 2023 accessibili dal link https://www.pugliainazione.it/sanita/listaattesa/listaprovince .

“Unendo i dati di tutte le classi di priorità (urgente, breve, differibile e programmata) solo la provincia di Foggia ha il bollino verde con oltre il 92% di prestazioni erogate entro i termini previsti.
Bollino giallo per le province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto, mentre la BAT continua il trend già registrato durante il 2022 con percentuali bassissime di prestazioni garantite entro il termine previsto: pensate, a marzo solo il 37% dei cittadini hanno ricevuto una visita o un esame strumentale nei tempi massimi.
Per le prestazioni di classe U – Urgente le province di Brindisi e Lecce garantiscono almeno il 90% di prestazioni entro il termine previsto, Foggia e Taranto tra il 50% e l’89%, malissimo le province di Bari e Bat dove la media di prestazioni urgenti garantite entro il termine massimo previsto si attesta al 17%.
La media regionale è da bollino rosso, col dato mensile di prestazioni garantite che si attesta intorno al 32%.
Per le prestazioni di classe B – Breve bene solo Lecce che garantisce una media trimestrale del 95% di prestazioni entro il termine previsto, Foggia e Taranto tra il 50% e l’89%, malissimo le province di Bari, Bat e Brindisi ferme con una media del 31%.
La media regionale è da bollino rosso, col dato mensile di prestazioni garantite che si attesta intorno al 38%.
Per le prestazioni di classe D – Differibile, nessun bollino verde, Lecce, Taranto e Foggia garantiscono un percentuale di prestazioni entro i tempi massimi tra il 50% e l’89%, Bari e Brindisi male a marzo, BAT fa registrare risultati non buoni ogni mese del 2023 attestandosi ad una percentuale media di prestazioni garantite del 41% A livello regionale i mesi di gennaio e febbraio hanno garantito una percentuale di prestazioni entro i tempi massimi rispettivamente del 57.53% e del 52.53%. Male il mese di marzo in cui si attesta al 47.85% Per le prestazioni di classe P – Programmate sempre male la BAT con una percentuale di prestazioni garantite entro i tempi massimi sempre inferire al 50%, bene la provincia di Foggia con una percentuale superiore al 92%, le altre invece garantiscono tra il 50% e l’89%. Stessa garanzia analizzando il dato regionale totale”.

Neuropsichiatria infantile Monopoli. Amati: “Nuovo ritardo. E siamo a 11 mesi. Cosa sarebbe successo senza nostri impulsi?”

“Sulla neuropsichiatra infantile di Monopoli si registra ancora una volta un ritardo. Non oso immaginare cosa succederebbe se non stessimo con il fiato sul collo.
L’ipotesi di sottoscrivere il contatto per i lavori entro il 2 giugno scorso, così come riferito nell’audizione del 16 maggio scorso, in aggiornamento della prima previsione per il 2 maggio scorso, così come riferito nell’audizione del 6 marzo scorso, non si è avverata.
“Allo stato sono ancora in corso le attività di valutazione delle offerte e aggiudicazione, e il termine nuovo per l’aggiudicazione è stato spostato al 30 giugno prossimo, mentre quello per la sottoscrizione del contratto al 31 agosto.
Si aggiungono, dunque, altri due mesi di ritardo, portando a 11 mesi il ritardo complessivo; e tutto questo dopo aver riattivato il programma, con l’audizione del 18 luglio 2022.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“A seguito della terz’ultima riunione della Commissione (6.3.2023), la Asl di Bari si era impegnata a contrattualizzare entro il 2 maggio 2023 i lavori per la neuropsichiatra di Monopoli. Ma così non fu.
“La data del 2 maggio, tra l’altro, era già frutto di un aggiornamento del precedente impegno di contrattualizzare entro febbraio, assunto nella seduta della Commissione svoltasi il 12 dicembre 2022.
“Nella penultima riunione della Commissione ( 16.5.2023), la Asl si era impegnata a contrattualizzare i lavori entro il 2 giugno. Ma così non è stato.
“Nella riunione di ieri (6.5.2023), la data di contrattualizzazione è stata spostata al 31 agosto 2023.
“Questi ulteriori due mesi di ritardo si aggiungono ad altro precedente, di ulteriori tre mesi, per il ritardo nella progettazione definitiva, inizialmente prevista entro agosto 2022 e poi slittata al 28 novembre 2022.
“Insomma, la somma dei ritardi è oggi di undici mesi e speriamo che possa bastare così, soprattutto dopo aver disincagliato dall’oblio l’iniziativa, con la riunione della Commissione del 18 luglio 2022. In quella data, infatti, il progetto era letteralmente su binario morto, dopo essere stato annunciato in pompa magna il 29 luglio 2000, con l’impegno a terminare i lavori entro gennaio 2022.
“Mi rendo conto della petulanza con cui conduciamo il nostro lavoro di verifica sull’andamento della spesa e quindi sulla realizzazione delle opere, ma non “possiamo fare altrimenti se l’intento è quello di restituire efficienza alla pubblica amministrazione.
“Aggiornamento ora, per l’ulteriore verifica sul cronoprogramma, alla prima seduta di settembre della Commissione.”

Nuovo depuratore Sava-Manduria. Amati: “Cantiere aperto e in stato abbandono. Cosa pazzesca. E la gente galleggia sulla cacca. Audizione”
Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Il cantiere del nuovo depuratore Sava-Manduria, pieno di tecnologia e con lavori quasi finiti, risulta accessibile a chiunque, senza guardiania e in stato di abbandono. E tutto questo mentre migliaia di cittadini di quell’agglomerato galleggiano sulla cacca, inquinando il suolo e il mare bellissimo di quella zona.
Sono entrato personalmente nel cantiere attraverso il cancello di accesso, inspiegabilmente aperto, ho girovagato su tutti gli impianti e ho constatato lo stato di rischio a cui è esposto, compreso quello di essere oggetto di furti e vandalizzazioni.
Ho chiesto immediatamente la convocazione in audizione di AqP, per ottenere l’immediata messa in sicurezza e conoscere la data di avvio all’esercizio del depuratore.
Sul depuratore di Sava-Manduria faccio battaglie dal 2009, contro la vena inquinante di tante personalità no-a-tutto, dedite a suggestionare le paure delle persone e purtroppo senza considerare o accorgersi che nel 2023 c’è una parte di Puglia che ancora vive nelle condizioni che apparvero ad Achille Sclavo nelle due conferenza svoltesi a Bari l’11 e 12 dicembre 1911 sul tema delle fognature e della depurazione.
Quella della depurazione nell’agglomerato Sava-Manduria è una situazione vergognosa e non più tollerabile. Penso che le continue inerzie e omissioni, configurino a questo punto ipotesi volontarie d’inquinamento ambientale, senza possibilità di comprendere – tuttavia – quale sia lo scopo utile di tanto scempio.”

Fasano, Amati: “Maniere forti. Per il rudere intervenga il Dipartimento di prevenzione Asl. Abbattere, ripristinare, restituire ed evitare danno erariale”

“Ora le maniere forti. Ho segnalato al Dipartimento di prevenzione della Asl, la condizione insalubre e indecente del rudere edilizio di proprietà della stessa Asl, sito a Fasano tra le vie Attoma e De Mola. Non si può esigere dai cittadini quello che non si è in grado di esigere da sé stessi. Spero in un immediato intervento per sancire la demolizione del rudere, il ripristino dello stato dei luoghi e la restituzione dell’area al comune di Fasano; eviteremo così anche un’ipotesi di responsabilità per danno erariale di chi continua a spendere soldi per la pulizia annuale di quell’area, senza mettere fine allo scempio.”

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati.

“Nel 1998, ossia venticinque anni fa, la Asl Brindisi ottenne in diritto di superficie un suolo dal Comune di Fasano, sito tra le vie Attoma e De Mola, per realizzare un presidio territoriale. Nel corso della costruzione dell’immobile si registrarono diversi problemi con l’impresa appaltatrice e durante la sospensione dei lavori, lasciati allo stato di rustico, l’area fu interessata dal sopraggiungere di un vincolo idraulico, in base al Piano di Assetto Idrogeologo- PAI.
Le difficoltà dell’appaltatore unite all’innovazione vincolistica da PAI, comportò l’abbandono del programma costruttivo, con esito – in tempi recenti – di collaudo negativo.
Nel corso degli anni, sia pur in modo altalenante, la Asl ha provveduto a ripulire l’area con notevoli costi, senza affrontare e risolvere il problema.
Circa un anno fa e dopo numerosi colloqui e sopralluoghi, si era addivenuti a un accordo tra Pubbliche Amministrazioni di procedere al ripristino dello stato dei luoghi, con procedure affidate al Comune di Fasano e con oneri ovviamente a carico della Asl, per poi restituire alla città, in modo decoroso, l’ampio spazio pubblico.
Dopo aver informato della questione il Commissario Asl Gorgoni, non è però accaduto nulla e perciò ho sollevato oggi la questione, nella prospettiva dell’insalubrità e della sicurezza, al Dipartimento di prevenzione della stessa Asl”.