Ordinanze anti movida Ostuni, Amati: “Sono sbagliate. Non si limitano libertà su attività lecite per l’incapacità di sanzionare gli eccessi”

“I provvedimenti adottati dalla Commissione Straordinaria di Ostuni sono sbagliati perché non si limitano le libertà delle persone su attività lecite per coprire l’incapacità amministrativa nel sanzionare le molestie da eccessi”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“La pubblica amministrazione è organizzata attorno a decisioni in grado di far coesistere interessi diversi.
In questo caso sono posti in discussione l’interesse all’impresa, alla reputazione turistica e alla tranquillità dei residenti. Nulla di più facile nel tenere assieme, purché si abbia la disponibilità a compiere atti doverosi finalizzati a controllare e sanzionare coloro che infrangono le regole.
Far patire la maggior parte delle persone nelle libertà lecite della vita, usando il potere affidato senza alcun presupposto emergenziale e al sol fine di contenere gli incivili, manifesta una dichiarazione d’impotenza e il rischio concreto di accreditare l’idea di una pubblica amministrazione che si dimette dal proprio dovere. Spero pertanto in un pronto ripensamento”.

Centro neuropsichiatria Monopoli, Amati: “Due anni di parole. Ora ce ne occupiamo noi”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’ottima idea di un centro di neuropsichiatria infantile a Monopoli, presentata a partire dal 28 luglio 2020 varie volte e sempre con verbi coniugati al futuro, non vede ancora la luce, né risulta realizzata una progettazione complessiva o un’individuazione di risorse disponibili nell’ambito della programmazione finanziaria.

“Considerata dunque l’importanza di tale programma per centinaia di bimbi malati e relative famiglie, peraltro con immobile già individuato e offerto in comodato dal Comune di Monopoli, reputo necessario convocare in audizione per lunedì prossimo l’Assessore alla Salute e il DG della Asl di Bari, così da comprendere quali siano – al netto delle classiche cause di giustificazione – gli impedimenti oggettivi che si frappongono alla realizzazione rapida dell’iniziativa”.

Ospedale comunità Cisternino, Amati: “Giunta autorizzi spesa 7milioni e si parta. Lunedì nuova verifica”

“Spero che Giunta regionale autorizzi immediatamente la spesa di 7milioni a valere sui nuovi FESR per la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica in ampliamento dell’Ospedale di comunità esistente in via Magellano, così da contenere tutti i servizi distrettuali. La Asl e il Comune hanno fatto in fretta lo studio di fattibilità richiesto dalla
Regione, auspico la stessa tempistica da parte della Giunta regionale. Lunedì prossimo in Commissione nuova verifica sui tempi”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Se tutto andrà come si spera e tutti faranno il loro dovere, nel tempo massimo di 1.495 giorni, a Cisternino sarà completato un imponente programma d’offerta sanitaria territoriale, per una spesa totale di 11,3milioni, composti da 4,3milioni da PNRR e 7milioni da FESR.
Infatti: l’attuale struttura dell’Ospedale di comunità di via Magellano sarà adeguata, con una spesa di 1,3milioni a valere sul PNRR, per ottenere l’incremento dei posti letto per Ospedale di comunità; si passerà da 11 a 20 posti.
In adiacenza all’Ospedale di comunità sarà costruito un immobile, per un fabbisogno stimato pari a 7milioni a valere sui fondi FESR della nuova programmazione, ove allocare tutte le attività distrettuali. In particolare: ambulatori polispecialistici di cardiologia, dermatologia, endocrinologia e diabetologia, fisiokinesiterapia (riabilitazione), gastroenterologia, geriatria, neurologia, oculistica, ortopedia, otorinolaringoiatria, pneumologia, radiologia e urologia; day service medico; ambulatori delle cronicità; ambulatorio infermieristico; diagnostica per immagini; centro prelievi; farmacia; postazione 118; riabilitazione; centro riabilitazione ambulatoriale; trattamenti domiciliari; aggregazione funzionate territoriale (ACF) dei medici di medicina generale; sportello cure domiciliari; continuità assistenziale; accesso facilitato al sistema sanitario; centro unico prenotazioni (CUP); punto unico di accesso (PUA); ufficio relazioni con il pubblico (URP); scelta e revoca del medico; esenzioni ticket; rimborsi; ausili, presidi e protesi; ufficio anagrafe assistibili; assistenza integrativa farmaceutica.
Infine, l’ex Ospedale di Cisternino di via Regina Margherita sarà completamente ristrutturato con un finanziamento di 3milioni a valere sul PNRR e ospiterà i restanti servizi territoriali. In particolare: consultorio familiare; dipartimento di prevenzione: ufficio vaccinazioni; medicina legale; servizio veterinario, centro salute mentale; casa alloggio comunità riabilitativa assistenza psichiatrica (CRAP)”.

Eutanasia, Amati: “Parere dei Comitati etici su proposta di legge e poi in Consiglio. Grazie ai colleghi”

“La proposta di legge sulla morte serena e indolore dei malati terminali sarà sottoposta lunedì prossimo al parere di Comitati etici delle singole aziende sanitarie e poi in aula prima della pausa estiva. Ringrazio i colleghi della III Commissione per aver approvato questo calendario attento e rapido per l’esame della proposta”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della Pdl “Assistenza sanitaria per la morte serena e indolore di pazienti terminali”.
La proposta di legge è stata anche sottoscritta dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Francesco Paolicelli, Michele Mazzarano, Enzo Di Gregorio, Antonio Tutolo.

“Il diritto a una morte dolce e serena per malati terminali si può garantire anche con legge regionale, in attesa della decisione parlamentare. E questo in aderenza alla sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 2019, poiché ha generato il dovere del servizio sanitario pubblico di prestare l’assistenza e l’aiuto necessari qualora la decisione di congedarsi dalla vita abbia un decorso più lungo e pieno di sofferenze. Lo scopo della legge, infatti, consiste nell’assicurare un congedo dalla vita senza dover subire il medesimo destino solo aggravato da un processo più lento e doloroso per sé e per le persone che gli sono care.
La sottrazione dall’alveo della penale responsabilità della condotta di assistenza alla morte in presenza di determinate condizioni, e fatto salvo il diritto di obiezione di coscienza, fa scaturire – anche in termini di rispetto della dignità della persona umana – il dovere delle strutture sanitarie e del personale sanitario di prestare tutta la più adeguata assistenza per conseguire uno scopo, la morte, fonte di minore afflizione e sofferenza rispetto ad ogni cura e senza aver rinunciato prematuramente alle cure palliative.
Così posta la questione e riaffermando la competenza concorrente delle regioni in materia di tutela della salute, emerge dunque l’obbligo per le strutture sanitarie italiane, la cui gestione avviene com’è noto a livello regionale, di fornire il livello di assistenza riveniente dall’applicazione di norme statali, così come derivate da un giudizio di costituzionalità con cui è stata ridotta la sfera di punibilità prevista dall’art. 580 del Codice penale, aggiungendo una nuova prestazione assistenziale a carico del servizio sanitario nazionale.
La sentenza additiva di prestazione della Corte costituzionale risulta peraltro bilanciata anche con riferimento all’articolo 81 della Costituzione, poiché la nuova prestazione è abbondantemente coperta dai livelli essenziali di assistenza, sia nella prospettiva delle cure comunque necessarie previste per i malati terminali e cronici, sia per la sua assimilabilità sotto il profilo meramente finanziario alle cure palliative”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Mancano 287 giorni alla fine lavori. Le cose si mettono al meglio”

“L’audizione di oggi ha messo in evidenza il rispetto del nuovo cronoprogramma approvato per la costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, per cui c’è la ragionevole speranza di vedere il fine lavori entro il 25 aprile 2023, cioè tra 287 giorni. E nel frattempo paiono rispettati i tempi per le gare d’acquisto di arredi e attrezzature”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’attività continua, e a volte petulante, della I Commissione può essere funzionale alla rimozione di diversi problemi e a superare numerose inerzie. Più o meno come sta accadendo in questo caso.
Dopo molteplici attività per verificare sino in fondo i problemi e denunciare i ritardi, oggi registriamo qualche buona notizia.
Nel dettaglio. Se si considera l’incremento totale del tempo contrattuale, sono trascorsi 1297 giorni sui 1596 contrattuali, pari al 81,3 % del tempo. La percentuale di lavorazioni pagate, invece, ammonta al 56,52 per cento. Ne deriva che nel tempo residuo del 18,7 per cento bisognerà mettere in opera una percentuale di lavorazioni pari al 43,48 per cento.
A prima vista ciò potrebbe indicare una sproporzione tra quantità di tempo residuo e opere da realizzare, per rispettare il fine lavori del 25 aprile 2023.
In realtà il nuovo cronoprogramma prevede un incremento progressivo delle lavorazioni nei mesi residui, allo stato rispettato. In questo consistono le buone notizie”.

Nuovo ospedale Taranto, Amati: “Si rischia la sospensione parziale dei lavori. Aggiornamento a lunedì prossimo”

“Si rischia la sospensione parziale dei lavori se la Giunta regionale non destinerà 105milioni di euro nel giro di qualche giorno. I soldi servono per aggiudicare le gare degli arredi e delle attrezzature, così da conoscere i dettagli tecnici e mandare avanti i lavori edili”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Da mesi la I Commissione ha lanciato l’allarme sulla necessità di reperire al più presto 105milioni per arredi e attrezzature. Un approccio alle cose inutilmente dialettico, con verbi sempre coniugati al futuro e raramente al presente, ci ha portato ad osservare un continuo rinvio dell’adempimento, senza mai offrire certezze. E tutto questo oggi significa un clamoroso problema da risolvere, perché mette in discussione la più importante opera di edilizia sanitaria in programmazione.
Poiché su queste cose l’unica alleanza politica che tenga è quella con i tempi brevi e l’efficienza, ho riconvocato la I Commissione per lunedì prossimo con il Presidente Emiliano e l’assessore Palese, così da corrispondere alle necessità segnalate dalla Asl di Taranto”.

Piano casa, Amati: “Si discuta quanto si vuole, per noi legge è da approvare entro l’estate e senza restrizioni”

“Sul Piano casa non possiamo essere lenti e così facendo rivelarci sordi nei confronti dei cittadini e operatori che chiedono una veloce approvazione della proposta di legge. Perciò, si discuta quando si vuole, per noi del PD anche di notte, ma la legge va approvata entro luglio e senza restrizioni peggiorative rispetto al passato. L’unica collaborazione che accettiamo, soprattutto da parte del Governo regionale con suggerimenti di modifica, è quella rivolta a migliorare e ampliare l’operatività del Piano casa, nel rispetto totale dei Piani paesaggistico e di assetto idrogeologico”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, promotore della proposta di legge Programma eco-casa di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente.

“La riunione di oggi della Commissione è stata aggiornata alla prossima settimana, purtroppo, ma ancora in tempo per portare in Consiglio regionale, prima della sospensione estiva, il provvedimento. Chiarisco per lealtà che se dovessimo registrare il rischio di saltare l’appuntamento entro luglio, depositeremo istanza per la discussione immediata in Consiglio, così come previsto dal regolamento.
La legge sul programma Eco-casa, erede del vecchio strumento del Piano casa, ha un’importanza enorme per l’economia pugliese, per l’ecologia e per la legalità.
Si tratta, infatti, di uno strumento ampiamente riformista e finalizzato alla prosperità, con le migliaia di posti di lavoro che assicura, alla difesa ambientale, con l’applicabilità solo sugli edifici esistenti, e alla correttezza amministrativa, con la riduzione degli spazi di discrezionalità.
Saltare questo appuntamento, o arrivarci con testi peggiorativi rispetto al passato, significherebbe mettersi contro le esigenze della maggior parte dei cittadini, rappresentate non da opinioni ideologiche ma dai numeri e dalle statistiche che misurano lo stato di salute dell’economia pugliese”.

Fondi cultura e spettacolo, Amati: “Gli operatori chiedono trasparenza, evidenza pubblica, stanziamenti costanti e assessore al ramo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Gli operatori della cultura e dello spettacolo pugliese hanno ottime ragioni per meritare il mio sostegno.
Essi chiedono trasparenza, evidenza pubblica, eliminazione di ogni forma di discrezionalità, stanziamenti costanti per assicurare una programmazione credibile e la nomina di un assessore al ramo. E per sostenere tutto ciò hanno presentato relazioni puntuali, con punti di criticità e proposte operative.
Nella prossima riunione inviteremo in audizione il Presidente Emiliano e il Direttore del Dipartimento Cultura, così da ottenere risposte concrete su tutte le questioni poste”.

DH Oncoematologia BR, Amati: “È stata aggiudicata la progettazione? La gente soffre e non posso fare lo spettatore del dolore”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Si attende da diverse settimane l’aggiudicazione della progettazione del nuovo DH di Oncoematologia del Perrino di Brindisi. A che punto siamo? Prima mancavano i soldi e mi sono impegnato a trovarli. Dopo bisognava fare la gara per la progettazione e ho atteso pazientemente. Poi era il tempo della valutazione delle offerte e ho serbato rispettoso silenzio. Alla fine l’intoppo era la valutazione dei requisiti dell’aggiudicatario e mi sono permesso una sollecitazione.
E ora? Cosa manca ora per l’aggiudicazione e la sottoscrizione del contratto di progettazione?
Mi rendo conto di essere fastidioso o addirittura petulante, ma la gente soffre e non posso fare lo spettatore del dolore.
L’attuale situazione dell’oncoematologia è insostenibile. Basta affacciarsi e ritorna agli occhi uno spettacolo desolante, ove sembra si siano date convegno la sofferenza e la disorganizzazione.
Ho per questo sollecitato ancora una volta il Direttore generale della Asl, nella speranza di poter ottenere il giusto impulso di priorità sugli uffici amministrativi e tecnici”.

Liste attesa, Amati: “Proposta di legge per sospendere prestazioni a pagamento. Dalla parte di cittadini in fila al Cup”

“Com’è possibile che i tempi per le prestazioni a pagamento sono brevissimi e quelli per le istituzionali lunghissime? E com’è possibile che tutto questo accada a parità di prestazioni richieste, personale impiegato e ore lavorate?
La legge statale, il Piano nazionale sulle liste d’attesa e il contratto dei medici non consentono questa insopportabile situazione e perciò abbiamo depositato oggi una proposta di legge per sospendere le prestazioni a pagamento qualora i tempi d’attesa siano disallineati e sino a quando non rientrino nei tempi massimi previsti.
È una norma di grande importanza perché non possiamo evitare di metterci dalla parte dei cittadini in fila dolorosa dinanzi al Cup. Ora subito in Commissione e in aula, poiché sarebbe davvero singolare osservare una grande attesa per l’approvazione di una proposta di legge finalizzata a combattere l’attesa”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario di una proposta di legge per ridurre le liste d’attesa in sanità. La proposta è stata anche sottoscritta dai Consiglieri regionali Mauro Vizzino, Antonio Tutolo, Paolo Campo, Ruggiero Mennea, Michele Mazzarano.

“Nella scorsa legislatura fu approvata una legge, quella vigente, molto diversa da quella originariamente depositata, che invece prevedeva le norme che oggi abbiamo riproposto.
Le modifiche maggiori all’atto dell’approvazione riguardarono l’affievolimento delle misure di contrasto al cronico superamento dei tempi massimi d’attesa per le prestazioni sanitarie, peraltro risultanti con nettezza da tutti i dati in possesso dell’amministrazione regionale, anche in violazione delle disposizioni contenute nelle leggi, nel Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA) e nello stesso contratto collettivo dei dirigenti medici.
Il motivo dell’affievolimento delle misure era fondato sulla speranza che il sistema sanitario sarebbe stato in grado di trovare al suo interno ogni rimedio organizzativo per contenere i problemi dell’attesa diversi dalla carenza di personale o di attrezzature, ossia le questioni poste in rilievo dall’originaria proposta di legge e dalla presente.
Fatto sta che nemmeno la maggior parte delle norme vigenti sono state eseguite, finanche le più semplici, tant’è che il quadro dell’attesa nelle prestazioni sanitarie presenta i soliti e gravi ritardi e le notevoli differenze di risposta dello stesso sistema sanitario, tra l’attesa per prestazioni istituzionali e quella per prestazioni in Attività libero professionale intramuraria a pagamento (ALPI), a parità – ovviamente – di personale impiegato, ore lavorate e prestazioni richieste.
Tale situazione non può più proseguire, rappresentando peraltro una grave violazione della legge, del PNGLA e del contratto dei medici, avvertendo l’inconferenza delle tre obiezioni classiche; 1) l’ALPI si svolge fuori dall’orario d lavoro: certo, ma poiché le ore lavorate in ALPI devono essere pari a quelle utilizzate nell’attività istituzionale per la stessa prestazione, cui non si comprende per quale motivo il numero delle prestazioni in ALPI risultano sempre superiori a quelle istituzionali; 2) i tempi d’attesa delle prestazioni istituzionali sono più lunghi di quelli in ALPI per carenza di personale: l’argomento è privo di pregio perché la comparazione sui tempi d’attesa, da cui emerge il disallineamento, avviene a parità di personale impiegato, ore lavorate e prestazioni richieste; 3) non è questo il problema: per ogni problema c’è sempre uno più grande che lo precede, ma tutto ciò non può far desistere dall’affrontare – anche uno per uno – i problemi più piccoli che compongono quello più grande.
Abbiamo ovviamente la piena consapevolezza della specificità tutta italiana di avere uno dei rapporti più alti al mondo di medici per popolazione e al contempo essere uno dei paesi del mondo con le remunerazioni ai medici più basse. E nel mentre si auspica un maggiore impegno del Parlamento nazionale, del Governo e delle organizzazioni sindacali, finalizzato all’allineamento ai Paesi più avanzati degli stipendi dei medici, non si possono tacere le notevoli problematiche organizzative sottintese al fatto che un così grande numero di medici non sia in grado di assicurare una tempistica nelle prestazioni adeguata alle varie classi di priorità.
Per questi motivi abbiamo deciso di riproporre le norme contenute nella proposta di legge originaria e purtroppo modificate dal Consiglio regionale.
L’articolo 1 della proposta di legge prevede la decadenza dei Direttori generali qualora non eseguano (entro trenta giorni dall’entrata in vigore della nuova legge) le attività previste dalla legge vigente e che dopo più di tre anni – purtroppo – non hanno ancora eseguito.
L’articolo 2 prevede la sospensione dell’ALPI qualora i tempi di attesa per le prestazioni istituzionali siano superiori di più di cinque giorni rispetto a quelle erogate in ALPI. Nel periodo di sospensione dell’ALPI, il Direttore generale provvede ad impartire al responsabile della specialità sottoposta a sospensione ulteriori istruzioni, anche integrative o in deroga all’atto aziendale, per contrarre i tempi d’attesa nel regime istituzionale. Tra i provvedimenti integrativi o in deroga rientrano un programma finalizzato di incentivi economici in favore del personale della specialità sospesa, a valere sul fondo aziendale vincolato alla riduzione delle liste d’attesa, solo qualora il motivo del disallineamento sia motivatamente dovuto a carenze strutturali o di organico.
L’articolo 3 prevede la revoca della sospensione dell’ALPI qualora i tempi d’attesa in regime istituzionale siano allineati con quelli in regime ALPI che determinarono la sospensione.
L’articolo 4 prevede che l’attività libero professionale intramuraria allargata può essere autorizzata solo con un provvedimento, adottato dal Direttore generale dell’azienda sanitaria interessata, attestante in modo dettagliato la carenza di spazi e attrezzature all’interno dell’intera struttura sanitaria ove opera il dirigente medico richiedente e sulla base di parere obbligatorio e vincolante del direttore sanitario di presidio. Il provvedimento di autorizzazione acquisisce efficacia solo dopo la pubblicazione in apposita sezione del sito internet della azienda interessata”.

 

Qui il testo integrale della PDL