Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
”Sulla spesa farmaceutica e relativi sprechi non ci sono ancora i dati sulla spesa diretta e convenzionata del 2022.
E tutto questo nonostante la legge regionale del marzo scorso preveda la decadenza dei DG è tenuto conto che se non hanno rispettato gli obiettivi tutte le loro delibere sono da considerarsi nulle.
Apprezzo la buona volontà dell’assessore Palese nel dichiararsi disponibile ad agire compatti sull’obiettivo comune di riduzione degli sprechi. Ma la buona volontà non basta, se la Giunta consente violazioni della legge regionale e delle sue stesse delibere.
La legge regionale prevede, infatti, che dal marzo 2022 i responsabili aziendali del monitoraggio sulla spesa devono predisporre, ogni due mesi, un rapporto sull’andamento della spesa, così come stabilità dalle leggi statali e da diverse delibere della Giunta regionale, da inviare al proprio DG e alla Regione. L’utilità di questo rapporto consiste nel correggere immediatamente l’andamento fuorviato della spesa, senza dover attendere le brutte sorprese di fine anno, così da avviare le opportune segnalazioni agli organismi disciplinari.
E qui emerge il primo problema. Non risulta per nessuna Asl la predisposizione bimestrale di questi atti, e di conseguenza le attività di correzione sull’andamento e le segnalazioni disciplinari.
È la stessa legge a prevedere, tuttavia, che se il responsabile del monitoraggio non provvede all’adempimento, decade dall’incarico (ma non risulta sia avvenuto) e il compito è spostato nelle competenze del Direttore amministrativo.
Secondo problema. Non risulta l’adempimento dei Direttori amministrativi, e di conseguenza le attività di correzione sull’andamento e le segnalazioni disciplinari.
È la stessa legge a prevedere, inoltre, che se anche il Direttore amministrativo non provvede all’adempimento, decade dall’incarico (ma non risulta sia avvenuto) e il compito è spostato nelle competenze del Direttore sanitario.
Terzo problema. Non risulta l’adempimento dei Direttori sanitari, e di conseguenza le attività di correzione sull’andamento e le segnalazioni disciplinari.
È la stessa legge a prevedere, infine, che se nessuno ha fatto ciò che doveva e il Direttore generale non ha fatto niente per ottenerlo, a decadere è il
Direttore generale, il quale ben avrebbe potuto fare di tutto per garantire l’adempimento al dettato legislativo, evitando dunque gli sprechi farmaceutici e quindi un terribile inappropriatezza della spesa.
Cosa c’è di male in un sistema che ha come fonte d’ispirazione il concetto di responsabilità? Questo è il vero problema. Appuntamento ora alla seduta del 27 febbraio prossimo, nella speranza di vedere affermato il rispetto delle leggi, delle delibere e del valore civile della responsabilità.”
Categoria: Dichiarazioni
Sprechi sui farmaci, Amati: “Non ci sono ancora i dati 2022. Giunta non può consentire violazione delle sue delibere e della legge”
Ex ILVA, Azione: “Incontro Bernabè, Melucci, Emiliano. Programma incoraggiante. Ma il situazionista Emiliano ha avvisato i 5S?”
Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e dei Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea capogruppo.
“L’incontro su ex ILVA tra Bernabè, Melucci ed Emiliano, ha posto in evidenza un programma condiviso e incoraggiante, fondato sulla continuità aziendale e sulla sostituzione nell’arco di 10 anni dell’alimentazione dell’area a caldo. Altro che chiusura di alcuni segmenti produttivi e in controtendenza rispetto alla demagogia di piazza e al noto situazionismo di Emiliano, per cui quando incontra l’azienda condivide le ragioni aziendali e quando incontra le associazioni condivide le ragioni della associazioni.
Siamo convinti, tuttavia, che tutto questo si potrà realizzare solo grazie a manager e politici non situazionisti, e su questo confidiamo sulla serietà di Bernabè e Melucci.
Nel frattempo, ci piacerebbe sapere se Emiliano ha avvisato dell’esito dell’incontro i Cinquestelle e Turco, e se il problema da cui prendere le distanze siamo ancora noi con le nostre parole di verità e non Emiliano con la sua doppiezza.”
*Azione: “Regione brucia per crisi morale ed Emiliano tace e si occupa della sua ossessione per noi. Avanti tutta”*
Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e dei Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea capogruppo.
“Mentre in cronaca va in onda la Regione che brucia per l’ennesima crisi morale da tangenti e mazzette, Emiliano non ha nulla da dire e si occupa del suo terzo mandato e di noi. Fa tutto questo dal basso del suo continuo mercanteggiare posti e negoziare cambi di casacca da una coalizione all’altra, reclutando i voltagabbana dei Cinquestelle e qualche peripatetico del centrodestra, così violando il risultato elettorale del 2020.
Emiliano in realtà è ossessionato dal suo narcisismo e da noi; dalla sua egomania che poco si concilia con la nostra decisione di pensare con la nostra testa e dire con coraggio ciò che non va.
Emiliano ormai parla da solo. Se si esclude qualche personaggio manzoniano – sgherri, azzeccagarbugli e donne Prassede – non c’è nessuno tra i partecipanti alle sue riunione disposto ad avallare le sue opinioni inutili senza provare imbarazzo.
Discorsi e dichiarazioni fiume, affastellando parole a parole e tradendo impegni presi in favore di persone a cui dichiara falsamente amicizia e affetto (Decaro), per servire come un piatto fumante la commedia della menzogna e delle sue speranza sul terzo mandato. Ma terzo mandato di che? Per quale merito specifico? Forse la sanità e le sue liste d’attesa? Ma ci faccia il piacere!
Anche i suoi adulatori più costanti stanno preparando il suo pensionamento, lasciando alla storia l’onere impossibile di registrare una sola cosa concreta per il benessere delle persone a cui Emiliano potrà legare il suo nome; alzi la mano, cittadino, politico o giornalista, in grado di fare un elenco di cose fatte da Emiliano per dimostrare il contrario.
Noi siamo fieramente all’opposizione di Emiliano, lo tranquillizzino i suoi sodali e parenti, ma due sole cose non possiamo fare: disinnescare il nostro impegno, nei ruoli che le regole istituzionali assegnano ai Consiglieri regionali in quanto tali, per controllare e sventare gli effetti di magagne, ritardi e omissioni del governo Emiliano, in particolare nella costruzione dei nuovi ospedali; evitare di portare nelle istituzioni locali il nostro contributo per poter amministrare al meglio le città, dialogando con chi la pensa come noi sui problemi concreti, senza pregiudizi e a prescindere dalle assurde e incivili regole di posizionamento politico che Emiliano vorrebbe imporre a tutti, come se egli avesse la proprietà delle istituzioni e della testa delle persone”.
Obbligo vaccinale ai sanitari, Azione: “Corte costituzionale dichiara la legittimità. Nostra Costituzione è bellissima anche nella parte di doveri”
Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, promotore o firmatario di diverse proposte di legge regionale sulla vaccinazione obbligatoria, anche a carico del personale sanitario, e dei Consiglieri regionale Sergio Clemente, Ruggiero Mennea capogruppo e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.
“È arrivata la parola fine della Corte costituzionale sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario. È legittimo e pure quando le mansioni non comportino contatto personale. Meditino tutti i no-vax, i costituzionalisti della domenica e i DG delle Asl che non fanno rispettare l’obbligo per le vaccinazioni ordinarie previsto dalla legge regionale vigente.
La nostra Costituzione è la più bella del mondo, come ha detto benissimo Roberto Benigni a Sanremo, ma non solo nella parte sui diritti ma anche in quella sui doveri. Vaccinarsi è un dovere dei cittadini, perché a nessuno è consentito di entrare in contatto con gli altri e contagiarli. La prima libertà delle persone è quella di non farsi imprigionare dalla malattia e la vaccinazione è un trattamento sanitario, è vero, ma a valore collettivo. Uno straordinario dovere di solidarietà ragionevolmente imposto per far trionfare la salute.
Ma quanta fatica per vincere la malafede, anche nelle istituzioni nazionali e regionali, e le suggestioni che questa è in grado di generare sulle persone in buona fede.”
Aumento tassa imbarco BR, Amati: “È come Troisi e Benigni in ‘Non ci resta che piangere’. C’è il nostro NO e lo faremo valere in ogni dove”
Dichiarazione congiunta del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, del commissario provinciale di Brindisi Raffaele Pappadà e del coordinatore cittadino Fabio Fragnelli.
“È come Troisi e Benigni in ‘Non ci resta che piangere’. L’aumento comunale della tassa d’imbarco dall’aeroporto di Brindisi sembra un tassare a sbafo, ossia per il solo fatto di aver scelto l’aeroporto di Brindisi. In altre parole, ad altri l’onere delle politiche di sostegno al traffico passeggeri, e quindi indirettamente al territorio, con il comune che pretende di trarre i frutti per coprire i suoi buchi.
Su questa proposta c’è il nostro NO e lo faremo valere in ogni dove, senza cincischiare con parole vuote.
È un’idea purtroppo connotata da ideologia statalista e decrescitista, quella che riconduce all’aumento della tassazione la soluzione dei problemi finanziari del Comune, preferendola a politiche più produttive come quelle di riqualificazione urbana con volumetrie premiali in grado di generare maggiori introiti da oneri di urbanizzazione. Ma su questo punto, come si sa, l’amministrazione Rossi ha un pregiudizio nei confronti della produzione e della prosperità a mezzo delle attività a più alta densità di posti di lavoro, infischiandosene della necessità di garantire il piatto a tavola a migliaia di persone.
Siamo di fronte a un approccio elitario, da alta società, che a Brindisi è la cifra dei conservatori di sinistra e no-a-tutto.
Con la vicenda in esame, inoltre, si svela anche un’ostilità latente nei confronti del trasporto pubblico di massa, perché la misura colpisce il settore dei voli a basso costo, ossia della possibilità offerta a tutti, senza distinzioni, di venirci a trovare o di farci partire.
Insomma, una cosa che solo a pensarla sembra uno sproposito”.
Bonus 110. Azione e cons. Di Gregorio: “Pdl per acquisto dei crediti fiscali delle imprese pugliesi e per lavori su immobili ubicati in Puglia”
“Abbiamo presentato oggi una proposta di legge per autorizzare la Giunta regionale ad acquisire i crediti delle imprese pugliesi, maturati si immobili ubicati in Puglia, con il “superbonus 110 per cento. Un aiuto al settore edilizio, ossia un settore ad alta densità di posti di lavoro e in grado di assicurare migliaia di piatti a tavola.”
Lo comunicano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea capogruppo, e il Consigliere del PD Vincenzo Di Gregorio.
“Subito in Commissione e poi in aula è la nostra speranza.
La proposta di legge fa derivare dall’acquisizione dei crediti un utilizzo diretto in compensazione da parte della Regione, a valere sui tributi e contributi versati dalla stessa, dai suoi enti e dalle sue società strumentali e dall’intero comparto sanità cui impartisce le relative direttive ai fini dell’attuazione della presente legge.
Per far ciò la Giunta regionale dovrebbe deliberare, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, gli istituti di credito possessori di crediti di imposta generati dagli interventi effettuati e regolamenta i criteri e le modalità di acquisto di tali crediti.
I criteri generali della deliberazione dovrebbero essere improntati a: valutazione della consistenza della propria capacità di compensazione annua mediante modello F24, unitamente a quella degli enti e delle società strumentali e quella del comparto sanità; indicazione delle modalità per contrarre con uno o più istituti di credito, con durata pluriennale, che prevedano da partedella Regione l’acquisto annuale di crediti di imposta relativi a interventi dagli istituti di credito, limitatamente alle rate dei crediti immediatamente utilizzabili in compensazione mediante modello F24 nel corso dello stesso anno solare in cui ha luogo l’acquisto; subordinazione dell’acquisto all’avverarsi di una duplice condizione: che gli istituti di credito rilascino alla Regione la liberatoria attestante l’avvenuta effettuazione dei controlli circa la regolarità del credito; che gli istituti certifichino la derivazione del crediti ceduti alla Regione da interventi di efficientamento energetico effettuati ad opera di imprese con sede operativa in Puglia e per interventi realizzati su immobili ubicati nel territorio pugliese.
L’acquisto dei crediti dovrà avvenire ad un prezzo non superiore al valore nominale del credito. Eventuali economie derivanti da acquisti effettuati a un prezzo inferiore al valore nomina- le dei crediti di imposta sono accantonati in un apposito fondo a copertura delle spese gestionali dell’operatività della procedura e di eventuali rischi di negoziazione.
Gli istituti di credito dovranno garantire, attraverso apposita clausola contrattuale, il buon fine del credito e fornire idonea garanzia anche nei confronti di qualsivoglia evento che dovesse determinare la non sussistenza, ovvero l’inutilizzabilità del credito in compensazione da parte della Regione.
Gli istituti di credito dovranno infine garantire, conapposita clausola contrattuale, l’immediato reimpiego della propria capienza fiscale liberata attraverso la cessione dei crediti di imposta alla Regione, nell’acquisto, a condizioni di mercato, di ulteriori crediti di imposta relativi ad interventi di cui all’articolo 119 del decreto legge n. 34 del 2020, riguardanti interventi su immobili ubicati in Puglia ed effettuati da impresedetenute per intero da soggetti aventi residenza o sede legale in Puglia da almeno tre anni.”
Porti, Azione-Italia Viva: “Su Taranto si chiacchiera e va male, da Taranto a Brindisi si produce e va bene. Dice niente l’ex ILVA?”
“Gli ultimi dati sulle movimentazioni portuali in Puglia raccontano uno scenario di contrapposizione tra il porto ionico, dove vince il no-a-tutto e l’ambiguità sulla continuità produttiva dell’ex ILVA, e i porti adriatici dove il no-a-tutto è emarginato, anche se proveniente da politici autorevoli. E tutto questo con conseguenze numeriche inequivocabili: il porto di Taranto va male, mentre vanno bene i porti da Manfredonia a Brindisi. Insomma, la prevalenza del politicismo senza capo né coda, fa perdere prosperità e sicurezza ambientale, elementi utili anche a battere l’inverno demografico, che senza un cambio di passo ci porterà all’estinzione.”
Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea capogruppo, e il Consigliere regionale Massimiliano Stellato.
“Ringraziamo innanzitutto i due presidenti delle Autorità portuali Patroni Griffi e Prete per il loro lavoro.
I dati sulla portualità pugliese sono un termometro affidabile sulla situazione produttiva e politica della nostra regione.
Infatti: crescono le aree che puntano sulla produzione, compresa l’industria turistica di alta gamma, mentre soffrono le aree che ostacolano la produzione con ideologismi fuori dalla prova scientifica e dalla sicurezza ambientale, come nel caso dello stabilimento ex ILVA, strumentalizzando ed eccitando le paure della gente e finendo per avallare comunque una produzione industriale non all’altezza, posta a carico dello Stato e quindi delle tasche dei cittadini.
Fino a quando non si comprenderà appieno un dato di realismo, ossia che la fabbrica chiusa coinciderebbe con l’innesco di una terribile bomba ambientale, con la povertà e quindi con l’abbandono di quel territorio, i dati sulla
prosperità saranno sempre più in discesa. E ci stupisce ogni giorno di più osservare una parte consistente della classe dirigente impegnata ad assecondare questa deriva, perdendo tempo su improbabili giochi di potere e negando anche una prospettiva produttiva fondata sulle tecnologie di produzione più all’avanguardia, compatibili con l’ambiente e la salute, e perciò idonee a realizzare nei tempi giusti la conversione auspicata.”
Colon-sicuro, Azione: “Un po’ di sangue per diagnosi tempestiva di tumore. Pdl per progetto ricerca”
“Si chiama Colon-sicuro. È un progetto di ricerca per diagnosticare il tumore al colon attraverso il prelievo di qualche goccia di sangue ed eventualmente sostituire il più complesso e impreciso test del sangue occulto nelle feci. E il tutto per ottenere la precocità nella diagnosi e quindi la tempestività delle attività chirurgiche salvavita.
Per far questo abbiamo presentato oggi una proposta di legge, in grado di mettere la Puglia in posizione d’avanguardia nella lotta ai tumori.”
Lo comunicano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Innanzitutto ringraziamo per il prezioso suggerimento Alessandro Azzarone e Marcello Chieppa, rispettivamente direttore dell’endoscopia digestiva del Di Venere e docente di Patologia generale all’Università del Salento.
Il progetto di ricerca, detto in parole semplici, serve a sperimentare la possibilità di diagnosticare tempestivamente il tumore al colon-retto attraverso un semplice prelievo di sangue, così da individuare e validare un pannello di biomarcatori associati alla presenza di lesioni pre-cancerose o cancerose nel colon.
Il progetto, quindi, potrebbe rilevarsi idoneo a determinare, ove concluso con successo e secondo tutte le regole della sperimentazione, anche la sostituzione del test di primo livello sul sangue occulto nelle feci (SOF), così da assicurare una maggiore precisione nell’eleggibilità al più complesso approfondimento diagnostico a mezzo di colonscopia.
Il test SOF, infatti, ha caratteristiche aspecifiche, ben potendo registrare un esito positivo causato da motivazioni benigne e quindi diverse dalle lesioni cancerose.
Nel dettaglio. Il progetto di ricerca, chiamato “Colon al sicuro” propone la valutazione del profilo metabolomico e lipidomico ottenuto dal siero dei pazienti risultati positivi al test SOF ed eleggibili per lo screening endoscopico,
nonché la valutazione dei fattori di stile di vita che possono determinare un aumentato rischio di sviluppare neoplasia colorettale.
Prima dell’esame, personale specializzato registrerà peso, altezza, circonferenza e forza del muscolo dell’avambraccio; verranno in seguito somministrati alcuni questionari validati per valutare lo stile di vita dei paziente per quanto riguarda ie abitudini alimentari, il livello di attività fisica e l’abitudine al fumo.
Durante la preparazione dei paziente per l’esame endoscopico, un campione di sangue pari a 2 ml verrà prelevato e conservato a -20°C in una biobanca dedicata. Gruppi di circa 200 campioni per volta verranno spediti presso i laboratori specializzati per essere analizzati con analisi multi-omiche (metaboiomica e lipidomica).
I risultati delle analisi -omiche verranno analizzati in forma semi-anonima (codice alfanumerico) e confrontati con i risultati oggettivi ottenuti dall’analisi endoscopica per individuare eventuali correlazioni tra i profili -omici e fattori di stile di vita dei pazienti con la presenza di lesioni pre-cancerose.
L’obiettivo principale del progetto proposto è individuare e validare un pannello di biomarcatori associati alla presenza di lesioni pre-cancerose o cancerose nel colon. Il successo permetterebbe di individuare precocemente i soggetti a rischio ed intervenire tempestivamente prima che le lesioni finiscano per rappresentare un rischio per la vita dei pazienti.
In Italia i tumori del colon retto sono un rilevante problema sanitario e si collocano al terzo posto per incidenza tra gli uomini, al secondo tra le donne. In entrambi i sessi, l’incidenza è aumentata tra la metà degli anni ottanta e gli anni novanta, seguita da una lieve riduzione della mortalità. Riguardo alla distribuzione, l’Italia è in lìnea con la media europea: 49% per gli uomini e 51% per le donne. Lo screening dei carcinomi colorettali (CCR) mira a identificare precocemente le forme tumorali invasive, ma anche a individuare e rimuovere possibili precursori.
Attualmente le modalità esecutive dello screening del CCR prevede l’invio di un invito a recarsi alla farmacia territoriale di riferimento territoriale per ritirare il kit per l’esecuzione della ricerca dei SOF e quindi riconsegnare alla stessa farmacia la provetta adeguatamente utilizzata. Il soggetto SOF è successivamente contattato telefonicamente e invitato ad eseguire, se idoneo, la colonscopia come esame di approfondimento di II livello con l’obiettivo di evidenziare l’eventuale presenza di polipi o lesioni tumorali nell’intestino e rendere possibile la prevenzione e/o una più efficace e tempestiva la cura.
L’obbiettivo della ricerca proposta è individuare uno o più biomarcatori che si correlino con la presenza di formazioni precancerose o con la diagnosi di lesioni neoplastiche avanzate. Un tale auspicabile riscontro permetterebbe di avere a disposizioni indagini non invasive con un’alta sensibilità e specificità e quindi in grado di meglio selezionare il target della popolazione da sottoporre a colonscopia. Ciò contribuirebbe ad ottenere una maggiore appropriatezza prescrittiva endoscopica non solo nei programmi di screening, ma anche nelle prescrizioni ambulatoriali con conseguente abbattimento delle liste d’attesa ed indubbio vantaggio anche economico.
Inoltre, il progetto prevede la valutazione di numerosi parametri legati allo stile di vita (abitudini alimentari, livello di attività fisica, abitudine al fumo), in modo da evidenziare eventuali fattori di rischio e/o fattori confondenti che possono determinare poi falsi positivi/negativi nelle analisi lipidomiche e metabolomiche.
La durata prevista del progetto è di 2 anni, arruolando una coorte di pazienti di circa 2000 unità e comunque non meno di 1600, per ottenere una giusta significatività dei risultati, con una spesa stimata di euro 396mila.
La proposta di legge prevede l’assegnazione del progetto, quale centro di riferimento, all’Unità operativa semplice sugli screening per carcinomi colorettali ed endoscopia digestiva del Presidio ospedaliero “Di Venere” di Bari, in collaborazione con l’Università dei Salento, l’Università di Salerno, l’Università di Pavia, l’Unità operativa complessa di patologia clinica del Presidio ospedaliero “Di Venere” di Bari e l’Unità operativa complessa di anatomia patologica deli’IRCCS “Giovanni Paolo II” di Bari.”
Autonomia, Azione: “Consiglio straordinario e urgente su nostra mozione o su altra, purché contro e senza ambiguità”
Comunicazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Abbiamo chiesto un Consiglio regionale urgente e straordinario, aperto al Presidente dell’ANCI, per discutere la nostra mozione contro l’autonomia, oppure un altro testo firmato da chiunque lo voglia purché abbia contenuti privi di ambiguità.
E dopo quel Consiglio sarebbe opportuno convocarne un altro con associazioni datoriali e sindacati, per conoscere la loro opinione e ottenere il sostegno.
La questione è importantissima e riguarda un progetto in grado di dividere l’Italia, certamente, ma soprattutto di staccare l’Italia dall’Europa, perché in questi tempi c’è solo bisogno di minore autonomia degli Stati rispetto all’Europa, altro che maggiore autonomia regionale.
La nostra battaglia deve perciò avere natura di salvaguardia dell’Europa e salvare le regioni settentrionali da se stesse, ossia da un egoismo politicista accecante perché non in grado di far vedere quanto il programma sia dannoso anche per loro.”
Taranto, Azione-Italia Viva: “Emiliano è ossessionato da noi; avvisate i parenti. Sostegno a Melucci se continua nell’impegno per continuità produttiva”
Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e Massimiliano Stellato, commentando le dichiarazioni rese oggi da Michele Emiliano a Taranto.
“Avvisate i parenti di Emiliano: è ossessionato da noi e continua a guardarci con occhi di sfida, dimenticandosi che in base a una sua ordinanza da sindaco di Bari del 2013, quella che fece ridere l’Italia, chi guarda con occhi di sfida dev’essere multato. E di questo passo siamo certi che così farà Decaro: lo multerà.
In ogni caso e a prescindere dalle sciocchezze dette da Emiliano, noi continueremo a sostenere il sindaco Melucci con la nostra opinione, nelle piazze e senza sedie o strapuntini, qualora egli vorrà continuare a impegnarsi per un accordo di programma per Taranto che contempli la continuità produttiva dell’ex ILVA, utilizzando tutte le tecnologie in grado di farci approdare alla produzione verde.
Circa il così detto scudo penale, invitiamo Emiliano a un ripasso del diritto penale. Noi siamo favorevoli perché si tratta di protezione legale è perciò non è uno scudo, una scriminante o un elemento negativo del fatto: si tratta, invece, di una norma sulla colpevolezza, funzionale a ribadire ciò che è già scritto nella Costituzione e per evitare di portare a processo le persone per colpa generica residuale, contro il dettato costituzionale e cioè ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento.
Spiace sentire pasticciare sui fondamenti di diritto penale un uomo che ha rivestito la funzione di pubblico ministero nel nostro Paese, nella speranza tuttavia che queste imprecisioni siano solo dettate dalla foga di rimestare continuamente nel posizionamento politico senza mai porsi come obiettivo le persone, i loro problemi e le soluzioni migliori. Contro questa cifra inutile data da Emiliano alla politica, noi combattiamo e combatteremo, a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.”