Pta San Pietro Vernotico, Amati: “Ci siamo. Domani l’avvio dei lavori per la ristrutturazione”

 

“Inizieranno domani i lavori di ristrutturazione complessiva del Presidio territoriale di assistenza (PTA) del Ninetto Melli di San Pietro Vernotico. Un percorso lungo e complesso che non ha mancato qualche volta di tensioni o spunti polemici. La comunità di San Pietro si prepara dunque ad avere un presidio di assistenza destinato alle malattie croniche e alla lungodegenza”.

Lo comunica Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia.

“Con la consegna del cantiere alla ditta che si è aggiudicata l’appalto inizia a concretizzarsi il progetto di dotare la comunità di San Pietro di un livello di assistenza sanitaria efficiente e ad ampio raggio. La riconversione in Pta dell’ospedale Melli prevede in particolare attività di riabilitazione con quattro moduli di specializzazioni diverse e complessivi 96 posti letto. L’obiettivo è farlo diventare un centro di riferimento nel campo della riabilitazione per tutta la Puglia meridionale. Grazie alla riconversione e alla dotazione di macchinari all’avanguardia sarà un luogo dove ci sarà posto per malati di Alzheimer, cure estensive e cure di mantenimento. Ma la riconversione, con una dotazione finanziaria iniziale di 9milioni di euro, prevede anche l’istituzione di un ospedale di comunità dedicato alle patologie che necessitano di cure periodiche che non possono essere effettuate a domicilio e, inoltre, l’istituzione di una Rems, per i detenuti in assistenza psichiatrica. Con il presidio di San Pietro Vernotico sono cinque i Pta della provincia di Brindisi, a cui si aggiungeranno presto quelli di San Pancrazio Salentino e Latiano.
Ringrazio i manager della Asl di Brindisi per aver eseguito il lavoro che ci ha portato a questo primo e importante esito”.

Tumore al seno, Amati: “Proposta di legge per colmare un ritardo sui test genomici ed evitare chemioterapie inappropriate”

“Una proposta di legge per colmare un ritardo sui test genomici alle donne con carcinoma mammario in fase precoce e quindi per evitare chemioterapie inappropriate o addirittura dannose. Spero che il Consiglio regionale approvi al più presto, dando ulteriore seguito a una strategia legislativa di diagnosi e cura che in questa legislatura può già fregiarsi di tre leggi, sullo screening obbligatorio per la SMA, sul sequenziamento dell’esoma e sul DNA fetale”.

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, promotore di una proposta di legge, sottoscritta dai colleghi Consiglieri regionali Maurizio Bruno, Enzo Di Gregorio, Donato Pentassuglia e Francesco Paolicelli, su “Esecuzione test genomici per la cura del tumore al seno”

“In Puglia si registrano 3200 casi di tumore alla mammella: sulla base dei calcoli relativi a tumore e stratificazione clinico-patologica si dovrebbero effettuare circa 598 test genomici all’anno per poter dedurre il livello utilità della chemioterapia adiuvante post-operatoria, in aggiunta al trattamento ormonale.
Le donne con carcinoma mammario in fase iniziale, infatti, hanno la necessità di sottoporsi a trattamento chirurgico e sulla base dell’esame istologico risultano a basso, intermedio o alto rischio di recidiva. Se si escludono dunque i casi a basso o alto rischio di recidiva, per i quali la decisione di ricorrere o meno alla chemioterapia adiuvante è molto semplice, difficile si presenta la decisione per i casi definiti a rischio incerto o intermedio. A supporto di questa decisione interviene allora il test genomico, che vogliamo introdurre in Puglia con la proposta di legge, che si presenta decisivo per la prescrizione o meno della chemioterapia.
Può infatti capitare che a scopo prudenziale lo specialista possa decidere per i casi intermedi di prescrivere o non prescrivere la terapia e fare comunque un danno, nonostante siamo dotati di strumenti tecnologici, i test genomici, in grado di supportare in coerenza con la prova scientifica la decisone del medico.
Secondo la proposta di legge depositata il test sarà erogato gratuitamente e in completa esenzione da compartecipazione.
E’ un’occasione che la Puglia non può perdere. Lo dobbiamo a tutte le donne di questa regione che combattono ogni giorno con grande coraggio una battaglia che, grazie all’innovazione e alla ricerca scientifica, può risultare meno complicata. Il nostro compito è agevolarle almeno nelle crepe della burocrazia”.

Piano casa, Amati: “Modifica agosto è ingiusta, perché danneggia comuni, ammazza i piccoli interventi e favorisce quelli grandi”

 

“La modifica di agosto alla legge sul Piano casa va cancellata. Si tratta di un danno economico per i comuni e di un’ingiustizia nei confronti dei piccoli interventi, a tutto vantaggio dei grandi insediamenti. Per questo abbiamo presentato oggi in V Commissione una proposta di abrogazione. Giovedì prossimo l’audizione di Anci, Ance e ordini professionali”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La legge sul Piano casa già prevede che per gli interventi edilizi ci sia la necessità di cedere gli standard, ovvero di monetizzarli nel caso non ci siano aree disponibili in tutto o in parte. Questa norma è risultata per diversi anni di grande ragionevolezza, soprattutto nei confronti dei piccoli interventi generalmente siti in aree totalmente urbanizzate, le cui eventuali cessioni si presentano perciò impossibili, oppure di dimensioni così limitate da scatenare un gravoso onere di gestione a carico dei comuni.
Con la modifica di agosto non sarà più possibile invece monetizzare gli standard, escludendo dalla premialità del Piano casa i piccoli interventi e a tutto vantaggio di quelli grandi, che notoriamente dispongono di aree pertinenziali molto vaste, la cui cessione non comporta alcuna riduzione del potenziale edificatorio.
È chiaro che tale situazione si presenta iniqua e produce effetti altamente distorsivi anche nel mercato immobiliare.
In ragione dunque della sperimentata efficacia di questo importante strumento edilizio, fondata anche sull’accessibilità a tutti e senza distinzioni, pensiamo che sia il caso di ripristinare la disciplina precedente, che ha già dimostrato di generare plurimi effetti virtuosi, rappresentati dalla limitazione del consumo di suolo, dalla riduzione di ambiti di discrezionalità tecnico-politico, dall’uso di materiali per il risparmio energetico e dall’altissima produzione di posti di lavoro”.

Protezione dagli alluvioni a Fasano, Amati: “E con i lavori consegnati oggi, salgono a quattro i canali deviatori per mettere in sicurezza la città”

“E con i lavori consegnati oggi all’impresa aggiudicataria per la realizzazione del canale deviatore di Fasano centro, salgono a quattro le opere idrauliche per mettere in sicurezza l’intera città dagli alluvioni. Tra i due già realizzati, Montalbano e Torre Canne, e quello di Pezze di Greco in fase di realizzazione, il canale deviatore di Fasano centro rappresenta il completamento di un programma avviato nel 2010 per difendere i cittadini da rischi mortali. E tutto ciò perché se non si da un regime alla furia dell’acqua i danni alle cose e le disgrazie alle persone presto o tardi arrivano”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati, che assieme al sindaco della città, Francesco Zaccaria, e al Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico, Elio Sannicandro, ha partecipato alla cerimonia di consegna dell’area di cantiere all’impresa appaltatrice.

“L’intero tracciato dei lavori riguarderà l’area intorno al centro abitato – spiega Amati-. Sarà costruito un canale deviatore delle acque piovane lungo 4.200 metri. Un’opera imponente e salvavita. Il canale sarà collegato a due vasche di laminazione che raccoglieranno la piena delle acque con la funzione di diminuirne velocità e potenza. Di fatto si ridefinisce il corso naturale delle acque a valle del centro abitato. Infatti l’acqua piovana raccolta sarà, attraverso i 4 km di canale, rilasciata in una lama naturale, Lama d’Antico, che quindi diventerà il corso d’acqua recettore finale. Salvaguardando così il centro urbano di Fasano. È un’opera di ingegneria idraulica rilevante, con un impegno finanziario di 8milioni450mila euro”.

Dissesto idrogeologico, Amati: “Domani consegna cantiere per realizzare canale Fasano centro”

Si svolgerà domani, venerdì 24 settembre alle ore 11:30, la consegna del cantiere per la realizzazione del canale deviatore di Fasano centro. Alla cerimonia parteciperanno Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Francesco Zaccaria, sindaco di Fasano, Emanuele Sannicandro, Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico Elio Sannicandro

“Un’opera di ingegneria di portata straordinaria – ha commentato Fabiano Amati – in grado di contrastare il rischio idrogeologico in zona Laureto a Fasano, dove in più occasioni le forti piogge hanno creato allagamenti nel centro urbano.
Un impegno finanziario di 8milioni450mila euro per un’opera che prevede la realizzazione di un canale deviatore lungo 4.200 metri e l’inserimento di due vasche di laminazione realizzate utilizzando alcune depressioni geomorfologiche già esistenti. Le vasche di laminazione – spiega Amati – hanno proprio il compito di accogliere al loro interno le ondate di acqua piovana, tanto da venire spesso utilizzate anche per raccogliere le ondate di piena di fiumi o canali. Il loro compito, anche attraverso il canale deviatore, è quello poi di ridurre la velocità dei volumi d’acqua e rilasciarli in una lama naturale (la Lama d’Antico) che sarà quindi il corso d’acqua recettore finale: in questo modo si ridefinirà il corso naturale delle acque a valle del centro abitato”.

(Qui le coordinate per raggiungere il luogo dove si svolgerà la cerimonia: https://goo.gl/maps/aE57yRKefkDTh3zX8)

Molotov ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Gesto vigliacco. Fare presto la migliore risposta”

 

“Le bottiglie molotov e le minacce sono da sempre un gesto tanto meschino quanto vigliacco. Operai e impresa impegnati nella costruzione dell’ospedale Monopoli Fasano hanno tutta la mia solidarietà e la risposta a quanto accaduto sono certo che si trasformerà in ulteriore determinazione per portare a termine al più presto i lavori, recuperando i mesi di ritardo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati, intervenendo a seguito della notizia del ritrovamento mercoledi mattina di una bottiglia incendiaria davanti all’ingresso del cantiere con all’interno un biglietto di minacce.

“Quanto accaduto mercoledì mattina è un fatto grave, e comprendo sul piano umano lo stato d’animo di chi deve lavorare dopo aver subito minacce. Ma quel cantiere è una delle più belle risposte che la regione vuole dare alla comunità. Si tratta di una struttura ospedaliera per curare malattie gravi destinata ad un bacino di utenza che non ha mai avuto un’opera di questo livello finora. E perciò nulla potrà fermarci”.

Vaccino, Amati: “A Brindisi 90% ricoveri e 100% decessi sono no-vax. Serve altro per ribadire utilità della vaccinazione?”

“Nella Asl di Brindisi il numero di ricoveri no vax sfiora il 90 per cento, e per i decessi siamo al 100 per cento di non vaccinati. Lo dicono dunque i numeri che le teorie no-vax sono mortifere e indirettamente alimentano il fatturato delle aziende farmaceutiche, cioè proprio quello che affermano di voler evitare rinunciano al vaccino.
E’ fondamentale allora dare un’ultima sferzata alla campagna vaccinale perché quella quota pur minima di no vax, soprattutto con l’apertura delle scuole, potrebbe diventare una fabbrica ambulante di varianti, con il rischio di tornare indietro”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati, che rende pubblici i dati dei ricoveri degli ultimi quattro mesi nella sola Asl di Brindisi.

“Dal 1 giugno al 16 settembre in sub intensiva pneumologia (quindi a rischio di vita) ci sono stati 24 ricoveri. Di questi due sono stati i decessi, entrambi non vaccinati. Degli altri 22, 18 erano non vaccinati, e solo 4 vaccinati. Nel reparto di malattie infettive, nello stesso arco temporale, si sono registrati 82 ricoveri, dei quali 61 erano non vaccinati. Tra gli altri 21 vi erano alcuni che avevano completato il ciclo vaccinale, altri che avevano ricevuto solo la prima dose. Come dico spesso, l’affidabilità dei numeri e la loro bellezza sta nel fatto che non possono essere massaggiati a piacimento.
Questi dati assumono peraltro un valore ancora più significativo se si aggiunge anche il così detto effetto paradosso: ossia il fatto che in alcuni momenti il numero di ricoveri di vaccinati e non vaccinati può risultare equiparato. Questo accade però, ci spiegano bene gli esperti, quando le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati per via della progressiva diminuzione del numero di questi ultimi. Faccio un esempio: se tra gli over 80 si registrano in Italia 456 ospedalizzazioni di vaccinati e 331 di non vaccinati va considerato che gli immunizzati sono oltre quattro milioni e i non vaccinati poco più di 300mila. In termini percentuali, dunque, i ricoveri tra i non vaccinati sono nove volte più alti. Questa è l’analisi scientificamente corretta e quindi più razionale. Abbiamo letto nei giorni scorsi di proposte assurde per tutelare e garantire operatori sanitari e operatori del mondo scolastico che rifiutano il vaccino. E’ assurdo. E’ indispensabile invece, e i dati lo dimostrano ancora una volta, evitare al minimo indispensabile i contatti con chi sceglie di far ammalare gli altri. E mi pare che anche il Governo nazionale stia andando in questa direzione”.

Paolo e Marco, Amati: “Nessuna risposta. Come ci sentiremo quando sarà possibile ciò che oggi è vietato?”

“Come ci sentiremo quando Aifa autorizzerà anche in Italia la somministrazione della terapia genica per i bimbi affetti da Sma e tracheostomizzati o ventilati? Lo chiedo perché verrà sicuramente quel giorno, come sanno tutti i clinici del mondo, e per questo invito tutti a superare le regole di eccessiva burocrazia e individuare soluzioni immediate in Italia o all’estero per i piccoli Marco e Paolo”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati, che ancora una volta richiama l’attenzione sulla delicatissima situazione clinica dei due bambini pugliesi affetti da Sma 1 di tipo grave.

“L’autorizzazione da parte di Aifa prima o poi arriverà ma per Marco e Paolo potrebbe essere troppo tardi. Lo dicono i fatti. La terapia genica Zolgensma inizialmente in Italia era somministrabile solo ai bambini fino a sei mesi d’età. In altri paesi i protocolli sanitari lasciavano invece margini di intervento più ampi. In seguito anche Aifa si adeguò inserendo il limite di 12,5 chili di peso corporeo. Oggi la somministrazione della terapia genica in grado di migliorare la qualità della vita dei bambini malati di Sma, e conseguentemente anche delle loro famiglie, è vietata per i bimbi tracheostomizzati o ventilati. In questi mesi abbiamo saputo che a Boston i protocolli sanitari invece lo consentono, seppure con un limite di età che almeno Paolo sta per raggiungere a brevissimo. Ho apprezzato l’intervento del Presidente Emiliano ma dopo quasi due settimane da Aifa non abbiamo ricevuto risposte. E’ urgente dunque autorizzare la partenza di Marco e Paolo per Boston, così che abbiano lì le terapie che in Italia sono oggi loro impedite dalle regole attuali. Continuo a chiedermi come ci sentiremo tutti se e quando i protocolli Aifa, con le loro tempistiche, cambieranno di nuovo, e nel frattempo per Marco e Paolo ci sarà però il limite, forse definitivo questa volta, dell’età. Nel rispetto delle regole, ci vuole coraggio. Questo è richiesto agli amministratori pubblici”

AUDIZIONE IMPIANTI RINNOVABILI. AMATI: “AMBIENTALISMO È BLOCCATO DA RIMPALLI DI COMPETENZE. INTERVENGA EMILIANO”

“Uno stato anche di conflitto tra diverse sezioni della regione (energia e paesaggio) e tra la Regione e province. E’ emerso questo dall’audizione che si è svolta oggi in Commissione con i dirigenti competenti in materia e i presidenti della province. E intanto oltre 400 progetti di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, cioè 27miliardi di watt per raggiungere i target del Pnrr e del Piano energetico nazionale, sono fermi in attesa di autorizzazioni. L’ambientalismo non si fa con le parole, continuando dunque a inquinare e ad ammirare le virtù degli altri paesi. A questo punto è necessario che il Presidente Emiliano promuova l’approvazione di un provvedimento definitivo di chiarimento normativo e amministrativo, intersettoriale, in grado di non farci disperdere l’appuntamento con la transizione verde”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia Fabiano Amati, al termine dell’audizione richiesta proprio al fine di avere un quadro generale in termini di numeri di progetti per provincia e tipologia di impianto – eolico, fotovoltaico, biometano, biomasse – e di potenza.

“La produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un’attività di interesse pubblico che contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente, agevolando la decarbonizzazione, e all’introduzione dell’idrogeno come vettore energetico.
Non esiste infatti alcuna possibilità che il carbone sparisca o che si possa raggiungere l’era dell’idrogeno, perché entrambi gli intenti hanno la necessità di grosse produzioni di energia da fonti rinnovabili.
In Puglia ci sono in attesa di autorizzazione 400 pratiche complessive. Se si esclude la provincia di Bari, il cui elenco sarà depositato nei prossimi giorni, le istanze sono così suddivise: 230 pratiche tra eolico e fotovoltaico in provincia di Foggia per una potenza complessiva di 170 mw; in provincia di Brindisi i procedimenti aperti sono 6 per l’eolico con una potenza complessiva di 450 mw e 79 per il fotovoltaico con potenza richiesta di 2200 mw; a Taranto i progetti in attesa di autorizzazione sono 25 per il fotovoltaico, per una potenza complessiva di 500 mw e due progetti di impianti per la produzione di energia da biometano/biomasse; nella Bat, i progetti presentati riguardano due impianti di eolico, uno di fotovoltaico, due di biometano; in provincia di Lecce le pratiche aperte sono 23, tutte di fotovoltaico, per una potenza complessiva di 395 mw. Per quel che riguarda le istruttorie ferme invece negli uffici della Regione, ve ne sono 32 statali, per le quali è richiesto agli uffici dell’ente il parere, e invece di competenza esclusiva, vi sono 17 progetti di fotovoltaico in attesa di Paur all’ufficio ambiente per una potenza di 718 mw.
Quest’audizione – dichiara il presidente Amati in conclusione – era un passaggio fondamentale per avere il quadro chiaro dei numeri ma è emersa la necessità di un intervento legislativo incisivo che sblocchi ogni difficoltà e avvicini la nostra regione agli obiettivi fissati dalle direttive comunitarie e dalla legge nazionale, senza contare che mentre la burocrazie tiene bloccate queste istruttorie l’Italia continua a fare i conti con inquinamento, come detto, e pure con le bollette salate. La causa maggiore dell’incremento tariffario, infatti, è addebitabile a carenze nelle forniture, per cui l’obiettivo del 30% del fabbisogno nazionale da rinnovabili, da raggiungere entro il 2030, è una necessità economica”.

Rinnovabili, Amati: “In Puglia fermi 27mila Mw e ciò significa predicare ambiente e razzolare su inquinamento e bollette salate. Domani in Commissione”

 

“Si predica di ambiente, decarbonizzazione, idrogeno, riduzione gas serra e PNRR ma si razzola su inquinamento e bollette salate, ritardando l’autorizzazione dell’unica cosa che realizza quegli obiettivi: la produzione di energia da fonti rinnovabili. Domani nelle Commissioni congiunte Ambiente e Energia capiremo di più”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, richiedente della riunione delle Commissioni congiunte IV e V in programma domani 16 settembre.

“Le buone intenzioni ambientaliste rischiano di morire prima di nascere, soffocate nei cassetti della burocrazia.
In Puglia sono in attesa di autorizzazione centinaia di impianti per rinnovabili e per una potenza di 27 miliardi di watt, in grado di contribuire all’obiettivo italiano di 70 miliardi di watt in 10 anni e quindi alla decarbonizzazione.
Pur ammettendo che non tutti i 27 miliardi di watt siano autorizzabili per contrasto con la normativa statale o regionale, c’è da dire che non ci potrà mai essere un mondo green e un abbandono della produzione energetica inquinante, se non saremo in grado di dare il nostro grande contributo al raggiungimento degli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili. A meno che l’intento politico di chi rallenta e ostacola il nuovo mondo non siano la decrescita e la povertà collettiva, cioè il raggiungimento di obiettivi politici già ampiamente sconfitti dalla storia”.