“Ritengo sia indispensabile un approfondimento sullo stato dell’iter tecnico-amministrativo relativo al programma di edilizia ospedaliera, che prevede la realizzazione dei due nuovi ospedali di Taranto e di quello intermedio di Bari-Brindisi, allo stato risultanti già finanziati con delibera CIPE”.
Lo dice il Consigliere regionale Fabiano Amati, chiedendo ai Presidenti delle Commissioni consiliari competenti in materia, Donato Pentassuglia e Leonardo Marino, una richiesta di audizioni degli assessori regionali alla Programmazione, alle Politiche della Salute e ai Lavori Pubblici, di rappresentanti dei comuni di Taranto, Fasano e Monopoli, delle ASL di Taranto, Bari e Brindisi e dei dirigenti dei Servizi regionali interessati allo scopo proprio di ottenere informazioni di dettaglio sull’iter in corso.
Continua a leggere Ospedali di Taranto e Fasano-Monopoli: “A che punto siamo?”
“Per i lavori sulla 172 dir abbiamo finalmente l’atto più importante: il parere paesaggistico favorevole, rilasciato due giorni fa. Continuiamo senza mollare la presa.”
“Siamo tutti impressionati dal rapporto SVIMEZ. Viene da chiedersi, però, perché ce ne ricordiamo nelle considerazioni annuali sui rapporti e non nelle attività legislative e amministrative di ogni giorno? Quando la SVIMEZ descrive la desertificazione industriale, con crollo di investimenti e consumi, ci chiediamo mai quanto compatibili siano, in termini di proporzioni, il nostro giusto spavento per i dati di povertà con le teorie della lentezza, del chilometro zero, del piccolo è bello, della decrescita felice, della paesologia (tutela del paesaggio trasformata in patologia) e dello scarso interesse per ogni forma di sburocratizzazione?”
“La politica deve limitarsi a dire se fare o meno la TAP. La localizzazione dell’approdo e le tecniche costruttive appartengono a valutazioni tecnico-scientifiche, indirizzate a conseguire il minor impatto nell’ambito di un procedimento di ponderazione accurata tra costi e benefici.”
La Puglia tende a diventare una regione sempre più vulnerabile dal punto di visto idrogeologico. L’area di Ginosa interessata all’alluvione del 6 – 8 ottobre scorsi, peraltro, ha riguardato un sito diverso da quello investito dal nubifragio del 2011 e non rientra neanche tra quelle a rischio perimetrate dall’Autorità di Bacino della Basilicata.