Riforma Arpal, Amati: “La buona amministrazione trova casa nel PD. E questa è la nostra storia e il nostro programma”

Dichiarazione del Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati, con riferimento all’approvazione della proposta di riforma dell’Arpal.

“Oggi la buona amministrazione ha trovato casa nel PD e nell’azione della maggior parte dei consiglieri regionali. E questa è la nostra storia e il nostro programma.
Mi spiace molto del tanto tempo e del grande contrasto registrato sull’argomento, anche quello di una parte della Giunta regionale, che abbiamo dovuto superare anche con asprezza. In ogni caso, ciò che conta è il risultato, finalizzato a verificare nelle prossime settimane eventuali opacità o le ragioni di numerose coincidenze tra selezione di personale e appartenenza politica.”

Amati: “L’appuntamento con la buona amministrazione e le bollette del gas, fissato per oggi dal PD, è rinviato a domani. Purtroppo”

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati.

“L’appuntamento con la buona amministrazione e le bollette del gas, fissato e preparati per oggi dal PD, è rinviato a domani per mancanza del numero legale. Purtroppo. Resta solo da capire se domani avremo con noi la Giunta nella sua totalità, come credo e spero, e almeno tutti i gruppi di maggioranza. Con l’ovvio auspicio di vedere sullo stesso fronte anche la minoranza, notoriamente sensibile alle sfide sul buon governo e sulla riduzione delle difficoltà delle persone.
L’eccesso di tatticismi inconcludenti in parte della maggioranza, registrati oggi per salvare ancora una volta il DG Arpal, spero che domani si dissolvano, cominciando tutti col garantire il numero legale.
Abbiamo peraltro all’ordine del giorno una proposta di legge, ancora più importante della questione ARPAL, che riguarda la possibilità di ottenere sconti in bolletta per le famiglie pugliesi.
Assentarsi all’appuntamento, dunque, equivarrebbe a un tradimento, inflitto peraltro in tempi difficilissimi.
Sono contento e orgoglioso, infine, di far parte di un gruppo consiliare, il Partito Democratico, che su entrambi gli argomenti si è preso la responsabilità di proporre iniziative e di mantenere la schiena dritta.”

Nuovi ospedali, Amati: “Nuova proroga al 31.7.2023 per Taranto e si allungano di sei mesi i tempi per arredi e attrezzature per Monopoli-Fasano”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“E per fortuna che teniamo il fiato sul collo. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se pure noi non avessimo prestato tutta l’attenzione possibile.
Ed, infatti, ci ritroviamo a registrare la seconda proroga al fine lavori per il nuovo ospedale di Taranto, oggi previsto al 31 luglio 2023, dopo aver mancato il primo fine lavori contrattuale del 24 gennaio 2022 e la successiva proroga al 18 novembre 2022. Tutto ciò a causa di notevoli ritardi nel mettere a disposizione della Asl le somme necessarie, 200 milioni circa, per l’acquisto di arredi e attrezzature.
Per quanto riguarda, invece, il nuovo ospedale Monopoli-Fasano risulta la conferma del fine lavori al 25 aprile 2023 e lo slittamento di sei mesi, da maggio a novembre 2023, per l’aggiudicazione di tutte le gare per acquisto di arredi e attrezzature.
Resto sempre un po’ allibito rispetto a un andamento delle attività amministrative che non tiene conto dell’oggetto della fornitura, ossia ospedali. Luoghi d’eccellenza di cui abbiamo un gran bisogno e che rappresentano la più grave mancanza regionale.”

Bollette gas e Tap, Amati: “Confindustria ammette l’occasione perduta su compensazioni. Sia da lezione per i no-a-tutto”

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati.

“Confindustria Puglia ha ammesso oggi in Commissione quanto sia stato folle e autodistruttivo sostenere la posizione del no-a-tutto sul gasdotto TAP e su altre infrastrutture energetiche, perché perché nell’ambito del procedimento di autorizzazione dei lavori avremmo potuto ottenere forse molto di più di quanto oggi stiamo cercando di avere in termini di compensazioni territoriali.

Per uno come me, che in quasi solitudine ha sempre sostenuto l’importanza e l’utilità di queste infrastrutture energetiche, questo rappresenta un titolo di merito per poter chiedere alle aziende interessate e a Confindustria di non ostacolare il procedimento di approvazione della mia proposta di legge sugli sconti in bolletta attraverso le compensazioni territoriali, e anzi di mostrarsi altamente collaborativi anche in vista di nuove e più importanti iniziative da sostenere senza alcuna remora.”

Autonomia, Amati: “Ripresento mozione e spero nella conversione sincera di vecchi astenuti e contrari”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati.

“Ho ripresentato oggi la mozione contro l’autonomia differenziata, discussa e approvata a stento nella scorsa legislatura, sperando nel voto sincero e favorevole anche di vecchi contrari e astenuti.
Sono i numeri a esigere una battaglia contraria di tutte le persone razionali. Una conversione ai numeri è necessaria per stabilire un concetto alquanto ovvio: il mondo moderno richiede meno localismi e una maggiore propensione all’Europa soprattutto in ambito fiscale e di distribuzione delle risorse.

Nella scorsa legislatura io e altri colleghi avevamo la stessa opinione di oggi pensando ai problemi del futuro. E ora che quei problemi si sono tutti presentati dinanzi ai nostri occhi, dalla pandemia al conflitto bellico, penso che ogni vecchia infatuazione per istinti localistici debba essere confessata come un errore, così da combattere assieme contro ogni pulsione anacronistica.
L’amministrazione pubblica è un tentativo di assumere decisioni realistiche e lungimiranti e non un espediente per sempre nuovi posizionamenti politicisti.
Per stimolare, dunque, una presa di posizione battagliera, coerente e lineare, una mozione può ben valere una conversione”.

Liste attesa, Amati e Mennea a Lacarra: “Ma può un parlamentare sostenere la violazione della legge statale? Mah”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali del PD Fabiano Amati e Ruggiero Mennea.

“Leggiamo increduli la contrarietà del deputato Marco Lacarra sulla nostra proposta di legge di sospensione dell’attività a pagamento per le prestazioni sanitarie, qualora i tempi d’attesa non siano allineati con quelli dell’attività istituzionale. La nostra proposta di legge rende effettiva una disposizione contenuta nella legge statale, nel Piano nazionale delle liste d’attesa e pure nel contratto dei medici, purtroppo disattesa allegramente.
Ci chiediamo: ma è mai possibile che un parlamentare della Repubblica possa sostenere la violazione di una legge statale, contrastando le iniziative che servono a eseguirla? Mah! Il mondo gira veramente al rovescio.
L’unica cosa possibile per un parlamentare della Repubblica è dichiararsi contrario alla legge statale e presentare una proposta di legge per abrogarla, così da rendere inutile la nostra iniziativa per eseguirla. Siamo stati chiari?
Ma sino a quando il deputato Lacarra non presenterà una proposta di legge per abrogare la norma statale, noi proveremo con severità a farla rispettare, mettendoci dalla parte dei cittadini in fila al CUP. A prescindere dalla curiosa opinione eversiva di Marco Lacarra”.

Sma, Amati: “In Puglia, con diagnosi precoce, bimba si mantiene seduta e senza sintomi. Nel resto dell’Italia si muore. La mia denuncia”

“In Puglia la prima bimba con diagnosi precoce di SMA 1 ha quasi sei mesi e si mantiene seduta e senza sintomi. Il secondo bimbo, invece, con diagnosi precoce di SMA 2, ha quattro mesi, si muove normalmente nella culla e pure lui senza sintomi. E tutto questo grazie allo screening obbligatorio alla nascita e alla relativa possibilità di somministrazione di farmaci innovativi nella fase asintomatica.
E mentre ciò accade in Puglia, in quasi tutte le altre regioni italiane i bimbi malati di Sma rischiano, per diagnosi tardiva, il destino crudele di malattia grave e morte; e tutto questo per l’assenza colpevole dello screening obbligatorio. Una clamorosa ingiustizia.
Spero che tutti i politici e i media ascoltino la mia denuncia e non si stanchino di gridare al mondo, ogni giorno, la tragedia di un’insopportabile roulette russa da federalismo sanitario”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della legge pugliese – unica in Italia – sullo screening obbligatorio SMA in fase neonatale.

“Dal dicembre scorso in Puglia è stato istituito lo screening obbligatorio su tutti i neonati per la diagnosi tempestiva dell’atrofia muscolare spinale – SMA. Il test è effettuato presso il Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari.
Lo screening è stato istituito con legge dal Consiglio regionale della Puglia, affinché la diagnosi tempestiva e precoce, in particolare nella fase asintomatica, possa rendere più efficaci le innovative terapie a disposizione. Prima dello screening obbligatorio, infatti, la diagnosi avveniva tardivamente e in presenza di sintomi, rendendo meno efficaci le terapie a disposizione.
Il test avviene prelevando una goccia di sangue alla nascita, indirizzandolo al laboratorio.
Allo stato su oltre 15mila neonati sottoposti al test nei giorni immediatamente successivi alla nascita, sono stati diagnosticati 2 casi di SMA, rispettivamente di tipo 1 e di tipo 2, in fase asintomatica, consentendo la somministrazione immediata delle terapie.
Dopo alcuni mesi dalla somministrazione, coincidenti per letteratura a quelli d’insorgenza dei sintomi già gravi, tra i quali la difficoltà a conquistare la posizione da seduti, la bimba con la SMA 1 non presenta alcun sintomo e ha conquistato la posizione da seduta addirittura in anticipo rispetto ai neonati non affetti da SMA, mentre il bimbo con SMA 2 non presenta alcun sintomo e riesce a sollevarsi in culla, come tutti i bambini sani.
I risultati entusiasmanti, ovviamente, andranno verificati con attenzione nei prossimi mesi, con la speranza di ottenere conferma sull’efficacia delle terapie e assicurare una condizione di normalità se non di guarigione.
In questo consiste l’estrema importanza dello screening obbligatorio.
Purtroppo, questa prestazione è assicurata generalmente solo in Puglia, soprattutto con profilo di obbligatorietà per tutti i neonati, mentre restano scoperti da diagnosi precoce e tempestiva tutti gli altri bimbi italiani; insomma, rimangono scoperti da diagnosi tempestiva tutti i bimbi nati nelle restanti regioni italiane. Una tragedia. Incredibile pure a dirsi.
Per questo chiedo a tutti i media di accendere tutte le luci su quest’argomento, perché la Puglia non è l’Italia e l’Italia non è la Puglia. Soprattutto in una vicenda in cui in oscillazione è il pendolo tra vita e morte”.

Piano casa: assediati dai profeti di sventura.

 

Siamo assediati da decine di profeti di sventura, impegnati a parlare senza attendere le sentenze, a travisare quelle che ci sono e senza mai fare una proposta concreta per la crescita e lo sviluppo. Ecco perché il Paese stenta, crogiolandosi tra ideologia e falsificazioni, lontanissimo dalla vita di ogni giorno delle persone. Se di questo argomento si evitasse di parlare dall’alto di stipendi o pensioni pubbliche, forse si riuscirebbe ad immedesimarsi nella condizione di chi produce per il Paese e versa in tasse ciò che serve per pagare proprio quegli stipendi e quelle pensioni.
Sull’impugnazione della legge sul Piano casa da parte del Governo nazionale, sento dire cose incredibili.
La più grossa è quella dell’impugnativa perché il Piano casa avrebbe consentito interventi in violazione del Piano paesaggistico. Ma dite sul serio? L’avete letta la legge? E quando mai?
Tutti gli interventi del Piano casa possono essere realizzati solo se rispettosi delle prescrizioni, linee guida e direttive del Piano paesaggistico. E ciò è scritto nero su bianco.
Il Ministero eccepisce, invece, sul fatto che la delibera del Consiglio comunale d’individuazione degli ambiti ove realizzare gli interventi non debba essere condivisa con il Ministero, ossia le famosissime ed efficientissime (sic!) Soprintendenze, con l’effetto di soggiogare la volontà dei Comuni. Questo non è previsto da nessuna legge statale e si rivela una pretesa assurda, diretta a realizzare la morte del Piano casa e ad affamare un grande comparto produttivo. Sul punto, peraltro, è di recente intervenuta una sentenza della Corte costituzionale, la 192 del 2022, con cui è stato sancito il principio elementare, estraneo ai profeti di sventura, che ogni intervento del Piano casa può solo soggiacere alle prescrizioni, direttive e linee guida del Piano paesaggistico e non alle misteriose elucubrazioni ministeriali.
Ma i profeti di sventura parlano pure a vanvera: dicono di aver avvertito per tempo sui rischi, ma non si capisce dove, come, quando e soprattutto con quale proposta concreta e alternativa; dicono della virtù di proposte assessorili, modificate all’unanimità dal Consiglio regionale, senza aggiungere che tali proposte rendevano inservibile il Piano casa ed erano contrastate dagli ordini professionali, dalle associazioni di categoria e dai comuni; dicono di Piani urbanistici generali ma non delle lungaggini per adottarli, con procedimenti demandati strumentalmente a conferenze di servizi che non si concludono mai. E anche su questo, ovviamente, nemmeno una parola sul fatto che ho depositato una proposta di legge proprio per semplificare l’adozione di Piani urbanistici e che quando il Consiglio regionale ha approvato un’altra mia proposta per attuare per legge una parte del Piano paesaggistico, la stessa compagnia di profeti di sventura ha urlato il suo “urrà” alla notizia dell’impugnazione, per poi retrocedere in un imbarazzato silenzio quando la Corte costituzionale ha rigettato il ricorso.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Dobbiamo solo combattere, per sconfiggere quello che Franco Cassano chiamò narcisismo etico. È anche questo il nostro compito e la nostra missione.

Arpal, Amati: “Continuano le stranezze. Ma il Consiglio del 18 per la decadenza del DG è vicino”

Dichiarazione del Consigliere regionale del PD Fabiano Amati.

“La storia di Arpal si arricchisce ogni giorno di coincidenze, stranezze e fatti da chiarire. Oggi è la volta dei verbali degli ultimi concorsi.
Per fortuna il Consiglio regionale di martedì prossimo si avvicina, così da poter votare – come chiesto espressamente dal mio gruppo – la nostra proposta di legge con la nuova organizzazione dell’agenzia, i nuovi profili culturali richiesti per gli amministratori e, soprattutto, la decadenza dell’attuale direttore generale.
Uno dei punti del nostro programma elettorale, nonché di tutte le carte d’intenti del mio partito, è il buon andamento della pubblica amministrazione. Per cui mi sembra il minimo ritrovare sull’argomento la compattezza della maggioranza e il sostegno del Presidente Emiliano. Se così non fosse sarebbe ragionevole sentirci additare come complici di un’attività amministrativa su cui è quantomeno necessaria una profonda verifica”.

Piano casa, Amati: “Presentata pdl per abrogare parti inutili e sgomberare il campo da scuse.

La Corte decida solo su obiezioni ideologiche”

“A questo punto è necessario che la Corte costituzionale decida solo sulle obiezioni ideologiche proposte dal Governo contro il nuovo Piano casa, su suggerimento dei dirigenti del Ministero della Cultura. Per sgomberare il campo da scuse o confusione ho perciò depositato oggi una proposta di legge per abrogare le norme inutili impugnate e per modificare alcuni dettagli.
E tutto questo per fare ogni tentativo utile a evitare la morte di un settore ad altissima densità di posti di lavoro.
Insomma, se il Governo vuole istituire la fame in Puglia, noi vogliamo fare di tutto per attenuarla”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“I motivi d’impugnazione rilevanti sono quattro.
Il primo riguarda la pretesa di trasformare il Piano casa da strumento edilizio a strumento urbanistico, per cui imporre l’approvazione concordata con il Ministero della Cultura e a prescindere da quanto prescrivono le norme vigenti, comprese quelle tecniche del Piano paesaggistico.
Il secondo motivo riguarda un emendamento approvato in aula e presentato dalla Lega, sulla possibilità di presentare singole istanze e beneficiare, previa delibera del Consiglio comunale, degli incrementi volumetrici.
Il terzo motivo riguarda il rispetto dell’indice di edificabilità fondiaria nelle zone agricole.
Il quarto motivo riguarda, infine, la possibilità di introdurre le modifiche introdotte da una recente legge statale in materia di Aiuti.
Per ridurre la confusione argomentativa in cui incorre il Ministero, così da limitare il campo della decisione alle cose veramente utili, ho proposto l’abrogazione della norma sulle singole istanze in mancanza di delibera complessiva di determinazione degli ambiti, e la modifica della norma sull’applicazione dello strumento nelle zone agricole.
Qualora il Consiglio regionale dovesse recepire le modifiche, la decisione della Corte costituzionale restringerebbe a due sole questioni ideologiche: se, come e quando il Ministero della Cultura può essere legittimamente considerato novello Pol Pot, il tiranno del futuro; se, come e quando il Ministero della Cultura può opporre a una legge dello Stato le norme di uno strumento urbanistico sovraordinato agli altri strumenti ma non alla legge”.