Depuratore Sava-Manduria, Amati: “TAR afferma legittimità e premia sensibilità ambientale di chi lo volle”

“Il Tar Bari ha sentenziato la piena legittimità dell’impianto di depurazione al servizio degli agglomerati di Sava e Manduria, premiando la sensibilità ambientale di chi lo programmò e al sol fine di sottrarre i cittadini di quel territorio dal degrado e dall’inquinamento del suolo e del mare. Spero che non si vedano più cittadini eccitati nella protesta per andare contro se stessi e celebrità dello spettacolo impegnate a occuparsi di materie non conosciute con esiti paradossali: favorire la distruzione ambientale in nome dell’ambiente”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nella mia esperienza di Assessore regionale alla tutela delle acque nel Governo Vendola, mi toccò programmare un’iniziativa amministrativa forte per superare lo stato di degrado ambientale in diverse città pugliesi, determinata dall’assenza di adeguato sistema fognario e depurativo.
I casi più eclatanti erano quelli di Sava-Manduria, Carovigno e Casamassima.
Quelli di Carovigno e Casamassima sono stati risolti esattamente come da programma legale e tecnico-scientifico, nonostante inutili girotondi di parole e di opere aggiuntive, mentre rimaneva ancora sotto giudizio il caso di Sava-Manduria.
A ciò si aggiunga che il movimento di protesta, promosso da poche persone impegnate politicamente e però in grado di coinvolgere i cittadini alimentando paure e sospetti, si fregiava della militanza di personalità dello spettacolo che per popolarità sovrastavano le opinioni di buon senso amministrativo, finendo per rappresentare gli amministratori pubblici come una setta di incompetenti e inquinatori.
E invece era ed è vero il contrario, così come ha sentenziato il Tar, con parole chiarissime che meritano di essere trascritte: ‘a difettare in radice è la possibilità di presumere… che la realizzazione di un impianto di depurazione, in un’area fino ad ora sfornita e per tale ragione oggetto d’infrazione da parte della Commissione Europea per il conseguente degrado ambientale, possa essere potenzialmente inquinante e degradante’. E ancora: ‘è la natura stessa dell’impianto in contestazione a non consentire di presumere l’esistenza degli indicati effetti negativi’.
Insomma, a detta dei Giudici del Tar rientrava e rientra nel dovere degli amministratori pubblici coscienziosi sottrarre le persone da uno stato di galleggiamento sui propri liquami, con un danno alla salute e pure all’ambiente circostante. In questa vicenda, invece, e con un inquietante capovolgimento di fronti logici, si era finito per sostenere che era meglio galleggiare sui liquami piuttosto che depurarli.
Spero che questa esperienza serva ad educare alla sensibilità ambientale e invito tutte le personalità dello spettacolo di non avallare – anche se in buona fede – teorie anti-scientifiche e nei fatti inquinanti, senza aver preventivamente approfondito gli argomenti.
Il danno da ritardo nel completamento di quest’opera ambientale è terribile, perché ancora oggi i cittadini di quel territorio vivono una condizione incivile per i parametri del XXI secolo.
Ringrazio i difensori della Regione Tiziana Teresa Colelli e Carmela Capobianco per l’ottima attività di difesa compiuta in favore della Regione Puglia e della qualità ambientale dei territori di Sava e Manduria”.

Rigassificatori, Amati: “Candidiamo la Puglia per un rigassificatore. Audizione dei Presidenti Autorità portuali per fattibilità”

“Se la Puglia è una regione votata alla pace e alla prosperità, dovremmo candidarci a ospitare un rigassificatore da costruire in tempi brevi. La riduzione della dipendenza dal gas russo comporta l’obbligo di diversificare i fornitori e perciò realizzare le infrastrutture più adeguate. Verificheremo la fattibilità con l’audizione in Commissione dei Presidenti delle Autorità portuali”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Tutta l’Europa si sta indirizzando verso la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche e anche l’Italia sta provando a vivere con protagonismo questa fase. La Puglia ha il diritto e il dovere di partecipare a questo programma, però alla luce di dati tecnici obiettivi, idonei a resistere a ogni tentazione di parlare a vuoto o per mere suggestioni.
Per questo reputo opportuno che il processo di eventuale programmazione di investimenti infrastrutturali in ambito energetico, come lo può essere un rigassificatore, cominci col considerare la sussistenza o meno di localizzazioni idonee nei siti portuali pugliesi. Solo a seguito di tali verifiche mi pare possibile avviare un dibattito pubblico che porti all’auspicabile candidatura pugliese per tali insediamenti.
In questo senso l’audizione dei due Presidenti delle Autorità portuali pugliesi mi sembra un buon punto di partenza.
Ora più che mai dobbiamo lavorare per la pace, la libertà, l’ambiente e la prosperità, che sono strettamente legate all’energia”.

Eolico offshore, Amati: “Non possiamo essere contrari: è questione di ambiente, prosperità e pace, e riguarda tutta la Puglia”

“Non possiamo essere contrari agli impianti eolici offshore, come non possiamo contrastare le rinnovabili a terra e gli impianti fondati sul gas come carburante di transizione. È una questione che riguarda la lotta all’inquinamento, alla povertà e pure alla guerra, come stiamo vedendo, per far prevalere l’ambiente, la prosperità e la pace. Ogni parere contrario su singole localizzazioni delle iniziative e a prescindere dai parametri tecnico-normativi, sarebbe peraltro in contraddizione con il parere del Comitato Europeo delle Regioni del 26 e 27 giugno 2019, con relatore Michele Emiliano”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando il dibattito svoltosi oggi in Consiglio regionale.

“La nostra proposta di decisione politica del Consiglio regionale reclama dunque un protagonismo della Regione in favore di un pianeta pulito per tutti, finalizzato a un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra.
Per far ciò abbiamo proposto un’iniziativa politica in favore delle rinnovabili, in considerazione delle caratteristiche dei territori – con la Puglia protagonista per sole, mare e vento -, superando ogni questione riguardante i semplici confini amministrativi.
È inoltre importante fare ogni sforzo per ampliare gli obiettivi di fonti rinnovabili sulla base dell’evoluzione delle tecnologie, così da conseguire al più presto la neutralità climatica.
Questi parametri sono decisivi per valutare ogni intervento e dovrebbero orientarci sopra ogni polemica. Assumere decisioni che diversamente puntassero a metterli in discussione, significherebbe contraddire sul piano politico il parere del Comitato Europeo delle Regioni e violerebbero il significato ambientale di queste iniziative, reso meritevole di recente meritevole di apposita tutela costituzionale”.

Mozione Ucraina, Amati: “Condanna Putin parole di verità. Puglia diventi regione di Pace attraverso potenziamento infrastrutture energetiche”

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il Consiglio regionale ha approvato una mozione con cui si condanna l’azione di guerra di Putin e la solidarietà al popolo ucraino. Parole queste fortemente pacifiste e fortemente lontane da ogni forma di pacifismo di facciata. Una mozione chiara, senza tentennamenti e priva di ideologismi vecchi e nuovi, espressa con parole di verità in grado di generare giustizia.
In coerenza con queste parole la Puglia può lavorare in concreto per affermarsi come regione certamente accogliente sotto il profilo umanitario, ma pure in grado di realizzare la pace attraverso la costruzione di infrastrutture energetiche che riducano la dipendenza dell’Europa e dell’Italia e ne affermino i principi di libertà.
Nei prossimi mesi dobbiamo quindi assumere decisioni coerenti con la riduzione della dipendenza dell’Europa da altri Paesi, a cominciare dalla Russia, potenziando le infrastrutture di produzione e importazione delle fonti energetiche così da diversificare con maggiore agibilità i fornitori.
Noi possediamo un’unica risorsa naturale, il cervello, che è tale – cioè una risorsa – perché è in grado di inventare il modo migliore per utilizzare le materie prime e così portare il progresso, la libertà e la pace”.

Serbatoio GNL, Amati: “Non ci sono eccezioni tecniche, l’intesa della Regione è atto vincolato”

“Alla Giunta Regionale non sono pervenute eccezioni tecniche da parte delle sezioni interessate sulla realizzazione del serbatoio di GNL nel porto di Brindisi. Ne deriva che l’intesa è un atto con natura vincolata, da emanarsi secondo le previsioni di legge in materia d’insediamenti energetici.
È un primo piccolo passo per combattere con tecnologie ambientali la deindustrializzazione, ossia la piaga più purulenta della povera gente”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Mi pare possa ritenersi chiuso il dibattito pubblico, a tratti pure infuocato, sviluppatosi attorno alla realizzazione del serbatoio GNL nel Porto di Brindisi.
Devo obiettivamente riconoscere che pure le posizioni meramente ideologiche, polemiche e politiste, anche se qualche volta inutilmente offensive, ci hanno offerto l’opportunità di spiegare che solo esercitando il dovere di produrre ricchezza si ampliano i diritti.
Lo schema del no-a-tutto è un potente generatore di disuguaglianze e oggi rischia di assumere le caratteristiche di un delitto politico perché le tecnologie di produzione sono finalmente accordate con il contenimento dell’impatto ambientale o per la messa al bando di tutti gli agenti inquinanti. Viviamo tempi in cui l’unica vera risorsa che esiste in natura, il cervello umano, è in grado di indirizzare le materie prime verso un uso in grado di migliorare la qualità della vita senza dover sopportare residui aggressivi nei confronti della vita stessa.
Che ci vuole in più per convincersi che lo sviluppo industriale, compreso il turismo, deve essere guardato con occhi di simpatia?”

Spese gestione immigrati, Amati: “In cinque anni più di 5milioni. Resta da capire modalità di affidamento”

“Le spese della Protezione civile nel quinquennio 2017-2021 per la gestione degli immigrati ammontano a euro 5.342.837,42. Resta ora da capire le modalità degli affidamenti, su cui il servizio Protezione civile depositerà apposita relazione nei prossimi giorni, e chiarire alcune voci specifiche”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sino al 2020 le spese per le politiche d’accoglienza degli immigrati riguardavano essenzialmente i pasti, con la gestione dei campi affidata alle associazioni di volontariato.
Dal 2020 la spesa si è corredata di ulteriori voci, relative ad allestimento di campi, realizzazione di impianti elettrici e idrici, e allestimento di un’ambulanza concessa in dotazione alla Guardia di Finanza, il cui acquisto fu effettuato con i fondi dell’emergenza Covid.
Restiamo in attesa di un’ulteriore relazione con le informazioni più approfondite sulle modalità di affidamento dei servizi e dei lavori, sull’iter istruttorio-motivazionale delle spese e su eventuali suddivisioni delle commesse a contraenti diversi ma per uguale oggetto e destinazione”.

Gas e crisi, Amati: “Rigassificatore a Cerano o Capobianco? Impossibile. Credibile ipotesi attigue a molo petrolchimico. Dovere concretezza”

“È impossibile che a Cerano possa installarsi un rigassificatore, così come è impossibile spostare in quel sito il serbatoio GNL. E pure l’ipotesi del rigassificatore a Capobianco non è plausibile, perché eliminerebbe lo spazio utile all’unico grosso investimento in arrivo, cioè quello per la realizzazione dei parchi eolici offshore al largo di Brindisi e Lecce.
Salvo che i tecnici non avanzino proposte plausibili, cerchiamo di non inquinare il dibattito pubblico con false illusioni.
Abbiamo il dovere della concretezza, per cui un rigassificatore a Brindisi sarebbe credibile solo in un’area attigua al molo del petrolchimico, che però va raddoppiato al più presto. Ne deriverebbero senza grosse complicazioni tre effetti positivi: lo spostamento del GPL da Costa Morena, la salvaguardia dell’investimento per i parchi eolici offshore e l’accoglienza di un nuovo investimento di rigassificazione. E tutto ciò nello schema di una Brindisi che ha voglia di ripartire dando le spalle alle parole vane”.

Lo dichiara il presidente della Commissione bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Dopo la notizia sulla riconversione del sito Enel di Cerano è partito un dibattito pubblico sul futuro che se non centrato sui profili tecnici rischia di prendere improduttive pieghe polemiche. Come al solito.
Il sito di Cerano è troppo lontano dai moli esistenti nel porto di Brindisi – tra i 14 e 20 km – per poter pensare sia alla realizzazione di un rigassificatore in quell’area che allo spostamento del serbatoio GNL. L’unica possibilità per rendere possibile tale ipotesi sarebbe quella di costruire un nuovo molo accostato al sito di Cerano per l’approdo delle navi gasiere, però con tutto il suo carico d’impatto ambientale a fronte di ipotesi alternative meno impattanti.
Neppure il sito di Capobianco mi sembra allo stato plausibile, perché interessato dalla zona franca doganale e destinato all’unico grosso investimento di cui si sta parlando con concretezza e che speriamo non sia sabotato dalla politica del no-a-tutto: la realizzazione dei parchi eolici offshore al largo della costa di Brindisi e del sud Salento.
Se dunque le condizioni geo-politiche attuali, con tutto il loro carico di terrore, ci stanno portando finalmente a valutare i rigassificatori come nuova prospettiva industriale per fronteggiare anche le crisi occupazionali in corso, non resta che studiare l’ipotesi di realizzazione dell’impianto di rigassificazione nelle aree attigue al molo del petrolchimico, cominciando da subito il procedimento del suo raddoppio peraltro già programmato per le attuali iniziative economiche e per la delocalizzazione dalla banchina di Costa Morena del deposito GPL.
Tale iniziativa progettuale, a mio parere degna di un dibattito pubblico privo di ideologie e fondato su idee tecnicamente plausibili, comporterebbe nel giro di due-tre anni un grosso rilancio economico, connotato nel suo complesso dal seguente scenario: raddoppio del molo del petrolchimico; realizzazione di un serbatoio GNL a Costa Morena; delocalizzazione da Costa Morena del deposito GPL a tutto vantaggio del potenziale crocieristico del porto medio; insediamento a Capobianco del cantiere per la realizzazione dei parchi eolici offshore di Brindisi e Lecce; rigassificatore nelle aree attigue alla infrastrutturazioni portuali servite dal molo del petrolchimico.
Un programma che se realizzato terrebbe assieme tutte le esigenze e tutte le possibilità che allo stato il mondo industriale moderno offre, compresa l’industria del turismo, in piena compatibilità con la transizione energetica e il desiderio di emanciparsi da un passato purtroppo connotato dalla congiunzione mortifera tra inquinamento e progresso, che a questo punto della storia solo l’inerzia, l’ideologia e le relative chiusure mentali ci potranno costringere a sopportare anche per il futuro”.

Latiano, Amati: “La Giunta Regionale ha istituto l’Ospedale di Comunità”

“Istituito l’Ospedale di Comunità di Latiano. Una bellissima notizia per i cittadini, per il Comune, per la Asl e per tutti quelli che ci hanno lavorato, schivando difficoltà, incredulità, scetticismo. Grazie al Presidente Emiliano, alla Giunta Regionale, all’Amministrazione Comunale, e ai tecnici dell’Assessorato e della Asl. Al più presto i piccoli lavori di adeguamento della struttura”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione.

“Una struttura sinora inutilizzata, il Pio Istituto Caterina Scazzeri, concessa dal Comune alla Asl, andrà ad arricchire l’assistenza territoriale. All’inizio sembrava anche a me una chimera, ma giorno dopo giorno, con una squadra di benintenzionati abbiamo raggiunto il risultato.
Com’è noto, la più recente intesa tra lo Stato e le Regioni ha sancito una notevole inversione di tendenza sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi degli Ospedali di Comunità. E anche il PNRR ha recepito tale indirizzo.
La Asl di Brindisi, recependo da subito tale intesa e nel solco di una tradizione virtuosa di Ospedali di Comunità, presentò alla Regione la proposta di realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Latiano, così da disporre di ulteriori posti letto per la gestione dei pazienti cronici sul territorio e in forza della disponibilità del Comune di una struttura che risulta ottimale per l’utilizzo come Ospedale di Comunità.
L’immobile si presta per distribuzione interna alla nuova destinazione. Per l’entrata in esercizio dell’Ospedale di Comunità servono ora piccoli adeguamenti tecnologici e strutturali, che la Asl sarà sicuramente in grado di realizzare nel più breve tempo possibile”.

Nuovi Ospedali, Amati: “Assessorato si accordi con attività tecnica di monitoraggio e indirizzo delle Commissioni. Evitare impreparazioni”

“Speriamo che da oggi anche l’Assessorato alla Salute si presenterà accordato con l’attività tecnica di monitoraggio e valutazione dei procedimenti sui nuovi ospedali che le Commissioni svolgono da quasi due anni. Dobbiamo evitare di farci trovare impreparati all’appuntamento del fine lavori, programmando anche ciò che non riguarda la costruzione degli immobili, cioè arredi, attrezzature e programmazione nella dotazione di personale. Abbiamo perciò offerto all’Assessore Palese la nostra disponibilità a collaborare con tutto il patrimonio documentale e informativo di cui disponiamo. Appuntamento tra sessanta giorni”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’audizione svoltasi oggi nelle Commissioni I e III sui nuovi ospedali di Taranto, Monopoli Fasano, Maglie Melpignano, Andria e Bari Nord.

“Abbiamo suggerito all’Assessore Palese di creare un ufficio snello per raccogliere, in costante collegamento con le singole Asl e Rup, tutte le informazioni utili per poter meglio programmare i prossimi due anni sull’edilizia ospedaliera, così da far partire tutte le nuove strutture.
È questa una priorità che può essere messa in coda a pochissime altre cose, per l’impatto notevole sulla cura delle malattie tempo-dipendenti e di alta complessità di cura.
Inoltre, l’Assessore si è impegnato a tornare in Commissione entro due mesi per formalizzare un cronoprogramma con tutte le attività collaterali alla costruzione dell’immobile, necessarie ad allineare i tempi del fine lavori con l’effettiva attivazione”.

Eolico offshore, Amati: “Il no di Lecce crea problemi ambientali e occupazionali anche a Brindisi e a intera regione”

“Il no all’eolico offshore di molti comuni della provincia di Lecce, pronunciato probabilmente per suggestione, riduce la risposta anti inquinamento della Puglia e genera povertà produttiva e occupazionale per l’intera regione, a cominciare da Brindisi. La costruzione e la gestione di quegli impianti, infatti, porta con sé una realistica ipotesi di consistente utilizzo del Porto di Brindisi, con le intuibili ricadute positive. Per questo è importante che l’intero mondo politico regionale, a cominciare da quello brindisino, faccia sentire la sua voce anche sulla proposta che interessa la costa basso-salentina.
La risposta alla carenza di lavoro e alle crisi industriali si trova nell’accoglienza dei nuovi programmi industriali a caratura ambientale e non nel no-a-tutto e nei sussidi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Regione del sole, del mare e del vento è interessata a molteplici iniziative di produzione energetica fondate sul sole, sul mare e sul vento. Ovviamente.
In particolare: vi sono due iniziative di eolico offshore, che hanno caratura strategica nazionale e si dirigono nell’ambito della transizione ecologica e produttiva: un’inedita combinazione d’interessi.
A queste iniziative, in particolare a quella al largo della costa salentina, si contrappongono suggestioni politiche che utilizzano le paure paesaggistiche per bloccare l’iniziativa.
Non si può procedere così, perché le occasioni perse portano il conto salato dell’inquinamento e della povertà.
Brindisi e la sua classe politica, interessata ai valori ambientalisti e produttivi, non può dichiararsi spettatrice di movimenti di protesta che finiscono per ridurre il potenziale del suo Porto. Aver detto SÌ all’impianto offshore al largo di Brindisi non esaurisce il compito, come se gli effetti benefici degli impianti fossero limitati ai confini amministrativi comunali o provinciali.
L’esperienza di Brindisi deve invece essere valorizzata anche per offrire elementi di valutazione positiva pure sull’impianto previsto al largo della costa adriatica di Lecce, spiegando ai sindaci salentini che il loro NO finisce per essere contro l’ambiente, la nuova industria, il lavoro e gli interessi del Porto di Brindisi”.