Comunicato stampa di Fabiano Amati.
“Finalmente c’è qualcuno che dice e fa su disavanzo sanitario, agenzie regionali e Acquedotto pugliese, dando conseguenza anche alle indagini e ai monitoraggi effettuati dalla I Commissione nella scorsa legislatura e dall’assessorato regionale al Bilancio nell’ultimo anno e mezzo.
Le dichiarazioni e le decisioni assunte in questi giorni dal presidente Antonio Decaro e dal capo di Gabinetto Davide Pellegrino segnano un cambio di passo da sostenere anche nel dibattito pubblico e non solo nelle istituzioni: non parole o silenzi, ma atti, direttive, verifiche puntuali. Era ciò che da tempo si auspicava.
L’intenzione di Decaro di affrontare il disavanzo sanitario come un problema del sistema sanitario nazionale, su cui però ogni regione può fare un po’ del suo, si presenta ben ponderata. Parte del disavanzo, infatti, è prodotta da assetti organizzativi opachi, da una contabilità poco governata e da resistenze diffuse a qualunque riforma che metta in discussione rendite di posizione. Mettere ordine nei conti non significa comprimere il diritto alla cura, ma liberare risorse oggi assorbite da inefficienze e destinarle a chi ne ha davvero bisogno: i malati.
E su tutto questo, per circa dieci anni, nella X e nella XI legislatura, la Commissione regionale Bilancio ha prodotto, ogni settimana, denunce e soluzioni non sempre prese sul serio, ma che oggi si rivelano ampiamente fondate e che non rischiano di tramutarsi in aumento di tasse solo grazie a una gestione oculata e responsabile dei bilanci per il 2025 e per il 2026.
Allo stesso modo, la linea impressa da Pellegrino sui costi delle Agenzie e sulle consulenze “solo se necessarie” richiama l’ultimo monitoraggio effettuato dall’assessorato regionale al Bilancio, su mandato del presidente Emiliano, con sorprendenti risultati di risparmio pari a 3 milioni di euro e comunque ampi margini di ulteriore riduzione della spesa (grazie ancora a Luisa Bavaro, Eleonora De Giorgi e Manuela Greco), oltre alle decine di audizioni in I Commissione per contestare attribuzioni di consulenze esterne a persone dotate di esperienze comunque presenti nel complesso dell’organico regionale.
Infine, le osservazioni della Corte dei conti sull’Acquedotto pugliese, rese pubbliche in modo dettagliato, richiamano fatti e circostanze ampiamente trattati negli ultimi anni dagli organi regionali di indirizzo e controllo politico (Commissione bilancio), compresa la vicenda Aseco, ma purtroppo mai affrontati con determinazione. Il mandato assegnato dalla Giunta regionale al CdA ponte di AQP appena nominato, invece, si indirizza verso soluzioni razionali, efficienti e rispondenti a leggi e linee guida.
Questi temi si tengono insieme: il disavanzo sanitario non è una calamità naturale, ma il prodotto di decisioni organizzative e contabili; le società partecipate e le agenzie non sono mondi a parte; l’AQP non può essere sottratta a un controllo severo solo perché strategica e circondata da molteplici aspettative. Proprio perché strategica, dovrebbe essere irreprensibile.
Per questo considero importante e incoraggiante che Decaro abbia deciso di affrontare le questioni senza timidezze, assumendosi il peso politico delle scelte, e che Pellegrino abbia dato seguito con atti amministrativi concreti.
Da parte mia, massimo sostegno a ogni iniziativa che riporti al centro conti in ordine, trasparenza e responsabilità, senza guardare in faccia nessuno. Sono battaglie scomode, rischiano di costare tanto a chi le intraprende, ma sono le uniche che vale la pena di combattere”.