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PPTR: circolare come ‘bugiardino’ dei farmaci

pptr“Sul Piano paesaggistico leggo che è prossima l’emanazione di una circolare amministrativa. Si faccia pure la circolare, ma francamente non mi sembra una notizia che risolve i problemi segnalati nelle ultime settimane, poiché con la circolare non si può far altro che spiegare con maggiore dettaglio le norme già adottate, soprattutto qualora vi fossero divergenze interpretative. Insomma, la circolare sta alle norme del Piano come il ‘bugiardino’ ai farmaci.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento a notizie di stampa sull’imminente emanazione di una circolare di chiarimento interpretativo sul Piano paesaggistico.

“Dico l’ovvio se ricordo che la circolare non può avere alcun contenuto innovativo rispetto alle norme del Piano paesaggistico, né potrebbe essere in grado di mutare le regole sull’efficacia (anche temporale) di un piano sovraordinato adottato sulla pianificazione locale, a prescindere dal suo livello di adeguamento ad altri strumenti sovraordinati di ‘vecchia’ generazione, tipo il PUTT. La possibilità d’intervento in questi casi, in termini di norme transitorie o di salvaguardia, appartiene solo all’ipotesi di modifica delle norme tecniche d’attuazione, relativamente alla parte di pianificazione posta a disposizione della Regione dal Codice dei beni culturali.
In questo unico senso è possibile operare, così come a gran voce è richiesto da tanti Consiglieri regionali (quasi l’unanimità), l’ANCI, gli ordini professionali e alcune categorie imprenditoriali, che si stanno preoccupando di proporre il rispetto degli interessi legittimi consolidati con gli strumenti urbanistici comunali, oggettivamente condizionati dal PPTR, in virtù dei quali la normativa fiscale prevede – inoltre – il pagamento di tributi nelle aliquote previste per le aree che potenzialmente sono idonee a sviluppare volumetrie. Non sfugge, naturalmente, che questo è un problema su cui il Governo regionale ha dichiarato la sua attenzione e solidarietà, ma che per essere assunto ha bisogno del parere del Ministero dei Beni culturali, sperando che arrivi al più presto per offrire certezze, perché la Puglia ha scelto di avvalersi (avrebbe pure potuto non farlo) della copianificazione, pure per la parte pianificatoria a sua disposizione.
Se la circolare dovesse servire ad affermare, come tra l’altro pare, che la normativa del PPTR ha la prevalenza sulla cartografia, consiglio di risparmiare lo sforzo: è questo un principio di diritto che vige da secoli anche nella dottrina meno accorsata, oltre che in tutte le norme in materia di urbanistica, e che nessun Piano avrebbe mai potuto negare.”

Pubblicato da

Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.