La politica è anche “mettere l’orecchio sulla schiena del tempo per ascoltare i treni che stanno arrivando” (Ralf Dahrendorf).
Oggi in I e V Commissione congiunta abbiamo approfondito il progetto #Eni in corso a Gela sulla trasformazione dei rifiuti organici in #bioOlio e #acqua.
Si tratta di una sperimentazione da guardare con attenzione e interesse, in un momento difficilissimo per la gestione dei rifiuti in Puglia, a causa della mancata dotazione impiantistica per la chiusura del ciclo.
La tecnologia utilizzata e i numeri portati alla nostra attenzione impongono uno sguardo aperto alla ricerca, alle nuove tecnologie e alla migliore cultura industriale. Da oggi sappiamo che a Gela c’è un progetto pilota che sta sperimentando la tecnologia Waste to Fuel, cioè una replica in poche ore di ciò che fa la natura in migliaia di anni, trattando 700 kg di rifiuti organici al giorno. È stato riferito che, qualora la sperimentazione dovesse registrare esiti positivi, gli impianti di trattamento su scala industriale sarebbero in grado di trattare 150.000 tonnellate annue di rifiuti organici, cioè il corrispettivo prodotto da 1.500.000 abitanti”.
“Secondo gli alti dirigenti del gruppo Eni, il processo è in grado di trasformare i rifiuti organici in bio-olio a basso contenuto di zolfo (meno di 0,1%), utilizzabile in ambito di trasporto marittimo o come carica di raffinerie per produrre biocarburanti per auto; in acqua (70%), utilizzabile a scopi irrigui o industriali, e in bio-metano (1%)”.
“Sotto il profilo della tutela ambientale, i dirigenti Syndial hanno infine riferito che i rifiuti non vengono sottoposti a combustione ma a termo liquefazione, perciò con minori emissioni di anidride carbonica rispetto al compostaggio (- 80%) e al biogas (- 70%)”.
Servizio e interviste di Andrea Tedeschi – Trm