Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.
“È stata avviata, da parte della cooperativa sociale Medihospes, gestore della RSA di Ostuni, la procedura di licenziamento collettivo dei 48 dipendenti attualmente in servizio, in conseguenza della cessazione dell’affidamento comunicata dall’ASL di Brindisi.
La decisione discende dalla decisione della ASL, che qualche settimana fa ha giustamente disposto la fine del contratto di gestione e l’avvio del percorso d’internalizzazione, l’unica strada prevista dalla legge, dopo anni di proroghe molto discutibili.
Nessun allarmismo, perché nessun lavoratore sarà abbandonato e io sarò a loro fianco, come ho fatto sinora e nonostante le grida di tanti profeti di sventura.
Infatti, alla scadenza del contratto, prevista per il prossimo 30 settembre, scatterà il transito nell’organico della ASL di tutto il personale sanitario, socio-sanitario e con mansioni idonee a garantire il funzionamento della struttura, con i suoi 60 posti letto, come consentito dalla legge statale.
La procedura avviata da Medihospes mi sembra un atto dovuto, previsto dalla legge e molto simile all’iniziativa assunta dal gestore privato per il Centro di Ceglie Messapica, e ci serve in fondo a capire che la cooperativa non ha né l’interesse né la possibilità di utilizzare il personale per altre strutture detenute in gestione e diverse dalla RSA di Ostuni. L’internalizzazione, che scatterà dal 1° ottobre, deve garantire la continuità occupazionale per tutti i 48 lavoratori e la piena legittimità amministrativa della gestione. Chi alimenta confusione, in realtà, mette a rischio i lavoratori e fabbrica problemi dove la legge offre soluzioni chiare.
Con l’internalizzazione della RSA di Ostuni, che ricalca i precedenti casi di Campi Salentina, Troia e San Nicandro, la Regione Puglia si presenta quale interprete di una linea di rigore nella gestione delle strutture socio-sanitarie: mai più affidamenti e proroghe illegittime nella gestione di strutture pubbliche, salvo che non si sia in grado di dimostrare la maggiore onerosità della gestione privata. È questo un fatto abbastanza ovvio, per garantire legalità, stabilità e tutela del personale”.