“Giornate Intelligenti”, ovvero del “non so”. Prendersi del tempo per andare a fondo alle cose, partendo dall’idea di non sapere.
Non so.
Due parole magiche per leggere dentro (intus-legere) i fatti e le cose: un programma culturale sulla vita reale, senza adulterazioni ideologiche, usando la grammatica della vita di ogni giorno. Per dire che senza confronto tra opinioni diverse si rischia di non sapere mai nulla.
L’intelligenza, come rifiuto di accettare solo ciò che è conforme a ciò che già si crede, è lo sforzo anche educativo delle nostre giornate. Ne organizzeremo tante, si spera, coinvolgendo i partner più disparati e le opinioni più varie, originali e magari sconvolgenti.
Proveremo a scavare in profondità i vizi, prima ancora delle virtù, dell’animo umano, e a spiegare le ragioni di condotte o prese di posizione che spesso vengono solo verniciate con pennellate ipocrite di bene comune.
Insomma, proveremo a commentare argomenti e fatti prima della pettinatura, o provvedendo a spettinarli.
E perché tutto ciò? Affinché la vita possa sempre più somigliare alla realtà, che non è un convegno di alta società, ma un’esperienza meravigliosa, purtroppo costellata di dolori da ridurre al massimo possibile.
La prima giornata è prevista per venerdì 20 febbraio, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brindisi, sul tema “Fasano, che forma!? Tra PUG, pianificazione e programma”. E cercheremo di capire in che modo le parole pianificazione e programmi siano adattabili alle giornate che viviamo e al mondo che vivremo.
La seconda giornata, nei primi giorni di marzo, sarà dedicata al referendum sulla giustizia, mettendo a confronto, con cercata vivacità, il SÌ e il NO. E, se possibile – ma non sarà possibile – cercheremo di capire se la riforma è di destra o di sinistra.
La terza giornata, tra fine marzo e inizio aprile, affronterà le esigenze di maggiore sicurezza come espressione di libertà, mettendo a confronto due o più posizioni: quella del diritto amministrativo della più efficace sorveglianza e del diritto penale della libertà; e quella del diritto amministrativo della tolleranza e del diritto penale dell’oppressione. E cercheremo di capire se, nel dibattito pubblico o nella decisione politica, ci sia qualcuno – partito o coalizione di partiti – che mantenga o abbia perso la bussola della propria cultura.
La quarta giornata, la quinta giornata, la sesta giornata e le alte che verranno, le stiamo pensando. Se Dio vorrà: e questo lo aggiungiamo perché nelle “Giornate Intelligenti” ci sarà anche spazio per la spiritualità e la ricerca sul “Non So” più grande che l’uomo cerca da sempre e cercherà per sempre.