RSA Ostuni, Amati: “Nessuno resterà per strada. ASL risolve ultimo problema residuo e tacita profeti di sventura. Grazie al DG e ai sindacati”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Un altro passo in avanti definitivo, senza lasciare nessuno per strada. All’incontro tenutosi oggi tra la Direzione generale della ASL Brindisi e le organizzazioni sindacali, è stato confermato l’impegno a garantire la copertura occupazionale per i 9 lavoratori dei servizi di supporto (pulizie, portierato e vigilanza), non ricompresi nell’avviso pubblico per l’assunzione diretta di 37 unità.
La soluzione individuata è quella di destinare i relativi servizi alla società in house Sanitàservice, che predisporrà il preventivo dei costi e, a seguito di deliberazione della ASL, procederà all’assunzione del personale.
Si chiude così un capitolo di forte tensione, con la certezza che nessuno sarà lasciato indietro e che la transizione verso la gestione pubblica avverrà nel rispetto della legge e della dignità dei lavoratori.
È in via di soluzione anche il problema dei due educatori, che probabilmente saranno assunti con altre mansioni, come tutti sempre a tempo determinato e in attesa del concorso.
Confermo ancora una volta che dal 1° ottobre la RSA di Ostuni sarà finalmente gestita in forma pubblica, con piena tutela occupazionale e continuità assistenziale, grazie alla determinazione della Regione Puglia, della ASL di Brindisi, dei sindacati FP CGIL, CISL FP e UIL FPL. È il trionfo della sanità pubblica e della legge, nonché la tacitazione di tutti i profeti di sventura.”

Rsa Ostuni, Amati: “Stiamo preparando reati? Ripeto: transitano tutti i 47 dipendenti. La legge non ammette interpretazioni diverse, come avvenuto già per Campi, Troia e San Nicandro”

Nota del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Più osservo la vicenda della Rsa di Ostuni e più mi convinco che ci sia qualcuno che, pur inconsapevolmente, stia fabbricando reati. È questa la sensazione che mi ha lasciato il contenuto della riunione con i sindacati svoltasi oggi a Brindisi, comunque conclusa con il parere favorevole all’internalizzazione da parte dei sindacati.
Poiché allo stato l’internalizzazione è l’unica strada legale percorribile – essendo vietate le proroghe alla gestione privata e non potendosi bandire una nuova gara – sono costretto a spiegare tecnicamente, ancora una volta e senza influenze politiciste, la questione del transito del personale.
Nei casi delle Rsa di Campi Salentina, Troia e San Nicandro Garganico il Consiglio regionale approvò una legge-provvedimento: ciò significa che, pur senza la legge regionale, la strada dell’internalizzazione era già segnata, e la legge ha soltanto rappresentato uno stimolo politico a fare ciò che amministrativamente era dovuto da anni, da molti anni. Su questo meditino tutti i responsabili, in via diretta o indiretta, anche pensando al caso del Centro di riabilitazione di Ceglie, anch’esso liberato dalle grinfie della gestione privata con una legge-provvedimento.
Nel caso della Rsa di Ostuni, come per le altre Rsa di proprietà pubblica, non c’è dunque bisogno di alcuna legge regionale: vi è solo l’obbligo per i manager della Asl di procedere senza indugio, per non generare ulteriori ipotesi di responsabilità amministrativa.
Ne consegue che le uniche leggi applicabili, inderogabilmente, sono quelle statali in materia di transito del personale (peraltro citate dalla leggi-provvedimento regionali sulle Rsa di Lecce e Foggia), che includono nel passaggio alla gestione pubblica, nelle more del concorso, sia il personale sanitario che quello socio-sanitario, oltre quello necessario al funzionamento. L’organico complessivo richiesto per un modulo da 60 pazienti – come avvenuto a Campi Salentina, con 51 unità di personale più 4 medici specialisti convenzionati, per un totale di 55 unità – copre ampiamente i 47 dipendenti della Rsa di Ostuni.
Sostenere il contrario rispetto alla legge e ai precedenti significa accusare di illegalità i manager delle Asl di Lecce e Foggia, che invece ringrazio per la gestione puntuale dei rispettivi casi.
Chiedere di seguire strade diverse equivale a pretendere o un rinnovo illegale dell’affidamento alla gestione privata, o la revoca implicita – perché nella stessa Regione non possono esistere regole diverse – dei provvedimenti già assunti per le Rsa di Campi Salentina, Troia e San Nicandro Garganico, oppure addirittura la dismissione della RSA di Ostuni.
Vogliono questo i sindacati? Non penso, conoscendo la loro tradizionale propensione alla tutela dei lavoratori e non certo all’interesse dei gestori privati. Perciò andiamo avanti sulla strada dell’internalizzazione, nel rispetto della legge e del buon senso, evitando che questa vicenda assuma risvolti spiacevoli”.