Rsa Ostuni, Amati: “Stiamo preparando reati? Ripeto: transitano tutti i 47 dipendenti. La legge non ammette interpretazioni diverse, come avvenuto già per Campi, Troia e San Nicandro”

Nota del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“Più osservo la vicenda della Rsa di Ostuni e più mi convinco che ci sia qualcuno che, pur inconsapevolmente, stia fabbricando reati. È questa la sensazione che mi ha lasciato il contenuto della riunione con i sindacati svoltasi oggi a Brindisi, comunque conclusa con il parere favorevole all’internalizzazione da parte dei sindacati.
Poiché allo stato l’internalizzazione è l’unica strada legale percorribile – essendo vietate le proroghe alla gestione privata e non potendosi bandire una nuova gara – sono costretto a spiegare tecnicamente, ancora una volta e senza influenze politiciste, la questione del transito del personale.
Nei casi delle Rsa di Campi Salentina, Troia e San Nicandro Garganico il Consiglio regionale approvò una legge-provvedimento: ciò significa che, pur senza la legge regionale, la strada dell’internalizzazione era già segnata, e la legge ha soltanto rappresentato uno stimolo politico a fare ciò che amministrativamente era dovuto da anni, da molti anni. Su questo meditino tutti i responsabili, in via diretta o indiretta, anche pensando al caso del Centro di riabilitazione di Ceglie, anch’esso liberato dalle grinfie della gestione privata con una legge-provvedimento.
Nel caso della Rsa di Ostuni, come per le altre Rsa di proprietà pubblica, non c’è dunque bisogno di alcuna legge regionale: vi è solo l’obbligo per i manager della Asl di procedere senza indugio, per non generare ulteriori ipotesi di responsabilità amministrativa.
Ne consegue che le uniche leggi applicabili, inderogabilmente, sono quelle statali in materia di transito del personale (peraltro citate dalla leggi-provvedimento regionali sulle Rsa di Lecce e Foggia), che includono nel passaggio alla gestione pubblica, nelle more del concorso, sia il personale sanitario che quello socio-sanitario, oltre quello necessario al funzionamento. L’organico complessivo richiesto per un modulo da 60 pazienti – come avvenuto a Campi Salentina, con 51 unità di personale più 4 medici specialisti convenzionati, per un totale di 55 unità – copre ampiamente i 47 dipendenti della Rsa di Ostuni.
Sostenere il contrario rispetto alla legge e ai precedenti significa accusare di illegalità i manager delle Asl di Lecce e Foggia, che invece ringrazio per la gestione puntuale dei rispettivi casi.
Chiedere di seguire strade diverse equivale a pretendere o un rinnovo illegale dell’affidamento alla gestione privata, o la revoca implicita – perché nella stessa Regione non possono esistere regole diverse – dei provvedimenti già assunti per le Rsa di Campi Salentina, Troia e San Nicandro Garganico, oppure addirittura la dismissione della RSA di Ostuni.
Vogliono questo i sindacati? Non penso, conoscendo la loro tradizionale propensione alla tutela dei lavoratori e non certo all’interesse dei gestori privati. Perciò andiamo avanti sulla strada dell’internalizzazione, nel rispetto della legge e del buon senso, evitando che questa vicenda assuma risvolti spiacevoli”.

RSA Ostuni Medi Hospice, Amati: “ASL attivi subito la procedura di internalizzazione, come per Ceglie e altre strutture. Esistono tutti i presupposti di legge”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati

“Ho scritto oggi al Direttore Generale della ASL di Brindisi chiedendo l’attivazione urgente della procedura amministrativa per l’internalizzazione della RSA Ostuni Medi Hospice. Come già avvenuto per il Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica e le RSA di proprietà delle ASL di Foggia e Lecce, anche in questo caso ricorrono tutti i presupposti.

L’immobile è di proprietà della ASL, la gara di affidamento del servizio è scaduta da tempo e la compatibilità economico-finanziaria è già stata accertata dal servizio regionale competente.

Non c’è alcun motivo, dunque, per attendere oltre o effettuare una nuova gara.

Ho chiesto comunque un rapido riscontro entro pochi giorni, perché ogni ritardo, in casi del genere, ricade direttamente sulla qualità dell’assistenza e sull’organizzazione del servizio.”

Ospedale di Ostuni, Amati: “Cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi”

“Dopo la ristrutturazione di pneumologia, chirurgia e ortopedia, cominciano domani i lavori di ristrutturazione del centro prelievi dell’Ospedale di Ostuni. Durata delle attività 60 giorni per un importo di circa 155.000 euro”. 

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“Nell’ambito della riorganizzazione delle attività e degli spazi esistenti all’interno del Presidio Ospedaliero di Ostuni è prevista l’ubicazione del Centro Prelievi con spazi per la Donazione del sangue presso i locali a piano terra (ex Pronto Soccorso).

Il progetto propone un intervento di ristrutturazione interna, consistente in un’ampia sala prelievi con adiacente sala donazione;  una stanza medico; una stanza medico per colloqui; uno spogliatoio per utenti; un bagno per utenti; n.2 bagni per il personale; un’ampia sala d’attesa a servizio dello sportello C.U.P. per i prelievi sangue.

Per garantire l’idoneità dell’intera struttura saranno dunque necessari vari interventi di adeguamento sia al piano terra sia al piano primo e precisamente: realizzazione di tramezzature interne; fornitura in opera di porte interne; fornitura in opera di pavimentazione e rivestimenti; opere di pitturazione; realizzazione di impianti elettrici-speciali-telematici-idrico-fognanti-climatizzazione; realizzazione di un impianto eliminacode; realizzazione dell’impianto di videosorveglianza.

Ringrazio il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone per il costante interesse verso le attività di ristrutturazione ed il progettista nonché direttore dei lavori Ammirabile”.

Ospedale Ostuni, Amati: “È arrivato il momento di finanziare e completare l’ampliamento. Lunedì in Commissione”

“Credo sia arrivato il tempo per finanziare e terminare l’ampliamento dell’ospedale di Ostuni. Dai finanziamenti per l’accordo stralcio sulle delibere Cipe 97 e 98 del 2008 a quello della delibera 51 del 2019, c’è solo da decidere e far presto. Già da lunedì la Commissione che presiedo sarà al lavoro anche per questo obiettivo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.“È tutto nell’articolo 20 della legge 67 del 1988. Dalle ipotesi più semplici, cioè l’accordo stralcio da sottoscrivere al più presto per 246 milioni oppure i nuovi finanziamenti per 270 milioni, all’ipotesi con procedura molto più complessa, cioè i residui degli accordi di programma 2004 e 2007; in ogni caso mi pare che non ci sia più da indugiare sul completamento della nuova ala dell’ospedale di Ostuni.

Si tratta di un’innovazione strutturale di notevole importanza per il bacino epidemiologico Carovigno-Polignano a mare, perché in grado di sopperire ad esigenze acute di media-bassa complessità, che diversamente andrebbero a interferire con le attività tempo-dipendenti e di media-alta complessità degli ospedali di I e II livello.  Negli ultimi mesi ho dedicato particolare attenzione alla ristrutturazione di diversi reparti dell’ospedale di Ostuni, superando anche numerose incomprensioni, sentendomi spesso ripetere la domanda sul completamento dell’ampliamento.

Non ho mai dato riposte perché preferisco parlare quando c’è una minima possibilità di lavorare concretamente a un obiettivo, anche perché la storia amministrativa è costellata da dichiarazioni improvvisate.

Ora credo sia arrivato il tempo giusto per raggiungere l’obiettivo, così da terminare al più presto i lavori e dunque dislocare al meglio il pronto soccorso, il reparto di medicina e i numerosi ambulatori di cui il presidio di Ostuni ha bisogno”.

Ostuni ospedale Covid: la mia lettera aperta agli ostunesi e qualche informazione ai politici specialisti in polemica e propaganda

Lettera aperta del Consigliere regionale Fabiano Amati agli ostunesi, con riferimento alla destinazione temporanea dell’ospedale cittadino alle prestazioni acute da Covid.

Cari cittadini ostunesi,

gli ospedali Covid non sono luoghi oscuri ove si prepara la malattia o la morte per chi sta fuori e in buona salute, ma luoghi di cura attrezzati e seriamente preparati per le necessità nostre e dei nostri familiari, qualora il dramma dovesse entrare – Dio non voglia – nelle nostre vite.
Trovo pertanto prive di buona fede le critiche di quei politici che parlano e parlano senza sapere nulla di ciò che dicono, al solo scopo di eccitare le paure delle persone e lucrare qualche voto d’indignazione. E il tutto supponendo che le persone in ascolto siano prive di capacità di critica.
Veniamo dunque ai fatti, parlando della protesta in atto per la decisione di rendere ospedale Covid il presidio di Ostuni e ben sapendo che questo ragionamento vale per tutti gli ospedali Covid della regione.
Innanzitutto. Ospedale Covid non significa che viene soppresso il Pronto soccorso/Punto di primo intervento. E quindi questa polemica è insussistente.
E poi. I critici e polemici per professione, poco avvezzi a gestire la complessità, forse dimenticano che abbiamo bisogno di curare un numero notevole di malati, che non sono marziani ma nostri amici e familiari. Che facciamo dunque? Li mandiamo tutti al Perrino, rendendo quindi inutilizzabile il presidio più importante della provincia per i pazienti con malattie no-Covid, tempo-dipendenti o di alta complessità?
Questa è la domanda.
Parlando senza illudere le persone e sforzandosi di dire la verità anche quando questa è più difficile da digerire, c’è da dire che l’ospedale Covid deve essere scelto tra Brindisi, Francavilla e Ostuni, per le forme acute della malattia (cioè quando il virus è in piena attività e può rivelarsi mortale), lasciando agli ospedali di comunità la funzione post acuta (cioè quando si è indirizzati verso la guarigione).
Per cui Brindisi, Francavilla e Ostuni, non possono essere sostituiti – come pure sento ripetere – dagli ospedali di comunità di San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino (in fase di allestimento), Mesagne, Ceglie Messapica, Cisternino e Fasano.
Ora è più chiaro? I politici poco informati e pronti a “sparare” note stampa d’indignazione vogliono dunque evitare di raccontare la balla secondo cui le forme acute della malattia Covid possono essere curate negli Ospedali di comunità? Fosse stato deciso così da qualche mente non accordata alla realtà, mi chiedo, chi mai manderebbe i propri genitori o figli a curarsi in quelle strutture non adeguate alla gestione di forme di malattie acute così importanti? Penso nessuno; di solito la polemica politica serve sempre a consigliare per gli altri ciò che essi non sceglierebbero mai per se stessi. Misteri della propaganda.
Non si sfugge da tre semplici ipotesi logiche. Se si scegliesse Ostuni come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi o Francavilla; se si scegliesse Brindisi come ospedale total Covid , i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Francavilla e Ostuni; se si scegliesse Francavilla come ospedale Covid, i pazienti con malattie no-Covid andrebbero a Brindisi e Ostuni. Non ci sono ipotesi alternative a queste tre, perché gli ospedalizzati Covid hanno bisogno di strutture per acuti – come detto – e non Ospedali di comunità o RSA.
Sulla base di ciò, allora, posso sapere dai critici di giornata di suggerire – anche per dare prestigio alle loro stesse critiche – quale ospedale proporrebbero come presidio Covid? Forse il Perrino? Bene, sappiano però che con questa proposta stanno dicendo di mettere fuori gioco diverse unità operative importantissime di quell’ospedale, come – e cito solo una piccola parte – la medicina nucleare, la radiologia interventistica, l’ematologia, le unità coronariche, l’emodinamica ecc., cioè unità operative che curano i malati con patologie importanti (compresi tanti ostunesi che dovrebbero andare – chessò – a Lecce o Bari). E tutto questo per applicare a funzioni no-Covid un ospedale, come Ostuni, dotato dei reparti di medicina e chirurgia generale, ortopedia e pneumologia, e pur sapendo che queste prestazioni si possono avere tranquillamente anche a Brindisi e Francavilla.
Ma da DG della Asl di Brindisi farebbero davvero così?
In realtà bisogna avere la serietà di raccontare la questione così come’è e senza speculazioni politiche di basso cabotaggio.
Nella prima fase della pandemia si è contestata la promiscuità Covid/no-Covid del Perrino, in quanto fonte di diffusi contagi nonostante i percorsi separati, con la conseguenza di mettere fuori uso – e per diversi giorni – unità operative importanti e salva vita per tanti cittadini sofferenti.
Il buon senso dovrebbe quindi suggerire che è meglio avere un unico ospedale destinato al Covid, piuttosto che più d’uno e con attività mista (Covid + no-Covid).
Non so se i critici siano a conoscenza che Ostuni è un ospedale di base che non può curare (né l’ha mai fatto) le malattie tempo-dipendenti, e quando arrivano quei pazienti – infatti – vengono trasferiti a Brindisi, nelle unità operative per malattie tempo-dipendenti (neurologia, radiologia interventistica, UTIC e emodinamica, stroke unit per ictus ecc.).
Se si tiene conto che in questo periodo sono state sospese – in tutta la Regione e pure in Italia – tutte le prestazioni in elezione (cioè quelle non urgenti), restando assicurata l’attività solo per le urgenze (tempo-dipendenza), ne deriva che Ostuni rimarrebbe in attività per rarissimi casi e peraltro non gravi, perché – lo ripeto – sono state sospese tutte le attività in elezione (cioè quelle non urgenti) in tutta la regione e quindi non solo a Ostuni.
A quale esito porta questo resoconto minuzioso sui fatti e sulle norme? A confermare l’utilità della decisione assunta.
Capisco che molte informazioni siano sconosciute o si finge di non conoscerle per fare ammuina politica, ma questo non mi pare il momento giusto per questa mediocre attività di propaganda.
Sarebbe invece bello se si considerasse che l’emergenza Covid ha accelerato e determinato l’ammodernamento di molti locali e impianti della struttura di Ostuni, nonostante anche su questo abbiamo dovuto sopportare sorprendenti contestazioni, che alla fine della pandemia restituiranno un ospedale più efficiente rispetto al passato.
E ora spazio al domandone che ricorre sempre pensando di avere la carta di briscola: e la piastra, cioè l’edificio incompiuto confinante con l’attuale struttura?
Questa è il quesito su cui intere generazioni politiche hanno marciato, annunciando soluzioni prossime o nascondendo clamorose battute d’arresto. La piastra come una specie di capro espiatorio per tutte le mancanze e per addossare ad alti responsabilità proprie.
La piastra, opera che va certamente conclusa, non c’entra un fico secco con questa storia, perché ove fosse stata finita conterrebbe – in pieno esercizio – il pronto soccorso, il reparto di medicina e qualche ambulatorio. È chiaro? La vogliamo smettere di far credere alle persone in buona fede che attraverso la piastra si materializzerà un policlinico?
Se molti politici avessero tenuto fede alla serietà e alla realtà, puntando davvero a un policlinico, avrebbero dovuto decidere tutt’altro e non sul solo ampliamento di un reparto e del pronto soccorso derivante dalla “famigerata” piastra. Avrebbero dovuto, detto non solo per esempio, evitare di ostacolare la costruzione del nuovo ospedale in località Speziale, cioè tra Fasano e Ostuni, e che senza quel furore polemico forse oggi sarebbe stato già in funzione.
Ma che c’entra il nuovo ospedale di Speziale con questa storia, dirà il politico che da quell’orecchio non vuole sentire?
Ecco il problema, dall’orecchio dell’innovazione molti politici non vogliono sentire e perciò preferiscono la zona confortevole della polemica al cantiere impegnativo del lavoro. E già, il problema è sempre lo stesso: il lavoro e il logorio della vita moderna, ai quali è quasi sempre da preferire una polemica come se fosse un Cynar.

 

Sanità, Amati: “Nuovi poliambulatori a Ostuni-Contrada Trappeto del Monte e letti emodialisi a Fasano”

“A Ostuni nuovi poliambulatori per garantire il rispetto delle norme anti covid e a Fasano letti bilancia per emodialisi. Approvato il progetto e indette le gare per avviare i lavori entro fine ottobre e per fornire i letti entro qualche settimana”.

Lo dichiara Fabiano Amati, rieletto al Consiglio regionale della Puglia.

“I nuovi poliambulatori di Ostuni saranno ubicati nella struttura di Contrada Trappeto del Monte, dopo la realizzazione dei lavori di urgente adeguamento degli immobili.
Con l’approvazione del progetto e l’indizione della gara da parte dell’Asl di Brindisi, presto i poliambulatori distrettuali saranno trasferiti in ambienti idonei per garantire percorsi separati di ingresso e uscita degli utenti con spazi più ampi per la collocazione di attrezzature ed apparecchiature elettromedicali. L’avvio dei lavori è previsto per fine ottobre.
Attualmente i poliambulatori distrettuali di Ostuni sono ubicati negli esigui spazi al primo piano del corpo C del presidio ospedaliero, ma sono insufficienti a garantire il rispetto delle norme anti covid e per lo svolgimento di tutte le attività specialistiche assegnate al Distretto. Per questo motivo è emersa la necessità di dotarsi di ambienti idonei per garantire percorsi separati di ingresso e uscita degli utenti, con zone di attesa e reception dedicate, ambulatori più ampi per la collocazione di attrezzature ed apparecchiature elettromedicali e spogliatoi con bagni per il personale qualificato.
Inoltre l’Asl di Brindisi sta procedendo con l’acquisto di otto letti bilancia specifici per emodialisi e di un letto di riserva in caso di guasto per il Centro di assistenza decentrata (CAD) Dialisi di Fasano’
L’acquisto di nuovi letti per il CAD di Fasano e i lavori di adeguamento della struttura di Contrada Trappeto del Monte andranno a migliorare ancora di più la rete di assistenza territoriale nell’ottica di renderla più efficiente e all’avanguardia in base alle esigenze di cura della provincia di Brindisi”.

Quasi al completo la ristrutturazione di ortopedia di Ostuni – Riapre Ospedale di comunità di Fasano / rassegna stampa

All’Ospedale di #Ostuni siamo allo sprint finale per i lavori di ristrutturazione del reparto di ortopedia. Ancora qualche giorno e i lavori saranno completati, poi grandi pulizie e quindi avvio dell’attività.
 
A #Fasano, l’Ospedale di comunità riapre lunedì 3 agosto.
Dopo la sospensione doverosa delle prestazioni a causa dell’emergenza Covid e l’apertura del centro post acuti, torna ad essere operativo e a funzionare in maniera regolare e come da programma.
 
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Ortopedia Ostuni, Amati: “Sprint finale per la ristrutturazione del reparto. Tutto come da programma”

Sprint finale per i lavori di ristrutturazione del reparto di ortopedia dell’ospedale di Ostuni. Come promesso e tutto secondo programma. Il nuovo reparto è stato dotato di bagni in ogni stanza e di impianti completamente nuovi e tecnologicamente avanzati. Ancora qualche giorno e i lavori saranno completati, poi grandi pulizie e quindi avvio dell’attività”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Il reparto di ortopedia dell’ospedale di Ostuni, dunque, si appresta ad essere consegnato ai cittadini con caratteristiche più moderne e funzionali, sul piano infrastrutturale, impiantistico e igienico, esattamente nelle scadenze comunicate dal cronoprogramma. Ultimati i lavori si potrà cessare anche la convivenza con l’appena ristrutturato reparto di chirurgia, così da ristabilire la giusta normalità. Grazie ai tecnici e agli operai, e grazie pure ai professionisti della critica che finalmente hanno deciso di collaborare, mantenendo il silenzio ed evitando di creare intralci”.

Ostuni: la ristrutturazione del reparto di Ortopedia procede senza sosta; l’obiettivo del 31 luglio è a portata di mano / rassegna stampa

#Ostuni: la ristrutturazione del reparto di Ortopedia procede senza sosta; l’obiettivo del 31 luglio è a portata di mano. Sono molto contento che questa fase delle lavorazioni stia avvenendo senza alcuna polemica politica e circondati dalla fiducia dei cittadini e degli operatori. Impegno e clima giusto sono gli ingredienti di un’efficiente amministrazione pubblica.

 

Ortopedia Ostuni, Amati: “Proseguono i lavori. Dopo 12 giorni il fine lavori del 31 luglio è più che alla portata”

Proseguono senza sosta i lavori di ristrutturazione del reparto ortopedico dell’ospedale di Ostuni. Dopo 12 giorni di lavoro, mi pare di poter dire che la meta del fine lavori entro il 31 luglio è più che alla portata. E alla fine ci sarà sembrato un secolo, ma in soli tre mesi avremo ristrutturato due interi reparti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Dal sopralluogo settimanale di questa mattina – aggiunge – ho potuto rilevare il quasi completamento delle opere murarie, l’avvio della realizzazione e ristrutturazione dei bagni, il prosieguo delle attività d’installazione degli impianti e il montaggio in corso di contropareti e controsoffitti. E, poiché l’ordine e la cura sono testimoniati anche dalle piccole cose, evidenzio pure il montaggio della nuova insegna all’ingresso, da tempo rotta, oggetto di molteplici segnalazioni. Sono molto contento che questa fase delle lavorazioni stia avvenendo senza alcuna polemica politica e circondati dalla fiducia dei cittadini e degli operatori. Impegno e clima giusto – conclude Amati – sono gli ingredienti di un’efficiente amministrazione pubblica”.