“Il Comune di Brindisi rifiuta irragionevolmente di trattare con Snam le compensazioni da gasdotto per il quartiere Torre rossa e invece apre alle compensazioni da produzione a carbone. Sembra uno scherzo.
Vorrei ricordare che stiamo andando a carbone perché i no-a-tutto hanno ostacolato e ritardato gas e rinnovabili, rendendoci dipendenti anche dai dittatori.
E continuano a farlo con i no senza senso anche ai rigassificatori offshore, sostituti per eccellenza della produzione a carbone.
Io sono da sempre per la chiusura della produzione a carbone e perciò trovo incredibile parlare di compensazioni per quell’attività. Soprattutto discutere di compensazioni per la produzione a carbone ne legittima l’esercizio, ritardando nei fatti il processo di transizione.
Per questi motivi penso che il PD, il mio partito, dovrebbe intimare al Sindaco di Brindisi la chiusura del negoziato con Snam per la contrada Torre rossa e aiutare migliaia di persone che vivono in uno stato incivile, confrontarsi con il Governo per la conferma del no assoluto al carbone e ostacolare le compensazioni per questi tipi di produzione accettando solo ristori temporanei. E poi favorire l’insediamento delle infrastrutture energetiche pulite, passando dalla posizione no-a-tutto alla posizione del sì-con-giudizio. Tutto questo a pena dello scioglimento del Consiglio comunale, perché sarebbe inutile tenere in vita un quadro politico sterile e perciò dannoso.
Un programma molto facile di linearità politica e di moderno ambientalismo, imparentato in modo stretto con la logica, la prosperità, la sicurezza ambientale e la pace.”
Anno: 2022
Vaccinazione, Amati: “Audizione DG su adempimento a obbligo ordinario per proteggere malati e ringraziare personale leale”
Comunicazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.
“E siccome ci seccherebbe avere medici e infermieri che ci facciano ammalare invece di curarci, ho inoltrato oggi richiesta urgente di audizione dei Direttori generali delle Asl per sapere quanti sono stati e quanti sono, negli anni 2020-2022, gli operatori sanitari inadempienti all’obbligo di vaccinazione ordinario per epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza, tubercolosi e Covid.
E tutto questo per ubbidire alla legge, proteggere le persone malate e onorare la maggior parte dei medici e degli infermieri che lavorano con lealtà, credendo in se stessi e nell’arte che praticano.
Speriamo di non trovare inadempimenti o inerzie nell’esecuzione della legge e del regolamento attuativo, facendo coincidere la virtù normativa del Consiglio regionale con quella esecutiva dell’Assessorato alla Salute e delle Asl.
Tenere alta l’attenzione sul tema della vaccinazione e della prevenzione delle malattie è un processo con risvolti di salute e di educazione, entrambi messi purtroppo in discussione per scelte non aderenti alla prova scientifica e imparentate con l’ideologia.
Sarebbe certamente utile un provvedimento legislativo statale in grado di recepire, per tutte le regioni italiane, le ragioni scientifiche poste in evidenza dalla Carta di Pisa, evitando federalismo vaccinale e disuguaglianze tra regioni virtuose come la Puglia e regioni in ritardo.”
Amati: “Nel Governo pandemia su cui non c’è vaccino. Ignoranza. Anche Cirani vuole impugnare nostra legge su obbligo vaccinale. Impossibile”
“E dopo il sottosegretario Marcello Gemmato, anche il Ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani annuncia l’impugnazione della legge pugliese sull’obbligo vaccinale. Nel Governo sembra dilagare una pandemia su cui non abbiamo vaccino: la mancata conoscenza o l’ignoranza dell’art. 127 della Costituzione.
Il termine per impugnare la legge regionale pugliese è scaduto il 9 maggio 2021. Più di un anno e mezzo fa.
Invito dunque il Ministro Cirani a rapportarsi con il Parlamento, non già per riferire notizie infondate ma per modificare il decreto ed estendere a tutte le regioni italiane l’obbligo per tutte le vaccinazioni, così come richiesto dagli scienziati italiani con la Carta di Pisa e ottemperando alle disposizioni statali sul Piano vaccinale nazionale, questo sì posto in rapporto di superiorità gerarchica nei confronti della legge regionale.”
Amati a Gemmato: “Legge Puglia non può essere impugnata. Faccia il farmacista e non l’alchimista”
Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.
“Diversamente da come sostiene il sottosegretario Marcello Gemmato, intervistato da SkyTg24, la legge pugliese sull’obbligo vaccinale per Covid è valida e non può essere impugnata: il termine per l’impugnativa del Governo nazionale è scaduto il 9 maggio 2021, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione. Più di un anno e mezzo fa.
Invito dunque il sottosegretario Gemmato a esercitare la funzione istituzionale con maggiore puntualità, senza creare turbamento nella leale collaborazione tra Stato e regioni ed evitando di trasformarsi da farmacista in alchimista.
Il Governo nazionale mediti, piuttosto, di estendere a tutte le regioni italiane l’obbligo vaccinale per tutte le vaccinazioni, così come richiesto dagli scienziati italiani con la Carta di Pisa e ottemperando alle disposizioni statali sul Piano vaccinale nazionale, questo sì posto in rapporto di superiorità gerarchica nei confronti della legge regionale.”
Serbatoio GNL BR, Amati: “Siamo alla lite temeraria. Il PD non avalla questa decisione. Chi pagherà parcella?”
Dichiarazione del Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.
“La Giunta comunale di Brindisi insorge contro Governo nazionale, la Regione e tutti gli enti possibili e immaginabili, per impedire la realizzazione del serbatoio GNL. Siamo alla lite temeraria. Il problema è che nemmeno loro credono nel ricorso, tanto da non aver chiesto la sospensione cautelare del provvedimento impugnato, e se ne servono solo per mettere in scena l’ideologia inquinante no-a-tutto contro l’attività amministrativa ambientalista del Si con giudizio.
Intervengo per svelare questo inganno e chiedo: chi pagherà la parcella all’avvocato? I cittadini di Brindisi o i componenti della Giunta che hanno deliberato per il ricorso?
Attendo l’intervento del PD di Brindisi e del gruppo consiliare al Comune per stigmatizzare la decisione della Giunta municipale, considerato che il nostro partito è fortemente ambientalista, impegnato per il raggiungimento di tutti gli obiettivi di transizione e quindi indisponibile ad avallare scelte ideologiche e inquinanti.”
Vaccinazioni, Amati: “Meloni dice scienza ma applica magia. Obbligo per sanitari è nella Carta di Pisa. Sia battaglia del PD”
“Sulla vaccinazione di medici e infermieri il Governo nazionale dice scienza ma applica magia. La scienza ha chiesto da anni, attraverso la Carta di Pisa, l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario.
La Puglia non può diventare un’isola felice sulla pratica vaccinale e il resto dell’Italia condannato a una maggiore esposizione al contagio delle persone già malate. Il federalismo vaccinale crea distorsioni e ingiustizie sulla pelle dei più poveri e meno abbienti. Già questo meriterebbe una battaglia senza risparmio di colpi del PD sia nelle aule parlamentari che nella società, per estendere l’obbligo a tutte le vaccinazioni raccomandate.”
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, promotore e primo firmatario delle leggi pugliesi sull’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari.
“La materia della tutela della salute è una competenza concorrente tra Stato e regioni, come riconosciuto varie volte dalla Corte costituzionale, per cui ogni regione deve rispettare il Piano vaccinale nazionale ma è libera di eseguirlo con le modalità più opportune. Questo è stato sancito non da me, ma dalla Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019.
Sento in queste ora tanti apprendisti giuristi ripetere come un mantra il concetto di gerarchia delle fonti, per sostenere la prevalenza della legge statale. Essi non considerano, però, che proprio in tema di gerarchia si piazza al primo posto la disposizione statale che raccomanda le vaccinazioni e subito dopo la legge regionale che la esegue. Ne deriva, proprio in termini di gerarchia e per paradosso, che le leggi regionali pugliesi ossequiano le disposizioni statali e correggono la contraddizione in cui incappa il decreto legge statale approvato qualche giorno fa. Insomma, quando si prova a forzare la realtà a colpi di magia, finisce che la realtà si vendica e presenta il conto salato da pagare all’ideologia e alle parole d’ordine.”
Vaccinazioni, Amati: “In Puglia medici e infermieri obbligati a 11 vaccini. Non solo Covid. Da domani controlli per rispetto ordine della legge”
“In Puglia i medici e gli infermieri sono obbligati a tutti i vaccini previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Non solo Covid, dunque. Se il governo nazionale volesse disinnescare l’obbligo generale pugliese e mandare avanti i suoi intenti ideologici, contrari alla prova scientifica e accordati con i no-vax, dovrebbe cambiare il Piano nazionale. E tutto ciò perché la tutela della salute è una competenza concorrente dello Stato e delle regioni. Da domani promuoverò apposite audizioni in Commissione sanità per verificare l’adempimento a tutte le vaccinazioni e sollecitare, in mancanza, i provvedimenti disciplinari e le sanzioni pecuniarie. In uno stato di diritto l’ordine della legge va rispettato.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“In Puglia le vaccinazioni obbligatorie per gli operatori sanitari sono: epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza, tubercolosi e Covid.
Undici malattie sulla cui prevenzione la Puglia ha investito con un provvedimento di rigore, perché a nessun operatore sanitario è consentito il diritto di non vaccinarsi limitando la libertà dei pazienti di non aggravare la propria malattia.
Già è contraddittorio pensare a un operatore sanitario che rifiuta per ideologia il vaccino, più o meno come un orologiaio che negasse il tempo; ma non avere la consapevolezza dell’importanza dei vaccini è segno di uno Stato non autorevole e in preda al consenso più effimero e momentaneo.
Spero, invece, che in sede di conversione del decreto legge, non solo si ritorni all’obbligo per la vaccinazione Covid ma si estenda a tutto il territorio nazionale l’obbligo vaccinale per le altre 10 malattie a tutti gli operatori sanitari, così come prevede il Piano nazionale di prevenzione vaccinale.
In Italia non può esserci federalismo sanitario sulla disponibilità di cure uguali per tutti e l’attività di prevenzione estesa a tutti. In questo senso la Puglia è un’eccellenza che non può però bearsi nell’essere da sola.”
Vaccinazione, Amati: “Non mi fanno paura gli squadristi no-vax contro legge pugliese obbligo. Solo in Italia sei fascista se rispetti la Costituzione. ”
Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Da quando ho ricordato la legge pugliese sull’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari, vigente a prescindere dall’annunciata decisione del Governo di eliminarlo, è stata avviata una campagna squadrista no-vax sulle mie pagine social. Anche il giornalista ed ex parlamentare Gianluigi Paragone non ha mancato di indicarmi allo scherno no-vax e un giornale interregionale, addirittura, mi ha additato come fascista.
Uno strano Paese l’Italia: diventi fascista perché difendi le libertà previste dalla Costituzione, in campo sanitario assegnate in regime di legislazione concorrente allo Stato e alle regioni, come sottolineato dalla Corte costituzionale proprio sulla legge pugliese.
Ma io non ho paura e difenderò colpo su colpo l’utilità della vaccinazione.
La vaccinazione è un trattamento sanitario a valore collettivo, riconosciuto dagli articoli 2 e 32, secondo comma, della Costituzione. Ciò vuol dire che la prevenzione è assicurata dalla vaccinazione di un ampio numero di persone, per cui la mia vaccinazione serve soprattutto ad assicurare la libertà degli altri a non ammalarsi. E nessuno ha il diritto di scegliere per se una cosa che può far male agli altri.
Questo discorso vale maggiormente per il personale sanitario, il cui rifiuto alla vaccinazione è incredibile solo a pensarlo, perché sono i più vicini alle persone malate, deboli e quindi più bisognose di tutela da altri e maggiori guai.
Si fermi dunque il Governo nazionale in nome della libertà di vivere sani, evitando una clamorosa differenza di tutele tra la Puglia e le altre regioni italiane.”
Pd Puglia, è già scontro sul congresso tra richiesta di primarie e «rifondazione»
BARI. L’iter congressuale del Pd è appena avviato ma in Puglia si iniziano a affilare le armi per un confronto interno che riguarderà non solo la nuova dimensione politica ma anche il rapporto tra partito e amministrazione regionale di Michele Emiliano. Dopo la decadenza degli organismi collegiali, allo stato, i dem hanno in carica solo il segretario regionale Marco Lacarra, che non si ricandiderà alla guida del partito pugliese.
Tra i falchi per un vero cambio di passo c’è Fabiano Amati, consigliere regionale Pd: «Qui – spiega – più che un congresso, c’è da riavviare il Pd, che non c’è mai stato. Dopo le elezioni i seguaci di Emiliano hanno preso quello che c’era da prendere e nessuno li ha più sentiti. C’è quindi da “fare il Pd”, sperando di farlo con primarie aperte e evitando che al capezzale del malato si metta la malattia». Fuori di metafora: «Chi ha fatto ammalare il Pd, cioè Emiliano e i suoi, da Boccia a Lacarra, in queste ore ha buone ricette per salvare il partito, dopo averlo affondato. Parlano a Roma, in tv…».
Sul piano pratico cosa c’è da fare? «Bisogna rapidamente attivare le primarie aperte – argomenta Amati – per poter salvare il Pd, tenendolo sulla strada del suo gruppo consiliare che ha deciso, a dispetto del governatore, sull’Arpal, che si occupa delle malattie genetiche, che si occupa del Piano casa e si impegna per offrire ai pugliesi più screening sui tumori». L’effetto delle primarie per Amati «aiuterà a commissariare la Regione di Michele Emiliano Emiliano, per “fare” le cose.
Aspettiamo la riunione sui dieci punti proposti in vista del chiarimento tra il gruppo dem e la presidenza regionale». «Dobbiamo ancora riunirci per discutere delle ragioni della sconfitta alle politiche, dal momento che non c’è stata alcuna riunione post-elettorale. Come nel film di Woody Allen “Prendi i soldi e scappa”, prese candidature e seggi sono spariti…», conclude il presidente della Commissione Bilancio. Michele Mazzarano, consigliere regionale del Pd, offre questa lettura: «Un congresso costituente deve riguardare l’intero paese, e anche tutte le articolazioni territoriali, compresa quella regionale. Non si può lasciare le cose invariate nella regione e nelle province. La discussione deve riguardare anche la tanta sinistra diffusa rimasta a rasa, lontana dalla militanza e dalla partecipazione politica.
L’intento che si vela dietro il percorso annunciato da Enrico Letta è questo. Va ora interpretato anche a livello locale». «Ci sarà bisogno – puntualizza il consigliere di Massafra – di una fase di profonda discussione sul futuro della sinistra, non limitandoci ad immaginare che i nostri problemi si risolvano apparecchiando qualche banchetto delle primarie (stoccata ad Amati, ndr). 11 Pd al momento è rappresentante di una parte residuale della società e non parla alla parte subalterna e più fragile del paese». Poi un appello ad allargare la partecipazione alla sfida congressuale: «Chi ha qualche responsabilità a livello regionale e locale – attacca Mazzarano – deve fare in modo che ci sia una discussione aperta alle associazioni, ad Articolo Uno, a pezzi del sindacato che non si sono sentiti rappresentati, o ai cittadini che per le involuzioni del partito hanno smesso di dare il proprio contributo.
Non bastano le primarie di marzo, o la conta su singoli nomi». «La segreteria regionale della Puglia? Se si fa un congresso nazionale su un manifesto e una fase costituente, ci devono essere – chiarisce in merito alla prossima contesa tutta pugliese per il post Lacarra – profili corrispondenti a questo percorso. Bisogna evitare di mettere in campo candidature frutto del bilancio dei rapporti tra le personalità del Pd, come nell’ultima fase. Ci vuole chi avvii una nuova storia. Dobbiamo rifondare il Pd. Bisogna immaginare che una parte della storia del Pd è finita il 25 settembre.
Ci vuole una rifondazione profonda, anche con cambio del simbolo e del nome. Letta non ha presentato il percorso di un congresso normale, ma di un congresso costituente, per aprire porte e finestre delle nostre anguste stanze a persone, gruppi e realtà finora non iscritti al Pd». «Emiliano e Decaro in questa fase? Saranno padri nobili che favoriranno questa fase.
Sono convinto che dovendo costruire anche una opposizione nelle istituzioni e nella società al governo delle destre, ci vorranno figure istituzionali che difendano il Mezzogiorno davanti al ministro Calderoli e al progetto scellerato di autonomia differenziata», conclude Mazzarano.
Vaccinazioni operatori sanitari, Amati: “In Puglia continua ad applicarsi obbligo: c’è legge regionale”
Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge regionale vigente sull’obbligo di vaccinazione Covid per gli operatori sanitari.
“In Puglia non avrà alcun effetto pratico l’annunciata decisione del Governo regionale di eliminare l’obbligo alla vaccinazione Covid per gli operatori sanitari. È pienamente vigente, infatti, una legge regionale, la numero 2 del 2021, con cui fu esteso l’obbligo per le vaccinazioni ordinarie anche a quella contro il Covid. Faccio inoltre presente che le sanzioni della legge regionale sono molto più incisive di quelle contenute nella disposizione statale in via d’abrogazione.
Mi spiace dover rilevare la notevole assurdità di un Paese dove ai medici bisogna imporre l’obbligo di vaccinazione, con il Governo impegnato ad abrogarlo.
L’assessorato alla salute e i direttori delle Asl s’impegnino a far rispettare gli obblighi derivanti dalla legge regionale, così da poter dire che in Puglia i medici devono essere vaccinati, come prova scientifica impone.”