Pd, Amati e Bora a Letta: “Così non va. Subito primarie apertissime per perdere dirigenti, conquistare elettori ed espellere l’ipocrisia”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali del
PD della Puglia e delle Marche Fabiano Amati e Manuela Bora.

“La proposta di Letta non va. Proponiamo di fare subito primarie apertissime su persone e idee, per perdere dirigenti e conquistare elettori. È l’ora di espellere l’ipocrisia delle “diverse sensibilità” da tenere assieme col bilancino oppure il PD non vincerà mai più.
Il percorso per il congresso proposto in direzione sembra costruito per galleggiare, per fare una gincana aperta a notabili e notabilesse; ma in politica galleggiare equivale ad affondare.
Stiamo camminando verso il precipizio di un congresso a misura della sinistra dell’alta società, elitaria e patinata, forte nei salotti buoni dei garantiti ma con argomenti astrusi o irrilevanti per la maggior parte degli italiani.
E allora si proceda con l’elezione immediata di un Comitato costituente nazionale per la gestione politica delle operazioni congressuali, comprese le modifiche statutarie per le primarie apertissime e senza pre-selezioni, e poi la parola agli elettori per scegliere il segretario e un programma chiaro e di valore.
Non è più il tempo di riproporre meccanismi a ostacoli di tradizione bizantina per tergiversare, magari per far rientrare vecchi fuoriusciti, controllare tutti i passaggi e non avere sorprese. La politica non è niente se rinuncia a sorprendere ed entusiasmare. E noi non vogliamo essere complici di tanto grigiore.”

L’intervento – Il piano casa sotto assedio dei profeti di sventura

Sul Piano casa siamo assediati da decine di profeti di sventura, impegnati a parlare senza attendere le sentenze, a travisare quelle che ci sono e senza mai fare una proposta concreta, realistica e immediata per la crescita, lo sviluppo e senza il “benaltro” impostato come sole dell’avvenire. Ecco perché il Paese stenta, sballottolato tra ideologie, falsificazioni e post-verità, e perciò portato lontano dalla vita di ogni giorno delle persone. 

Sedi questo argomento si evitasse di parlare dall’alto di stipendi o pensioni pubbliche, forse si riuscirebbe ad immedesimarsi nella condizione più dolorosa di chi produce per il Paese, rispettando ambiente e legalità, e versa in tasse ciò che serve per pagare proprio quegli stipendi e quelle pensioni. Sull’impugnazione della legge sul Piano casa da parte del Governo nazionale sento dire cose incredibili. La più grossa è quella dell’impugnativa perché il Piano casa avrebbe consentito interventi in violazione del Piano paesaggistico. Ma diciamo sul serio? E quando mai? Tutti gli interventi del Piano casa possono essere realizzati solo se rispettosi delle prescrizioni, linee guida e direttive del Piano paesaggistico. E ciò è scritto nero su bianco. Non c’è possibilità di sbagliarsi. Il Ministero eccepisce, invece, sul fatto che la delibera del Consiglio comunale d’individuazione degli ambiti ove realizzare gli interventi non debba essere condivisa con il Ministero, ossia le famosissime ed efficientissime (sic!) Soprintendenze, con l’effetto di annullare il potere di scelta dei Comuni. 

Ora, per quanto si possa argomentare, questa auto-attribuzione di potere non è prevista da nessuna legge statale e si rivela una pretesa assurda, diretta a realizzare la morte del Piano casa e ad affamare un grande comparto produttivo. Sul punto, peraltro, e di recente intervenuta una sentenza della Corte costituzionale, la 192 del 2022, con cui è stato sancito il principio elementare, estraneo ai profeti di sventura, che ogni intervento del Piano casa può solo soggiacere alle prescrizioni, direttive e linee guida del Piano paesaggistico e non alle misteriose elucubrazioni ministeriali. 

Ma i profeti di sventura parlano pure a vanvera: dicono di aver avvertito per tempo sui rischi d’impugnativa, ma non si capisce dove, come, quando e soprattutto con quale proposta concreta e alternativa; dicono della virtù di proposte assessorili, modificate però all’unanimità dal Consiglio regionale, senza aggiungere che tali proposte rendevano inservibile il Piano casa ed erano contrastate dagli ordini professionali, dalle associazioni di categoria e dai comuni; dicono di Piani urbanistici generali ma non delle lungaggini per adottarli. con procedimenti demandati strumentalmente a conferenze di servizi che non si concludono mai. 

E anche su questo, ovviamente, nemmeno una parola sul fatto che ho depositato una proposta di legge ifi proprio per semplificare l’adozione di Piani urbanistici e che quando il Consiglio regionale ha approvato un’altra mia proposta per attuare per legge una parte del Piano paesaggistico, la stessa compagnia di profeti di sventura ha urlato il suo “urrà” alla notizia dell’impugnazione, per poi retrocedere in un imbarazzato silenzio quando la Corte costituzionale ha rigettato il ricorso. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Dobbiamo solo combattere per sconfiggere quello che Franco Cassano chiamò narcisismo etico. 

È anche questo il nostro compito e la nostra missione. 

Articolo pubblicato su Nuovo Quotidiano di Puglia del 27 ottobre 2022

Sull’alimentare speriamo che le parole siano anche idee

Sovranità alimentare. 

Che cos’è? E la vittoria del made in Italy? Magari! O è il trionfo della dipendenza alimentare? Probabile! Fuori dalle ipotesi, fatto sta che sul concetto di sovranità alimentare c’è un’evidente traccia politica; un’alleanza tra radicalismi elitari e nostalgici, per promuovere il cibo prodotto come-si-faceva-una-volta. Un’idea di organizzazione agricola, certamente benintenzionata, finalizzata a una produzione limitata al necessario, sentendo agricoltori e consumatori, e utilizzando semi prodotti con metodi tradizionali e coltivati localmente. Peccato si tratti di una illusione, peraltro non molto pia, incompatibile con le necessità alimentari del mondo, costosissima, e quindi in grado di escludere dal diritto al cibo la stragrande maggioranza delle persone, soprattutto le più povere e bisognose d’uguaglianza. In realtà avremmo bisogno di un grande sovranismo produttivo, inteso senza nostalgie e per metterci al passo con gli altri Paesi del mondo. Un programma, cioè, di indipendenza italiana nelle produzioni agricole, per ridurre le imponenti importazioni di prodotti che invece vietiamo di coltivare, per via di un atteggiamento antiscientifico e meramente ideologico. E questo significherebbe, evidentemente, la fine dell’irragionevole embargo e sabotaggio sui semi OGM e da genoma editing. Un ostracismo che ha avuto esiti paradossali: vietare od ostacolare la coltivazione di produzioni innocue per la salute che invece importiamo e consumiamo in grandi quantità. 

Ben prima dell’aumento dei costi causato dalla guerra, abbiamo importato soia e mais ogm per una spesa di 2,3 miliardi di euro, quasi pareggiando le esportazioni per i nostri prodotti DOC e IGP. Uno scambio, simile a un disastro, e tanti saluti alla competitività del settore. La nostra bilancia agroalimentare resta in piedi solo grazie alle esportazioni di vino ma, anche qui, rischiamo di farci superare dalle produzioni che fanno ricorso al genoma editing, migliorando la resistenza delle viti, evitando numerosi spargimenti di solfato di rame e producendo un’uva di miglior qualità sanitaria e ambientale. 

E poi il grano. Nella Puglia patria della ricerca e dell’ingegno cerealicolo del CREA di Foggia, non riusciamo a mandare in campo i semi in grado di aumentare la resa e quindi la minore dipendenza dall’estero, sempre per i soliti ostracismi nei confronti della ricerca scientifica. Dinanzi a questo scenario, la scelta per una disillusa sovranità alimentare porterebbe a un tris di veri benefici: ridurre le imponenti importazioni, aumentare la resa e selezionare le migliori varietà. Se sovranità alimentare significasse questo, tanto di cappello. 

Era ora. Temo però che non stia andando così e che il nuovo nome del ministero ha creato una strana alleanza rosso-bruna, occultando un intento di propaganda se non d’incompetenza. E già lo si nota dai primi commenti, fatti di rispettosi e reciproci complimenti tra conservatorismi di destra e sinistra; un sodalizio tra estremi che si attraggono per ideologia e penalizzano il nostro Paese al suono falsamente dolce, romantico e nostalgico dei bei tempi andati. Il programma di riproporre, addirittura sulla carta intestata del Ministero, divieti e vincoli per pratiche agronomiche invece democratiche, popolari e fondate sui magnifici effetti della libertà di ricerca e innovazione, è ciò che emerge a prima vista. E tutto questo per far avanzare un disegno politico contro la realtà e col rischio di finire per favorire addirittura pratiche magiche e superstiziose, come la biodinamica, importata allegramente, altro che sovranismo, da un organismo di certificazione tedesco. Tale Demeter. Quello stesso che nella scorsa legislatura stava ottenendo addirittura valore di legge, se solo il presidente Mattarella non avesse deciso di bloccare il voto finale della Camera accogliendo l’appello della senatrice Elena Cattaneo e del premio Nobel Giorgio Parisi. Sovranità alimentare? 

Boh! Ciò che va bene o male dipende dalle parole solo se queste si accordano con ragione. E sempre un fatto di testa. Da tenere a posto.

 

Articolo pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno del 27 ottobre 2022

Sma, Amati: “Emozione indicibile. I bimbi con diagnosi precoce non hanno sintomi. Una rivoluzione che giustifica la petizione”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Un’emozione indicibile per tutti i protagonisti di questa storia e per tutte le persone che sono loro vicine. I due bimbi con diagnosi precoce di SMA1 e SMA3 non hanno alcun sintomo e presentano le caratteristiche di crescita uguali a quelle dei bimbi sani, grazie alla somministrazione tempestiva delle più innovative terapie. È una rivoluzione nella storia naturale della malattia, riscontrata in sede di controllo periodico dall’unità operativa di neurologia del Giovanni XXII di Bari, diretta dal Dott. Delio Gagliardi, presso cui i bambini sono in cura.
Per questo motivo bisogna intensificare la raccolta di firme per la petizione, promossa da me e dalla Consigliera regionale delle Marche Manuela Bora, affinché il Presidente del Consiglio e il Ministro della Salute adottino un provvedimento diretto a realizzare lo screening obbligatorio precoce in tutte le regioni italiane come avviene in Puglia.
Per sottoscrivere andare al seguente indirizzo https://www.change.org/tutticontrolasma“

Bollette e gas, Amati: “Solo scarsa cultura industriale può contrastare compensazione del 3 per cento sui gasdotti. Mattei insegna”

“La legge pugliese sul gas riguarda le tasche dei cittadini ed è la prima volta in Italia che una regione applica l’articolo 1, comma 4, della legge Marzano. Ho detto comma 4 e non comma 5, come confondono molti commentatori, aspiranti inquilini del Palazzo della Consulta. Certo, la strada è difficile, non l’abbiamo mai nascosto. Ma per amore dei pugliesi, soprattutto dei più poveri, non possiamo evitare di prenderci qualche rischio. L’eventuale impugnativa non è una vergogna, ma spesso ha il significato di una legislazione attiva e dinamica nell’ambito dei poteri concorrenti tra Stato e regioni. Confido, invece, nei suggerimenti del Governo nazionale, per portare in porto una legge utilissima per la vita delle persone, contrastata solo da chi ha scarsa cultura industriale e non coglie l’importanza di considerare, assieme, lo Stato e l’impresa, il presente e il futuro, l’uovo e la gallina. Più o meno secondo gli insegnamenti di Enrico Mattei.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, promotore della norma sulle compensazioni territoriali del 3% sui gasdotti da applicare come sconto diretto in bolletta.

“La mia cultura industriale mi ha sempre portato a difendere e sostenere gli insediamenti importanti e utili. Io ero infatti in battaglia nel difendere il gasdotto Tap, pure quando molti industriali pugliesi si nascondevano e assecondavano la volontà contraria del potere locale e di gruppi rumorosi di contestatori.
La mia cultura industriale non prevede però la possibilità di assecondare egoismi imprenditoriali, che usano lo stesso metodo di chi passa le giornate organizzando il no-a-tutto.
La materia delle compensazioni risolve un problema concreto del presente, recuperando errori clamorosi del passato e ponendo le basi per non ripeterli in futuro.
E tutto questo sotto l’egida di una norma statale che l’autorizza, perché se così non fosse non si capirebbe a cosa serve l’articolo 1, comma 4, della legge Marzano. Per ogni legge bisogna sempre scegliere un’interpretazione in grado di darne un senso concreto.
Dagli industriali pugliesi mi aspetto di essere aiutato ogni giorno, piuttosto, nella battaglia per il raddoppio Tap, il gasdotto Poseidon, i serbatoi GNL, il rigassificatore offshore e la realizzazione di tutti gli investimenti per produzione di energia da fonti rinnovabili, compreso l’eolico offshore, e di tutti gli impianti per il recupero di energia.
Questa sarebbe una bella battaglia da fare assieme, altro che polemiche su una legge in grado di mettere un po’ più di pane nelle case delle persone, risparmiando sulla bolletta del gas.”

Numero unico emergenza, Amati: “Si diceva che era tutto pronto ma non era vero”

“Sino al dicembre 2021 si diceva che era tutto pronto, addossando i ritardi alla selezione del personale e invece non era vero nulla. Ad oggi, nonostante diversi impegni e proclami, non si può ancora dare una data di attivazione del servizio. Ad ogni verifica di dettaglio emergono sempre più problemi che soluzioni. Terremo alto il monitoraggio.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Tre sedi per il numero unico e tutte con lavori progettati e avviati senza alcuna verifica di rispondenza con le linee guida ministeriali, determinando così una revisione dei progetti e finanziamenti di lavori ulteriori per circa 800mila euro.

La vicenda del numero unico d’emergenza è la cartina di tornasole di un metodo di lavoro della Protezione civile e dell’economato regionali, vigente sino al dicembre 2021, non adeguato al buon andamento della pubblica amministrazione e purtroppo mai verificato né corretto dagli organi di indirizzo politico.

Da un po’ di mesi, infatti, emergono sistematicamente programmi non eseguiti, a discapito delle migliori condizioni di vita delle persone, in grado di suggerire gestioni amministrative non in linea con i migliori standard di efficienza e regolarità. È un dolore dirlo, ma non si può nasconderlo.”

Amati, Bora: “Petizione SMA a 15mila firme in poche ore. Cambiamo storia tragica malattia. Appello a Meloni e Schillaci”

“Nel giro di poche ore la petizione per salvare i bimbi italiani dalla SMA è già a 15mila sottoscrizioni. Sono mesi che combattiamo per eseguire su tutto il territorio nazionale lo screening obbligatorio su ogni neonato, ad oggi attivo solo in Puglia grazie a una legge regionale approvata su iniziativa consiliare.
Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro Schillaci per adottare subito una disposizione amministrativa diretta a eliminare una clamorosa e tragica disuguaglianza tra i bambini italiani.”

Lo comunicano i Consiglieri regionali della Puglia e delle Marche Fabiano Amati e Manuela Bora, promotori della petizione.

“Siamo in possesso di terapie innovative in grado di cambiare la storia tragica della SMA e nella possibilità di diagnosi nelle ore immediatamente successive alla nascita, ossia in fase asintomatica.
Tutto questo è stato ampiamente dimostrato dai due casi di bimbi pugliesi, con diagnosi precoce da screening obbligatorio, ai quali è stata somministrata da subito la terapia. Oggi, a sei mesi di distanza, si presentano sorprendentemente privi dei segni della malattia e guadagnano tutte le fasi della crescita al pari degli bimbi sani.
Non possiamo, dunque, ignorare le straordinarie conquiste della scienza e della medicina, condannando alla forma più grave di malattia e disabilità la stragrande maggioranza dei bambini italiani colpiti da SMA.
Si faccia dunque al più presto, perché per ogni ora passata invano c’è un probabile bambino che perde l’appuntamento con la vita.
Per sottoscrivere la petizione andare sul sito https://www.change.org/tutticontrolasma.”

Rigassificatore, Amati: “A Piombino 50% sconti in bolletta. Come volevasi dimostrare. E noi facciamo gne-gne”

“Avevo implorato tutti, compreso il Presidente Emiliano, di candidare la Puglia per un rigassificatore offshore. E invece ho ascoltato, in risposta, solo gne-gne e dissipazione di parole. Oggi scopriamo ciò che si poteva immaginare: tra le condizioni poste dalla Regione Toscana una serie di opere compensative e la bolletta scontata del 50% per i cittadini di Piombino e dei comuni limitrofi. Un risultato di crescita, sicurezza ambientale, pace e pure sconti. Abbiamo ancora qualche possibilità per recuperare il tempo perduto, candidandoci per le prossime e imminenti occasioni.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Era più che noto che per dare l’addio al gas russo, l’Italia doveva recuperare diversamente 30 miliardi di metri cubi di gas. E tutto ciò attraverso varie infrastrutture, quali gasdotti, serbatoi GNL e rigassificatori.
Il programma era strettamente legato, com’è noto, non solo alle ragioni di pace ma pure per assicurarci un futuro prospero e pulito anche nella transizione energetica dai fossili alle rinnovabili e, speriamo presto, alla fusione nucleare.
In questo scenario il ruolo della Puglia avrebbe potuto caratterizzarsi, per cultura e geografia, verso l’accoglienza di tecnologie, così da esercitare pienamente il ruolo di porta del Mediterraneo.
Se tutto questo non era certamente retorica, bisognava candidarsi a un ruolo da protagonisti, così da ottenere sia i benefici comuni a tutti gli europei sia quelli specifici in termini di investimenti collaterali alla scelta di ospitare le infrastrutture.
Non farlo sta avendo, com’è ovvio, la conseguenza di perdita di opportunità, come abbiamo purtroppo già visto con il gasdotto TAP.
Speriamo solo che questo ulteriore insegnamento sia utile a comprendere definitivamente l’importanza di questi argomenti, preparandoci a tenere in campo una classe dirigente più adeguata alle sfide che abbiamo dinanzi e cogliere le ulteriori occasioni.”

ASI, Amati: “Anche Bari perde finanziamenti per oltre 11 milioni e con Brindisi e Lecce siamo a oltre 30 milioni”

“Anche l’ASI di Bari ha perso, per lungaggini di procedure, un finanziamento di euro 11.296.446,12 per cinque interventi finanziati dai fondi di sviluppo e coesione 2014-2020. E questo, unito ai fondi persi dalle ASI di Brindisi e Lecce, porta il totale del finanziamento revocato a euro 30.199.305. Una brutta notizia per lo sviluppo della regione e per le aziende intenzionate a migliorarsi o desiderose d’insediarsi.
Mi spiace solo sentire che le motivazioni del ritardo vengono per tutti riferite al periodo maggio-ottobre 2022 e per la questione del nuovo prezziario, senza considerare invece l’arco temporale fine 2018-maggio 2022. Il ritardo riferito a quest’ultimo periodo è riferito a procedimenti allungati all’inverosimile, accompagnati, come sempre accade in questo periodo, dalla giustificazione Covid e per attività, per esempio le progettazioni, che il Covid non ha mai interrotto ma ha anzi fornito la possibilità di lavorare con maggiore tranquillità. Mi spiace tanto, abbiamo perso un treno e speriamo di poter recuperare altre risorse con future programmazioni.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ecco comunque il dettaglio.
Asi Bari, finanziamenti revocati per euro 11.296.446,12, di cui:
mitigazione del rischio idraulico tra lama Misciano e via dei Fiordalisi – agglomerato di Modugno – per euro 1.999.119 85; verifica delle vasche di trattamento delle acque meteoriche a servizio della rete di fognatura pluviale nell’agglomerato di Molfetta per euro 2.484.420,40;
completamento delle reti fognarie consortili nell’agglomerato di Modugno per euro 1.811.570,72; realizzazione di un depuratore per fogna nera nell’agglomerato di Molfetta per euro 2.996.735,15; rifunzionalizzazione dell’impianto di affinamento e distribuzione di acqua industriale nell’agglomerato di Modugno per euro 2.042.600.
Asi Brindisi, finanziamenti persi per euro 9.702.858,88, di cui: completamento della viabilità a servizio dell’agglomerato industriale di Ostuni per euro 1.038.850,10; interventi per la ristrutturazione ed ampliamento della fognatura pluviale nell’agglomerato industriale di Brindisi per euro 1.700.000; miglioramento del servizio di produzione e distribuzione Acqua industriale dall’invaso del Cillarese per euro 1.950.000; realizzazione del tronco di adduzione idrica, primo anello di distribuzione e parti della viabilità di PRT a servizio dell’agglomerato industriale di Fasano sud per euro 2.999.113,57; copertura con pannelli fotovoltaici di parte delle vasche di accumulo delle acque trattate dell’impianto di trattamento acque dell’invaso del Cillarese per euro 1.215.527,21.
Asi Lecce finanziamenti persi per euro 9.200.000, di cui: captazione e trattamento delle immissioni in atmosfera, nell’impianto di depurazione a servizio dell’agglomerato industriale Lecce-Surbo per euro 1.100.000; captazione e trattamento delle immissioni in atmosfera, nell’impianto di depurazione a servizio dell’agglomerato industriale di Galatina/Soleto e miglioramento qualità ambientale per mezzo di infrastrutture verdi – GALATINA SOLETO per euro 1.200.000; completamento delle opere di urbanizzazione primaria (viabilità, pubblica illuminazione, rete fognaria nera ed impianto di sollevamento, rete idrica) (completamento) e implementazione di infrastrutture verdi – GALLIPOLI per euro 2.300.000,00; captazione e trattamento delle immissioni in atmosfera, nell’impianto di depurazione a servizio dell’agglomerato industriale di Nardò/Galatone – NARDÒ/GALATONE per euro 1.000.000; rifunzionalizzazione e messa in sicurezza della viabilità principale di spina (completamento) – MAGLIE/MELPIGNANO per euro 500.000; realizzazione di accessi dalla e sulla SS 16 con relative corsie di accelerazione e decelerazione (completamento) – MAGLIE/MELPIGNANO per euro 300.000; rifunzionalizzazione e messa in sicurezza dell’intera rete di fognatura nera a servizio dell’Agglomerato industriale di Lecce – Surbo per euro 1.800.000; messa in sicurezza e la rifunzionalizzazione dell’intero collettore principale di fognatura nera a servizio dell’Agglomerato industriale di Galatina – Soleto per euro 500.000; completamento della rete idrica e fognante e l’implementazione di infrastrutture verdi a servizio dell’agglomerato industriale di Nardò – Galatone per euro 500.000.”

Sma, Amati a Ministro salute: “Legge c’è per lo screening obbligatorio; dal 2018. Manca esecuzione in tutte le regioni. Ho scritto a Ministro”

“Abbiamo scritto al nuovo Ministro della Salute per chiedere l’esecuzione della legge sullo screening obbligatorio per la SMA. Come in Puglia. La decisione sarebbe in grado di mettere tutti i bambini italiani in condizione di uguaglianza, senza assistere a una tragica roulette russa da federalismo sanitario, per cui la salvezza e la condanna dipende dal luogo in cui si nasce.”

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, che ha oggi inviato una lettera a firma congiunta con la Consigliera regionale della Marche Manuela Bora.

“La legge statale per lo screening obbligatorio per tutti i bimbi italiani esiste dal dicembre 2018. Il problema è che non si esegue, condannando i bambini e le famiglie agli esiti più tragica della malattia, ossia quelli dei tempi in cui non si disponeva di terapie innovative capaci di far guadagnare una condizione normale ai pazienti colpiti. Certo, la Puglia è un’eccellenza ed esegue già lo screening obbligatorio, grazie una decisione unanime e ribelle del Consiglio regionale della Puglia. Ma è davvero ingiusto che i bambini pugliesi possano usufruire dello screening obbligatorio e quindi della diagnosi precoce, disponendosi a una maggiore efficacia della terapia, mentre gli altri bambini italiani debbano ancora essere condannati alla diagnosi tardiva.
Per ottenere il provvedimento ministeriale di esecuzione della legge vigente abbiamo anche avviato una petizione sul sito https://www.change.org/tutticontrolasma.”