Acqua, Azione: “I pugliesi daranno 9milioni l’anno alla Campania, ma è vietato usarli per le sagre”


“Con l’ultimo accordo sottoscritto tra la Puglia e la Campania per il trasferimento dell’acqua, è stata fissata una compensazione di circa 9milioni di euro l’anno, pagata dai cittadini con la bolletta dell’acqua. Nell’accordo, purtroppo, non c’è alcuna chiara specificazione sul fatto che queste somme non possono essere usate dalla Campania per la spesa corrente, per esempio le sagre o altre simili iniziative, ma devono essere destinate a investimenti per manutenere e migliorare sorgenti, corsi d’acqua o tutto il sistema ambientale connesso all’adduzione e al prelievo della risorsa idrica. Faremo tutto il possibile, a cominciare da una richiesta di specificazione all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, sottoscrittore dell’accordo e ente pubblico posto proprio a tutela dei prevalenti interessi ambientali”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e il responsabile regionale di Azione del dipartimento Acqua e depurazione Nicola Di Donna.

“L’accordo tra le Regioni Puglia e Campania, sottoscritto anche dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, prevede il versamento da parte di Acquedotto pugliese di 6centesimi per metro cubo prelevato dalla Campania.
La Puglia preleva in media 150milioni di metri cubi all’anno, di cui 120milioni dalle sorgenti del Sele e del Calore. A questa quantità di risorsa prelevata bisogna sottrarre quella che AQP destina alle utenze campane, pari a circa 10milioni di metri cubi. Ne deriva che la quantità di risorsa su cui la Puglia dovrà pagare la compensazione è pari a circa 140milioni di metri cubi e quindi ammontante a 9milioni di euro, compreso un biennio di arretrati pari a una stima di circa 18milioni di euro.
Una gran quantità di risorse che non possono ovviamente servire alle politiche generaliste delle singole regioni ma a quelle specifiche di tutela ambientale, fatte di opere pubbliche puntuali e funzionali alla migliore manutenzione delle fonti e al miglior uso della risorsa: e tutto questo non solo perché le leggi così impongono, ma perché – a tacer d’altro – l’acqua è un bene comune e quindi di tutti.”

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.