AQP, Amati: “I privati in società per risanamento reti è uno scempio tecnico e politico”

La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati per la ricerca perdite e il risanamento reti, cioè nella gestione delle reti in esercizio. E se lo ha già fatto, o addirittura ispirato, sta commettendo uno scempio tecnico e politico”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alla presentazione in conferenza stampa di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

“Per tanti anni non ho parlato molto di AQP perché non è mai elegante mettere in risalto i successi ottenuti quando alla guida di qualsiasi cosa ci sei stato tu. Ma ora è troppo e il silenzio equivarrebbe a complicità. L’ipotesi di costituzione di una società mista per effettuare la ricerca perdite e il risanamento delle reti determina di fatto l’ingresso dei privati nel settore più delicato del servizio idrico integrato: la gestione delle reti in esercizio. A ciò – prosegue Amati – si aggiunga che tale ipotesi non può che travalicare i tempi della concessione, per cui è decisamente imprudente se non impossibile, e per questo diffido l’Autorità idrica pugliese e i comuni a fornire l’autorizzazione. Metto in evidenza, inoltre, che l’idea pone in discussione un concetto basilare della gestione di AQP e cioè che la natura pubblica della risorsa acqua si preserva attraverso la gestione interamente pubblica delle infrastrutture, e con le forme della società di capitali al solo fine di conquistare l’efficienza, e quindi il credito bancario, e tenere lontana la parte mercantile della classe politica dal tempio di via Cognetti. Rilevo, ancora, che l’iniziativa sembra un ritorno al passato, perché non tiene conto del duro lavoro per riportare all’interno di AQP tutte le società collegate”.

“E mentre posso far finta di niente sugli orrori di ricostruzione storica, che per motivi di propaganda ha fatto diventare un semplice mutamento di denominazione in un motivo per mettere in piedi una recente e costosa festa su un centenario che non c’è, non posso consentire – conclude – che si distruggano l’Acquedotto Pugliese, il cuore di Puglia, e tutto il suo formidabile apparato tecnico e amministrativo, cresciuto negli anni scorsi con margini operativi lordi da far invidia a tutte le società pubbliche europee”.

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.