Autonomia del nord, Amati, Blasi, Mennea, Pentassuglia: “Salvini contro il sud. Ci vogliono far sbattere su un taglio di 682 milioni in sanità e sulla riduzione degli stipendi agli insegnanti”

“L’autonomia del nord contro il sud si sta avvicinando e avvertiamo un silenzio assordante. La notizia è che l’imminente riforma autonomista del nord sta facendo sbattere il sud su tagli di 682 milioni di euro per la sanità e la riduzione degli stipendi agli insegnanti. Ecco in cosa consiste l’idea di Salvini quando chiede di lasciare i soldi alle istituzioni più vicine ai luoghi dove vengono pagate le tasse. Significa toglierceli e per questo noi reagiremo in ogni modo per affermare: Prima i meridionali. Niente hanno da dire i nostri colleghi leghisti e Cinquestelle?”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’imminente presentazione della proposta di autonomia delle regioni del nord e i dati contenuti nel Rapporto 2018 sulla finanza territoriale, edito da Rubbettino. I quattro Consiglieri regionali sono tra i firmatari, con altri cinque Consiglieri, del documento “Prima i meridionali”, in fase di redazione e che sarà presentato nei prossimi giorni per l’approvazione del Consiglio regionale.

“Com’è a tutti noto, la Puglia prende circa 2 miliardi all’anno dal fondo di perequazione per far funzionare la sanità. Se si applicasse la maggiore autonomia richiesta dalle regioni del nord, e sostenuta da Salvini, ne deriverebbe un taglio di 682 milioni, tenendo conto della sola IVA versata dalle singole regioni e poi distribuita attraverso il fondo di perequazione – proseguono –. E se poi tutte le regioni centro-settentrionali arrivassero a fare la stessa richiesta, il fondo pugliese passerebbe da 7 a 5 miliardi l’anno.

Ma anche sull’istruzione si verificherebbe una sciagura, in particolare per gli stipendi degli insegnanti. Le regioni del nord e Salvini chiedono di gestire la scuola e pure gli insegnanti. In questo modo il fondo per la scuola di tutte le altre regioni perderebbe almeno 1,5 miliardi, per cui l’alternativa sarebbe secca: o ridurre gli stipendi degli insegnanti o aumentare le tasse – aggiungono Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia –.

Per questi motivi la nostra battaglia contro questa sciagura che si sta abbattendo sul meridione sarà durissima e improntata alla difesa dell’unità del Paese all’interno dell’Unione europea, consapevoli che solo così potrà essere contrastato l’egoismo miope delle regioni del nord e dei loro rappresentanti politici”.

Amati e Pentassuglia su vivai e xylella: “Si rischia il fallimento. Chiediamo di riferire alla Commissione”

“I vivaisti sono in agitazione e noi attendiamo un segnale dalla burocrazia regionale. Non si può più perdere tempo, perché le aziende rischiano il fallimento. Speriamo che lunedì in Commissione ci venga data notizia del rilascio delle deroghe e delle autorizzazioni alla movimentazione delle piante, per le imprese presenti nelle aree interessate dalla xylella” – lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni regionali Bilancio e Agricoltura Fabiano Amati e Donato Pentassuglia –.

“Nelle scorse settimane, in due diversi appuntamenti dinanzi alla Commissione e con i tecnici dell’assessorato, avevamo definito uno stringente cronoprogramma per corrispondere alle richieste di deroghe o autorizzazioni per commercializzare le piante all’esterno e all’interno delle aree delimitate – proseguono –. Sono passati più di quindici giorni e purtroppo non abbiamo notizie. Per questo motivo, torneremo ad incalzare per una pronta risoluzione del problema, ponendoci ancora una volta a fianco delle imprese vivaistiche che in questo momento sono in fortissima preoccupazione.”

Amati: “Appello ai parlamentari. Fermate legge Cinquestelle sull’acqua; vogliono tornare al carrozzone e mettere tasse per 23 miliardi, di cui 16 solo per il primo anno. Che dice la Lega?”

“Mi appello ai parlamentari pugliesi: c’è da fermare la proposta di legge dei Cinquestelle sull’acqua. Vogliono distruggere il servizio idrico italiano facendoci tornare ai tempi dei carrozzoni e metterci nuove tasse. I costi a carico dei cittadini italiani per questa iniziativa sono stati stimati in 5 miliardi per indennizzi ai gestori estromessi (e i pugliesi pagheranno questa parte pur non essendo interessati), 11 miliardi per rimborsare i finanziamenti accesi dai gestori esistenti e 5 miliardi all’anno per gli investimenti. Un salasso. Sarebbe bello sapere cosa ne pensano i leghisti”. Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando la imminente calendarizzazione della proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” presentata alla Camera dei deputati da 202 parlamentari del Movimento Cinquestelle (prima firmataria Federica Daga).

“La proposta di legge grillina espone noi pugliesi ad un conto salatissimo sia come contribuenti italiani che come pugliesi – prosegue –. Se approvata, infatti, saremo chiamati a pagare indennizzi che non ci riguardano ai soci privati di altre società di gestione italiana (5 miliardi), a contribuire al rimborso dei finanziamenti accessi da tutti i gestori italiani con le banche (11 miliardi), a subire la probabile richiesta di rinegoziazione del debito contratto con la Banca Europea per gli Investimenti (200 milioni) e a pagare con la fiscalità generale (con ulteriori tasse) sia la nostra quota di investimenti che quella di tutti i servizi idrici italiani, compresi quelli di regioni ricche per PIL e per quantità di risorsa idrica, per un ammontare di 5 miliardi.

Senza contabilizzare, perché una stima è allo stato impossibile, il costo da mancato introiti sulla tariffa, per difetto stimati per 2 miliardi annui e che in Puglia ammonterebbero a 132 milioni – aggiunge l’esponente Pd in Consiglio Regionale –. Ora, noi capiamo la propaganda e le facili suggestioni, ma se tutto questo lo devono pagare i cittadini italiani e pugliesi, non credo che sia ammissibile qualsiasi forma di silenzio”.

Autonomia rafforzata, Amati: “Basta pensare alla sanità e scoprire il disegno egoista di Salvini e del Nord. Prima i meridionali”

“Basta pensare alla sanità e scompaiono tutte le fantasie autonomiste, lanciate dal solito egoismo leghista oggi capitanato da Salvini. Abbiamo problemi sui tempi lunghi delle liste d’attesa che, già di nostro, non riusciamo a combatterle con decisione, figuriamoci se dovessero decurtarci le risorse e farci continuare a rimborsare le spese della mobilità con l’ingiusto metodo utilizzato oggi. C’è un grande bisogno, dunque, di dare primato alla battaglia meridionalista”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio, Fabiano Amati, commentando la proposta di documento “Prima i meridionali”, lanciato ieri dallo stesso Amati insieme ad altri otto consiglieri regionali della Puglia.

“C’è chi ripete – prosegue – che i maggiori poteri reclamati dalle regioni settentrionali non coincidono con la richiesta di maggiori risorse o con la necessità di nuove spese. Ma siamo sicuri? Prendiamo l’esempio delle conseguenze sulla sanità. Se si conferiscono alle regioni muovi poteri e relative risorse, senza però trasferire il personale e i suoi ingenti costi, come si fa – chiede Amati – a coprire con le residue risorse il costo medio pro-capite per la sanità, calcolato al 6,7 del Pil? L’unico metodo sarebbe aumentare la già stellare pressione fiscale, che non penso sia la prospettiva gradita a nessuno. La realtà dice invece che non esiste alcuna riforma autonomista che possa raggiungersi gratis, cioè senza nuovi oneri e senza ripercussioni economiche; e questo pure a carico delle stesse regioni del nord che per la propaganda leghista se ne avvantaggerebbero”.

“In tempi di rivoluzione digitale sempre in corso e con affacci ampi alla sempre più imminente intelligenza artificiale – aggiunge l’esponente Pd in Consiglio regionale – mi pare quasi fuori luogo parlare di rafforzamento dell’autonomia delle regioni al posto di un suo progressivo e constante indebolimento, al fine di ottenere più libertà e maggiore condivisione. Due modalità di governo molto moderne e poco alla moda, in grado di migliorare i servizi facendo risparmiare sui costi. Altro che Salvini – conclude -, prima i meridionali”.

In nove contro l’autonomia del nord: “Prima i meridionali, contro Salvini e le regioni del nord che vogliono impoverirci. Un documento in Consiglio”

“Prima i meridionali. Siamo contro la richiesta di autonomia di Salvini e delle regioni settentrionali, che a nostro danno – e forse pure con i nostri voti – pretendono maggiori competenze per assicurarsi maggiori risorse. E il tutto pure nella falsa illusione che la disgregazione del paese possa arricchire il nord, cioè la parte a cui tengono di più.
Per questi motivi presenteremo al Consiglio regionale un documento, aperto a tutti i contributi, per manifestare con il voto il nostro dissenso”.
Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Enzo Colonna, Peppino Longo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea, Mario Pendinelli e Donato Pentassuglia.
“In un paese come l’Italia in cui occorre ancora lavorare a lungo per raggiungere la parità economica e infrastrutturale tra le diverse regioni, ove al futuro si può guardare con fiducia solo confidando sull’Europa e le sue politiche di riduzione degli accentramenti nazionali e regionali, si è oggi esposti al rischio di subire un progetto di riforma innanzitutto contro il meridione e a lungo andare contro l’intero paese.
A questo disegno anti-meridionale e anti-italiano dobbiamo opporci con forza e senza timori, perché si tratta di un’iniziativa che per beceri tornaconto elettorali non si occupa di riformulare competenze, magari per meglio proteggere cittadini e territorio, ma porta il sud nella maggiore povertà, l’Italia nel provincialismo sociale ed economico e i nostri giovani – educati alla globalità – trasferiti all’estero per mancanza di opportunità.
Per questi motivi nei prossimi giorni presenteremo la bozza di un documento da sottoporre alla riflessione e al contributo di tutti, per poi depositarlo in Consiglio regionale per l’approvazione. Si spera all’unanimità, ovviamente, senza il peso di miopi calcoli politici e piccole convenienze partitiche”.

Xylella, Amati: “Alcune associazioni pugliesi, traditrici della patria, ricorrono al Tar con argomenti da taglio dell’anguria”

“Sulla xylella c’è un ricorso promosso da alcune associazioni pugliesi, traditrici della Puglia, del suo paesaggio, della sua produttività e delle scienze naturali e giuridiche. Un ricorso con argomenti simili a quelli che si trattano al taglio dell’anguria stando in riva al mare, cioè farcito di parole disimpegnate e attinenti a tutto l’armamentario politicista del negazionismo credulone”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando il ricorso promosso dinanzi al Tar Lazio da alcune associazioni pugliesi, avverso la Delibera della Giunta pugliese n. 1890/2018 e il D.M. 13.2.2018.

“È un ricorso promosso dalla solita compagnia contro tutto e tutti, fregandomene della xylella e delle gravi conseguenze che sta portando alla Puglia. È il solito testo di battaglia politica trascritto su carta bollata, privo di responsabilità e promosso per provare ad imporre la propria opinione senza passare dalle elezioni o da studi specifici.
E come sempre in questi casi il tutto si risolve nella contestazione non tanto dei provvedimenti amministrativi ma delle leggi che li sostengono, tant’è che non mancano le solite questioni di deferimento alla Corte di giustizia e alla Corte costituzionale.
Passerà anche questa, ma nel frattempo è opportuno non scoraggiarsi e continuare a difendere il paesaggio pugliese, la produzione delle sue imprese e la scienza che parla attraverso le prove”.

Vivai e Xylella, Amati e Pentassuglia: “La burocrazia regionale rischia di far fallire i vivai. Intervenga Emiliano o sarà protesta”

“I vivaisti stanno rischiando di fallire anche per l’inerzia della burocrazia regionale nel rilascio delle autorizzazioni in deroga; e il tutto viene giustificato con richieste d’integrazione documentale infondate e non rispondenti alle leggi di settore. Intervenga il Presidente Emiliano o la protesta dei vivaisti sarà più che giustificata ed avrà come sempre il nostro supporto.”


Lo dichiarano i Presidenti delle Commissioni Bilancio e Agricoltura Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, commentando una lettera inviata oggi dall’Osservatorio fitosanitario regionale alle imprese vivaistiche richiedenti deroga per commercializzare i prodotti all’esterno delle aree delimitate.

“Quando sembra che tutto stia procedendo per il meglio interviene sempre qualcosa che scompagina le migliori intenzioni. 

Nel nostro caso si tratta di una lettera d’integrazione documentale e prescrizioni varie, inviata oggi dall’Osservatorio fitosanitario alle imprese che hanno richiesto di essere autorizzate a commercializzare i propri prodotti all’esterno dell’area interessata da xylella e perciò delimitata. C’è purtroppo da dire che sino alla riunione di lunedì scorso le imprese richiedenti avevano ricevuto le più ampie rassicurazioni sul buon esito delle pratiche; si trattava solo di attendere la seduta odierna del Servizio fitosanitario centrale, per un parere.

Ed invece siamo ripiombati nell’abisso delle pastoie burocratiche, peraltro dopo diversi appuntamenti istruttori da noi promossi, consistenti in  una riunione della Commissione agricoltura per definire il più celere percorso amministrativo, nell’audizione dell’Arif per verificare l’avvenuto monitoraggio e un recente incontro tra assessorato ed operatori per definire modalità d’intervento e cronoprogramma.

Spiace dover invece constatare una situazione priva di giustificazioni plausibili, considerato che le norme in materia sono chiarissime, non ammettono giri di parole e non prescrivono estenuanti rimpalli di responsabilità.”

Xylella e vivai, Di Gioia, Amati e Pentassuglia: “Il servizio fitosanitario nazionale si pronunci entro il 30 o auspichiamo il rilascio autorizzazioni da parte dell’Osservatorio regionale”

“Gli interventi in favore dei vivai devono essere immediati. Per questo attiveremo un’interlocuzione con il Comitato fitosanitario nazionale perché approvi entro il 30 gennaio le linee guida sulla movimentazione delle piante in zona delimitata e sulle deroghe all’esterno delle aree delimitate. Qualora ciò non dovesse accadere, a nostro avviso si dovrà procedere con il rilascio delle autorizzazioni da parte dell’Osservatorio fitosanitario regionale, ai sensi dell’art. 99 dell’ultima legge di bilancio e dell’art. 9 della decisione di esecuzione dell’Unione europea”.
Lo dichiarano l’assessore alle Risorse agroalimentari  della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, e i Presidenti delle Commissioni bilancio e agricoltura Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, dopo aver incontrato questa mattina i rappresentanti dei vivaisti della Piana degli ulivi monumentali.
“La normativa vigente prevede due procedimenti autorizzativi per la movimentazione delle piante all’interno e all’esterno delle aree delimitate, in conseguenza del contagio da Xylella.
Allo stato attuale diverse aziende vivaistiche già provate dalla tragedia della xylella rischiano il collasso economico a causa di lungaggini o inerzie burocratiche.
Per questi motivi abbiamo proposto un così stringente cronoprogramma, nella speranza di non dover ricorrere ad iniziative più risolute come  ulteriori provvedimenti legislativi, a fianco delle esigenze di tutti gli operatori agricoli e florovivaisti”.

Amati: “Purtroppo non abbiamo cure miracolose né per xylella né per chi sostiene il contrario. Lo dica l’Osservatorio”

“Purtroppo non abbiamo cure miracolose, né per la xylella né per chi farnetica il contrario. Chiedo pertanto ai dirigenti dell’Osservatorio fitosanitario di comunicare una volta per tutte che per il progetto di ricerca Silecc c’è solo una relazione finale che conclude affermando l’assenza di risultati statisticamente rilevanti, mentre per il progetto Scortichini ci sono solo due richieste di proroga e una comunicazione di cambio del campo prova. Dunque nulla che possa pure vagamente somigliare ad una cura”.


Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.
“Ogni giorno si leggono notizie sulle solite teorie complottiste e soprattutto sull’esistenza di cure. Magari ci fossero.
Come ultima sorpresa emersa dal catalogo negazionista c’è pure l’accusa che la divulgazione della relazione finale – e sottolineo finale – del progetto Silecc, avrebbe messo addirittura a rischio l’esperimento. Si sostiene in pratica che la pubblicazione della relazione sia equivalsa ad un’attività di spionaggio o sabotaggio, come se la xylella e la sputacchina avessero potuto leggere la relazione e quindi adottare tutte le più efficaci contromisure per resistere alla cura.
Che dire: se non stessimo parlando di una tragedia sarebbe un ottimo copione per una comica”.