Aumento tassa imbarco BR, Amati: “È come Troisi e Benigni in ‘Non ci resta che piangere’. C’è il nostro NO e lo faremo valere in ogni dove”



Dichiarazione congiunta del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, del commissario provinciale di Brindisi Raffaele Pappadà e del coordinatore cittadino Fabio Fragnelli.

“È come Troisi e Benigni in ‘Non ci resta che piangere’. L’aumento comunale della tassa d’imbarco dall’aeroporto di Brindisi sembra un tassare a sbafo, ossia per il solo fatto di aver scelto l’aeroporto di Brindisi. In altre parole, ad altri l’onere delle politiche di sostegno al traffico passeggeri, e quindi indirettamente al territorio, con il comune che pretende di trarre i frutti per coprire i suoi buchi.
Su questa proposta c’è il nostro NO e lo faremo valere in ogni dove, senza cincischiare con parole vuote.
È un’idea purtroppo connotata da ideologia statalista e decrescitista, quella che riconduce all’aumento della tassazione la soluzione dei problemi finanziari del Comune, preferendola a politiche più produttive come quelle di riqualificazione urbana con volumetrie premiali in grado di generare maggiori introiti da oneri di urbanizzazione. Ma su questo punto, come si sa, l’amministrazione Rossi ha un pregiudizio nei confronti della produzione e della prosperità a mezzo delle attività a più alta densità di posti di lavoro, infischiandosene della necessità di garantire il piatto a tavola a migliaia di persone.
Siamo di fronte a un approccio elitario, da alta società, che a Brindisi è la cifra dei conservatori di sinistra e no-a-tutto.
Con la vicenda in esame, inoltre, si svela anche un’ostilità latente nei confronti del trasporto pubblico di massa, perché la misura colpisce il settore dei voli a basso costo, ossia della possibilità offerta a tutti, senza distinzioni, di venirci a trovare o di farci partire.
Insomma, una cosa che solo a pensarla sembra uno sproposito”.

Bonus 110. Azione e cons. Di Gregorio: “Pdl per acquisto dei crediti fiscali delle imprese pugliesi e per lavori su immobili ubicati in Puglia”



“Abbiamo presentato oggi una proposta di legge per autorizzare la Giunta regionale ad acquisire i crediti delle imprese pugliesi, maturati si immobili ubicati in Puglia, con il “superbonus 110 per cento. Un aiuto al settore edilizio, ossia un settore ad alta densità di posti di lavoro e in grado di assicurare migliaia di piatti a tavola.”

Lo comunicano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea capogruppo, e il Consigliere del PD Vincenzo Di Gregorio.

“Subito in Commissione e poi in aula è la nostra speranza.
La proposta di legge fa derivare dall’acquisizione dei crediti un utilizzo diretto in compensazione da parte della Regione, a valere sui tributi e contributi versati dalla stessa, dai suoi enti e dalle sue società strumentali e dall’intero comparto sanità cui impartisce le relative direttive ai fini dell’attuazione della presente legge.
Per far ciò la Giunta regionale dovrebbe deliberare, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, gli istituti di credito possessori di crediti di imposta generati dagli interventi effettuati e regolamenta i criteri e le modalità di acquisto di tali crediti.
I criteri generali della deliberazione dovrebbero essere improntati a: valutazione della consistenza della propria capacità di compensazione annua mediante modello F24, unitamente a quella degli enti e delle società strumentali e quella del comparto sanità; indicazione delle modalità per contrarre con uno o più istituti di credito, con durata pluriennale, che prevedano da partedella Regione l’acquisto annuale di crediti di imposta relativi a interventi dagli istituti di credito, limitatamente alle rate dei crediti immediatamente utilizzabili in compensazione mediante modello F24 nel corso dello stesso anno solare in cui ha luogo l’acquisto; subordinazione dell’acquisto all’avverarsi di una duplice condizione: che gli istituti di credito rilascino alla Regione la liberatoria attestante l’avvenuta effettuazione dei controlli circa la regolarità del credito; che gli istituti certifichino la derivazione del crediti ceduti alla Regione da interventi di efficientamento energetico effettuati ad opera di imprese con sede operativa in Puglia e per interventi realizzati su immobili ubicati nel territorio pugliese.
L’acquisto dei crediti dovrà avvenire ad un prezzo non superiore al valore nominale del credito. Eventuali economie derivanti da acquisti effettuati a un prezzo inferiore al valore nomina- le dei crediti di imposta sono accantonati in un apposito fondo a copertura delle spese gestionali dell’operatività della procedura e di eventuali rischi di negoziazione.
Gli istituti di credito dovranno garantire, attraverso apposita clausola contrattuale, il buon fine del credito e fornire idonea garanzia anche nei confronti di qualsivoglia evento che dovesse determinare la non sussistenza, ovvero l’inutilizzabilità del credito in compensazione da parte della Regione.
Gli istituti di credito dovranno infine garantire, conapposita clausola contrattuale, l’immediato reimpiego della propria capienza fiscale liberata attraverso la cessione dei crediti di imposta alla Regione, nell’acquisto, a condizioni di mercato, di ulteriori crediti di imposta relativi ad interventi di cui all’articolo 119 del decreto legge n. 34 del 2020, riguardanti interventi su immobili ubicati in Puglia ed effettuati da impresedetenute per intero da soggetti aventi residenza o sede legale in Puglia da almeno tre anni.”

Porti, Azione-Italia Viva: “Su Taranto si chiacchiera e va male, da Taranto a Brindisi si produce e va bene. Dice niente l’ex ILVA?”


“Gli ultimi dati sulle movimentazioni portuali in Puglia raccontano uno scenario di contrapposizione tra il porto ionico, dove vince il no-a-tutto e l’ambiguità sulla continuità produttiva dell’ex ILVA, e i porti adriatici dove il no-a-tutto è emarginato, anche se proveniente da politici autorevoli. E tutto questo con conseguenze numeriche inequivocabili: il porto di Taranto va male, mentre vanno bene i porti da Manfredonia a Brindisi. Insomma, la prevalenza del politicismo senza capo né coda, fa perdere prosperità e sicurezza ambientale, elementi utili anche a battere l’inverno demografico, che senza un cambio di passo ci porterà all’estinzione.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea capogruppo, e il Consigliere regionale Massimiliano Stellato.

“Ringraziamo innanzitutto i due presidenti delle Autorità portuali Patroni Griffi e Prete per il loro lavoro.
I dati sulla portualità pugliese sono un termometro affidabile sulla situazione produttiva e politica della nostra regione.
Infatti: crescono le aree che puntano sulla produzione, compresa l’industria turistica di alta gamma, mentre soffrono le aree che ostacolano la produzione con ideologismi fuori dalla prova scientifica e dalla sicurezza ambientale, come nel caso dello stabilimento ex ILVA, strumentalizzando ed eccitando le paure della gente e finendo per avallare comunque una produzione industriale non all’altezza, posta a carico dello Stato e quindi delle tasche dei cittadini.
Fino a quando non si comprenderà appieno un dato di realismo, ossia che la fabbrica chiusa coinciderebbe con l’innesco di una terribile bomba ambientale, con la povertà e quindi con l’abbandono di quel territorio, i dati sulla
prosperità saranno sempre più in discesa. E ci stupisce ogni giorno di più osservare una parte consistente della classe dirigente impegnata ad assecondare questa deriva, perdendo tempo su improbabili giochi di potere e negando anche una prospettiva produttiva fondata sulle tecnologie di produzione più all’avanguardia, compatibili con l’ambiente e la salute, e perciò idonee a realizzare nei tempi giusti la conversione auspicata.”

Colon-sicuro, Azione: “Un po’ di sangue per diagnosi tempestiva di tumore. Pdl per progetto ricerca”


“Si chiama Colon-sicuro. È un progetto di ricerca per diagnosticare il tumore al colon attraverso il prelievo di qualche goccia di sangue ed eventualmente sostituire il più complesso e impreciso test del sangue occulto nelle feci. E il tutto per ottenere la precocità nella diagnosi e quindi la tempestività delle attività chirurgiche salvavita.
Per far questo abbiamo presentato oggi una proposta di legge, in grado di mettere la Puglia in posizione d’avanguardia nella lotta ai tumori.”

Lo comunicano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Innanzitutto ringraziamo per il prezioso suggerimento Alessandro Azzarone e Marcello Chieppa, rispettivamente direttore dell’endoscopia digestiva del Di Venere e docente di Patologia generale all’Università del Salento.
Il progetto di ricerca, detto in parole semplici, serve a sperimentare la possibilità di diagnosticare tempestivamente il tumore al colon-retto attraverso un semplice prelievo di sangue, così da individuare e validare un pannello di biomarcatori associati alla presenza di lesioni pre-cancerose o cancerose nel colon.
Il progetto, quindi, potrebbe rilevarsi idoneo a determinare, ove concluso con successo e secondo tutte le regole della sperimentazione, anche la sostituzione del test di primo livello sul sangue occulto nelle feci (SOF), così da assicurare una maggiore precisione nell’eleggibilità al più complesso approfondimento diagnostico a mezzo di colonscopia.
Il test SOF, infatti, ha caratteristiche aspecifiche, ben potendo registrare un esito positivo causato da motivazioni benigne e quindi diverse dalle lesioni cancerose.
Nel dettaglio. Il progetto di ricerca, chiamato “Colon al sicuro” propone la valutazione del profilo metabolomico e lipidomico ottenuto dal siero dei pazienti risultati positivi al test SOF ed eleggibili per lo screening endoscopico,
nonché la valutazione dei fattori di stile di vita che possono determinare un aumentato rischio di sviluppare neoplasia colorettale.
Prima dell’esame, personale specializzato registrerà peso, altezza, circonferenza e forza del muscolo dell’avambraccio; verranno in seguito somministrati alcuni questionari validati per valutare lo stile di vita dei paziente per quanto riguarda ie abitudini alimentari, il livello di attività fisica e l’abitudine al fumo.
Durante la preparazione dei paziente per l’esame endoscopico, un campione di sangue pari a 2 ml verrà prelevato e conservato a -20°C in una biobanca dedicata. Gruppi di circa 200 campioni per volta verranno spediti presso i laboratori specializzati per essere analizzati con analisi multi-omiche (metaboiomica e lipidomica).
I risultati delle analisi -omiche verranno analizzati in forma semi-anonima (codice alfanumerico) e confrontati con i risultati oggettivi ottenuti dall’analisi endoscopica per individuare eventuali correlazioni tra i profili -omici e fattori di stile di vita dei pazienti con la presenza di lesioni pre-cancerose.
L’obiettivo principale del progetto proposto è individuare e validare un pannello di biomarcatori associati alla presenza di lesioni pre-cancerose o cancerose nel colon. Il successo permetterebbe di individuare precocemente i soggetti a rischio ed intervenire tempestivamente prima che le lesioni finiscano per rappresentare un rischio per la vita dei pazienti.
In Italia i tumori del colon retto sono un rilevante problema sanitario e si collocano al terzo posto per incidenza tra gli uomini, al secondo tra le donne. In entrambi i sessi, l’incidenza è aumentata tra la metà degli anni ottanta e gli anni novanta, seguita da una lieve riduzione della mortalità. Riguardo alla distribuzione, l’Italia è in lìnea con la media europea: 49% per gli uomini e 51% per le donne. Lo screening dei carcinomi colorettali (CCR) mira a identificare precocemente le forme tumorali invasive, ma anche a individuare e rimuovere possibili precursori.
Attualmente le modalità esecutive dello screening del CCR prevede l’invio di un invito a recarsi alla farmacia territoriale di riferimento territoriale per ritirare il kit per l’esecuzione della ricerca dei SOF e quindi riconsegnare alla stessa farmacia la provetta adeguatamente utilizzata. Il soggetto SOF è successivamente contattato telefonicamente e invitato ad eseguire, se idoneo, la colonscopia come esame di approfondimento di II livello con l’obiettivo di evidenziare l’eventuale presenza di polipi o lesioni tumorali nell’intestino e rendere possibile la prevenzione e/o una più efficace e tempestiva la cura.
L’obbiettivo della ricerca proposta è individuare uno o più biomarcatori che si correlino con la presenza di formazioni precancerose o con la diagnosi di lesioni neoplastiche avanzate. Un tale auspicabile riscontro permetterebbe di avere a disposizioni indagini non invasive con un’alta sensibilità e specificità e quindi in grado di meglio selezionare il target della popolazione da sottoporre a colonscopia. Ciò contribuirebbe ad ottenere una maggiore appropriatezza prescrittiva endoscopica non solo nei programmi di screening, ma anche nelle prescrizioni ambulatoriali con conseguente abbattimento delle liste d’attesa ed indubbio vantaggio anche economico.
Inoltre, il progetto prevede la valutazione di numerosi parametri legati allo stile di vita (abitudini alimentari, livello di attività fisica, abitudine al fumo), in modo da evidenziare eventuali fattori di rischio e/o fattori confondenti che possono determinare poi falsi positivi/negativi nelle analisi lipidomiche e metabolomiche.
La durata prevista del progetto è di 2 anni, arruolando una coorte di pazienti di circa 2000 unità e comunque non meno di 1600, per ottenere una giusta significatività dei risultati, con una spesa stimata di euro 396mila.
La proposta di legge prevede l’assegnazione del progetto, quale centro di riferimento, all’Unità operativa semplice sugli screening per carcinomi colorettali ed endoscopia digestiva del Presidio ospedaliero “Di Venere” di Bari, in collaborazione con l’Università dei Salento, l’Università di Salerno, l’Università di Pavia, l’Unità operativa complessa di patologia clinica del Presidio ospedaliero “Di Venere” di Bari e l’Unità operativa complessa di anatomia patologica deli’IRCCS “Giovanni Paolo II” di Bari.”

Autonomia, Azione: “Consiglio straordinario e urgente su nostra mozione o su altra, purché contro e senza ambiguità”



Comunicazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Abbiamo chiesto un Consiglio regionale urgente e straordinario, aperto al Presidente dell’ANCI, per discutere la nostra mozione contro l’autonomia, oppure un altro testo firmato da chiunque lo voglia purché abbia contenuti privi di ambiguità.
E dopo quel Consiglio sarebbe opportuno convocarne un altro con associazioni datoriali e sindacati, per conoscere la loro opinione e ottenere il sostegno.
La questione è importantissima e riguarda un progetto in grado di dividere l’Italia, certamente, ma soprattutto di staccare l’Italia dall’Europa, perché in questi tempi c’è solo bisogno di minore autonomia degli Stati rispetto all’Europa, altro che maggiore autonomia regionale.
La nostra battaglia deve perciò avere natura di salvaguardia dell’Europa e salvare le regioni settentrionali da se stesse, ossia da un egoismo politicista accecante perché non in grado di far vedere quanto il programma sia dannoso anche per loro.”

Taranto, Azione-Italia Viva: “Emiliano è ossessionato da noi; avvisate i parenti. Sostegno a Melucci se continua nell’impegno per continuità produttiva”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e Massimiliano Stellato, commentando le dichiarazioni rese oggi da Michele Emiliano a Taranto.

“Avvisate i parenti di Emiliano: è ossessionato da noi e continua a guardarci con occhi di sfida, dimenticandosi che in base a una sua ordinanza da sindaco di Bari del 2013, quella che fece ridere l’Italia, chi guarda con occhi di sfida dev’essere multato. E di questo passo siamo certi che così farà Decaro: lo multerà.
In ogni caso e a prescindere dalle sciocchezze dette da Emiliano, noi continueremo a sostenere il sindaco Melucci con la nostra opinione, nelle piazze e senza sedie o strapuntini, qualora egli vorrà continuare a impegnarsi per un accordo di programma per Taranto che contempli la continuità produttiva dell’ex ILVA, utilizzando tutte le tecnologie in grado di farci approdare alla produzione verde.
Circa il così detto scudo penale, invitiamo Emiliano a un ripasso del diritto penale. Noi siamo favorevoli perché si tratta di protezione legale è perciò non è uno scudo, una scriminante o un elemento negativo del fatto: si tratta, invece, di una norma sulla colpevolezza, funzionale a ribadire ciò che è già scritto nella Costituzione e per evitare di portare a processo le persone per colpa generica residuale, contro il dettato costituzionale e cioè ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento.
Spiace sentire pasticciare sui fondamenti di diritto penale un uomo che ha rivestito la funzione di pubblico ministero nel nostro Paese, nella speranza tuttavia che queste imprecisioni siano solo dettate dalla foga di rimestare continuamente nel posizionamento politico senza mai porsi come obiettivo le persone, i loro problemi e le soluzioni migliori. Contro questa cifra inutile data da Emiliano alla politica, noi combattiamo e combatteremo, a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.”

Dichiarazione di Emiliano

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Asl Bari parla dei muretti a secco, mentre concede proroghe, denari e smentisce se stessa. E i cittadini patiscono”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, con riferimento alla nota stampa diramata oggi dalla Asl di Bari sulla costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano.

“Vergogna. Non ha pari il livello di sfacciataggine della Asl Bari nel smentire i suoi stessi atti precedenti sul nuovo ospedale Monopoli-Fasano.
Con una lunga nota stampa, si concentrano nel decantare i muretti a secco evitando di riferire di aver concesso l’ennesima proroga, dal 24 aprile al 24 luglio 2023, smentendo i loro stessi atti e tutte le relazioni della Direzione lavori. Evidentemente non leggono né gli atti che firmano né quelli inviati dalla Direzione lavori.
Prima concedono una proroga al 24 luglio 2023, giustificandola come limitata al solo potenziamento dell’impianto fotovoltaico, senza preoccuparsi di richiedere il nuovo cronoprogramma e giurando che la proroga non era attinente alle altre lavorazioni, mentre oggi cambiano le carte in tavola affermando che la proroga riguarda tutte le lavorazioni. E come giustificano il tutto? Con niente, ossia raccontando la difficoltà per l’impresa di reperire i materiali, mentre nei report mensili della Direzione lavori si legge che i materiali sono in gran parte nel cantiere ma non risultano messi in opera, e che non è stata mai inviata – nonostante la richiesta – la documentazione attestante la data delle ordinazioni dei materiali, così da poter giustificare validamente il ritardo, come la delibera Anac richiede.
Inoltre. Sugli arredi e le attrezzature scaricano le responsabilità del ritardo sul presidente Emiliano e sulla Giunta, lamentando la mancata erogazione delle risorse finanziarie necessarie e dimenticando che sul punto avevano assicurato in moltissime occasioni la disponibilità del bilancio aziendale a effettuare le anticipazioni, nell’attesa dell’approvazione ministeriale dell’ultimo stralcio sui fondi statali per l’edilizia sanitaria.
Insomma, i numerosi ritardi dell’impresa, assecondati dalla Asl senza alcun motivo, fornendogli la possibilità di sottrarsi all’irrogazione delle penali e contro il punto di vista della Direzione lavori, congiunti ad altre magagne già segnalate nei giorni scorsi, oggi vedono aggiungersi altre pezze a colore e critiche a Emiliano, il quale farebbe bene a cacciare i manager della Asl perché inadeguati a raggiungere il risultato: ossia, portare cure mediche e assistenza sanitaria dove impera il rischio di morte per malattia. Ma di questo i managers della Asl non parlano e la Giunta Emiliano tace, come se il problema non li riguardasse. Vergogna”.

Autonomia, Azione: “Una boiata in tutte le ipotesi: Stefani, Boccia e Calderoli. In Europa servono meno autonomie statali, figurarsi quelle regionali”

“La proposta di maggiore autonomia delle regioni era ed è una boiata, in tutti i testi conosciuti negli ultimi anni, ossia quelli di Erica Stefani (sostenuto da Cinquestelle, Lega ed Emiliano), Francesco Boccia (sostenuto da Cinquestelle, PD ed Emiliano) e Roberto Calderoli (sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia).
In Europa abbiamo addirittura bisogno di minore autonomia degli Stati per assicurarci riforme e progresso, in particolare sui servizi pubblici, figurarsi se possa parlarsi di una maggiore autonomia delle regioni.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Siamo immersi in un dibattito politico che si rifiuta di misurare la realtà, di confrontarsi con la sincerità dei numeri, mettendo a cuocere ipotesi di riforme rispondenti solo al bisogno di propaganda e posizionamento politico.
Per intuire tutto ciò basta osservare quanto cangianti e situazioniste siano state le posizioni assunte dai partiti e da alcuni politici rumorosi e volubili.
Che vi sia il bisogno di minore autonomia statale, altro che regionale, è da ultimo dimostrato dalla storia della Gran Bretagna, in uscita dall’Europa per supponenza e ora in uscita anche dalla condizione di benessere.
Nei tempi in cui tutte le transazioni economiche e decisioni produttive, anche le più piccole, attengono alla dimensione globale e attraverso tecnologie prive di frontiera, c’è una classe politica impegnata a rinchiudersi in discussioni da metà novecento, tipo la sussidiarietà, ignara di fabbricare così la sua impotenza nelle decisioni e quindi il suo stesso discredito.
Noi combatteremo contro l’autonomia e in tutte le sue diverse ricette. Siamo in Europa e come minimo vorremmo restarci”.

Azione: “Ultime due assemblee provinciali per discutere e aderire. Domani a Taranto e sabato a Lecce”

Comunicazione del Commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Continuano le assemblee provinciali di Azione in Puglia.
Domani, venerdì 3 febbraio a Taranto, con appuntamento alle ore 18:30 presso l’hotel Plaza in via Niccolò Tommaso d’Aquino 46.
Si proseguirà sabato 4 febbraio a Lecce, con appuntamento alle ore 9:30 presso le Officine Cantelmo in via Michele de Pietro 8/a.
Le assemblee sono aperte agli iscritti e a chiunque voglia prendervi parte. Durante i lavori sarà possibile iscriversi al partito.
I lavori saranno incentrati sul documento politico “Avanti… e perciò in Azione”, con possibilità di emendamenti e approvazione finale.
La nostra attività di organizzazione e radicamento del partito si fonda sulle parole della chiarezza e della schiettezza; ad ogni problema deve conseguire sempre una soluzione chiara, anche al costo di creare dissenso. Non c’è riforma vera, infatti, che non comporti una radicale modifica di automatismi e abitudini.
Alle assemblee parteciperanno i Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, e i rispettivi dirigenti provinciali e cittadini del partito.”

Raddoppio Tap, Azione: “Cosa buona e giusta. Ricordiamo i tanti No di Cinquestelle, Emiliano, Salvini e Berlusconi”



Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Il raddoppio della fornitura di gas attraverso Tap annunciata dal Ministro Pichetto Fratin è cosa buona e giusta.
E se possiamo manifestare soddisfazione è solo per l’ostinazione di una piccolissima parte della classe dirigente, impegnata a realizzare il gasdotto contrastando la furia illogica e irragionevole dei Cinquestelle, dei no-Tap e – con l’utilizzo della scusa tecnicamente infondata della localizzazione a Melendugno – di Emiliano, Berlusconi e Salvini. E di tutto questo c’è ampia traccia sulla rete.
Molti di noi furono sommersi da squadrismo verbale e al solo fine di esporci al pubblico ludibrio per una semplice risposta favorevole dettata dalle ragioni della prosperità, della sicurezza ambientale e – come abbiamo visto nell’ultimo anno – dalla pace.
La cosa terribile è constatare il costo altissimo che quei No ci hanno fatto pagare in termini di ritardo e mancata acquisizione delle più giuste compensazioni territoriali, che al momento della costruzione dell’infrastruttura ci sarebbero state riconosciute e di gran lunga superiori a quelle oggi a disposizione.”