Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Il vice capo di gabinetto della Regione interviene in nome e per conto del PD, per criticarci sulla nostra battaglia per vedere realizzati al più presto i nuovi ospedali e aiutare i pugliesi che soffrono, per malattia, le pene dell’inferno.
Tralasciando la parte relativa all’adulazione acritica di Emiliano, il vice capo di gabinetto, intervenuto in nome e per conto del PD, dice che la Giunta regionale ha avviato quattro nuovi cantieri per nuovi ospedali, mentre uno sarebbe in progettazione. Purtroppo, egli non conosce nemmeno l’essenziale della questione e finisce pure per confessarlo.
Infatti: i cantieri sono due e non quattro (Monopoli-Fasano e Taranto); c’è la progettazione solo per uno (Andria); siamo in attesa della progettazione per un altro (Maglie-Melpignano); non è ancora stata bandita la gara di progettazione per il quinto (Nord barese).
Anche nei comunicati stampa si riscontra ritardo nel dovere di d’informarsi prima d’esercitare il diritto di parola; e se costui è il vice capo di gabinetto figuriamoci il segretario in pectore del PD. Peraltro, bastava leggere la nostra comunicazione su cui è stata esercitata la critica per approntare una nota stampa più conforme alla realtà e meno esposta al ridicolo.
Detto ciò, la critica del vice capo di gabinetto, intervenuto in nome e per conto del PD, non risponde all’essenziale della nostra battaglia per stigmatizzare i ritardi e qualche magagna.
Semplichiamo per semplicità con otto domande, così da evitare ulteriori strafalcioni del nostro critico biografo.
Uno. Con quale procedura e modalità è stato nominato il rappresentante della Asl Bari nel Collegio consultivo tecnico (CCT) per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano?
Due. Perché il rappresentante della ASL nel CCT si è accordato con l’appaltatore sulla nomina del presidente dello stesso organismo, nonostante l’impresa avesse già scritto numerose riserve e considerato che in caso di disaccordo la nomina sarebbe stata decisa dalla Regione o da altro ente pubblico?
Tre. Come mai alla milionaria determinazione del CCT in favore dell’impresa, oltre giorni di proroga, nessuno ha mai risposto né preso in considerazione le relazioni accorate e fortemente critiche della Direzione lavori, con cui si segnalava la curiosa circostanza di riconoscere gli extra costi Covid a valere su un periodo in cui il Covid non era nemmeno arrivato?
Quattro. Come mai la stazione appaltante ha riconosciuto un’ulteriore proroga al prossimo luglio per il potenziamento del fotovoltaico, senza prima ottenere il nuovo cronoprogramma?
Cinque. Come mai l’accordo stralcio sui fondi dell’art. 20 è stato richiesto dalla Regione al Ministero con due anni di ritardo, se non di più, mettendo in crisi il fine lavori del nuovo ospedale di Taranto e la gara di progettazione del nuovo ospedale del Nord barese?
Sei. Come mai non viene deliberato il cofinanziamento regionale per la progettazione del nuovo ospedale del Nord barese, sufficiente ad avviare almeno la gara di progettazione?
Sette. Come mai si è richiesta una maggiore dotazione del nuovo ospedale di Andria, magari giusta, senza preoccuparsi per tempo di assegnare alla Asl gli ulteriori 150milioni necessari (250milioni è la stima complessiva) per avviare la gara dei lavori?
Otto. Come mai per l’aggiudicazione della progettazione del nuovo ospedale Maglie-Melpignano si sono persi oltre cinque anni e da ultimo non è stata ancora consegnata nonostante già si sappia che il termine fissato al 5 febbraio prossimo non sarà rispettato?
Questi sono per sommi capi gli interrogativi di merito su cui si è pregati di interloquire con noi.
Noi non abbiamo nelle nostre cifre la chiacchiera da bar, le frasi generiche e la mancanza d’iniziativa per non assumersi mai un compito di responsabilità.
Con noi le scuse sono l’appannaggio dei perdenti, perché per vincere c’è bisogno di soluzioni. Possibilmente chiare.
Infine. La decisione di costruire cinque nuovi ospedali, dotandole delle risorse, fu presa dalla Giunta Vendola. Ma questo non può esigersi dal vice capo di gabinetto, intervenuto in nome e per conto del PD, considerato che egli non conosce i fatti della Giunta Emiliano figurarsi di quella Vendola.
Si accettano repliche, ovviamente, ma nel merito. Altrimenti saremo costretti a disertare il dopolavoro della chiacchiera.”
Autore: Fabiano Amati
Consiglio regionale, Azione: “Si dicono maggioranza ma non garantiscono numero legale su Autonomia e nemmeno per un minuto”
Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Si dicono maggioranza ma non garantiscono il numero legale del Consiglio regionale nemmeno nei primi minuti del Consiglio e facendo peggio rispetto anche alle più ottimistiche previsioni. E su quale argomento? Ma che domande: su una mozione contro l’autonomia differenziata, loro cavallo di battaglia negli ultimi mesi, ma evidentemente solo per congressi, talk show e vernissage.
Ringraziamo i colleghi presenti, sensibili all’argomento e favorevoli alla richiesta di esame della mozione: Barone, Capone, Casili, Ciliento, Di Gregorio, Galante, La Notte, Lopalco, Maurodinoia, Mazzarano, Paolicelli, Stellato e Tutolo.”
Nuovi ospedali, Azione: “Ritardi e magagne. Segnalazione a Corte conti e anticorruzione”
“La costruzione dei nuovi ospedali si muove tra ritardi e qualche magagna. Stiamo preparando un rapporto per la Corte dei conti e l’ANAC, perché governare una regione significa occuparsi in prevalenza di salute. È triste vedere cantieri che stentano mentre le persone muoiono per mancanza di strutture in grado di curare le malattie tempo-dipendenti, nei tempi di letteratura, e quelle di alta complessità.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Nel dettaglio: per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano il termine di fine lavori era previsto il 25 aprile 2023, determinato dopo numerose proroghe rispetto alla data contrattuale del 6 settembre 2021. L’ultimo termine è quello del 24 luglio 2023, ossia altri tre mesi, motivato dal potenziamento dell’impianto fotovoltaico ma utilizzato in modo fasullo e cioè per nascondere ulteriore ritardo su opere diverse, così da sottrarre l’appaltatore dall’applicazione delle penali.
Allo stato si attende ancora il nuovo cronoprogramma, nonostante l’impegno a presentarlo sia scaduto da diversi giorni. Tutto questo evidenzia che la concessione della proroga senza aver ottenuto prima il cronoprogramma è un atto di complicità con le ragioni dell’impresa appaltatrice.
A ciò si aggiunga la mancata osservanza dell’impresa agli ordini di servizio della Asl relativi ai doppi turni di lavoro, come previsti dal contratto, e l’impossibilità di applicare le penali previste per la mancanza dell’ultimo cronoprogramma.
Va rilevato che rispetto al costo iniziale previsto per l’opera di circa 80 milioni, si sono aggiunti maggiori oneri per euro 17.747.891,46, la maggior parte dei quali determinata dal Collegio consultivo tecnico per ragioni COVID calcolate anche a periodo ampiamente precedente alla pandemia; circostanza contestata, purtroppo senza alcuna conseguenza, con atti formali della Direzione lavori.
Per farsi un’idea, si tenga conto che il nuovo ospedale Monopoli-Fasano aveva un costo da contratto iniziale di euro 1.500 a mq, maggiore di 540 euro rispetto a quello di Taranto.
Per il nuovo ospedale di Taranto è impossibile che i lavori termineranno entro il 31 luglio 2023 (ultima data prorogata dopo quelle del 24 gennaio 2022, 2 maggio2022, 10 agosto 2022, 18 novembre 2022) e non è possibile stabilire un’altra data. Questo perché alla Asl manca la disponibilità di competenza di almeno 105 milioni per arredi, attrezzature e perciò non è possibile aggiudicare le relative gare, generando la mancata conoscenza delle specifiche tecniche delle attrezzature e quindi bloccando la realizzazione di almeno il 15% delle lavorazioni edili. Insomma, non si sa quando i lavori finiranno. Si segnala che l’opera è stata contrattualizzata per un costo complessivo di euro 125.070.627,74, oggi lievitato a euro 146.580.075,88.
Per il nuovo ospedale di Andria, manca alla Asl la disponibilità almeno per competenza di euro 150 milioni, utili a integrare la prima previsione di spesa pari a euro 100 milioni. E per questo si attende la piena disponibilità dei fondi della nuova programmazione europea.
Per il nuovo ospedale Maglie-Melpignano, con costo previsto pari a euro 107 milioni, dopo numerosi ritardi sulla procedura per avviare la gara di progettazione, il progetto avrebbe dovuto essere consegnato per il prossimo 5 febbraio. Tale data è slittata di un mese, perché la progettazione non aveva calcolato il nuovo tracciato della nuova strada 275 e della strada ferrata, per cui la gara per i lavori sarà pubblicata, se tutte le tappe dovessero essere confermate e senza ritardi, entro fine giugno.
Per il nuovo ospedale del Nord barese, con costo previsto pari a euro 192 milioni, allo stato non è possibile pubblicare la gara per la progettazione poiché la Regione non ha ancora deliberato la disponibilità della quota di cofinanziamento, nonostante da mesi giungano ampie rassicurazioni, però mai rispettate.”
Nuovi ospedali, Amati: “Un combattimento. Andria e Nord barese attendono finanziamenti promessi per partire; Maglie-Melpignano ritardi nella progettazione”
“Sui nuovi ospedali è sempre un combattimento. Quelli di Andria e del Nord barese non possono partire, l’uno per i lavori e l’altro per la progettazione, a causa della mancata erogazione dei finanziamenti già disponibili ma non ancora erogati. Quello di Maglie-Melpignano, invece, ha un ritardo nella consegna della progettazione di almeno un mese rispetto a quanto previsto e promesso, a causa di interferenze non previste con la nuova strada 275 e la strada ferrata.
Se abbiamo questi problemi sugli ospedali e dobbiamo rincorrere la burocrazia per tenere alta l’attenzione, vuol dire che la pubblica amministrazione è scarsamente accordata con le esigenze delle persone. E questo mi pare un grave problema.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Lo stato dei procedimenti per la costruzione dei nuovi ospedali risulta configurato da un generale e periodico aggiornamento dei cronoprogrammi, raramente riconducibili a fatti oggettivi.
Nel dettaglio.
Per il nuovo ospedale di Andria risulta adottata la Valutazione Ambientale Stategica con prescrizioni su cui si sta procedendo all’ottemperanza. Emerge, in ogni caso, la mancata copertura per 150 milioni sul totale previsto di 250 milioni di euro, su cui si attende la definizione del nuovo FESR, annunciata come imminente sin dalla scorsa prima primavera. Speriamo di vedere risolte le criticità e gli impedimenti entro i prossimi 60 giorni.
Per il nuovo ospedale del Nord barese, invece, si rileva l’ennesimo rimpallo tra Regione e Asl Bat, sulla disponibilità del cofinanziamento regionale, idoneo a bandire immediatamente la gara per la progettazione. Infatti, la Asl ritiene di non poter procedere senza l’adozione di una delibera della Giunta regionale per l’erogazione della quota di cofinanziamento, mentre l’assessorato ritiene sufficiente una missiva di riepilogo sulle disponibilità complessive, iscritte in bilancio, a titolo di cofinanziamento. Spero che nei prossimi giorni si possa finalmente dirimere la questione, così da poter finalmente procedere.
Per il nuovo ospedale Maglie-Melpignano, infine, era prevista la consegna della progettazione definitiva per il 5 febbraio prossimo. L’impegno non sarà purtroppo rispettato, con rinvio di un mese, a causa di interferenze progettuali riscontrate tra il nuovo ospedale, la strada 275 e la strada ferrata. Il nuovo cronoprogramma aggiornato, nella speranza di vederlo rispettato, prevede il deposito della progettazione definitiva entro il 3 marzo prossimo e la pubblicazione del bando di gara per appalti integrato entro il prossimo mese di giugno.”
Taranto, Azione-Italia viva: “Melucci tenga la posizione, avrà il nostro sostegno anche contro gli ex apriscatole di tonno”
Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione e Italia Viva, Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e Massimiliano Stellato.
“La migliore gestione amministrativa di Taranto ha bisogno dell’equilibrio e della razionalità del sindaco Melucci e non può essere messa in discussione dal grande appetito poltonaro dei Cinquestelle, impegnati a sostenere cose insostenibili solo per divorarsi il consenso del PD con la complicità di Emiliano, infischiandosene dei reali interessi di Taranto.
Infatti, sul terreno della concretezza, l’idea del sindaco Melucci di aprirsi a ogni soluzione per preservare il bene della città in combinato alla fabbrica, ha il pregio di dimostrarsi lineare e insensibile ai ricatti politicisti degli ex apriscatole di tonno, oggi trasfiguratisi in tonno e ben serrati all’interno delle scatolette.
Noi daremo il nostro sostegno all’iniziativa politica del sindaco Melucci e della sua amministrazione sul grandioso tema della produzione, della prosperità e della sicurezza ambientale, tenendosi aggrappati alla prova scientifica e alle migliori e più avanzate tecnologiche, piuttosto che agli illusionismi degli sciamani. E tutto questo perché il compito degli amministratori pubblici è tenersi accordati con la realtà, senza piegarla alle convenienze politiche.”
Acqua, Azione: “In queste ore stiamo buttando a mare 35 miliardi di litri. Prossimo politico che parla di siccità sia espulso dalla politica”
“Il cielo ci bagna e molti politici ci assetano. In queste ore stiamo buttando a mare 35 miliardi di litri d’acqua, per alleggerire le dighe di Monte Cotugno, Pertusillo e Conza, incapaci di contenere le abbondanti pioggia a causa della mancata realizzazione delle opere di manutenzione. E tutto questo nonostante si disponga delle risorse per effettuare i lavori. Sono anni che denunciamo questa situazione. Invano. Il
prossimo politico interessato direttamente alla vicenda, che peraltro avesse l’ardire di lagnarsi della siccità, verrà proposto per l’espulsione dalla politica.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, e il responsabile Acqua di Azione Nicola Di Donna. .
“Una situazione da anni incresciosa.
Basti pensare che prima delle ultime manovre di alleggerimento, la situazione era terribile, a causa della mancata manutenzione delle dighe e con questi numeri.
Diga di Conza della Campania: massimo invaso 61,81 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 45,50 miliardi. Si sprecano quindi un potenziale di 16,1 miliardi di litri l’anno, nonostante un finanziamento per manutenzione di 2 milioni di euro. Nell’ultimo anno e prima degli eventi di questi giorni, sono stati buttati a mare 51 miliardi di litri, per manovre di alleggerimento.
Diga del Pertusillo: massimo invaso 155,00 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 104,72 milioni. Si sprecano quindi un potenziale di 50,28 milioni di metri cubi, nonostante un finanziamento per manutenzione di 1,5 milioni di euro. Nell’ultimo anno e prima degli eventi di questi giorni, sono stati buttati a mare 48 miliardi di litri, per manovre di alleggerimento.
Diga di Monte Cotugno: massimo invaso 480,70 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 285,70 miliardi. Si sprecano quindi un potenziale di 195 miliardi di litri, nonostante un finanziamento per manutenzione di 5 milioni di euro. Nell’ultimo anno e prima degli eventi di questi giorni, sono stati buttati a mare 67,8 miliardi di litri, per manovre di alleggerimento.
Diga Saetta: massimo invaso 3,48 miliardi di litri ; invaso autorizzato 2,53 miliardi. Si sprecano quindi un potenziale di 0,95 miliardi, nonostante un finanziamento per manutenzione di 2,5 milioni di euro. Nell’ultimo anno non sono state effettuate manovre di alleggerimento.
Diga del Locone: massimo invaso 118,49 miliardi di litri d’acqua; invaso autorizzato 57 miliardi. Si sprecano quindi un potenziale di 61,49 miliardi di litri, nonostante un finanziamento per manutenzione di 1,5 milioni di euro. Nell’ultimo anno non sono state effettuate manovre di alleggerimento”.
Azione: “Nuovo corso PD dice di volersi occupare della gente. Bene, lo vedremo martedì su nostra pdl per combattere liste d’attesa”
“Il nuovo corso del PD regionale ha annunciato di volersi occupare dei problemi della gente. Bene, la prima occasione è fissata per martedì in Consiglio regionale sulla nostra proposta di legge per combattere le liste d’attesa. Attendiamo dal PD il desiderio di discuterla subito, la gioia nel sostenerla o la collaborazione nel proporre qualcosa di concretamente più efficace. L’unica cosa intollerabile alla gente sarebbe l’ennesimo rinvio per assecondare tatticismi politici e egoismi delle piccole caste.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“La nostra proposta di legge si occupa dei numerosi problemi organizzativi, che se non risolti amplificano a dismisura i problemi oggettivi, a cominciare da quello della carenza dei medici.
Noi proponiamo, infatti, la sospensione dell’attività a pagamento nel caso i tempi d’attesa siano molto più brevi di quelli per l’attività istituzionale, calcolati ovviamente a parità di personale impiegato, prestazioni richieste e ore lavorate, il tutto applicando realmente le norme statali, regionali, i piani aziendali delle Asl e il contratto dei medici.
Proponiamo, inoltre, un CUP unico regionale e un sistema di prenotazione e monitoraggio fondato sull’innovazione informatica e non con penna e calamaio.
Volersi occupare della gente a livello regionale, significa innanzitutto occuparsi di sanità, altrimenti sono parole al vento, recepite dalla gente come sonore prese in giro. Appuntamento a martedì, quindi.”
Amati: «Un candidato alternativo a Rossi, con coalizione di salute amministrativa a sostegno»
“Si alle infrastrutture energetiche a partire dal gas”
Assemblea provinciale di Azione Brindisi domattina alle 9,30 a Palazzo Nervegna.
L’assemblea è aperta agli iscritti e a chiunque lo desideri, si legge in una nota:
“Vogliamo far nascere in Puglia un partito chiaro nell’individuazione dei problemi e schietto sulle proposte di soluzione.
Un partito privo di paure nell’assunzione delle decisioni, e quindi di governo soprattutto sugli argomenti più scomodi e di più grande dolore. E domani l’assemblea provinciale brindisina sarà anch’essa chiamata a discutere, emendare, adattare alla singola realtà territoriale e approvare, un documento politico e programmatico. E allora Il documento sarà la base su cui si avvierà il percorso congressuale e di adesione ad Azione”
chiediamo al commissario regionale Fabiano Amati: andiamo al sodo.
A chi vi rivolgete?
“A chi crede nel progresso di Brindisi attraverso i Si-con-ragione e contro i No-a-tutto. Dobbiamo trasformarci in porta del Mediterraneo ma non solo per la giusta solidarietà ma pure per merci e servizi”.
Quali merci, quali servizi?
“Brindisi è una città in cui si può fare tutto, tranne una pista da sci. Quindi un chiaro Si alle infrastrutture energetiche, a partire dal gas, con serbatoi o rigassificatore offshore, poiché abbiamo dato moltissimo sugli investimenti dannosi e non si capirebbe perché oggi non dovremmo essere risarciti con investimenti produttivi puliti, accordati con la prosperità e funzionali alla pace. Un chiaro Si alle rinnovabili, a terra o a mare, nel rispetto delle norme vigenti e non inseguendo suggestioni paesologiche dirette a continuare con una produzione energetica inquinante e insalubre. Insomma in questo settore i No-a-tutto sono i rappresentanti di commercio, in buona o mala fede, dell’inquinamento, della malattia e della povertà.
E oltre l’energia?
“Il recupero del patrimonio edilizio esistente con volume triepremiale o con attuazione e adozione di Piani di recupero di zone degradate, in particolare le contrade. Su questi argomenti bisogna contrastare i narcisisti etici, avrebbe detto Franco Cassano, ossia quelle persone che dal caldo della loro condizione fortunata giudicano gli altri e i più poveri con supponenza e non riconoscendo le leggi dello Stato, comprese quelle sui condoni”.
Molti pensano a Brindisi turistica. È possibile?
È possibile alla condizione che per turismo s’intenda un imponente processo industriale, da accordare con l’incanto ambientale, e non una semplice contemplazione di sole, mare e vento, con una bella schitarrata al chiar di luna. Turismo significa, quindi, strutture ricettive di alta gamma, magari con campi da golf irrigati con i reflui di depurazione affinati, ma in questo senso non mi pare che il procedimento per il PUG di Brindisi si rivolga in tal senso”.
E la sanità? Questo è il più grave problema avvertito dai cittadini. Non crede?
“È tanto grave che sto combattendo per DH di oncoematologia e ho proposto, ottenendola, la conversione del “Di Summa” in PTA e Ospedale di comunità, così da alleggerire il peso dell’assistenza territoriale sul “Perrino”, che invece dovrebbe svolgere la funzione di ospedale regionale. Su questi punti, assieme al problema delle liste d’attesa, un’amministrazione lo cale e partiti rispettabili hanno il dovere di tenere accesa l’attenzione in ogni momento, piuttosto che regalare silenzi imbarazzanti per non disturbare i manovratori”.
Ma perché questo si può fare solo in Azione?
“Perché gli altri partiti riformisti non amano le parole schiette, chiare e quando si trovano costretti a dover dire qualcosa se la danno a gambe…”
Sta parlando del Pd?
“In particolare del Pd. Il partito in cui non si dice o fa una sola cosa chiara. Preferiscono galleggiare per non di spiacere o mantenere i posti di potere, senza accorgersi che gallegiare è il preludio dell’affondare. Da noi venga quindi solo chi ha spirito d’iniziativa e parole chiare su tutto, comprese quelle in favore degli impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti, ridurre le tasse dei cittadini e chiudere le inquinanti discariche. Chi è contro gli impianti è un sostenitore anche in buona fede delle discariche. Venga chi vuole fare un partito popolare e di massa, in grado di occuparsi della maggioranza delle persone e soprattutto di chi se la passa peggio, ma non a parole ma con i fatti e facendo un esempio per Brindisi accettando i contributi Snam per le urbanizzazioni delle contrade ove migliaia di persone vivono senza fogna, strade e luci”.
Un imponente programma amministrativo. Sta per assecondare quelli che pensano a lei come candidato sindaco?
“L’ipotesi avrebbe il vantaggio di passare da un sindaco proveniente da Trani, che con i suoi No avvantaggia di fatto la produttività barese, a un sindaco nato nella nostra provincia e quindi più vicino e attento con i suoi Si ragionevoli. Ma Brindisi, questa bellissima città, ha il diritto di poter provare a scommettere, ancora una volta, su un suo figlio naturale e non con un adottivo come me, impegnato a dare mano più per riconoscenza filiale che per ambizione”.
E quindi che si fa alle prossime amministrative per Brindisi?
“Sono impegnato a trovare un candidato alternativo a Rossi. con una coalizione di salute amministrativa a sostegno, in questo contemplando l’ovvia onestà che dovrebbe riguardare tutti i politici e la più difficile strada di utilizzare la prova scientifica per immettere nella produzione e nella vita le migliori tecnologie. Certo, se il Pd facesse rapidamente cio che si dice stia per fare, ossia scaricare Rossi, si potrebbe fare anche un ragionamento comune aperto a chi ci sta, per il bene di Brindisi e per recuperare cinque anni persi.
Staremo a vedere”.
Odontoiatria per disabili, Terzo polo e Laricchia: “In Puglia un disabile povero non può curarsi. Proposta di legge”
“In Puglia, purtroppo, una persona fragile, disabile e povera non può ricevere dal servizio sanitario la cura dei denti. È un’ingiustizia e per questo abbiamo presentato una proposta di legge, per istituire in ogni PTA pugliese, con annesso Ospedale di comunità, almeno un centro di assistenza odontoiatrica con relativo servizio di anestesiologia e osservazione breve.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Italia Viva e Cinquestelle, Fabiano Amati, Sergio Clemente, Antonella Laricchia, Ruggiero Mennea e Massimiliano Stellato.
“Nelle strutture pubbliche territoriali pugliesi non sono generalmente assicurate le prestazioni odontoiatriche per persone fragili e disabili e quindi bisognose di preventiva attività di sedazione, costringendo gli interessati e le famiglie a rivolgersi al privato.
La proposta di legge è indirizzata a colmare questo vuoto, così da consentire l’erogazione di prestazioni odontoiatriche a invasività minore, media e maggiore, per pazienti fragili con disabilità psicomotoria o con disturbi del comportamento, il cui periodo d’osservazione per complicanze post-intervento non sia superiore a 24 ore dal termine della procedura.
Le strutture abilitate per le prestazioni previste non potranno essere inferiori a due per ogni azienda sanitaria, collocate all’interno di ambiente protetto e corrispondente ai Punti Territoriali d’Assistenza dotati di servizi chirurgici con relativo servizio di anestesiologia.
Per il raggiungimento dell’obiettivo le aziende sanitarie incrementeranno il monte ore delle prestazioni territoriali nella misura massima di 38 ore a settimana e per ogni struttura individuata, attraverso una riconversione della dotazione aziendale per la specialistica ambulatoriale oppure con assegnazione, tramite delibera della Giunta regionale, di ore dedicate e vincolate alla branca odontoiatrica.
Le prestazioni introdotte con la proposta di legge sono garantite dai Livelli essenziali d’assistenza.”
Scudo penale ex ILVA, Azione: “Emiliano dà ragione a Calenda e a noi. Arriva sempre tardi e dopo aver fatto danni”
“Quanti danni. Sul fatto che la protezione legale fosse una cosa ovvia e non un mezzo per garantire l’impunità all’ex ILVA, ora lo dice anche Emiliano dando ragione a Carlo Calenda e alle nostre opinioni espresse in Consiglio regionale il 18 novembre 2019. Il problema è però sempre lo stesso: Emiliano si rende conto dei suoi errori senza però dare mai conto dei danni che produce. Ora restano solo i Cinquestelle, impegnati a contrastare una norma emanata solo per ribadire un sacrosanto principio costituzionale: non è possibile condannare le persone per colpa generica residuale.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Continue giravolte per tornare sempre al punto di partenza. Eppure queste cose si sapevano sin dall’inizio, se solo fossero state esaminate con serietà e rigore.
Per una fabbrica che produceva il 12% del PIL regionale e impiegava migliaia di lavoratori, era chiaramente da irresponsabili fornire alibi a un’azienda, evitando di fornirgli un banale strumento giuridico, il così detto scudo penale, che a nostro parere non scriminava né immunizzava, ma si limitava a presumere la diligenza nell’esecuzione del Piano ambientale, sulla scia – forse in modo ridondante – del principio costituzionale di colpevolezza; quello secondo cui non è possibile affermare a carico di chiunque una responsabilità penale a titolo di colpa generica residuale, cioè ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento.
L’introduzione della norma, dunque, serviva a capire definitivamente se ArcelorMittal era spaventata o meno da alcuni precedenti giurisprudenziali non conformi al principio costituzionale di colpevolezza o se il tutto era un pretesto per concorrere alla chiusura della fabbrica e all’appropriazione senza oneri delle sue quote di mercato.
Purtroppo su quella norma si fece un gran dibattito politico demagogico e incompetente, con Emiliano impegnato a dire che “lo scudo è un’aberrazione giuridica che non può stare in piedi” e che la fabbrica “uccide cittadini e operai ed è totalmente illegale, come dimostra lo stesso management di AM che senza una immunità penale speciale, che esisteva solo per loro e che non è consentita a nessun’altra azienda, intima all’Italia di riprendersi la fabbrica entro 30 giorni.”
Questo tipo di parole ci hanno portato nel punto in cui ora ci siamo cacciati, con ArcelorMittal lontana anni luce dagli impegni presi all’inizio e con i cittadini italiani chiamati a notevoli esborsi per mantenere in funzione la fabbrica.
Dopo aver fatto questo gran danno, oggi è riproposta la protezione legale, il così detto scudo penale, in realtà utile per ogni azienda italiana e sempre per ribadire l’ovvio principio costituzionale di colpevolezza; e mentre ciò accade, i suoi vecchi detrattori vengono a raccontarci ciò che a essi veniva detto per riportarli alla ragione e che loro non volevano nemmeno sentire.
Con questi modi di fare il nostro Paese non è destinato a un grande futuro.”