Autonomia in Consiglio il 5 marzo, Amati: “Doppio furto, i voti ai genitori e il futuro ai figli. Si mobilitino i giovani”

“La discussione nel Consiglio del 5 marzo sarà l’occasione per dire che l’autonomia del nord serve per ‘rubare’ i voti ai genitori e il futuro ai figli, per eccitare le nostalgie dei nonni così da addormentare le speranze dei nipoti. Speriamo che i giovani meridionali e italiani si mobilitino, perché alle nostre porte c’è la povertà dell’Italia e non solo del meridione. E, perciò, tutti in campo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, in vista del Consiglio regionale del prossimo 5 marzo, che presenta all’ordine del giorno la mozione sottoscritta dallo stesso Amati e dai consiglieri Blasi, Cera, Colonna, Liviano D’Arcangelo, Longo, Mazzarano, Mennea, Pendinelli, Pentassuglia e Franzoso.

“La proposta di autonomia del nord è un paradosso di insensatezza nel mondo dei continenti. Nei nostri anni in cui più nulla è locale – né la vita delle persone, né la produzione e lo scambio di merci e servizi, né le soluzioni ai problemi – che senso ha parlare di maggiore autonomia? È proprio curioso leggere i giornali di queste settimane e rilevare il più strano degli accoppiamenti informativi: su una pagina, notizie sulla imminente autonomia a contenuto localistico ‘ierocentrico’ e, sull’altra, notizie bellissime e inesorabili dal globo, cioè dal mondo dell’intelligenza artificiale e delle quotidiane innovazioni tecnologiche.

E mentre si perde clamorosamente l’appuntamento con il migliore destino, si rischia di pagare conti immediati su sanità (meno 682 milioni all’anno), scuola (riduzione degli stipendi dei docenti meridionali) e infrastrutture.

Cosa c’è di più sciocco del farsi del male?”.

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.