“La giusta decisione del Governo di salvare con fondi pubblici la Banca Popolare di Bari esige un grande impegno nell’individuare i motivi e i protagonisti della clamorosa crisi. Sentire che i costi rappresentavano il 100% dei ricavi, contro una media europea del 65% circa, è una spia più che sufficiente per farsi un’idea sulla scandalosa gestione”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle vicende della Banca Popolare di Bari.
“L’audio pubblicato oggi dal sito «Fanpage.it» impressiona per la crudezza del resoconto sulle modalità di gestione osservate in passato. Pensare di svolgere un’attività qualsiasi con costi pari ai ricavi è un segno d’incapacità in un’impresa in cui i soldi sono dell’imprenditore e di tracotanza se i soldi sono di tanti piccoli risparmiatori. Ora che il giusto salvataggio della banca sta avvenendo con soldi prelevati dalle tasse, è doveroso conoscere le singole voci di costo – conclude – per comprendere sino in fondo in quale misura la gestione servisse a mantenere in piedi un sistema di potere piuttosto che una missione bancaria”.