Ospedale nord barese, Amati: “Dirigenti assessorati assenti in Commissione perché avevano come priorità evento di comunicazione in Fiera. Il mondo al contrario. Ci vediamo lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi sarebbe stata la giornata dell’audizione di alcuni dirigenti dell’Assessorato regionale alla Sanità, per il parere al programma clinico gestionale del nuovo ospedale del nord-barese, così da consentire l’avvio della progettazione. E tale parere avremmo dovuto ottenerlo sin dalle giornate immediatamente successive al 25 marzo scorso.
E invece non si è fatto nulla. Assenti. La giustificazione sarebbe stata la priorità di un evento di lancio delle attività di comunicazione sul fascicolo elettronico, intitolato con lo slogan suggestivo ‘Un click per la salute’. Se è questa una priorità, vuol dire che il mondo gira al contrario.
Non si capisce perché questo evento di comunicazione possa ritenersi prioritario rispetto alle procedure di costruzione del nuovo ospedale del nord-barese, anche considerando la possibilità, alternativa alla partecipazione in presenza, d’invio di una relazione scritta – ovviamente concreta – così da assicurarsi il tempo libero per i convegni, che in ogni caso non si comprende perché non si fissino mai per le ore pomeridiane e dopo il lavoro d’ufficio.
Noi continueremo la nostra battaglia, come sempre, dando appuntamento a lunedì prossimo. Per noi l’attività amministrativa viene prima degli eventi di comunicazione, così come è stato definito quello odierno sul fascicolo elettronico, nella lettera invito inviata a tutta la burocrazia sanitaria.”

Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Policlinico assente in Commissione perché aveva come priorità evento di comunicazione in Fiera. Il mondo al contrario. Ci vediamo lunedì prossimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi sarebbe stata la giornata dell’audizione del Policlinico di Bari sull’avvio della progettazione per la realizzazione del Centro regionale di malattie neuromuscolari. E invece non si è fatto nulla. Assenti. La giustificazione sarebbe la priorità di un evento di lancio delle attività di comunicazione sul fascicolo elettronico, intitolato con lo slogan suggestivo ‘Un click per la salute’. Se è questa una priorità, vuol dire che il mondo gira al contrario.
Non si capisce perché questo evento di comunicazione possa ritenersi prioritario rispetto al Centro regionale di malattie neuromuscolari, anche considerando la possibilità d’invio di una relazione scritta – ovviamente concreta – così da assicurarsi il tempo libero per i convegni, che in ogni caso non si comprende perché non si fissino mai per le ore pomeridiane e dopo il lavoro d’ufficio.
Noi continueremo la nostra battaglia, come sempre, dando appuntamento a lunedì prossimo. Per noi l’attività amministrativa viene prima degli eventi di comunicazione, così com’è scritto nella lettera invito inviata a tutta la burocrazia sanitaria.”

Cardiologia BR, Amati: “Operativa la nuova sala per emodinamica. E dopo le battaglie le cose succedono. Buon lavoro ai medici e grazie a tecnici e maestranze”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“È operativa la nuova sala per emodinamica del reparto di Cardiologia del Perrino di Brindisi. Dopo le battaglie e il fiato sul collo le cose succedono, mettendo i medici nelle condizioni di salvare le persone. Dopo la scossa di alcune settimane fa, l’autorizzazione regionale all’acquisto delle attrezzature di dettaglio, l’installazione dell’angiografo Philips Azurion e i lavori edili necessari, si regolarizza l’offerta per curare le malattie tempo-dipendenti. E tutto ciò mette fine a gravi problemi organizzativi, fondati sull’utilizzo di un unico angiografo, quello che invece dovrebbe servire per la radiologia interventistica.
Devo dire che nelle ultime settimane c’è stata una notevole intensificazione dei lavori e ciò va accreditato con gratitudine al Direttore dei lavori della ASL Daniele Paladini, all’impresa e soprattutto alle maestranze.
L’assenza di questo importantissimo servizio generava il trasferimento di pazienti infartuati a Lecce, a causa della contestuale indisponibilità dell’unico angiografo a disposizione, posto al servizio anche dei chirurghi vascolari.
Buon lavoro ai medici e a tutto il personale sanitario e non sanitario dell’Unità operativa di Cardiologia, fiore all’occhiello dell’assistenza pubblica della provincia di Brindisi.
Ora mi sposto su altre battaglie ancora da vincere.”

Nuovo ospedale Andria, Azione: “Consegnato nuovo clinico-gestionale. Uguale al vecchio. Ma perché abbiamo cominciato daccapo? Per farcelo bocciare dal ministero?”

Comunicato stampa dei Consiglieri regionali Fabiano Amati e Ruggiero Mennea, e del Consigliere comunale di Andria Gianluca Grumo.

“Dopo tanto penare è stato consegnato l’aggiornamento al dimensionamento clinico-gestionale del nuovo ospedale di Andria. È praticamente uguale a quello vecchio, tranne qualche nuova e ulteriore dotazione, non spiegabile con facilità, perché proveniente dalla stessa penna di chi aveva provato a togliere più di qualcosa e addirittura a declassare l’ospedale al I livello.
Ma se è tutto uguale, tranne quanto puntualizzato prima, perché abbiamo rinnovato il procedimento? Perché abbiamo fatto questo grande giro intorno, perdendo tanto tempo e mettendo in discussione la progettazione già esistente e il procedimento di validazione in corso?
C’è forse al fondo la volontà di sottoporre di nuovo il dimensionamento all’approvazione ministeriale, nella speranza che sia severa, ma tanto severa da ottenere per mano altrui il tanto agognato declassamento che non è riuscito per mano propria?
Un pensiero cattivo. Non c’è dubbio. Utile però a lasciare traccia di un sospetto che magari ci pentiremo di aver avanzato e per il quale saremo costretti a chiedere scusa. Sarebbe molto più semplice, e con minori insidie, se si ritornasse al vecchio procedimento, al vecchio dimensionamento clinico-gestionale e alla progettazione esistente, completando il procedimento di verifica e validazione. E nel frattempo riproporre l’accordo di programma al ministero per la riassegnazione delle somme ad oggi non più disponibili a causa scadenza del vecchio accordo di programma, con la speranza di ottenere una pronta risposta perché fondata su documentazione già abbondantemente esaminata.
Questa è la nostra idea. Ma speriamo di sbagliarci perché, se non dovessimo sbagliarci, le burocrazie sanitarie si predispongano a chiedere scusa alle migliaia di persone che a causa di questo gioco burocratico non potranno ottenere le cure necessarie. Però temiamo che le scuse non saranno accettate.”

Fine vita, Amati: “Approvare subito pdl, già all’odg da gennaio 2023. È questione di legalità in favore dei malati irreversibili e risposta a Meloni sul caso Emilia Romagna”

“Per una questione di legalità e di rispetto per la libertà degli altri, chiedo l’approvazione della mia proposta di legge sul fine vita, già all’ordine del giorno del Consiglio regionale dal 17 gennaio 2023. Sarebbe una risposta di legalità, perché in esecuzione di un obbligo sancito dalla Corte costituzionale sin dal 22 novembre 2019, con la sentenza n. 242, e purtroppo disatteso.
Non si può decidere la vita degli altri sulla base dei propri convincimenti, così come sta facendo il Governo Meloni con l’impugnazione dinanzi al TAR della delibera dell’Emilia Romagna, nella speranza di strumentalizzare la giustizia amministrativa per aprire un fronte di propaganda attraverso un ricorso con esito di rigetto abbastanza scontato.
L’opportunità di una legge, al posto di una delibera adottata per evitare le possibili controversie nel dibattito consiliare, consiste nel fatto che l’eventuale impugnazione del Governo nazionale dovrebbe essere giudicata dalla Corte costituzionale, ossia dall’organo di legittimità che ha imposto alle regioni, con una sentenza additiva di prestazioni, l’obbligo di garantire il fine vita.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’approvazione della proposta di legge sancirebbe l’osservanza pugliese della sentenza della Corte costituzionale, ritenuta dal Ministero della Salute auto-applicativa e fonte di obblighi esecutivi a carico delle regioni, per cui è già da escludere in partenza il rischio di una sentenza d’incostituzionalità.
Nel merito, la sentenza della Corte costituzionale n. 142 del 2019 ha sottratto dall’alveo della penale responsabilità la condotta di assistenza alla morte in presenza di determinate condizioni e fatto salvo il diritto di obiezione di coscienza, facendo scaturire – anche in termini di rispetto della dignità della persona umana – il dovere delle strutture sanitarie e del personale sanitario di prestare tutta la più adeguata assistenza per conseguire uno scopo, la morte, fonte di minore afflizione e sofferenza rispetto ad ogni cura e senza aver rinunciato prematuramente alle cure palliative.
Così posta la questione e riaffermando la competenza concorrente delle regioni in materia di tutela della salute, emerge dunque l’obbligo per le strutture sanitarie italiane, la cui gestione avviene com’è noto a livello regionale, di fornire il livello di assistenza riveniente dall’applicazione di norme statali, così come derivate da un giudizio di costituzionalità con cui è stata ampliata la sfera di non punibilità di una condotta sanzionata dall’art. 580 del codice penale e perciò aggiungendo una nuova prestazione assistenziale a carico del servizio sanitario nazionale e regionale.
La sentenza additiva di prestazione della Corte costituzionale risulta peraltro bilanciata anche con riferimento all’articolo 81 della Costituzione, poiché la nuova prestazione è abbondantemente coperta dai Livelli essenziali di assistenza sia nella prospettiva delle cure comunque necessarie previste per i malati terminali e cronici, sia per la sua assimilabilità sotto il profilo meramente finanziario alle cure palliative.
Non si capisce quindi perché non dovremmo approvare subito la proposta di legge.”

Riabilitazione intensiva, Amati: “Approvata in Commissione pdl. Se approva Consiglio il San Raffaele diventa pubblico con transito personale”

“È stata approvata oggi in Commissione una proposta di legge per far diventare a gestione pubblica il centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, oggi gestito dalla fondazione San Raffaele, così da istituire un Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera, utilizzando tutto il personale oggi in servizio. Una proposta che rompe ogni indugio, ritardo, e riporta la struttura alla missione e proprietà originaria; la proposta fu ispirata da una visita nell’aprile scorso alla struttura, con l’ingresso in ogni camera, lo sguardo su ogni malato e la guida di professionisti con competenza e cuore.
Un’esperienza umanamente forte e amministrativamente istruttiva, per ambire al meglio, migliorare l’assistenza e monitorare la qualità, smetterndola con le proroghe, le incertezze e il servizio limitato rispetto al potenziale. E il tutto in attesa di poter associare al più presto, anche l’ampliamento al Centro risvegli in costruzione, così da istituire nella nostra regione un luogo di ragionevole speranza.”

Lo dichiara Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Istituzione del Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica”, sottoscritta dai Consiglieri regionali Mauro Vizzino, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Un notevole motivo di tipo assistenziale, consistente nell’attribuire alla struttura tutte le attività previste per i diversi codici di classificazione riabilitativa, congiunto al ripristino dell’originaria scelta sulla modalità di gestione pubblica e alla volontà di attribuire caratteristiche di alta specializzazione a caratura regionale, muovono ogni disposizione della proposta di legge.
L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM” di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”

Azione: “Le nostre condizioni di legalità. Rotazione simultanea di tutti i dirigenti, di tutti i capi dipartimento, di tutti i DG ASL e legge per legalità sulle liste d’attesa”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.

“Tra l’avallo delle finzioni elettorali di Conte, gli attacchi ingiusti alla Schlein e gli annunci su mirabolanti deleghe assessorili, noi abbiamo posto alcune condizioni di legalità, su cui a oggi non abbiamo avuto alcuna risposta e che rappresentano condizioni alla nostra decisione di sostenere uno sforzo all’insegna del buon governo.
La nostre condizioni, per diserbare concretamente il terreno di coltura di sistemi opachi e quindi da possibili reati, sono la rotazione simultanea e immediata di tutti i dirigenti di sezione in carica da più di tre anni, anche in deroga alle tempistiche più larghe previste dal Piano anticorruzione, a ciò consentendo la legislazione statale; la rotazione simultanea e immediata dei direttori dei dipartimenti; la rotazione simultanea e immediata dei DG delle ASL, anche perché decaduti per sforamento della spesa farmaceutica.
Queste condizioni sono da inserire nel preambolo di ogni protocollo di legalità, che in questo momento ci viene chiesto di sottoscrivere su proposta dei Cinquestelle, ma che non sottoscriveremo sino a quando non conterrà almeno tutto il rigore già presente nelle leggi vigenti, rispetto alle quali non sono ammesse timidezze. Non possiamo fare sconti di legalità a nessuno, nemmeno a chi usa il principio come una bandiera sostanzialista, cucita per darle foggia elettoralistica, ma con contenuti poco rigorosi.
Inoltre. Se legalità significa rispettare le leggi, al protocollo di legalità deve essere aggiunto il punto che più di tutti gronda illegalità. Le liste d’attesa.
In questa materia, infatti, chiediamo l’approvazione di una legge regionale per sanzionare la violazione di decine di leggi, che lasciano i cittadini in fila al CUP, abbandonati nella malattia e nella morte.
La legge sulle liste d’attesa deve contenere norme sanzionatorie a carico di chi commette le seguenti illegalità: agende chiuse, mancata costituzione delle agende dedicate per malati cronici, oncologici e rari, e allineamento dei tempi d’attesa tra attività istituzionale e attività libero-professionale a pagamento.
A tutto questo, ovviamente, andranno aggiunti altri argomenti di buon governo, da concordare in una riunione di maggioranza da convocare in tempi strettissimi.
Queste sono le nostre condizioni, molto più importanti di quelle su cui in queste ore si discute con maggiore applicazione e relative alle seggiole assessorili.”

Nuovo ospedale nord-barese, Amati: “Manca parere assessorato su progetto clinico gestionale, nonostante rassicurazione celerità”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per la realizzazione del nuovo ospedale del nord-barese, è stato depositato il 25 marzo scorso il progetto clinico-gestionale, così come da impegno assunto durante i lavori della Commissione dell’11 marzo scorso.
A questo punto manca il parere dell’assessorato regionale alla Sanità sul progetto clinico-gestionale, nonostante nei mesi scorsi fosse stato assunto l’impegno ad adempire prontamente. Cosa significhi l’avverbio prontamente per l’assessorato, lo capiremo lunedì prossimo, considerato che alla riunione odierna non era presente nessuno.
È necessario ribadire che il completamento delle procedure sul progetto clinico-gestionale è un elemento indispensabile per procedere con il livello della pre-fattibilità ambientale, così da attivare tutti i procedimenti finalizzati ai pareri ambientali.”

Ospedale Taranto, Amati: “Fine lavori aggiornato al 30 dicembre 2024. Speriamo sia l’ultimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per il nuovo ospedale di Taranto il termine di fine lavori, precedentemente fissato al 30 giugno 2024, è stato rimodulato al 30 dicembre 2024. Manca infatti ancora il 7,5 % della produzione per 45 stati di avanzamento lavori. Le maestranze impiegate in media sono 280.
Le gare di appalto per l’acquisto di arredi e attrezzature risultano tutte aggiudicate, tranne due: l’una è comunque in esecuzione anticipata nelle more dei controlli sui requisiti e l’altra risulta indetta.
Speriamo che l’ultimo e nuovo termine del 30 dicembre 2024 sia quello giusto, poiché – è sempre necessario ribadirlo – il nuovo ospedale di Taranto è un segmento rilevantissimo dell’assistenza ospedaliera regionale, non solo di quella di Taranto e della sua provincia.”

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “È credibile. I lavori termineranno il 5 giugno prossimo. Ma ora la criticità sono arredi e attrezzature”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Termineranno il 5 giugno prossimo i lavori del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Dopo tante date offerte negli anni, tutte da me contestate e purtroppo opportunamente, quest’ultima data mi sembra credibile. Sono ovviamente contento, dopo tanta fatica, ma continuo a vigilare sugli atti amministrativi per evitare di pagare somme di denaro non dovute. Infatti, l’ordine di servizio emanato il 5 aprile scorso, concedendo 60 giorni per le ultime lavorazioni, non deve essere inteso come una proroga della data di fine lavori del 18 dicembre 2023, ma solo una diffida ad adempiere nel procedimento di risoluzione del contratto. Ciò significa che all’appaltatore, Partecipazione Italia del gruppo Webuild (l’impresa che dovrebbe fare il ponte sullo Stretto e che si è proposta per risolvere il grande problema dello stadio San Siro di Milano), dovranno essere applicate tutte le penali previste dal contratto, a decorrere dal 18 dicembre 2023 e sino al 5 giugno 2024.
Tutto ciò lo dico per segnalare, a chi non avesse ancora chiaramente inteso, che non si tratta di una proroga del termine di fine lavori e che la sottoscrizione (un po’ atipica) dell’ordine di servizio anche da parte della Direzione lavori, oltre che del RUP, non significa una rimeditazione dei verbali di disconoscimento del fine lavori al 18 dicembre 2023, ma una validazione – come riferito in Commissione – dell’entità delle lavorazioni ancora mancanti e dei giorni occorrenti, nel massimo, a realizzarli.
E su quest’ultimo punto specifico meditino i componenti del Collegio consultivo tecnico – CCT, affinché non assumano decisioni come quelle del passato, ritenuti abnormi dalla Direzione lavori e dal RUP, su cui si attende ancora l’impugnazione da parte della ASL Bari. Sul perché non abbiano ancora impugnato non sono francamente in grado di dare una spiegazione.
Ora il problema concreto dell’apertura dell’ospedale si sposta, infine, sulla questione degli arredi e delle attrezzature. Tra qualche settimana ci sarà l’aggiudicazione delle prime gare, ma bisognerà porsi il problema della impossibilità a sottoscrivere il contratto se il ministero non provvederà ad approvare il finanziamento. Sul punto abbiamo oggi registrato l’assenza dei dirigenti dell’assessorato alla Sanità, oltre che dell’assessore, per cui la riunione sarà riconvocata per lunedì prossimo.”