Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Non è cambiato nulla. Finanziamento in alto mare e nessuna certezza su cronoprogramma”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sulla realizzazione del Centro di malattie neuromuscolari non è cambiato nulla. Il finanziamento è in alto mare, peraltro per una somma inferiore (40 milioni) a quanto necessario (60 milioni), e si attende l’autorizzazione dell’assessorato alla Sanità al Policlinico di Bari per l’avvio della progettazione, anticipando i fondi necessari dal bilancio dello stesso Policlinico.
La scelta effettuata di localizzare il Centro al Policlinico si sta rivelando, come temevo, la più difficile da realizzare, poiché comporta tempi lunghissimi, una spesa notevolissima, e alta complessità realizzativa. Infatti: sui tempi, si attende l’approvazione dell’accordo di coesione tra lo Stato e la Regione sui fondi deliberati dal CIPESS il 3 agosto scorso, dopo la quale bisognerà attendere il controllo della Corte dei Conti e la pubblicazione. Basti pensare che accordi molto meno complessi, come quello della Liguria, sono stati sottoscritti a settembre scorso e ancora oggi manca la pubblicazione.
Circa la spesa. La stima effettuata dal Policlinico di Bari ammonta a euro 60 milioni, di cui 40 per la ristrutturazione del padiglione Chini e 20 per la ristrutturazione del padiglione Balestrazzi, ove dovrebbero essere allocate alcune unità operative attualmente in attività presso il Chini. A ciò aggiungendo che le somme necessarie per finanziare il complesso degli interventi proposti dalla Puglia ammontano a 6 miliardi di euro, che dovranno necessariamente attestarsi a 4,5 miliardi di euro nell’accordo per la coesione, per cui bisogna sperare che il Centro di malattie neuromuscolari sia eletto tra le priorità.
Circa la complessità, invece, si registra una tortuosità che nemmeno il padre della burocrazia, ossia Don Abbondio nella mirabile spiegazione a Renzo sulle cause delle mancate nozze, avrebbe saputo raccontare meglio. In altre, il programma prevede prima la ristrutturazione del Balestrazzi per 20 milioni non oggetto di finanziamento, così da trasferire le unità operative e cominciare i lavori al Chini. A me i passaggi logici mi sembrano anche un po’ assurdi.
Ma poiché non perdiamo la speranza e vogliamo andare a vedere sino a che punto questa storia possa tenersi in piedi con così tante criticità, lunedì prossimo convocheremo la commissione per sapere – almeno – se è stata avviata la progettazione, con fondi anticipati dal bilancio del Policlinico, così come è stato preannunciato.
Il punto più triste di questa storia consiste nel fatto che una scelta non può prescindere dai tempi necessari per raggiungere il risultato. E ciò è più rilevante in ambito sanitario, poiché arrivare prima all’obiettivo significa dare un beneficio a persone che sono oggi malate e che oggi hanno diritto di essere curate al meglio.”

Intervista per la gazzetta del mezzogiorno del 13 aprile 2023: Amati: “In Puglia riti di una gestione opaca da Conte solo una rivoluzione dell’ovvio”

Fabiano Amati, presidente della commissione Bilancio e leader di Azione, che succede alla Regione Puglia?

Succede una cosa che vado de annunciando da anni inascoltato e sbeffeggiato: ci sono mille fabbri che del potere con le loro burocrazie, i riti e i sistemi asfissianti che anche se non fossero reati, sempre spero mettono in luce un sistema opaco, composto da camarille e giannizzeri, agevolati da silenzi accondiscendenti che hanno finito per sconvolgere le ragioni delle origini.”

Le inchieste giudiziarie, dalla Dda al voto di scambio?

“Alla luce del lavoro dei magistra ti, tutti hanno scoperto quello che si vedeva sul piano politico. Tra questi c’è Giuseppe Conte, che è venuto ad annunciare la “rivoluzione dell’ovvio” per sottrarre voti per le europee a Elly Schlein, utilizzando gli ultimi fatti di cronaca e sulla base di un copione troppo chiaro.”

Quale?

Sembrerà strano che lo dica io, dopo il divorzio doloroso con il Pd: alla Schlein si può contestare tanto ma non la contiguità con sistemi nebulosi. È ingiusto e se nel Pd pugliese non la difenderà nessuno per paura o opportunismo, il compito lo assolverò io. Molti prima di parlare dovrebbero spazzare davanti alla loro porta”.

Chi delude le attese?

“Al Pd manca una classe dirigente di vertice in grado di parlare in questa fase e di farsi ascoltare, così da evitare alla Schlein di vedersi sbattere in faccia i pasticci locali, costruiti in anni di grazia, quando si cooptavano le persone per la fedeltà e si respingevano le persone leali e impegnate nel la voro istituzionale.”

La responsabilità politica?

“II colpevole è Emiliano che ha tollerato per troppo tempo questa situazione, ma pure il Pd che non riusciva a vedere inchieste o reati per cercare la costruzione di con senso senza guizzi di governo o cose concrete.”

Due assessorati sono “liberi”. Caselle ambite o da scansare?

“Non lo so. La questione non è delle seggiole in giunta, ma della rifondazione di un centrosinistra del realismo e delle riforme, capace di farsi coinvolgere dal dolore della condizione umana”

Sarà facile trovare i sostituti?

“È un problema di Emiliano…. Il patto della legalità di Conte ? Si chiede la sottoscrizione di un protocollo di moralità. la firma nostra è pronta. Aggiungeremmo che altro come la rotazione dei dirigenti, scritta nei piani anticorruzione.”

E stato un errore l’allargamento della maggioranza ai grillini?

“Il problema non è allargare. Avevamo vinto con un programma e avevamo i numeri, ma nella nostra regione si respira la suggestione di Roma e ci siamo trasformati in laboratorio di dinamiche extraregionali. Un uso improprio dell’ente. Mi chiedo peró cosa abbiamo fatto in termini di governo con i grillini. Le leggi sulla sanità, il piano casa?.”

I numeri ci sono adesso in aula? Per fare cosa?

“Ci sono. Non interverrò su temi di rimpasto o sgabelli. Ci siamo inventati cariche che non esisto come i consiglieri delegati. Bisognerebbe peró fissare priorità concrete: il recepimento dei Lea. i nuovi ospedali, le liste d’attesa con il cup unico e la fine della vergogna delle agende chiuse.”

A Bari con Leccese?

“Sì, con Vito perché Decaro ha governato bene: è l’emblema della continuità di una gestione virtuosa”.

SMA, Amati: “L’ottavo bimbo pugliese ha ricevuto terapia dopo 13 giorni dalla nascita. Eguagliato nostro stesso record mondiale. E le altre regioni italiane?”

“Abbiamo eguagliato il nostro stesso record mondiale. Dopo appena 13 giorni dalla nascita, l’ottavo bambino pugliese diagnosticato precocemente per SMA1 ha ricevuto oggi la terapia genica. Il record precedente apparteneva al quinto caso pugliese, con data di nascita 6 ottobre 2023 e somministrazione della terapia il 19 ottobre 2023.
Non ci sono molte parole per commentare, se non la gratitudine per i medici e il personale dell’Unità operativa di Neurologia dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, a partire dal suo dirigente Delio Gagliardi, e per i medici e il personale del Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari, a partire dal suo direttore Mattia Gentile.
E qui ripeto la mia osservazione petulante. Mi dispiace che in Puglia si continui a registrare record di somministrazione precoce in fase asintomatica, cioè il tempo in cui più alte sono le possibilità di riuscita della terapia, mentre in molte altre regioni non c’è nemmeno lo screening obbligatorio. Rinnovo l’appello al Governo nazionale per mettere fine a questa ingiustizia.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge pugliese sullo screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale.

“Ad oggi, ossia da quando è cominciato lo screening obbligatorio, sono stati esaminati quasi 65.000 bambini nati in Puglia, praticamente tutti, e oltre i casi individuati nessun altro bambino ha ricevuto la diagnosi in fase sintomatica. Questo significa che la rete dello screening obbligatorio è a maglie fittissime e non sfugge nessuno.
C’è come al solito la notizia non solo brutta ma tragica. In molte regioni italiane lo screening obbligatorio non si fa ancora e molti bambini non possono essere salvati dalla SMA, nonostante si disponga della terapia.
E vediamo ora la situazione complessiva sugli altri sette casi diagnosticati, oltre al bambino palestinese che ieri ha ricevuto la terapia genica, dopo la conferma di terapia avvenuta il 29 marzo scorso.

Caso 1 – SMA 1. Data di nascita 4 aprile 2022; data di diagnosi 11 aprile 2022 (dopo 7 giorni dalla nascita); data somministrazione terapia genica 27 aprile 2022 (dopo 23 giorni dalla nascita e 16 giorni dalla diagnosi). Ad oggi nessun segno di malattia e cammina.

Caso 2 – SMA 2 o 3. Data di nascita 10 giugno 2022; data di diagnosi 17 giugno 2022; data avvio terapia non genica 1° luglio 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina.

Caso 3 – SMA 1. Data di nascita 29 ottobre 2022; data di diagnosi 7 novembre 2022 (dopo 9 giorni dalla nascita); data somministrazione terapia genica 18 novembre 2022 (dopo 20 giorni dalla nascita e 11 giorni dalla diagnosi). Ad oggi nessun segno di malattia e sgambetta con i primi passi.

Caso 4 – SMA 1. Data di nascita 31 maggio 2023; data di diagnosi 7 giugno 2023 (dopo 7 giorni dalla nascita); data somministrazione terapia genica 16 giugno 2023 (dopo 16 giorni dalla nascita e 9 giorni dalla diagnosi). Ad oggi qualche leggero segno di malattia, ma in recupero.

Caso 5 – SMA 1. Data di nascita 6 ottobre 2023; data di diagnosi 12 ottobre 2023 (dopo
6 giorni dalla nascita); data somministrazione terapia genica 19 ottobre 2023 (dopo 13 giorni dalla nascita e 7 giorni dalla diagnosi). Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età.

Caso 6 – SMA 4. Data di nascita 17 ottobre 2023; data di diagnosi 24 ottobre 2023; data avvio terapia non genica 6 novembre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età.

Caso 7 – SMA 2 o 3. Data di nascita 28 novembre 2023; data di diagnosi 6 dicembre 2023; data avvio terapia non genica 13 novembre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età.

Caso 8 – SMA 1. Data di nascita 30 marzo 2024; data diagnosi 4 aprile 2024 (dopo 5 giorni dalla nascita); data terapia genica 12 aprile 2024 (dopo 13 giorni dalla nascita e 8 giorni dalla diagnosi).

Porto Villanova, Amati: “Entro agosto progetto esecutivo per messa in sicurezza, così da ottenere finanziamenti sui lavori. Fare in fretta”Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sulle opere di messa in sicurezza del porto di Ostuni-Villanova è opportuno che il comune approvi e validi il progetto esecutivo entro il termine assegnato (agosto 2024), così da vedersi riconosciuto il contributo per la progettazione e i finanziamenti per la realizzazione delle opere. Dobbiamo fare in fretta e non possiamo fare passi falsi sull’argomento,
perciò abbiamo chiesto e ottenuto dal Comune di Ostuni la massima collaborazione per raggiungere l’obiettivo.
I contributi per la progettazione e la realizzazione delle opere sono stati erogati in virtù di due norme inserite nel bilancio per il 2023 e 2024. Considerata la stretta connessione tra le due finalità (progettazione e lavori) è chiaro che la mancata progettazione nei termini potrebbe comportare la perdita del finanziamento delle opere e la revoca del finanziamento sulla progettazione. Ma sono certo che ciò non accadrà, perché ho avuto netta la percezione sull’intento di collaborazione dell’amministrazione comunale e del suo apparato burocratico. In ogni caso, la Commissione tornerà a riunirsi sull’argomento il prossimo 13 maggio, per verificare la consegna del progetto esecutivo, prevista per l’8 maggio, l’avvio delle procedure di verifica dello stesso progetto e la necessità di coinvolgere i diversi enti per sollecitare l’espressione dei pareri di competenza.
Circa il dragaggio, invece, risulta l’attività di cantierizzazione e i monitoraggi prescritti e si è chiarito che spetta al Comune di Ostuni la decisione di consentire agli operatori portuali l’utilizzo totale o parziale dello specchio d’acqua durante la prossima stagione estiva, compatibilmente con il programma delle lavorazione e il contratto con l’appaltatore”./comunicato

Spesa farmaceutica.Amati: “Spreco di quasi 200milioni nel 2023. Decaduti tutti i DG ASL, tranne Policlinico, per gli acquisti diretti. TA e BAT male anche per farmacie. E cittadini pagano” 

“Nella spesa farmaceutica c’è stato uno scostamento dai tetti assegnati pari a circa 200milioni per gli acquisti diretti. La responsabilità di tutto ciò è addebitabile a tutte le Aziende, tranne il Policlinico di Bari, unica realtà regionale in questa materia virtuosa. Ne deriva che tutti i direttori generali, tranne quello del Policlinico, risultano decaduti per dettato di legge e non appena i risultati saranno consolidati non potranno più assumere alcuna decisione. Per la farmaceutica convenzionata, invece, ossia quella della spesa sostenuta per i farmaci acquisiti dalla farmacia, la situazione è in equilibrio, anzi con un risparmio di oltre 3,5milioni, tranne il caso delle ASL di Taranto e BAT. 
“Non soddisfa, naturalmente, il fatto che nella comparazione con le altre regioni la Puglia risulti tra le migliori regioni delle peggiori, perché fuori dalle classifiche il risultato è minori prestazioni e uso di risorse con la finalità diversa di coprire i buchi delle ASL. 
La decadenza dei DG è uno strumento che va usato in positivo, perché con la necessaria rotazione dei Direttori generali ci sarebbe la possibilità di impiegare nelle ASL con maggiori sprechi i DG che hanno fatto registrare le migliori performance. Così come si farebbe in un’azienda privata o come ci si comporterebbe se i soldi fossero i nostri. 
Ringrazio il dott. Paolo Stella, dirigente della sezione farmaceutica, per la solita precisione ed efficienza.”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati. 

“Vediamo i dati nel dettaglio.

SPESA PER ACQUISTI DIRETTI.

DATO REGIONALE.
Tetto di spesa 2023, euro 687.706.916. Scostamento, euro 193.732.929 (28,17%). 
Tetto di spesa 2022, euro 658.399.299. Scostamento, euro 190.928.547 (29,00%). 
ASL BARI. 
Tetto di spesa 2023, euro 167.387.863,42. Scostamento, euro 59.084.751,31 (35,30%). 
Tetto di spesa 2022, euro 160.254.389. Scostamento, euro 46.880.028 (34,83%). 
ASL BRINDISI. 
Tetto di spesa 2023, euro 71.659.060,67. Scostamento, euro 24.949.096,31 (34,82%). 
Tetto di spesa 2022, euro 68.605.207. Scostamento, 23.896.542. (34,83%). 
ASL BAT. 
Tetto di spesa 2023, euro 60.793.291,40. Scostamento, 20.767.202,57 (34,16%). 
Tetto di spesa 2022, 58.202.498. Scostamento, 14.760.891. (25,36%). 
ASL TARANTO. 
Tetto di spesa 2023, euro 94.009.535,45. Scostamento, euro 29.716.643,86 (31,61%). 
Tetto di spesa 2022, euro 90.003.184. Scostamento, 31.366.160. (34,85%). 
ASL LECCE. 
Tetto di spesa 2023, euro  128.188.569,20. Scostamento, euro  40.278.422,99 (31,42%). 
Tetto di spesa 2022, euro   122.725.629. Scostamento,  34.223.357. (27,89%). 
IRCCS De Bellis. 
Tetto di spesa 2023, euro  4.470.094,96. Scostamento, euro  1.034.159,16 (23,14%). 
Tetto di spesa 2022, euro   4.279.595. Scostamento,  1.637.466. (38,26%). 
ASL FOGGIA. 
Tetto di spesa 2023, euro  74.478.659,03. 
Scostamento, euro 15.300.541,69 (20,54%).
Tetto di spesa 2022, euro   71.304.644. Scostamento,  19.183.493. (26,90%). 
AUO RIUNITI FOGGIA. 
Tetto di spesa 2023, euro  18.017.921,21. 
Scostamento, euro 2.557.265,84 (14,19%).
Tetto di spesa 2022, euro   17.25.062. Scostamento,  5.304.458. (30,75%). 
IRCCS ONCOLOGICO BARI. 
Tetto di spesa 2023, euro  17.330.214,30. 
Scostamento, euro 664.692,52 (3,84%).
Tetto di spesa 2022, euro   16.591.663. Scostamento,  601.747. (3,63%). 
AUO POLICLINICO BARI. 
Tetto di spesa 2023, euro  51.371.706,65. 
Scostamento, euro – 619.846,36 (-1,21%).
Tetto di spesa 2022, euro   49.182.428. Scostamento,  13.075.316. (26,59%). 

SPESA PER FARMACEUTICA CONVENZIONATA. 

DATO REGIONALE. 
Tetto di spesa 2023, euro 590.668.516. Scostamento, euro -3.594.660 (-0,61%). 
Tetto di spesa 2022, euro 554.250.029. Scostamento, euro 2.536.467 (0,46%). 

ASL BARI. 
Tetto di spesa 2023, euro 184.388.272. Scostamento, euro -3.856.400 (-2,09%). 
Tetto di spesa 2022, euro 168.945.583. Scostamento, euro 2.044.104 (1,21%). 

ASL BRINDISI. 
Tetto di spesa 2023, euro 58.175.031. Scostamento, euro -903.031 (-1,55%). 
Tetto di spesa 2022, euro 52.088.638. Scostamento, 869.528. (1,67%). 

ASL BAT. 
Tetto di spesa 2023, euro 53.863.582. Scostamento, 256.382 (0,48%). 
Tetto di spesa 2022, euro 51.637.662. Scostamento, 346.653. (0,67%). 

ASL FOGGIA. 
Tetto di spesa 2023, euro 87.114.895. Scostamento, euro -2.582.943 (-2,96%). 
Tetto di spesa 2022, euro 79.319.604. Scostamento, 2.252.334. (1,58%). 

ASL LECCE. 
Tetto di spesa 2023, euro  121.606.487. Scostamento, euro -1.929.771 (-1,59%). 
Tetto di spesa 2022, euro   115.979.033. Scostamento,  -787.744. (0,68%). 

ASL TARANTO. 
Tetto di spesa 2023, euro  85.520.249. 
Scostamento, euro 5.421.103 (6,34%).
Tetto di spesa 2022, euro   71.304.644. Scostamento,  19.183.493. (26,90%). 

Radiologia BR. Amati: “Niente interventistica a Perrino, sospese TAC a Fasano e radiodiagnostica a Cisternino. Soffrono Francavilla e Ostuni. Chiedo manforte ai Sindaci” 

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati. 

“La situazione della radiologia nella ASL di Brindisi è terribile. Oltre alla nota e tragica assenza della radiologia interventistica, si registra la sospensione dell’attività TAC ed ECO a Fasano e della radiodiagnostica a Cisternino, mentre sono in condizione di fortissima sofferenza le unità operative di Francavilla Fontana e Ostuni. 
E mentre tutto ciò accade e aggiunge sofferenza a sofferenza, nessuna notizia dall’Università di Bari per sbloccare l’assunzione degli specializzandi, né dall’assessorato regionale per usare tutte le forme di persuasione e nemmeno dalla ASL sulle modalità migliori per affrontare l’emergenza. 
A questo punto chiedo manforte anche ai sindaci dei comuni interessati, affinché mi aiutino a fare il giusto rumore, considerato che le questioni della sanità non sono una pagina del duello tra me e la burocrazia sanitaria, ma riguardano soprattutto loro, come autorità sanitarie, per offrire ai cittadini la migliore offerta di salute. Ovviamente non mi fermerò mai nel denunciare e risolvere questi problemi, anche se dovessi rimanere il solo a parlarne.” 

Sma, Amati: “Diagnosticato ottavo caso a cinque giorni dalla nascita. Ad oggi esaminati 65mila bambini. E nel resto d’Italia che si fa?”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati

“Diagnosticato l’ottavo caso di Sma a cinque giorni dalla nascita, nonostante Pasqua e pasquetta di mezzo, nell’ambito dello screening obbligatorio attivo in Puglia dal dicembre 2021. Anche per questo bambino sarà disposta immediatamente la terapia, molto più efficace in fase asintomatica. 
Ad oggi, ossia da quando è cominciato lo screening obbligatorio, sono stati esaminati 64.830 bambini nati in Puglia, praticamente tutti, e oltre i casi individuati nessun altro bambino ha ricevuto la diagnosi in fase sintomatica. Questo significa che la rete dello screening obbligatorio è a maglie fittissime e non sfugge nessuno. E fin qui le buone notizie. E le brutte, invece, quali sono? C’è n’è una non solo brutta ma tragica. In molte regioni italiane lo screening obbligatorio non si fa ancora e molti bambini non possono essere salvati dalla SMA, nonostante si disponga della terapia. Più tragico di così non si può. 
E vediamo ora la situazione sugli altri sette casi diagnosticati, oltre il bambino palestinese ad oggi in attesa di ricevere la terapia.
Caso 1 – Sma 1. Data di nascita 4 aprile 2022; data di diagnosi 11 aprile 2022; data somministrazione terapia genica 27 aprile 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina. 
Caso 2 – Sma 2 o 3. Data di nascita 10 giugno 2022; data di diagnosi 17 giugno 2022; data avvio terapia non genica 1 luglio 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e cammina. 
Caso 3 – Sma 1. Data di nascita 29 ottobre 2022; data di diagnosi 7 novembre 2022; data somministrazione terapia genica 18 novembre 2022. Ad oggi nessun segno di malattia e sgambetta con i primi passi. 
Caso 4 – Sma 1. Data di nascita 31 maggio 2023; data di diagnosi 7 giugno 2023; data somministrazione terapia genica 16 giugno 2023. Ad oggi qualche leggero segno di malattia, ma in recupero.
Caso 5 – Sma 1. Data di nascita 6 ottobre 2023; data di diagnosi 12 ottobre 2023; data somministrazione terapia genica 19 ottobre 2023.  Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età.
Caso 6 – Sma 4. Data  di nascita 17 ottobre 2023; data di diagnosi 24 ottobre 2023; data avvio terapia non genica 6 novembre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età.
Caso 7 – Sma 2 o 3. Data di nascita 28 novembre 2023; data di diagnosi 6 dicembre 2023; data avvio terapia non genica 13 novembre 2023. Ad oggi nessun segno di malattia e processo di crescita coerente con l’età. 
E ancora una volta, perché ne avverto sempre il bisogno, ringrazio il direttore del laboratorio di genomica del Di Venere di Bari, Mattia Gentile, e il suo meraviglioso staff per le diagnosi sempre precise e tempestive, e il dirigente dall’unità operativa di neurologia dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII Delio Gagliardi e il suo staff per la prontezza delle terapie e per il continuo controllo clinico. 
Su questa malattia, grazie allo screening obbligatorio, abbiamo salvato la vita ai bambini diagnosticati, abbiamo azzerato la mobilità passiva e siamo diventati punto di riferimento nazionale”./comunicato

LEA, Azione: “In Puglia subito in vigore. Depositata pdl sulla scia del parere durissimo della Ragioneria contro Stato e regioni. Chissà quanti morti per le proroghe”

“In Puglia subito in vigore i nuovi LEA, non possiamo aspettare ancora. Dal 2017 chissà quante persone sono morte, oppure compromesse dalla malattia, per mancate cure. Per questo abbiamo presentato oggi una proposta di legge che chiediamo sia approvata al massimo nella prossima settimana, così da garantire immediatamente tutte le 406 nuove prestazioni. La nostra proposta di legge, inoltre, si avvale del parere durissimo della Ragioneria dello Stato, contro l’ennesima proroga al 1 gennaio 2025, decisa dal Ministero della salute e dalla gran parte delle regioni. Secondo la Ragioneria, infatti, le varie proroghe negano l’uniformità delle cure in tutte le regioni italiane, generando insopportabili differenze, e rappresentano un clamoroso spreco di risorse. Nonostante la mancata entrata in vigore, infatti, lo Stato sta da anni trasferendo le risorse per i nuovi LEA, che però vengono usati per coprire i deficit di bilancio e gli sprechi. Sarebbe questa una delle probabili ragioni, secondo la Ragioneria dello Stato, del consenso quasi unanime alla proroga da parte delle regioni.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“C’è una frase che segnala meglio di ogni cosa lo scempio creato e l’insensibilità dimostrata con la proroga: “il tempo trascorso, da cui deriva la sicura obsolescenza delle prestazioni previste, non trova alcuna giustificazione in relazione a un tema essenziale per la garanzia del diritto alla salute in condizioni di eguaglianza su tutto il territorio nazionale, senza discriminazione alcuna tra regioni”. È la Corte costituzionale a dire questo, respingendo un ricorso del Governo nazionale propria su una legge pugliese con cui si anticipava l’introduzione del sequenziamento dell’esoma (diagnosi dell’85% delle malattie dall’1% del DNA).
Ma è illuminante, per comprendere a pieno il grande danno, la relazione della Ragioneria generale dello Stato, con cui era stato espresso di fatto un rigoroso parere contrario.
Alcuni passaggi di tale relazione, sono utili a rappresentare la migliore motivazione alla proposta di legge.
Eccoli.
“Lo schema di DM motiva la necessità di tale proroga in relazione “all’espressa richiesta di un cospicuo numero di regioni e della correlata disponibilità delle restanti regioni al riguardo”, evidenziando infine “la posizione unanime raggiunta dalle Regioni e Province autonome in merito alla disponibilità ad assecondare la succitata richiesta di rinviare l’entrata in vigore delle predette tariffe al 1 gennaio 2025…”.
Per quanto di competenza si evidenzia che la nuova proposta di proroga determina un ulteriore ritardo dei tempi previsti per l’entrata in vigore completa delle prestazioni previste dal dPCM 12 gennaio 2017 di “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”, incidendo sulla possibilità di garantire un’erogazione uniforme delle prestazioni entrate nei LEA dal 2017 in tutto il territorio nazionale, permanendo quindi le differenze erogative tra regioni.
Al riguardo, infatti, si segnala che le differenze nell’erogazione di prestazioni tra le regioni, con l’ulteriore posticipo proposto, consoliderebbero le disparità assistenziali che attualmente si registrano nei territori regionali.
Tali significative differenze erogative determinano, inoltre, flussi di mobilità sanitaria verso le regioni che già oggi possono erogare numerose prestazioni ricomprese nel nuovo nomenclatore (….).
Quanto agli aspetti finanziari, si rappresenta quanto segue:

  • con la legge di bilancio per l’anno 2016 (legge 208/2015) è stato previsto l’aggiornamento dei LEA preordinando una somma di 800 milioni di euro annui a tal fine. All’interno di tale importo il dPCM 12/01/2017 ha riservato 380,7 milioni di euro annui finalizzati alla copertura del fabbisogno per l’aggiornamento delle tariffe dell’assistenza specialistica e protesica; • con la legge di bilancio per l’anno 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 288) è stato conferito un finanziamento annuale di 200 milioni di euro per l’aggiornamento dei LEA; • con la legge di bilancio per l’anno 2024 (legge n. 213/2023, articolo 1, comma 235) è stato conferito un ulteriore finanziamento per l’aggiornamento dei LEA di 50 milioni di euro per l’anno 2024 e di 200 milioni di euro a decorrere dal 2025.
    Trattasi fino al 2021 di 381 milioni di euro annuali, nel 2022 e 2023 di 581 milioni di euro annuali, nel 2024 di 631 milioni di euro e dal 2025 di 781 milioni di euro annuali.
    Pertanto, fino al 31/12/2023 l’ammontare dei finanziamenti previsti dalla legge preordinati per l’aggiornamento delle tariffe della specialistica e protesica legate al dPCM 12/01/2017 sono stati pari a 3,046 miliardi di euro, a cui si aggiungono 400 milioni di euro per nuovi aggiornamenti dei LEA successivi a quello del 2017 per complessive risorse pari a 3,446 miliardi di euro. Tali finanziamenti, assegnati alle regioni, in mancanza di provvedimenti attuativi sono stati comunque utilizzati dalle regioni per coprire altre occorrenze della spesa sanitaria e soprattutto inefficienze/squilibri dei loro servizi sanitari. Forse questo è il principale motivo per la richiesta di proroga da parte regionale.
    In tali termini, si chiede al Ministero della salute, in occasione del riparto delle disponibilità finanziarie del SSN per l’anno 2024, e per i successivi anni, di rendere indisponibili le risorse preordinate all’entrata in vigore delle nuove tariffe e quelle per l’aggiornamento dei LEA, pari a 631 milioni di euro per l’anno 2024 e a 781 milioni di euro a decorrere dal 2025 fino all’effettivo utilizzo delle risorse per le finalità indicate dalle norme. Ciò anche al fine di salvaguardare gli obiettivi assistenziali previsti ed evitare di coprire inefficienze regionali. Tali finanziamenti indisponibili potranno essere ripartiti solo dopo i relativi provvedimenti attuativi e limitatamente agli impatti finanziari associati.
    Infine, la richiesta pervenuta di spostamento dell’entrata in vigore del DM 23/06/2023 di 9 mesi è motivata da un generico richiamo a richieste regionali raggiunte all’unanimità non puntualmente specificate. Si richiama l’utilizzo improprio finora avvenuto dei finanziamenti preordinati per l’erogazione dei nuovi LEA del 2017 a copertura di maggiore spesa regionale non coerente con la programmazione sanitaria nazionale. (…) Si ricorda ad ogni buon fine che le tariffe oggi in vigore sono state adottate con DM 18/10/2012, basate quindi su valutazioni ormai datate. Non si comprendono, pertanto, le problematiche legate ad un aggiornamento tariffario basato su dati molto recenti, con aggiornamenti apportati dal Ministero della salute fino a tutto l’anno 2022, dopo un ampio confronto sia con le regioni, che hanno peraltro espresso intesa sul provvedimento, sia con le associazioni di categoria interessate (sia mediche che degli erogatori di prestazioni).
    In merito ai necessari processi di efficientamento dei laboratori analisi, ancora da attuare, al fine di salvaguardare la corretta gestione delle risorse nell’erogazione efficiente delle prestazioni assistenziali, si rammentano le conseguenze previste dalla normativa vigente nell’ambito del sistema premiale sul settore sanitario nelle regioni in ritardo su tale processo.
    Infine, si segnala la criticità legata alle procedure informatiche della ricetta elettronica, adeguate per consentire dal 1° aprile 2024 la corretta prescrizione da parte dei medici dei nuovi codici di nomenclatore nonché dai sistemi di prenotazione e di erogazione e i relativi controlli automatici: si tratta infatti di adeguamenti informatici avviati già da alcuni mesi e da ultimo consolidati con le specifiche tecniche concordate con il Ministero della salute e regioni alla fine del mese di febbraio 2024.
    L’ulteriore differimento dell’entrata in vigore dal 1° aprile 2024 al 1° gennaio 2025 comporterebbe non solo vanificare i costi degli adeguamenti informatici implementati finora da tutti i soggetti interessati, ma anche comportare eventuali ulteriori costi per non rendere operative le nuove modalità, mantenendo le procedure in fase di dismissione.
    In relazione a quanto sopra rappresentato in ordine al consolidarsi di situazioni erogative differenziate tra regioni, a distanza di anni dalla relativa previsione normativa di aggiornamento, e nel ribadire che i finanziamenti preordinati per l’erogazione dei LEA vanno preservati da altri utilizzi che determinano maggiore spesa sanitaria pubblica non in linea con la programmazione sanitaria nazionale, si propone, per quanto di competenza, alle valutazioni del Ministero della Salute di consentire l’entrata in vigore del decreto a far data dal 1° aprile 2024 e di costituire al medesimo tempo un gruppo di lavoro che proceda alla definizione quanto prima delle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, che necessitano di revisione”.

LEA, Azione: “Bene precisazione Palese. Evidentemente Stato-Regioni ha sbagliato a verbalizzare. Subito legge regionale”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“Siamo contenti della precisazione dell’assessore Palese, con cui dichiara di non aver dato alcun parere favorevole al rinvio al 2025 dei Livelli essenziali d’assistenza-LEA. Mettiamola così. Può darsi che nel verbale della Stato-Regioni, relativo alle riunioni preparatorie e alla riunione del 29 scorso, sia stato travisato il pensiero di Palese e della Regione Puglia e quindi troveremo al più presto la più opportuna correzione.
A questo punto ci pare indispensabile portare al più presto in Consiglio la proposta di legge per istituire i nuovi LEA e le nuove 406 prestazioni. Ne va della salute dei pugliesi.”

LEA, Azione: “Perché Palese ha detto Sì a rinvio senza sentire Emiliano e maggioranza? Si è ricordato di vecchia appartenenza? Su argomenti vitali non facciamo le mazze di scopa”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“Apprendiamo con rammarico che anche l’assessore Palese ha dato parere favorevole al rinvio dei nuovi LEA al 2025, nella riunione del 29 marzo scorso della Stato-Regioni. Una cosa gravissima, perché quell’atto ha concorso a impedire ai pugliesi di poter usufruire di 406 nuove prestazioni sanitarie, in ambito oncologico, genetico, malattie rare, pma, disturbi alimentari ecc..
L’argomento del parere favorevole quasi unanime delle regioni viene inoltre usato in queste ore dal Governo nazionale per giustificare il rinvio dell’entrata in vigore dei LEA: come a dire che se i cittadini italiani e pugliesi avranno meno cure la colpa è delle regioni.
Ma possiamo mai sentirci colpevoli di una cosa che Palese ha fatto senza consultarci e senza consultare – da quanto ci risulta – neppure il presidente Emiliano? Naturalmente nessun partito o collega della maggioranza è stato consultato, prima di rendere il parere; trattati come mazze di scopa su una questione vitale.
Qualcuno sussurra che il parere di Palese sia stato dato su suggerimento dei burocrati sanitari: fosse così sarebbe ancora più grave, così come gravissimo è leggere prima dichiarazioni indignate dell’assessore contro il rinvio (lunedì) e poi apprendere che questo è stato deciso dal Governo Meloni anche su parere favorevole di Palese.
Insomma, si contesta il Governo Meloni su argomenti di storia, di postura, di eloquio, di vita privata e altro ancora, ma poi si finisce per dargli supporto sugli argomenti più rilevanti del suo governo. Uno strano modo di fare opposizione e forse giustificato dalla nostalgia di Palese verso la sua famiglia politica di provenienza.
Noi continuiamo la nostra battaglia e invitiamo gli altri partiti e colleghi a unirsi a noi, approvando subito la nostra proposta di legge per introdurre in Puglia i nuovi LEA”.