Piano maxiemergenze, Amati: “Sulla carta funziona. Ma abbiamo fatto sapere ai grandi del G7 che dopo 122 giorni non c’è la Radiologia interventistica?”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Il Piano delle maxiemergenze della ASL di Brindisi, peraltro quasi uguale a quello di altre ASL italiane, è ben fatto e funziona. Ma solo sulla carta. E ciò non perché non siano state effettuate le pur necessarie simulazioni, ma per altri è più corposi motivi.
Senza la Radiologia interventistica, infatti, l’ospedale Perrino di Brindisi non è configurabile quale Centro di trauma e quindi di presidio di riferimento per le maxiemergenze.
Dopo 122 giorni dall’ultimo impegno a dotare il Perrino della radiologia interventistica nel giro di qualche ora, non è accaduto nulla, continuando a mettere a repentaglio l’assistenza ordinaria e figurarsi quella straordinaria da emergenza o maxiemergenza.
A ciò si aggiunga che, con dati alla mano, non sembra che il personale in organico sia in grado di soddisfare le esigenze emergenziali previste dallo stesso Piano.
Considerando l’evento più prossimo ad alto rischio, mi chiedo se di queste carenze sono al corrente i grandi della Terra del G7 e gli organismi di sicurezza impegnati nell’organizzazione.
Una ASL piccola come quella di Brindisi non è in grado di gestire per motivi oggettivi una maxiemergenza, anche a prescindere dal G7 e dai rischi connessi, senza il supporto di un’organizzazione interaziendale, a cominciare da quella occorrente per dotare il Perrino della Radiologia interventistica.
Senza iniziative e provvedimenti interaziendali, che peraltro sono obbligatori in virtù della norma recente di centralizzazione del reclutamento e della gestione del personale, l’unico modo per gestire una maxiemergenza è quello di sperare che nulla accada.
Ma siccome non ci si può trastullare nella speranza che le cose vadano sempre nel miglior modo possibile, invito a eseguire l’art. 2 della legge regionale n. 16 del 2024, così da evitare la parziale illegittimità di provvedimenti organizzativi sul personale di rango aziendale (compreso il Piano delle maxiemergenze): adottare – in via d’urgenza e provvisoria – un provvedimento interaziendale per coprire il servizio di radiologia interventistica; adottare – in via d’urgenza e finalizzato al G7 – un provvedimento interaziendale di maxiemergenza; organizzare immediate attività di esercitazione e simulazione, per comprendere eventuali falle del sistema.
In via ordinaria, e considerata la scadenza del termine a provvedere, è necessario adottare la delibera con cui si assegnano all’A.Re.S.S. o a una delle sei ASL le funzioni centralizzate in materia di reclutamento e gestione del personale, poiché molta parte dei problemi è rintracciabile nell’organizzazione autonomista e spesso autoreferenziale delle sei ASL.
Saranno fatte al più presto tutte queste cose, sintomo di accorta prevenzione e legalità? Speriamo di sì. Altrimenti che Dio ce la mandi buona.”

Odontoiatria a pazienti fragili, Amati: “Corte costituzionale respinge ricorso del Governo. Ancora una volta innoviamo. Ma quanta fatica”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo sottoscrittore della legge regionale per le prestazioni odontoiatriche ai pazienti fragili nelle strutture pubbliche, impugnata con ricorso dal Governo nazionale e oggi respinto dalla Corte costituzionale (Sentenza n. 89 del 2024).

“La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile, respingendolo, il ricorso del Governo nazionale contro la legge regionale per garantire le prestazioni odontoiatriche a pazienti fragili nelle strutture pubbliche.
Ancora una volta una nostra legge innova nel mondo sanitario, spesso ancorato a interpretazioni giuridiche ben lontane dall’obiettivo di garantire la salute, a causa di un pervasivo sistema d’ingranaggi burocratici. Ma quanta fatica, quante critiche, quanta maldicenza e, soprattutto, quanto tempo perso.
Con la nostra legge avevano individuato quali destinatari delle prestazioni odontoiatriche a carico del servizio pubblico territoriale (d’invasività minore, media e maggiore) ai pazienti fragili con disabilità psicomotoria o con disturbi del comportamento.
Il Governo nazionale aveva impugnato la legge, invece, ritenendo che le prestazioni previste fossero al di fuori dei Livelli Essenziali d’Assistenza (LEA), per via di un’interpretazione restrittiva rispetto alla esigenze di salute, ma anche non spiegata avendo come riferimento le norme vigenti.
La Corte costituzionale ha invece ritenuto, condividendo in pieno l’impostazione della legge regionale, che il criterio della vulnerabilità sanitaria per accedere alle prestazioni non è riferibile a un numero chiuso di patologie, ma a tutte le condizioni nelle quali la malattia di base potrebbe risultare aggravata o pregiudicata da patologie odontoiatriche concomitanti. In altre parole: la Corte costituzionale ha ritenuto di aderire all’interpretazione delle norme statali compiuta dalla legge regionale, consistente in <>, comprendendo in questo concetto <>.
perché obiettivo della sanità è curare e non aggravare.
Si tratta di una sentenza che ricorda ai burocrati ministeriali e regionali la finalità prioritaria del servizio sanitario pubblico: curare le persone dal loro stato di malattia.
Sembra una banalità anche a dirla, ma in questi anni abbiamo dovuto combattere per affermare – in più di un caso – la fondatezza di questo concetto, sfidando diversi pareri contrari ma portando la nostra regione a primeggiare in diversi settori e sulla base di leggi a iniziativa consiliare.
Mi spiace solo che abbiamo perso più di un anno, che spero sia recuperato dai DG delle ASL attivandosi nel disporre tutti i provvedimenti utili a raggiungere l’obiettivo.
Ringrazio con senso di riconoscenza l’avvocato di causa Mariangela Rosato, oltre che l’avvocato coordinatore Rosanna Lanza, e il dirigente Vito Carbone per i preziosi suggerimenti. Senza di loro non avrei potuto raccontare questo ulteriore successo per i malati pugliesi, per il Consiglio regionale e pure per la mia attività di legislatore.
E ringrazio pure Angelo Greco, già direttore sanitario della ASL di BR, che mi diede lo spunto quando non sapevo fronteggiare una situazione di assistenza meritevole di una tutela che sino a oggi non era possibile.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Mancano 22 giorni al fine lavori dell’immobile. E poi arredi e attrezzature. Nessuna notizia decreto Ministro”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Mancano 22 giorni al fine lavori per la struttura del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. La prima pietra fu messa il 26 settembre 2018. Sono passati quasi sei anni, conditi da speranza, rabbia, impegno, soluzione di problemi imprevisti e decisioni spendaccione, irrituali e abnormi ancora prive di giustificazioni. Al 5 giugno 2024 di giorni ne saranno passati 2.079, circa 1.000 in più rispetto alla data contrattuale stabilita in origine.
I lavori dovevano inizialmente terminare, infatti, il 6 settembre 2021, ossia dopo 1.000 giorni dalla consegna dei lavori, avvenuta l’11 dicembre 2018.
Successivamente, la stazione appaltante offrì generosamente all’impresa la possibilità di realizzare i lavori diversamente da come era stato progettato (per blocchi), al fine venire incontro alle difficoltà economiche dell’appaltatrice Astaldi, in concordato preventivo in continuità e poi acquisita da Webuild, con trasferimento della commessa alla società del gruppo Partecipazione Italia.
Questa situazione di difficoltà iniziale, congiunta al Covid e alle decisioni giuridicamente abnormi del Collegio consultivo tecnico, riferite alla pandemia e ad altri aspetti infondati sia in fatto che in diritto – ma su questo siamo ancora in attesa delle più opportune impugnative -, ha fatto slittare la fine lavori di ulteriori mille giorni.
Ma ora siamo alle battute finali. Pochi giorni e la struttura sarà consegnata alla ASL, per cominciare la fase di allestimento con arredi e attrezzature; e su questo siamo in attesa del decreto del Ministro della Salute per mettere a disposizione la somma di 85 milioni di euro, già destinata al nuovo ospedale.
In vista delle ultime attività è opportuno che la ASL organizzi al meglio la fase del trasferimento, centralizzando ogni decisione operativa e respingendo ogni forma di dilettantismo travestita da buona volontà. Abbiamo da aprire un ospedale, al più presto, ed è quindi ora di mettere al servizio della missione il personale più adeguato.”

Noi sulla sanità diamo la sveglia al governatore

Fabiano Amati, lei è il capogruppo di Azione in Consiglio regionale e ha una grossa responsabilità: Michele Emiliano non dorme più per voi.

«Si potrebbe dire diversamente, che noi l’abbiamo svegliato»

Perché, dormiva?

«Secondo noi sì, almeno sui temi della sanità. Tant’è che sono anni che urliamo per destare lui e la maggioranza dal torpore. Basta andare in giro e ce ne se accorge».

Negli ospedali ci andiamo tutti, purtroppo.

«La competenza maggiore della Regione è nella sanità e lì soffriamo molto. La situazione è disperata, perle prenotazioni e la diagnostica. Mica si può far finta che non è così. Il fatto che questo sia un problema dell’intero Paese non abilita a non far nulla per metterci nelle condizioni di risolvere molti problemi organizzativi che servirebbero a migliorare di granlunga il sistema».

Quali sono per voi le situazioni più scandalose?

Le agende chiuse: un trucco per non far vedere la vergogna dei tempi lunghissimi di attesa. Ma sono illegali».

Basta cosi?

«No. Mancano le agende dedicate per i malati gravi, come glioncologici. Le visite di controllo le dovrebbero prenotare gli specialisti senza mettersi in fila al Cup sentendoti dire che l’agenda è chiusa, saltando la periodicità dei controlli. Per non parlare del disallineamento dei tempi fra pubblico e privato, che non dovrebbe esserci, perché alimenta il ricorso alle visite a pagamento. Temi sui quali noi abbiamo presentato due proposte di legge».

Chiedete, in generale, la rotazione dei dirigenti e deidirettori di dipartimento.

«Naturalmente le burocraziesanitarie non sono tanto contente diun sistema che li impegna in questo modo. Quanto ai dirigenti, vengono pagati per l’immediata adattabilità a ogni funzione».

Esiste l’asse Azione-5 Stelle?

«Noi non ci alleiamo con le sigle ma con le cose da fare».

Riuscirà a far incontrare Emiliano e Carlo Calenda?

«Se vogliono fare la pace non hanno bisogno di me».

Rotazione dirigenti, 4 Consiglieri: “Abbiamo presentato oggi pdl per lotta a opacità e per rispetto Piano vigente anticorruzione. Post-it per impegno sventa sfiducia”

“Abbiamo presentato oggi la proposta di legge per combattere ogni eventuale rischio di opacità nella pubblica amministrazione regionale, imponendo il rispetto del vigente Piano anticorruzione e quindi la rotazione dei dirigenti con più di tre anni nello stesso incarico. Nell’ambito della profilassi contro ogni tentazione di disattendere gli impegni politici, la pdl è anche un post-it a Emiliano sulle sue parole sventa sfiducia pronunciate in Aula. Nel passaggio dalle parole ai fatti si misurano le persone e anche per questo chiediamo la decisione sulla pdl con urgenza.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Saverio Tammacco, Ruggiero Mennea e Sergio Clemente.

“La proposta di legge ha un unico articolo e si pone le finalità d’attuazione del principio di rotazione dei dirigenti di cui all’art. 1 della Legge n. 190 del 6 novembre 2012, garantendo la massima funzionalità e flessibilità, e limitando al massimo il rischio corruttivo. Per questo l’incarico di dirigente nello stesso servizio non potrà eccedere la durata perentoria di tre anni, così come auspicato anche dalla Delibera della Giunta regionale n. 85 dell’8 febbraio 2023. La rotazione in oggetto deve avvenire secondo criteri di fungibilità culturale delle relative professionalità.
In sede di prima applicazione della presente legge, tuttavia, per esigenze organizzative motivate dall’allineamento dei tempi di durata di tutti gli incarichi, oggi disallineati a causa della pandemia Covid e per questo in grado di limitare la rotazione e la scelta tra un numero più ampio di dirigenti (anche con riferimento ai criteri di fungibilità), la Giunta regionale dovrà disporre la rotazione di tutti i dirigenti nel termine perentorio di trenta giorni dall’entrata in vigore e senza tener conto, ai sensi dell’art. 1, comma 18, del Decreto legge n. 138 del 14 settembre 2011, della data di scadenza dell’incarico in corso prevista dall’atto di conferimento dell’incarico o da altra fonte.
Alla scadenza dei termini per effettuare la rotazione straordinaria, qualora non sia stato adottato l’atto che dispone la rotazione, ai dirigenti è interdetta l’adozione di qualsiasi atto amministrativo, conservando il trattamento economico in godimento, e le relative funzioni sono esercitate dal competente Direttore di dipartimento o, in mancanza, dal Capo di gabinetto.
Non sono ammesse deroghe al principio di rotazione, se non per il tempo massimo e non prorogabile di 30 giorni, nel limite del 10% della dotazione organica dei dirigenti in servizio e per eccezionali fattori organizzativi puntualmente motivati.
La rotazione del personale diverso dai dirigenti seguirà invece le disposizioni del Piano triennale di prevenzione della corruzione o dell’atto in esso indicato.”

Sanità, 4 Consiglieri: “Abbiamo presentato oggi pdl contro illegalità diffusa sulle liste d’attesa. È anche un memo a Emiliano per impegno sventa sfiducia”

“Abbiamo presentato oggi, e ancora una volta, la proposta di legge per la lotta senza quartiere alle insopportabili liste d’attesa. È un memo sull’impegno sventa sfiducia preso da Emiliano in Consiglio regionale, sul quale chiediamo l’urgenza. Nel passaggio dalle parole ai fatti si misurano le persone.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Ruggiero Mennea, Saverio Tammacco e Sergio Clemente.

“La proposta di legge prevede sanzioni durissime, compresa la decadenza dei DG, qualora le agende delle prenotazioni risultino chiuse e non risultino istituite le agende dedicate per oncologici, cronici e rari. Prevede, inoltre, l’istituzione di un CUP unico per prestazioni erogate dal pubblico, o dal privato incaricato di pubblico servizio, e la revoca di tutte le autorizzazioni all’attività a pagamento negli studi privati (c.d. ALPI allargata). Infine, qualora i tempi d’attesa tra le attività istituzionali e a pagamento risultassero in disallineamento, l’attività a pagamento sarà sospesa automaticamente.
Questi i capisaldi della nostra proposta di legge, sempre osteggiata dalle burocrazie sanitarie più strafottenti rispetto alle esigenze delle persone, poiché, dopo tanti anni di vigenza di norme dirette a prescrivere queste cose, non si capisce perché siamo ancora fermi al palo in una situazione di illegalità generalizzata e intollerabile.”

Azione: “Rotazione direttori dipartimenti, dirigenti, DG ASL e legge liste attesa. Richieste forse accolte ma attendiamo lettura verbale”

“Potrebbero essere accolte le nostre richieste di rotazione dei direttori dei dipartimenti, dei dirigenti regionali, dei DG delle ASL e di provvedimenti durissimi per combattere le liste d’attesa in sanità. Attendiamo di leggere in un documento, nero su bianco, questa volontà, magari con il sostegno e l’approvazione degli altri partiti, per provare a dare un senso a questo scampolo di legislatura.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, commentando l’incontro svoltosi oggi con il Presidente Emiliano e tutti i dirigenti regionali dell’assessorato alla sanità.

“Per fare qualcosa di concreto e combattere ogni forma di opacità, abbiamo presentato la nostra ricetta.
Rotazione di tutti i direttori di dipartimento, in vista delle prossime nomine a valle del procedimento già avviato.
Rotazione simultanea e immediata di tutti i dirigenti regionali in servizio da più di tre anni nella stessa funzione, così come auspicato dallo stesso Piano anticorruzione approvato dalla Giunta regionale e purtroppo inapplicato.
Rotazione di tutti i DG delle ASL, ormai decaduti per sforamento della spesa farmaceutica e con performance di bilancio non lusinghiere, tant’è che senza alcun aumento di prestazioni nel 2023 hanno conseguito quasi 39 milioni di euro di perdite, nonostante maggiori trasferimenti per 300 milioni di euro.
Legge sulle liste d’attesa per istituire il CUP unico regionale; per sanzionare la mala pratica delle agende chiuse; per sanzionare la mancata istituzione delle agende dedicate ai malati oncologici, cronici e rari; per sospendere automaticamente il mancato allineamento nei tempi d’attesa tra quelli in ALPI (a pagamento) e quelli in istituzionale; per revocare tutte le autorizzazioni di ALPI allargata, ciò fuori dalla struttura sanitaria in cui si svolge l’attività lavorativa; per avviare lo screening oncologico per carcinoma mammario alla popolazione target 45-50 e la verifica di eredo-familiarità per la popolazione target 40-45; per migliorare l’estensione degli inviti per lo screening dei tumori al colon e al collo dell’utero.”

Radiologia BR, Amati: “Per radiologia interventistica aspettiamo soluzione da 108 giorni e per radiologi specializzandi nessuna notizia. Ma si fa così la sanità?”

Comunicato stampa del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Sulla radiologia interventistica del Perrino di Brindisi ancora niente. Eppure dovevano riattivarla e risolvere il problema 108 giorni fa. E invece continuiamo ad avere solo un protocollo di trasporto dei pazienti agli ospedali di Lecce e Taranto, mettendo in crisi anche i DEA di Lecce e Taranto.
Il protocollo è stato peraltro contestato da tutti i radiologi interventisti ed esperti di emergenza, perché non si capisce che fine fanno i pazienti di Brindisi non trasportabili.
Eppure sarebbe semplice: un provvedimento interaziendale, con indennizzo, per portare provvisoriamente a Brindisi qualche radiologo interventista, in grado di formare i radiologi attualmente in servizio o in via d’assunzione; un provvedimento aziendale di tipo organizzativo, a stralcio, per istituire l’unità operativa complessa di radiologia interventistica, sopprimendone una delle tante inutili in funzione, così da rendere appetibile anche la sede di Brindisi.
E se la radiologia interventistica piange la radiologia diagnostica non ride. Siamo in attesa dell’assunzione degli specializzandi, impedita a quanto pare dall’Università di Bari, nonostante avessi avuto rassicurazione di pronta soluzione sia dal Rettore che dal Direttore generale.
Ma io non voglio più le rassicurazioni da comunicati stampa, accompagnati da photo opportunity; non si fa così la sanità. Io desidero solo certezze sul servizio che funziona, perché è l’unico fatto coincidente con la salute delle persone.”

C’è bisogno di aria fresca non solo di nuove deleghe. Sanità a me? Prima le idee.

Sarebbe troppo semplice liquidare ogni polemica con le uscitedi scena degli assessori Rocco Palese e Anna Grazia Maraschio. Non possono bastare i tre ingressi delle nuove assessore Viviana Matrangola, Debora Ciliento e Serena Triggiani. Tantomeno è sufficiente, sul fronte dirigenti, l’adozione del programma triennale di rotazione ordinaria del personale della Regione 2023-2025. Per il consigliere regionale di “Azione” Fabiano Amati, la cui storia politica è stata caratterizzata anche da un’uscita dal Pd pugliese e da ripetuti scontri con l’attuale governatore, non era questa la svolta eticachiesta a Michele Emiliano. Per una Regione che ha bisogno di «aria fresca» negli apparati burocratici, è proprio Amati a indicare le finestre da aprire, anzi da spalancare.

Consigliere Amati, sta nell’ingresso delle tre nuove assessore la svolta etica tanto richiesta per la giunta regionale?

«Don Angelo Cassano di Libera ha detto che si è trattato di un’operazione di facciata, e non credo si sbagli. La vera svolta a mio parere non è nemmeno cominciata, e lo si capisce dalle proteste e dei mal di pancia di queste ore, soprattutto all’interno del Pd. L’amministrazione pugliese ha bisogno di aria fresca e nuova, in particolare – mi preme sottolinearlo – negli apparati burocratici. E per questo motivo noi siamo disinteressati alle questioni di seggiole, di incarichi, mentre abbiamo indicato quattro punti più utili ma durida accettare. Punti sui quali sisono espressi a favore anche Pde M5s, perciò attendiamo fiduciosi».

“Azione” per esempio aveva chiesto la rotazione simultanea di tutti i dirigenti, dei capi dipartimento, dei dg Asl euna legge per la legalità sulle liste d’attesa. La giunta ha risposto con l’adozione del programma triennale rotazione ordinaria del personale della Regione 2023-2025.

«Secondo la delibera la rotazione inizia da adesso, ignorando tutta la fase precedente, magià così mi sembra non si colga un principio di legalità, perché la rotazione è prevista dalla legge. È mai possibile non poter applicare una rotazione immediata e simultanea per tutti i dirigenti, in particolare quelli deisettori a maggior rischio corruttivo? Lo stesso dicasi per i direttori dei dipartimenti, perché nella prolungata sedimentazione del potere si nascondono forme abitudinarie che espongono al rischio di opacità. Anche i direttori delle Asl dovrebbero cambiare, anzi in quel caso dovrebbero già decadere per legge perché hanno sforato la spesa farmaceutica. Infine, ma è il punto più importante sulla legalità perché riguarda davvero la vita delle persone, la legge sulle liste d’attesa: noi proponiamo una legge regionale che sanzioni la violazione delle leggi statali, secondo cui non possono esserci le “agende chiuse”, che invece cisono. Inoltre, la legge dice che devono esserci le agende dedicate per i malati oncologici, permalati cronici, e per chi soffre dimalattie rare: queste agende invece non ci sono.

Ancora: sempre secondo la legge, devono essere allineati i tempi di attesa trale attività istituzionali e quelle a pagamento. Senza una sanzione per chi viola la legge, la legge stessa è come se non esistesse. Abbiamo le leggi, ma non l’applicazione delle sanzioni. Eppure la decadenza è uno dei primi istituti giuridici, si trova già nell’Antico Testamento: ad Adamo ed Eva dissero di non mangiare la mela, loro la mangiarono, e appunto decaddero dal Paradiso terrestre. Le norme le abbiamo,lo stesso protocollo di legalità indicato dal M5s è ben poca cosa rispetto a ciò che prevedono le leggi».

Ha detto poc’anzi che Azione non è interessata alla corsa alle poltrone. Ma accetterebbe, qualora glielo chiedessero,l’assessorato alla Sanità, perora rimasto nelle mani di Emiliano?

«Non è che diciamo che non partecipiamo al dibattito sui posti in giunta per una questione di superiorità o di superbia. Semplicemente riteniamo che in questo momento sia più urgente un’operazione di aria fresca nella struttura burocratica, perché,al netto ovviamente di ogni garantismo, le vicende degli ultimi tempi ci hanno detto che ogni ipotesi di indagine è fondata surami di pubblica amministrazione che si sono resi complici di determinati meccanismi. Quindi, il rischio va tagliato alla radice. Niccolò Machiavelli sosteneva che non c’è cosa più necessaria che restituire ad un regno o a una repubblica la reputazione originaria attraverso ordini buoni, altrimenti a farlo sarà unaforza estrinseca. Sul concetto di forza estrinseca non ho bisognodi fornire ulteriori chiarimenti».

Ritiene che stavolta Emiliano si sia infilato in un vicolo cieco?

«Non lo so, certamente la situazione è difficilissima, non soseci sono spiragli. Noi proviamo a dare indicazioni che possano servire a far vedere la luce nontanto al governo Emiliano ma al governo di questa regione. Di questo ha piena consapevolezzaanche Elly Schlein, e devo dire che per quanto mi riguarda trovo stupefacente per la mia storia che sia io a dover difendere il punto di vista della segretariadel Pd, visto che dal Partito democratico pugliese ero andato via perché troppo “Emilianocentrico”».

Tuttavia, a 72 ore di distanza dall’annuncio del mini-rimpasto, si registra uno strano silenzio sia da Schlein sia da Conte.

«Vedremo nei prossimi giorni, di sicuro sarebbe inverosimile pensare che entrambi possano essersi scomodati solo per mandare a casa gli assessori Palese e Maraschio. Detto nel rispetto di tutti, sia chiaro».

Dopo i risultati in Basilicata,il commissario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis ha detto che è giunto il momento di dialogare con le altre forze alternative a Emiliano. Di fatto, chiama in causa Azione. Cosa risponde? C’è una disponibilità al dialogo?

«L’ho appreso dai giornali. L’onorevole D’Attis dispone certamente del mio numero e se ha qualcosa da dirmi sa come farlo. Non ho pregiudizi. La mia storia politica è ľeco degli insegnamenti di don Sturzo e di De Gasperi: la politica è idee e programmi da realizzare. Io nel frattempo, chiedo a Forza Italia e a tutto il centrodestra di votare in Consiglio, nella prossima seduta del 7 maggio, alcune leggi importantissime: quella per combattere la Sla di origine genetica,quella per contrastare bronchiolite e papilloma virus, e quella per il centro risvegli di Ceglie. Non solo lo dico attraverso i giornali, ma a loro chiederò con tattandoli direttamente».

Intervista a cura di Massimiliano Iaia, Nuovo Quotidiano di Puglia 26/04/2024

Consiglio regionale, Amati, Vizzino e Tammacco: “Subito in aula PDL per internalizzare Centro risvegli di Ceglie. Atto di efficienza, trasparenza e legalità”

“Il 7 maggio chiederemo il voto del Consiglio regionale sulla proposta di legge per internalizzare il servizio del Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica, dopo tanti anni in gestione privata e con contratto scaduto.
L’eventuale approvazione della legge porterebbe maggiore efficienza e rispetto della vocazione originaria di struttura pubblica per la riabilitazione intensiva. A ciò si aggiunga che l’attuale gestione avviene in forza di un contratto scaduto da tantissimi anni, mai prorogato, in violazione dei criteri di trasparenza e legalità posti a presidio delle procedure di affidamento dei servizi.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Mauro Vizzino e Saverio Tammacco.

“L’alta specializzazione nella gestione pubblica, la valorizzazione del personale attualmente adibito, l’apertura al supporto delle altre aziende sanitarie o ospedaliere universitarie, l’accoglienza delle nuove tecnologie per allungare i periodi di presa in carico, la priorità nell’attribuzione dei posti letto e la rilevanza clinica e umana di questa struttura, potrebbero mettere a punto l’avvio di una stagione nuova, ove anche alla Puglia possa essere riconosciuto in pienezza il ruolo di regione all’avanguardia nell’obiettivo più alto e complicato del risveglio dalla condizione di stato vegetativo e coscienza meno che minima, così tragica ma altrettanto ricca di mistero scientifico e ragionevole speranza.
È questo il senso della proposta di legge per internalizzare il Centro neuromotulesi di Ceglie Messapica e l’istituzione del Centro regionale di riabilitazione intensiva.
Nel dettaglio.
L’articolo 1 istituisce il “Centro regionale pubblico di riabilitazione ospedaliera di Ceglie Messapica – CRRiPOCeM” di proprietà e gestione interamente pubblica, incardinato nell’organizzazione funzionale della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi, corredato da tutte le unità operative, relativi day hospital e per tutti i livelli, regimi e fasi delle attività riabilitative. Per il raggiungimento dello scopo l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi potrà avvalersi nella gestione sanitaria del CRRiPOCeM e, previa sottoscrizione di protocollo d’intesa, di altre Aziende Ospedaliere Universitarie o Aziende Sanitarie Locali della Regione.
L’articolo 2 detta norme speciali di operatività per il raggiungimento o mantenimento dell’eccellenza riabilitativa, facendo in modo che la tenuta in carico del paziente avvenga per l’intero percorso riabilitativo, stabilito sulla base della normativa, le linee guida e relative prescrizioni cliniche di carattere soggettivo, anche utilizzando tecnologie di tele-monitoraggio, tele-medicina, robotica, intelligenza artificiale, ovvero tecnologie aventi il medesimo obiettivo.
L’art. 3 tratta norme transitorie e finale per meglio regolare tutte le attività di passaggio dall’attuale gestione a quella esclusivamente pubblica.”