Comunali Bari, Azione: “Alle primarie con Leccese per dare continuità a lavoro Decaro, sotto l’insegna del realismo e della concretezza”

Dichiarazione del Coordinatore e consigliere regionale Fabiano Amati, dei Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, e dei referenti per la città di Bari Raffaele Santoro e Angelantonio Cafagno.

“Alle primarie sosterremo Vito Leccese per dare continuità al lavoro di Antonio Decaro e per la costruzione di una coalizione normale, fatta per realizzare strade, case, scuole, reti idriche, fognarie e delle acque meteoriche, trattare i rifiuti con le migliori tecnologie, aiutare le imprese, sostenere gli insediamenti turistici e molto altro che abbia il sapore della concretezza e della realtà. Tra questi argomenti di concretezza e di realismo c’è anche la valorizzazione delle competenze sindacali in materia di autorità sanitaria, intesa come impegno costante a reclamare per i cittadini di Bari i servizi più moderni ed efficienti e il rispetto dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie. In questo senso, detto anche per favorire il ruolo di Bari come città capoluogo, emerge la necessità che il Comune sostenga la definizione di un ospedale pediatrico d’eccellenza presso il Giovanni XXIII, cominciando a operare con lo scorporo dal Policlinico di Bari.
Sosteniamo Vito Leccese, in definitiva, per fare al comune ciò che è del comune, assumendo decisioni anche scomode ma in linea con la prova scientifica, prendendo posizione anche su argomenti di carattere politico generale e a caratura culturale, però sempre sotto l’egida dell’Europa, dell’alleanza occidentale e democratica della quale l’Italia fa parte con convinzione e del sistema di difesa della Nato, in tempi in cui i conflitti internazionali hanno grandi riflessi sulla vita locale, facendo anche emergere forme di intolleranza che non credevamo di dover rivedere nelle strade delle nostre città, nelle aule delle nostre università e spesso tra i banchi dei rappresentanti istituzionali ad ogni livello.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Fine lavori si avvicina ma senza le migliorie offerte in gara. Consulenti consigliano impugnazione CCT ma ASL tentenna”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il fine lavori si avvicina, utilizzando i quattro mesi oltre la data del 18 dicembre scorso, ma non risultano realizzate le lavorazioni relative alle migliorie offerte in sede di gara. In poche parole, l’impresa Partecipazioni Italia del gruppo Webuild, ossia quella che dovrebbe realizzare il ponte sullo Stretto, ha formalizzato il fine lavori del 18 dicembre scorso, non confermato dalla Direzione lavori, utilizzando i mesi successivi, non coperti dal contratto, per produrre le lavorazioni mancanti. Ma ciò non può sottrarli dall’irrogazione delle penali previste e dalle conseguenze dell’inadempimento sulla realizzazione delle migliorie offerte in sede di gara, magari aggiudicandosi per questo la commessa.
Allo stato il punto è dunque terminare i lavori al più presto, così da ottenere l’immobile realizzato, arredarlo, attrezzarlo e metterlo in funzione. La cosa che ci riguarda più, perché attinente alla salute.
Restano da sottolineare, ancora una volta, i problemi derivanti dal Collegio consultivo tecnico – CCT, per quanto riguarda sia la fase di costituzione sia il merito delle singole decisioni, apertamente contestate – come atti abnormi – dalla Direzione lavori, dal RUP e dai consulenti del RUP. Non si capisce, però, come mai i burocrati aziendali della ASL tentennano e non hanno ancora deciso l’impugnazione di quelle decisioni, fonte probabile – se accettate senza eccezioni – di responsabilità amministrativa da colpa grave. Sul punto ho l’obbligo della chiarezza e della nettezza, perché i soldi che amministriamo derivano dalle tasse dei cittadini.”

Nuovo ospedale Maglie-Melpignano, Amati: “Finanziamento a rischio conferma e rinvio su altre fonti di stanziamento”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Dopo la scadenza dell’accordo di programma, avvenuta nel dicembre scorso, il finanziamento del nuovo ospedale Maglie-Melpignano rischia seriamente di non essere confermato nei fondi dell’ultimo stralcio dei fondi ex articolo 20 provenienti dalle CIPE del 2009 e di essere reindirizzato in altre fonti da individuare.
Se confermata, ma lo vedremo nella riunione di lunedì prossimo della Commissione, la notizia rappresenta un grave problema, causato purtroppo dai ritardi delle burocrazie sanitarie, in una provincia che tra qualche anno, a prescindere da ogni tipo di riflessione, rischia di dover gestire l’assistenza ospedaliera solo attraverso il Fazzi di Lecce. E tutto questo perché la nuova prospettiva ospedaliera, sia da un punto di vista normativo che tecnologico, non potrà più essere organizzata attraverso il supporto di piccoli ospedali, in strutture ormai inadeguate e nonostante la sapienza della classe medica in servizio.
Un gravissimo problema si affaccia dunque al nostro orizzonte. Dobbiamo però fare di tutto, e noi della I Commissione questo faremo, per ridurre al massimo i ritardi e gli inadempimenti sin qui registrati.”

Nuovo ospedale di Andria, Amati: “Verificheremo motivazione e plausibilità normativa del declassamento da II a I livello”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sul nuovo ospedale di Andria verificheremo nelle prossime ore la motivazione e la plausibilità normativa del declassamento dal II al I livello. Lo verificheremo con attenzione, poiché nel piano di nuova edilizia ospedaliera approvato durante negli anni 2010-2013, quell’ospedale era programmato di II livello, ossia al servizio dell’intera provincia BAT e come Centro di trauma. Può darsi che le ragioni individuate per il declassamento abbiano fondatezza, ma è opportuno verificare il dettaglio.
Abbiamo infatti già acquisito il parere legale chiesto sul punto all’avvocatura regionale dall’assessorato alla Sanità e ora stiamo attendendo il piano clinico-gestionale, ove saranno certamente riportate le unità operative previste e il bacino di popolazione posto a riferimento di una dotazione di 400 posti letti, pur senza la classificazione di ospedale di II livello.
Nel frattempo, come purtroppo temuto, dovrà essere riavviata la procedura del finanziamento, oggi stimata per circa 220 milioni di euro, a causa della scadenza del vecchio accordo di programma. Un aggravio di tempi decisamente non in linea con le necessità di salute dei cittadini, addebitabile in gran parte alle burocrazie sanitarie, anche a dispetto di una classe politica molto più avanzata nel voler raggiungere in tempi almeno ragionevoli la più efficace modernizzazione dell’assistenza ospedaliera.”

Centro regionale malattie neuromuscolari, Amati: “40 milioni è la stima per ristrutturazione padiglione. Manca cronoprogramma. Aggiornamento a lunedì prossimo”

“Per la realizzazione del Centro regionale di malattie neuromuscolari nel padiglione Chini del Policlinico c’è la stima dei costi, ammontante a 40milioni di euro, con indicazione della fonte di finanziamento: notizie comunque già note sin dall’8 gennaio del 2024. Da allora, anche in assenza delle sollecitazioni della Commissione, avrebbero dovuto procedere alla redazione della scheda e alla formulazione del cronoprogramma. E invece, nulla di tutto questo. Insomma, piccoli passettini per un problema che meriterebbe grandi falcate, sempre e solo sulla base di continue sollecitazioni. In ogni caso, appuntamento a lunedì prossimo, nella speranza di dare finalmente avvio alle procedure di progettazione del Centro.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Un Centro per malattie neuromuscolari servirebbe per occuparsi di gravi malattie neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le distrofie muscolari; queste patologie sono ad alta complessità assistenziale e perciò bisognose di cure specialistiche e multidisciplinari.
La Puglia deve certamente continuare nel suo percorso di eccellenza nella diagnosi precoce delle malattie, ma non possiamo renderci complici delle distrazioni tipiche delle burocrazie nel raggiungimento dei livelli di eccellenza nell’assistenza di tutte le persone già affette da malattie neuromuscolari e con gravi problemi, da effettuarsi in un unico centro corredato da tutte le discipline cliniche e diagnostiche necessarie.
Anche la riunione di oggi, infatti, ha sortito solo l’effetto di conoscere la stima dei costi e la fonte di finanziamento, che erano già state formalizzate. Per cui abbiamo fatto trascorrere invano altri due mesi.”

DH Oncoematologia BR, Amati: “Tra 45 giorni sarà pubblicata la gara. È questo l’impegno della ASL e speriamo nessun nuovo ritardo”

“Tra 45 giorni sarà pubblicata la gara per la realizzazione del DH di Oncoematologia del Perrino di Brindisi. È questo l’impegno assunto dalla ASL di Brindisi e speriamo che non vi siano ritardi o nuove lungaggini. Dopo il rilascio del parere favorevole condizionato dei Vigili del fuoco, si attendono ora i seguenti adempimenti: la delibera del Consiglio comunale per il permesso di costruire convenzionato, probabilmente in programma per il prossimo 22 marzo; le integrazioni progettuali richieste dalla società di verifica e il provvedimento di verifica, da emanare entro i prossimi 30 giorni. A quel punto nulla potrà essere d’ostacolo per bandire la gara.
Ringrazio per la collaborazione e la presenza in audizione il RUP dell’ASL Brindisi Sergio Riini, il comandante dei Vigili del fuoco Giulio Capuano, il dirigente del Comune di Brindisi Fabio Lacini, il raggruppamento di progettazione Binini partners e la società di verifica BFP.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Combatto dal gennaio 2021 per la costruzione del nuovo DH di Oncoematologia del Perrino di Brindisi. Dopo aver fatto di tutto per reperire la fonte di finanziamento, 8 milioni di euro trovati nei residui art. 20 della Legge n.67 del 1988, e aver ottenuto l’autorizzazione regionale, ancora si attende l’approvazione del progetto esecutivo, dopo una richiesta di revisione, per bandire la gara lavori.
L’attuale situazione strutturale del DH di Oncoematologia è insostenibile, come ripetutamente denunciato dai direttori delle due unità operative Saverio Cinieri e Domenico Pastore.
Infatti, ci sono 130 persone circa al giorno che si curano per malattie oncologiche in spazi improponibili. Una situazione che non si può tollerare e su cui nessuna giustificazione appare plausibile.”

Neuropsichiatria infantile Monopoli, Amati: “ASL BA denuncia la mancata consegna immobile comunale per completare progetto esecutivo. I tempi si allungano”

“Purtroppo i lavori per la Neuropsichiatria infantile di Monopoli non possono partire a causa della mancata consegna dell’immobile da parte del Comune di Monopoli. È quanto ha denunciato la ASL di Bari nella seduta di ieri in I Commissione. Il motivo della mancata consegna è sconosciuto dalla ASL, nonostante abbiano ripetutamente chiesto la consegna e da ultimo con sollecito del 5 marzo scorso. La consegna dell’immobile è necessaria al fine di completare la progettazione esecutiva, che avrebbe dovuto essere consegnata entro il 18 febbraio scorso, per poi sottoporla a verifica e validazione. Purtroppo i tempi si allungano ancora e di ciò sono molto dispiaciuto. Appuntamento a lunedì prossimo per conoscere dal Comune di Monopoli il motivo della mancata consegna.”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per l’avvio dei lavori della Neuropsichiatria infantile di Monopoli stiamo perdendo altri mesi, portando a oltre due anni il ritardo da quando la I Commissione ha cominciato a occuparsene. Senza aggiungere, ovviamente, i ritardi precedenti, calcolati dalla data di presentazione della convenzione, avvenuta quasi quattro anni fa e precisamente il 28 luglio 2020.
A questo punto la ASL non ha potuto nemmeno aggiornare la nuova data di avvio dei lavori, perché non si conosce ancora la data di consegna dell’immobile.
C’è da dire che menomale controlliamo con sistematicità, altrimenti non saprei dire cosa succederebbe.
Tra la data di aggiudicazione dei lavori (26.9.2023), che aveva fatto assumere l’impegno alla consegna del cantiere entro i successivi due mesi, e la sottoscrizione del contratto (3.1.2024), passarono quattro mesi e per tre mesi di questi quattro non si comprende il motivo. Infatti, ragionevolmente e considerato il tempo d’attesa di 30 giorni previsto dalla legge, il contratto sarebbe dovuto essere stato sottoscritto il 27 ottobre e non il 3 gennaio. Tutti questi giorni di ritardo incidono, infatti, sul cronoprogramma complessivo, in questi termini: l’impresa aveva tempi sino al 17 febbraio per depositare il progetto esecutivo; la stazione appaltante ASL avrebbe avuto poi sino al prossimo 17 marzo per la verifica e ulteriori 15 giorni (31 marzo) per la validazione. Se tutto questo fosse accaduto, ma non è accaduto, la consegna sarebbe stata effettuata nei primi giorni d’aprile. E invece niente.
La I Commissione, in ogni caso, si riunirà ancora una volta lunedì prossimo, con l’audizione del Comune di Monopoli, per capire il motivo di tale ulteriore ritardo ed eventualmente sollecitare il più pronto adempimento ovvero a contribuire alla rimozione di eventuali impedimenti.”

Nuovo Piano casa, Amati: “Ora una pioggia di delibere. Le tre piccole modifiche sono state approvate e la legge non è più impugnabile”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Le tre modifiche alla legge sul nuovo Piano casa, richieste dal Governo nazionale e senza alcuna incidenza sull’impianto generale, sono state approvate. La legge non è dunque più impugnabile e pienamente operativa.
Ora mi aspetto una pioggia di delibere, approvate da tutti i restanti 255 comuni pugliesi (mi risultano solo Oria e Caprarica di Lecce tra i comuni che hanno deliberato), consistenti in una decisione semplice e facilmente prevedibile: approvazione della variante per tutte le zone B, C e probabilmente E, con previsione del premio volumetrico al massimo consentito e con la ovvia monetizzazione degli standard. Alla delibera sarà ovviamente allegata, come richiede la legge, una planimetria dello strumento urbanistico con perimetrazione degli ambiti (non c’è più la previsione sugli elaborati cartografici e studi analitici, quindi nessun incarico professionale da conferire); il tutto con l’avvertenza che in caso di divergenza tra la parte narrativa della delibera e la planimetria, vale ovviamente la parte narrativa, per cui ogni indugio su questo argomento equivale a una perdita di tempo.
Una pioggia di delibere subito è il senso, ancora una volta, del nostro intervento legislativo, perché i cittadini questo vogliono e questo ci chiedono.”

Donne e cancro, Amati: “La festa è finita. Ora possiamo denunciare la mancata esecuzione degli screening per tumore al seno? Prevenzione evita morte”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“La festa delle donne è finita. Abbiamo sentito parlare di tanti argomenti giusti. Ora però possiamo parlare dell’argomento più giusto tra i giusti? Vogliamo denunciare, in un sovrappiù d’impeto femminista, la violazione della legge regionale sugli screening per prevenire il tumore al seno e quindi la morte di tante donne?
La legge regionale, vigente da oltre due anni e ritenuta legittima dal Governo nazionale, prevede che lo screening deve essere effettuato alle donne nella classe d’età 45-75. E invece viene effettuato, anche a dispetto delle linee guida e dei piani di lotta ai tumori europei e nazionali, alle donne nella classe d’età 50-69.
Inoltre: sempre la legge regionale prevede che le donne sane da 40 a 45 anni devono essere contattate dal medico di medicina generale per una verifica su eventuali indizi di familiarità del tumore, per essere ammessa alla consulenza onco-genetica ed eventualmente alle più opportune pratiche di sorveglianza clinico-strumentali. Si fa tutto questo? No. Non si fa.
Che tristezza! A leggere le nostre leggi, la Puglia potrebbe essere la prima regione italiana a garantire questo livello di prevenzione, ma c’è una terribile contrapposizione tra la visione avanzata della legge e la sua esecuzione. Tra politici illuminati e burocrati sanitari attardati nell’impegno sugli ingranaggi dell’organizzazione sanitaria piuttosto che sul malato. E tutto questo è stato di recentemente sanzionato, con un monito, pure dalla Corte costituzionale, in occasione di una sentenza sul sequenziamento dell’esoma, sempre di marca pugliese, consistente nel sistema di diagnosi dell’85% delle malattie dall’1% del DNA.
Cosa significa, dunque, l’esclusione di queste donne dallo screening? È semplice: probabile morte.
Restano dunque fuori dalla prevenzione migliaia di madri, mogli, sorelle, a causa di una terribile e malvagia inerzia dei burocrati sanitari, che con tanta supponenza si permettono addirittura di violare una legge del Consiglio votata all’unanimità.
Questa è una grande battaglia di salute e parità, che va combattuta ogni giorno. In tutti i giorni in cui non c’è festa, non ci sono convegni, prese di posizione, interviste, su argomenti giusti ma meno giusti di quello più giusto, quello alla vita.
E per questo ho chiesto un’audizione consociativa urgente in commissione sanità.”

Radiologia interventistica, Amati e Vizzino: “Dovevano risolvere problema 52 giorni fa. Ancora nulla. Al più presto in Commissione. Non daremo tregua”

Comunicato stampa dei Consiglieri regionali Fabiano Amati e Mauro Vizzino.

“Sulla Radiologia interventistica del Perrino di Brindisi ancora niente, eppure dovevano riattivarla e risolvere il problema 52 giorni fa. E invece abbiamo solo un protocollo di trasporto dei pazienti agli ospedali di Lecce e Taranto; in pratica ciò che già era messo però su carta, lasciando fuori dall’assistenza i pazienti instabili non trasportabili e mettendo in difficoltà, come accade ogni giorno, anche gli ospedali di Lecce e Taranto. Il famoso protocollo, peraltro contestato – per i motivi detti – da tutti i radiologi interventisti e esperti di emergenza.
Per questi motivi abbiamo chiesto la convocazione sull’argomento della Commissione Sanità, con i burocrati regionali e aziendali, nonché i radiologi interventisti degli ospedali di Lecce e Taranto.
Non daremo tregua e non ci stancheremo di suggerire due cose, salvo idee più efficaci: un provvedimento interaziendale, con indennizzo, per portare provvisoriamente a Brindisi qualche radiologo interventista, in grado di formare i radiologi attualmente in servizio o in via d’assunzione; un provvedimento aziendale di tipo organizzativo, a stralcio, per istituire l’unità operativa complessa di Radiologia interventistica, sopprimendone una delle tante inutili in funzione, così da rendere appetibile anche la sede di Brindisi.”