Oncologia Fasano. Amati: “Cominciati oggi i primi lavori per adeguare spazi e usare altre quattro poltrone chemio”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Al PTA di Fasano sono cominciati oggi i primi lavori di adeguamento strutturale degli spazi, così da consentire tanto per cominciare l’utilizzo di altre quattro poltrone per chemioterapia.
Nelle prossime settimane solleciterò le ulteriori lavorazioni, con destinazione alla causa dei fondi residui di altri lavori, per rendere adeguati all’importante missione di salute tutti gli ambienti destinati al servizio.
Ringrazio per l’attenzione presta alla segnalazione dei giorni scorsi il Commissario della Asl Giovanni Gorgoni e il responsabile tecnico della struttura Renato Ammirabile.
Il PTA di Fasano è ormai una realtà di assistenza territoriale all’avanguardia per prestazioni offerte e con locali quasi totalmente ristrutturati e attrezzature generalmente all’avanguardia. Resta solo qualche piccolo residuo di inadeguatezza, come i locali di oncologia, da colmare al più presto. Insomma, il solito lavoro di indirizzo e controllo che mi sono assegnato per i prossimi mesi.”

Carta identità genetica, Amati: “Assegnate risorse. Si parte. Tra i primi al mondo. Gli uomini del futuro ci ringrazieranno”

“In futuro, quando la lotta alle malattie si comincerà prima che queste possano colpirci, qualcuno ci penserà tra i pionieri e ci ringrazieranno. Ne sono certo. Sono state assegnate le risorse per partire con la carta d’identità genetica, un progetto di ricerca per ora limitato ai prossimi tremila neonati, con la speranza di estenderlo a tutti, per conoscere il rischio di ammalarsi per 260 malattie rare. Siamo tra i primi al mondo e stiamo continuiamo sulla strada dell’innovazione nella genetica medica.”

Lo dichiarano il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della legge.

“Questo è uno di quei casi in cui ringraziamenti non sono formalità ma sostanza. Ringrazio i colleghi Consiglieri regionali per il continuo sostegno unanime e i dirigenti dell’assessorato alla salute Mauro Nicastro e Antonella Caroli per il via libera tecnico al protocollo. Ringrazio l’assessore Palese per la mediazione tra la mia esuberanza nel poter vedere qui e subito l’avvio delle riforme e gli apparati burocratici che a volte fanno soccombere l’intelligenza del cuore in favore di quella strumentale, ossia fondata sugli ingranaggi delle carte.
E grazie, come sempre, a Mattia Gentile, suggeritore, consulente e soprattutto uomo capace di stimolare la bellezza delle innovazioni diagnostiche pur sapendo che il peso del grande lavoro in più toccherà a lui e al suo staff: insomma, si costruiscono le croci da portare poi in salita. E ciò non è la regola nella pubblica amministrazione.
Il programma Genoma-Puglia serve a sperimentare la possibilità molto concreta di poter rilasciare a ogni neonato pugliese la “carta d’identità genetica”, dove registrare ed evidenziare in termini predittivi e precoci (generalmente senza sintomi) le varianti geniche potenzialmente correlabili a malattie di cui si possiede la terapia di cura anche in via di sperimentazione (allo stato circa 200 ma sempre in via d’ampliamento) o per le quali la diagnosi precoce risulti funzionale alla preparazione del paziente e della famiglia a più ponderati ed efficaci percorsi di assistenza sanitaria (per esempio, la fisioterapia) o sociale. Insomma, arrivare in tempo per realizzare le speranze di guarigione o di variazione più favorevole della storia naturale delle malattie.
In termini più accordati con il linguaggio scientifico e giuridico, la legge è finalizzata ad attivare un programma di ricerca, all’interno delle strutture sanitarie pubbliche, per estendere l’attività di diagnosi precoce attraverso la tecnica del sequenziamento della regione codificante individuale-Esoma, la cui tecnologia è già nella dotazione nel SSR e nello stesso già utilizzata per una serie d’indicazioni cliniche.
Il programma di ricerca, chiamato Genoma-Puglia, risulta utile per confermare e consolidare il primato che la Regione Puglia ha assunto in ambito nazionale nella branca specialistica della Genetica medica, accordandosi con i tempi velocissimi del progresso scientifico e tecnologico nelle scienze omiche.
Il programma consiste in un test di profilazione genomica, in favore di almeno 3000 neonati pugliesi, i cui genitori abbiano prestato il relativo consenso informato.
Il test di profilazione provvederà a identificare ogni possibile mutazione genetica, però limitata alle malattie per cui si dispone di terapie di cura anche in via di sperimentazione, allo stato circa 160, e alle malattie – allo stato circa 100 – per cui la diagnosi precoce risulti funzionale alla preparazione del paziente a più ponderati ed efficaci percorsi di assistenza sanitaria o sociale. Il motivo di tale limitazione alla diagnosi predittiva consiste nelle enormi problematiche etiche suscitate da una profilazione genomica che si spingesse nel campo della predittività di malattie su cui non si possiede alcuna cura e per le quali non è nemmeno assicurata l’insorgenza nell’intera vita del soggetto interessato. La realizzazione del programma di ricerca è stato assegnato al Laboratorio di medicina genomica del Presidio ospedaliero “Di Venere”.
Il programma si concluderà con una o più relazioni, contenenti informazioni dettagliate sull’attività compiuta, i risultati ottenuti, eventuali suggerimenti finalizzati all’istituzionalizzazione della profilazione genomica ed ogni ulteriore informazione idonea a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria regionale. E alla fine del percorso proveremo a far diventare il test obbligatorio per tutti i neonati, come credo di poter dire con relativa sicurezza.”

Screening neonatale. Amati: “Puglia si conferma prima in Italia con 61 malattie. Parola dell’Osservatorio malattie rare”

“La Puglia si conferma prima della classe in Italia per lo screnning neonatale. Parola dell’Osservatorio malattie rare (OMAR).
Sono 61, infatti, le malattie inserite nel pannello diagnostico obbligatorio per ogni neonato pugliese, così da consentire le cure più tempestive.
Questo risultato lusinghiero è stato conseguito grazie al consenso unanime del Consiglio regionale su diverse mie proposte di legge, scritte con la consulenza appassionata e continuativa del genetista Mattia Gentile e i suggerimenti del patologo clinico Simonetta Simonetti. Ovviamente guardiamo sempre avanti, pronti a raccogliere nuove sfide e nuovi ampliamenti del pannello, in relazione alla disponibilità di nuove cure.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione della Puglia Fabiano Amati.

“Le malattie sottoposte a screnning obbligatorio sono quelle per la cui cura vi è una terapia efficace ove somministrata tempestivamente: tutto ciò fa emergere, dunque, la necessità della diagnosi precoce.
Le 61 malattie, introdotte come screening obbligatorio con diverse leggi regionali, sono:
Fenilchetonuria;
Iperfenilalaninemia benigna;
Deficit della biosintesi del cofattore biopterina;
Deficit della rigenerazionedel cofattore biopterina;
Tirosinemia di tipo I;
Tirosinemia di tipo II;
Tirosinemia di tipo III;
Malattia delle urine a sciroppo d’acero;
Omocistinuria (difetto CBS);
Omocistinuria (difetto severo di MTHFR);
Deficit di glicina N-metiltransferasi;
Deficit di metionina adenosiltransferasi;
Deficit di S-adenosilomocisteina idrolasi;
Citrullinemia di tipo I;
Citrullinemia di tipo II (deficit di Citrina);
Acidemia argininosuccinica;
Argininemia;
Acidemia glutarica di tipo I;
Acidemia isovalerica;
Deficit di beta-chetotiolasi;
Acidemia 3-idrossi-3-metilglutarica;
Acidemia propionica;
Acidemia metilmalonica (Mut);
Acidemia metilmalonica (Cbl-A);
Acidemia metilmalonica (Cbl-B);
Acidemia metilmalonica con omocistinuria (deficit di Cbl-C);
Acidemia metilmalonica con omocistinuria (deficit di Cbl-D);
Deficit di 2-metilbutirril-CoA deidrogenasi;
Aciduria malonica; Deficit multiplo di carbossilasi;
Acidurie 3-metil glutaconiche;
Deficit 3-metilcrotonil-CoA carbossilasi;
Deficit 2-metil 3-idrossibutirril-CoA deidrogenasi;
Deficit del trasporto della carnitina;
Deficit di carnitina palmitoil-transferasi I;
Deficit di carnitina palmitoil-transferasi II;
Deficit di carnitina-acilcarnitina traslocasi;
Acidemia glutarica di tipo II;
Deficit della proteina trifunzionale mitocondriale;
Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena molto lunga;
Deficit di 3-idrossi- acil-CoA deidrogenasi a catena lunga;
Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media;
Deficit di 3-idrossi- acil-CoA deidrogenasi a catena media/corta;
Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena corta;
Deficit di isobutirril-CoA deidrogenasi;
Galattosemia;
Deficit di biotinidasi;
Ipotiroidismo congenito;
Fibrosi cistica;
SMA;
Malattia di Fabry; *l
Malattia di Pompe;
Malattia di Gaucher;
Mucopolisaccaridosi I; Leucodistrofia metacromatica (MLD); Immunodeficienza severa combinata (SCID);
X-Linked agammaglobulinemia (XLA);
Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (DDC);
Distrofia muscolare di Duchenne;
Adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD);
Sindrome adrenogenitale.”

Protesi, Azione: “Promessa gara entro giugno. Niente di fatto. Continua lo sperpero. Perché tutti tacciono?”

“Era stata assicurata la gara per le protesi entro fine giugno. Niente di fatto e chissà quando accadrà. Continua quindi lo sperpero: negli anni 2019-2021 quasi 500milioni di euro. Ma perché questi argomenti vitali non mobilitano l’attenzione di partiti, associazioni e sindacati? Eppure con maggiore attenzione su protesica e farmaceutica, potremmo risparmiare, stando ai dati degli sprechi dell’ultimo triennio, 1.172.274.962 di euro. Ma abbiamo idea cosa si potrebbe fare con più di un miliardo di euro in sanità? Il silenzio su questi argomenti è un mistero.”

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“La prima gara per i dispositivi medici fu annullata dai giudici amministrativi per un eclatante sproporzione del fabbisogno, calcolato in euro 3.239.749.560. Scrisse il Tar, infatti, che quella spesa prevista per quattro anni era priva di giustificazione, se solo si considerava che la spesa nazionale per il 2019 era stata complessivamente di 5 miliardi di euro e in Puglia di euro 3,5milioni.
A seguito di quell’annullamento l’assessorato e Innova Puglia si erano impegnati a riformulare il fabbisogno e pubblicare la gara entro fine giugno. E invece niente, con grave danno per le casse pubbliche.
Il procedimento per bandire la gara risulta, invece, ancora in alto mare. Permangono difformità sui quantitativi necessari: secondo l’Aress ci sono ancora differenze tra la spesa storica rilevata tramite le schede di dimissione ospedaliera – SDO – e i dati inviati dai reparti.
Non si comprende perché non si presta fede alle SDO e si chiede il fabbisogno alle singole unità operative, oppure perché non si riesca a valutare l’effettivo consumo del sottogruppo protesi per altri segmenti che include le protesi, tra le tante per spalla, polso e gomito.
Eppure dal sistema di raggruppamento omogeneo di diagnosi – DRG – si dovrebbe riuscire a calcolare il fabbisogno anche per le altre componenti, filtrando i dati attraverso la specifica codifica internazionale per le procedure chirurgiche.
Quindi: per ogni sottogruppo quali sono i codici identificativi delle procedure collegate alle protesi? Se si sommano i dati si dovrebbe avere il fabbisogno basato sul consumo storico sul quale si può intervenire per stabilire, anche rispetto al trend di utilizzo, la quantità da mettere in gara.
E allora una riflessione sorge spontanea.
Oltre ai ritardi nella gara, con la conseguenza di sprechi per centinaia di milioni, abbiamo speso centinaia di milioni per mettere a punto i sistemi informativi regionali, senza avere alcuna certezza sui dati e soprattutto, per contro intuizione, nessuna possibilità di controllo sull’andamento.
Eppure sarebbe molto semplice imporre alle Asl di interfacciare i loro sistemi con un unico magazzino digitale regionale (il famoso cruscotto); una soluzione semplice ed economica per avere un controllo totale di ciò che accade in Puglia senza aggiungere progetti nuovi che non fanno altro che ritardare il processo di controllo del sistema sanitario e della spesa sostenuta.
Ma si sa, queste voci gridano nel deserto. E nel frattempo sprechiamo, omettiamo le migliori cure e perdiamo faccia e reputazione”.

Reddito di cittadinanza, Azione: “È una misura sociale e serve a far vivere chi non ha quasi nulla da offrire al mondo del lavoro. Giusto mantenerlo”

“Il reddito di cittadinanza non serve a far sopravvivere nell’attesa di trovare un lavoro. Serve, invece, a far vivere chi non ha quasi niente da offrire al mondo del lavoro.
È quindi uno strumento sociale oggi indispensabile e in futuro sempre più necessario, considerata la galoppante specializzazione del mondo del lavoro.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, i responsabili regionali di Azione nei settori lavoro e welfare Giulio Colecchia e Carmen Craca.

“Il reddito di cittadinanza è da considerarsi una misura sociale di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze e per questo va mantenuto: almeno sino a quando non sarà adottato un nuovo progetto con effetti analoghi.
L’errore del passato è consistito nel considerarlo anche una misura di politica attiva del lavoro, ma i risultati attesi non sono mai arrivati e per contro abbiamo assistito alla duplicazione della spesa pubblica per le finalità della formazione professionale.
Il reddito di cittadinanza, invece, deve svolgere la funzione di assistenza a persone escluse dal mercato del lavoro per mancanza di formazione, esperienza o età avanzata, così da assicurare il diritto alla vita dignitosa attraverso la fiscalità generale.
Senza il reddito di cittadinanza si tornerà, inevitabilmente, ai vecchi sussidi comunali, di natura sporadica, esigua e spesso clientelare, fonte di conflitti e a carico di casse non in grado di reggere quel tipo di impatti finanziari.
In questo ambito risultano mere petizioni di principio, funzionanti solo in teoria, le buone intenzioni sulla formazione e l’avvio al mondo del lavoro, perché non si fanno i conti con i dati: quelli che vedono coabitare l’alta disoccupazione con le alte percentuali di offerte di lavoro specializzato non coperto.
Qual è il significato di questi dati? Non è difficile intuirlo. Ci sono persone, e in futuro sarà ancora più evidente, non in grado di rispondere all’offerta di lavoro specializzato e quindi esclusi da ogni forma di vita dignitosa. Non basterà un corso di formazione a colmare la lacuna specialistica. Che fare quindi? Il reddito di cittadinanza come misura sociale. Ecco perché è un errore eliminarlo.”

Ospedale Ostuni, Amati: “Tante parole e nessuna idea. Messa così, destino segnato”

Dichiarazione del consigliere regionale Fabiano Amati.

“Nel Consiglio comunale di ieri a Ostuni sulla sanità ho sentito tante parole, tante critiche alle idee altrui e nessuna idea propria.
Ho rivisto le scene già vissute oltre dieci anni fa, con il rifiuto irragionevole e supponente dell’ipotesi di un nuovo ospedale a Fasano-Speziale, che allora come ora fanno intuire come andrà a finire: male.
Se è questo il metodo di protestare, mi pare che il destino sia segnato.
Non si può fare un intero Consiglio comunale criticando aspramente, a partire dal sindaco, le scelte della Regione, del presidente Emiliano, degli assessori e dei manager, senza però avere la capacità d’indirizzarsi su una soluzione non generica, afferrabile e credibile, lottando per ottenerla.
L’ospedale di base di Ostuni paga la difficoltà di garantire turni e reperibilità al Perrino di Brindisi, ospedale indispensabile per le malattie tempo-dipendenti e di alta complessità.
Questo è il problema ed è inutile girarci attorno.
Anche il nuovo Direttore generale non potrà fare nulla di diverso; smettiamola di mentire ai cittadini e a noi stessi.
Per ovviare a questo problema abbiamo a mio giudizio solo una possibilità, che riguarda Ostuni ma tutte le Asl pugliesi: AziendaZero.
Si tratta in buona sostanza di una riforma per impedire lo scippo (com’è accaduto e accade) tra le diverse Asl del personale medico, con il maggior danno delle Asl più piccole, e di formare i turni e le reperibilità attingendo dall’organico di tutta la regione. E tutto questo perché la sanità è tarata su base regionale e non provinciale.
Turni e reperibilità sono il problema attuale, da gestire con il personale disponibile, evitando l’abuso dei verbi coniugati al futuro – faremo, vedremo, agiremo ecc. – usati come sostanze stupefacenti.
Si vuole far questo? Si combatti. Non si vuole? Si dica qual é l’alternativa concreta. Non c’è spazio per la tattica politica del
movimento senza spostamento, del non far nulla ma fatto bene e delle braccia conserte.
Io difenderò l’ospedale di base di Ostuni, perché essenziale nella trama degli ospedali di II e I livello, composta da Brindisi, Francavilla Fontana e il nuovo Monopoli-Fasano. Lo farò anche mettendomi in urto con parte della classe dirigente comunale eventualmente indisponibile ad aprire gli occhi sulla realtà e sul futuro. Ci riuscirò? Non lo so. Spero solo, nell’interesse dei cittadini di Ostuni, che non vada a finire come dodici anni fa per l’ospedale di Fasano-Speziale”.

DH oncoematologia BR. Amati: “Siamo in notevole ritardo. Pubblicazione gara lavori prevista per ottobre”

“C’è obiettivamente ritardo, purtroppo, per la realizzazione del nuovo DH dell’oncoematologia del Perrino di Brindisi.
Allo stato si attende l’adeguamento del progetto esecutivo, bisognoso dello stralcio di opere per 1milione di euro, per poi approvare definitivamente il progetto e bandire la gara entro i primi giorni di ottobre.
Il DH di oncoematologia è importantissimo per le migliori cure delle persone affette da gravissime malattie, anche considerando l’attuale stato dei locali messi a disposizione.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

Combatto dal gennaio 2021 per la costruzione del nuovo DH di oncoematologia del Perrino di Brindisi.
Dopo aver fatto di tutto per reperire la fonte di finanziamento, 8 milioni di euro trovata nei residui art. 20 della Legge n.67 del 1988, e aver ottenuto l’autorizzazione regionale, ancora si attende l’approvazione del progetto esecutivo, dopo una richiesta di revisione, per bandire la gara lavori.
L’attuale situazione strutturale del DH di oncoematologia è insostenibile, come ripetutamente denunciato dai direttori delle due unità operative Saverio Cinieri e Domenico Pastore.
Infatti, ci sono 130 persone circa al giorno che si curano per malattie oncologiche in spazi improponibili. Una situazione che non si può tollerare e su cui nessuna giustificazione appare plausibile.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Nessuna gara per arredi e attrezzature, e la dirigente ASL diserta audizione. Perché? Andrò io a trovarla”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Purtroppo ancora nessuna gara è stata bandita per gli arredi e le attrezzature del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, perché i capitolati d’appalto non sono stati ancora definiti. Inoltre: la dirigente del settore patrimonio della Asl di Bari Paciello, competente per gli acquisti, diserta le audizioni in Commissione senza alcuna giustificazione. Perché? Questa è la domanda. E siccome non ho problemi di galateo ma solo doveri di celerità, nelle prossime ore andrò a trovare la dirigente del settore patrimonio, a me nota come persona preparata e scrupolosa, per acquisire informazioni e documentazione, così da riferire ai componenti della Commissione.
La stessa cosa farò con il Responsabile del procedimento per la costruzione dell’ospedale Sansolini, perché allo stato non abbiamo alcuna notizia documentata sulle penali da applicare all’impresa, considerata la violazione della data del 24 luglio 2024 per il fine lavori, sulle richieste avanzate dall’impresa al Collegio consultivo tecnico, sulle udienze svolte dinanzi a questo organismo, sulle difese depositate e sulle decisioni adottate, anche in via interlocutoria o di rito. Insomma, tutto ciò che possa servire per capire a che punto siamo e soprattutto in quale data i cittadini potranno beneficiare di questo importantissimo servizio, in grado di appagare la domanda di salute in un raggio di 50 chilometri tra Bari e Brindisi.
Si tenga conto, infine, che allo stato i lavori presso il cantiere procedono con una riduzione della forza lavoro nell’ultimo mese, così come riferito dalla direzione lavori, e non siamo in grado di sapere una nuova data per il fine lavori, se non approssimazione fondata su vari aneddoti”.

Porto Ostuni-Villanova, Amati: “Assegnato il contributo per la progettazione opere marittime. Ora si voli”

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Assegnato al Comune di Ostuni un contributo per la progettazione delle opere di messa in sicurezza del porto di Villanova.
Il contributo, previsto da un mio emendamento alla legge di bilancio per il 2023, ammonta a euro 100mila, così come richiesto dal Comune di Ostuni.
Procede, dunque, l’attività relativa all’impegno assunto con gli operatori portuali durante il periodo commissariale, connotato dall’accelerazione del procedimento per il dragaggio e dalla progettazione delle ulteriori opere portuali.
Sul dragaggio si è in attesa della autorizzazione ambientale per consentire l’avvio dei lavori al più presto; sulla progettazione delle opere portuali, invece, il contributo regionale obbliga il Comune a svolgere prontamente l’attività necessaria per stimare il costo dei lavori e consentirmi la possibilità di perorare la relativa causa finanziaria. In una parola, occorre volare.
Ringrazio la dirigente regionale della Sezione demanio Costanza Moreo per la paziente attenzione alla questione portuale di Ostuni e il dirigente comunale Giovanni Spalluto per la sempre pronta collaborazione amministrativa”.

Liste d’attesa in sanità, Azione: “Nel secondo trimestre 2013 tempi non rispettati. I dati in ogni provincia. Serve subito legge. Aiutateci con mobilitazioni”

“Anche i dati del secondo trimestre 2023 dicono che i tempi massimi d’attesa in sanità non sono stati rispettati. E questo significa più cronicità, maggiore attesa e più pazienti in attesa di cure.
Sono dunque i numeri a reclamare provvedimenti risoluti, a partire dalla nostra proposta di legge. Ci stupisce che sul più importante degli argomenti, la salute, non si riesca a generare una mobilitazione di cittadini, partiti, associazioni e sindacati, in grado di aiutarci in questa battaglia allo stato molto solitaria, per vincere le resistenze a ogni tipo di riforma sotto l’insegna del benaltrismo.”

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale sanità Alessandro Nestola. I dati completi sono consultabili su https://www.pugliainazione.it/sanita/listaattesa/.

“I dati del secondo trimestre 2023 continuano a mostrarci una situazione media di insufficienza in tutte le province pugliesi, soprattutto nella BAT: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 58.7% ad aprile, del 59,19% a maggio e del 59,2% a giugno. Dati ben oltre la soglia del 90% che rappresenta un sistema sanitario in salute, ben organizzato, che soddisfa pienamente il diritto alla salute dei pazienti.
Analizzando i dati per ogni singola provincia e per ogni singola classe di prestazione (urgente, breve, differibile e programmata) abbiamo la seguente situazione.
PROVINCIA DI BARI: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 49,92% ad aprile, 49,28% a maggio, 51,31% a giugno. Categoria Urgente: solo il 17,14% delle prestazioni Urgenti sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Breve: solo il 26,63% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Differibile: solo il 49,04% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Programmata: solo il 62,83% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
PROVINCIA BAT: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 43,22 ad aprile, 43,56 a maggio, 42,95 a giungo. Tutte sotto il 50% e bollino rosso.
Categoria Urgente: solo il 13,66% delle prestazioni Urgenti sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Breve: solo il 25,54% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Differibile: solo il 42,55% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Programmata: solo il 74,57% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
PROVINCIA DI BRINDISI: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 47,75% ad aprile, del 51,4% a maggio, del 54,44% a giugno.
Categoria Urgente: il 87,59% delle prestazioni Urgenti sono state erogate entro il termine massimo. Un dato che peggiora di dieci punti rispetto al trimestre precedente durante il quale era abbondantemente sopra al 97%. Bollino giallo.
Categoria Breve: solo il 36,4% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Differibile: solo il 46,51% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino rosso.
Categoria Programmata: solo il 58,18% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
PROVINCIA DI FOGGIA: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 93,82% ad aprile, 94,45% a maggio,94,86% a giugno.
Categoria Urgente: solo il 68,81% delle prestazioni Urgenti sono state erogate entro il termine massimo, dato migliore dello scorso trimestre. Bollino giallo.
Categoria Breve: l’83,15% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
Categoria Differibile: l’89,4% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo, con netta ripresa delle prestazioni garantite nei mesi di maggio e giugno.
Categoria Programmata: il 97,72% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino verde.
PROVINCIA DI LECCE: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 77,56% ad aprile, 76,91% a maggio, 70,46% a giungo. Per la provincia di Lecce il secondo trimestre rappresenta un miglior rapporto tra prestazioni richieste ed erogate rispetto al trimestre precedente. C’è da dire però che il numero totale delle prestazioni è calato notevolmente.
Categoria Urgente: il 98,98% delle prestazioni Urgenti sono state erogate entro il termine massimo. Trend positivo che migliora rispetto al trimestre precedente e fa dell’ASL Lecce la migliore nella gestione delle urgenze. Bollino verde.
Categoria Breve: il 99,05% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino verde.
Categoria Differibile: solo il 78,47% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo con trend in miglioramento.
Categoria Programmata: solo il 69,82% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
PROVINCIA DI TARANTO: la media regionale delle prestazioni erogate sul totale richieste è, rispettivamente, del 71,49% ad aprile, 72,78% a maggio, 72,66% a giugno.
Categoria Urgente: solo il 51,39% delle prestazioni Urgenti sono state erogate entro il termine massimo, dato in peggioramento rispetto al mese precedente con giugno da bollino rosso.
Categoria Breve: solo il 52,7% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
Categoria Differibile: solo il 62,83% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo.
Categoria Programmata: solo il 77,03% delle prestazioni sono state erogate entro il termine massimo. Bollino giallo”.