Torre Rossa BR. Amati: “Rossi 0 – Marchionna 400mila. Per ora. Se hai la faccia storta non prendertela con lo specchio”

Dichiarazione del consigliere regionale e commissario di Azione, Fabiano Amati.

“Sulle opere di urbanizzazione a Brindisi-Torre Rossa tutti prendono la parola. Ora. E sinora che facevano, dormivano? Vecchia abitudine, quella di prendere la parola per commentare il lavoro degli altri senza misurarlo sul proprio ozio. Ma così va la vita politica.
Risponderò, però al vero responsabile oggi loquace, Riccardo Rossi, e mi scuseranno i commentatori a contorno, salvatori della patria fatta dagli altri, arruolatisi alla rivoluzione, certo, ma nel corpo della banda.
Snam era disponibile con il sindaco Rossi ed è stata disponibile con il sindaco Pino Marchionna. Rossi non ha accettato il confronto con Snam, con tante scuse, mentre Marchionna lo ha accettato. Rossi ha portato a Torre Rossa 0 euro, mentre Marchionna 400.000 euro. Per ora.
A questo punto una domanda: qual è la buona amministrazione? Quella che ottiene 0 euro o quella che ottiene 400.000 euro? La risposta la lascio ai cittadini di Torre Rossa o a qualsiasi brindisino anche non molto informato.
La polemica di Rossi vive nel mondo tutto suo, quello al rovescio; quello di una parte della classe dirigente brindisina dedita a sostituire i fatti con le chiacchiere, facendo pure confusione per scarso senso di verità, studio e applicazione.
La verità, perché Rossi e i suoi non si sono mai seduti a discutere con Snam e rimangono no-Tap, anti-capitalisti, imperialisti e vario altro ciarpame ideologico, adducendo la vecchia storia del denaro Tap come sterco del diavolo.
Lo studio, perché non sono in grado di distinguere tra le compensazioni Tap ancora in discussione a Roma – per una serie di conflitti no a tutto e la pendenza del giudizio penale – e le opere di responsabilità sociale offerte da Snam per Torre Rossa.
L’applicazione, perché decidere comporta fatica e toccare fisicamente le persone in carne, ossa e con problemi veri: ma questa immedesimazione non è attività gradita alla sinistra champagne ritta sul trono del giudice.
Insomma, su tutti i problemi di Brindisi loro sono il problema e noi il tentativo di soluzione. Possiamo essere ritenuti colpevoli per questo? Detto con Gogol, se hai la faccia storta perché te la prendi con lo specchio?
E ora la parola ai rivoluzionari con la fanfara. Fiato alle trombe.”

Consiglio, Amati: “Due chiarimenti ai disinformati segretaria CGIL e Palese su bollette gas e spesa farmaceutica, contro il mondo al contrario”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Poiché pare che il mondo giri al contrario, due chiarimenti carte alla mano sul Consiglio regionale di ieri: uno per la segretaria regionale della CGIL Bucci e l’altro per l’assessore Palese. Ad entrambi chiedo maggiore attenzione e studio prima di affrontare argomenti importanti per la vita delle persone.
La segretaria della CGIL sostiene che nella seduta di ieri è mancato il numero legale su un provvedimento finalizzato agli sconti nella bolletta del gas. È vero il contrario. Se non fosse mancato il numero legale, il Consiglio regionale avrebbe votato una norma per abolire gli sconti nella bolletta del gas, perché la disposizione in discussione prevedeva la soppressione della norma che li consente, senza nemmeno attendere la decisione della Corte costituzionale già fissata per il prossimo 19 settembre. Mi sarei aspettato, dunque, un commento di elogio ai Consiglieri regionali da parte della segretaria della CGIL, poiché abbandonando l’aula hanno deciso di fermare la soppressione degli sconti in bolletta.
L’assessore Palese, invece, comunica con fare muscoloso e roboante di aver proposto e fatto approvare una norma per la decadenza dei DG, qualora sforino la spesa farmaceutica nel 2023. La realtà è invece un’altra. La norma proposta da Palese è una sanatoria ai Direttori generali delle Asl, che in base alle disposizioni vigenti sino a ieri sarebbero già decaduti per i cattivi risultati del 2022 nella spesa farmaceutica. L’assessore ha proposto un condono, invece, sulla cattiva gestione del 2022, stabilendo di posticipare al 2023 le norme sulla decadenza.
Presentare un’iniziativa legislativa con il fare di un guappo con pugno di ferro quando si tratta di un cedimento, di un salvacondotto dalla responsabilità, mi pare degno del fenomeno staliniano di stravolgimento della realtà.
Anche a costo di sembrare pedante e pure antipatico, vorrei ricordare alla segretaria della CGIL e a Palese che l’amministrazione pubblica non può essere soggetta alla comunicazione di giornata, a quella più utile a mantenere pimpante il proprio palinsesto politico-propagandistico.
L’amministrazione pubblica è una pesantissima sequenza di leggi e atti amministrativi da intersecare, avendo cura di non affondare nelle lungaggini della burocrazia e negli ingranaggi degli interessi di parte, dimenticandosi delle persone come punto di partenza. In una parola, rendere disinteressata da ogni episodica convenienza la cura e la tutela degli interessi delle persone”.

Porto Savelletri. Amati: “Arriva autorizzazione ambientale per dragaggio. Al più presto i lavori per completare opera avviata nel 2011”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il dragaggio del porto di Savelletri può cominciare. È stata rilasciata dalla Regione Puglia l’autorizzazione ambientale per la realizzazione delle opere stimate in 3,5 milioni di euro.
“I lavori di dragaggio completeranno definitivamente le opere portuali di ampliamento e messa in sicurezza, finanziate durante il mio mandato di assessore regionale, cominciate nel 2011 e terminate nel 2014.
“Spero che ora comincino al più presto i lavori, per rendere fruibile definitivamente l’opera di ampliamento. L’opera portuale di Savelletri rientra a pieno titolo in un programma di opere pubbliche realizzate a Fasano negli ultimi 12 anni, con l’ideazione, il supporto o la collaborazione della Regione.
“Ringrazio tutti i protagonisti politici e tecnici del Comune di Fasano, impegnati nell’eseguire le opere finanziate, nelle due amministrazioni Di Bari e Zaccaria.”

Liste attesa. Azione: “Nulla di fatto. Rinviata proposta per dare una stretta sulle visite a pagamento. Mobilitazione”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, e dei consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Mobilitazione sulle liste d’attesa. La chiediamo a partiti, associazioni e sindacati, per dare una stretta agli abusi delle visite a pagamento e all’inferno delle liste d’attesa. Ancora una volta è stato rinviato dal Consiglio regionale, su richiesta dell’assessore Palese, l’esame della nostra proposta di legge, che ha l’unica colpa di mettere fine in modo risoluto, senza finzioni, a una sistematica violazione di leggi statali, regionali e regolamenti.
Nelle ultime ore ci sono decine di dichiarazioni e prese di posizione, farcite di così tanta indignazione da aver determinato l’assessorato ad adottare diverse circolari con cui si prende atto – implicitamente – dello scempio in termini di disservizio entro cui vivono molti pugliesi: le suddette circolari descrivono perfettamente i problemi che la nostra proposta di legge vuole affrontare, con la differenza che non contengono i rimedi più risoluti per far rispettare le leggi.
Si ha come l’impressione di voler trattare l’argomento delle liste d’attesa solo con parole di buon auspicio, tenendosi però lontani dall’assunzione di decisioni anche impopolari.
Non si può fare così e ci pare molto ingiusto occuparsene a parole e disertare quando si tratta di ricongiungere alle parole i fatti.”

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano: “Oggi 24 luglio era annunciato il fine lavori. Nulla di fatto. E io cosa avevo detto? Illudere è un delitto”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Oggi 24 luglio 2023, era era stato annunciato il fine lavori del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Nulla di tutto questo, ovviamente. E io cosa avevo detto? Avevo suggerito sobrietà e realismo, mettendo da parte il delitto d’illusione e le tentazioni d’infondata propaganda.
Dispiace osservare che l’annuncio fu fatto dal DG della Asl Sanguedolce il 19 aprile scorso, tre mesi fa, quando era già evidente l’impossibilità di realizzare il risultato, anche perché scritto nelle relazioni della direzione lavori. L’annuncio, quindi, era già in controtendenza con la disciplina e l’onore che la Costituzione richiede ai funzionari pubblici e soprattutto ai medici.
Nell’occasione del sopralluogo-annuncio del 19 aprile erano stati addirittura trasportati in fretta e in furia due letti dall’ospedale San Giacomo di Monopoli, per dimostrare il completamento delle stanze di degenza, entrando peraltro in contraddizione con l’altro annuncio – anch’esso infondato – di avvio delle gare per l’acquisto degli arredi e delle attrezzature, ad oggi non ancora partite.
Ora si apre una fase difficile, nella speranza di vederla governata con maggiore professionalità.
È la fase in cui andrà gestito il complesso sistema della penali, nella speranza che siano applicate già nella giornata di oggi, e del rapporto con l’impresa appaltatrice nella parte relativa alla richiesta di proroga di tre mesi e maggiori oneri per 4milioni, su cui si attende la decisione del Collegio consultivo tecnico; nella ovvia speranza che non vengano adottate decisioni come quelle del passato – duramente contestate dalla direzione dei lavori – perché pronunciate riconoscendo tra l’altro maggiori oneri da ritardi Covid, però calcolati anche su finestre temporali antecedenti – addirittura – alla diagnosi del primo caso Covid a Wuhan.
Continuerò a monitorare con attenzione il processo di costruzione del nuovo ospedale e la fase degli acquisti di arredi e attrezzature, nella speranza che alberghi in tutti i protagonisti l’idea del bene quotidiano; non il bene per l’umanità, quello da cuore in fiamme subissato con parole fortemente zuccherate e perciò disimpegnate, ma il bene senza remunerazione in onori, quello in grado di suscitare un’azione politica positiva alla semplice vista anche di un solo destino di sofferenza posto a carico di individui sconosciuti e semplici.”

Visite private, Azione: “Anche Palese si accorge degli abusi. Benvenuto. Martedì in Consiglio la nostra pdl. Non ci sono scuse”

“Anche Palese si accorge degli abusi sulle visite private e sull’ALPI allargata concessa senza alcuna motivazione. Benvenuto. Eppure il 2 maggio scorso in Consiglio aveva detto che le visite private rappresentano il diritto di scelta dei cittadini. Più che un’opinione fondata, una fuffa.
C’era bisogno degli scandali degli ultimi giorni per rendersi consapevoli degli abusi nel sistema delle visite a pagamento? Non bastavano i dati della regione, facilmente consultabili con un clic?
Sono anni che diciamo queste cose, inascoltati, con un testo di proposta di legge depositato all’esame del Consiglio e mai discusso per sabotaggio. Chiediamo di esaminare martedì prossimo in Consiglio la nostra proposta: non accettiamo scuse.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“La nostra proposta di legge agisce sul fronte del
CUP unico regionale, del divieto di chiudere le agende e della mancata esecuzione di norme statali e regionali vigenti, sanzionando tale inadempimento con la decadenza dei DG delle Asl, e sul fronte del necessario equilibrio nei tempi, anche questo prescritto dalle leggi,
su prestazioni istituzionale e a pagamento (ALPI).
L’ALPI, ossia attività libero-professionale intramoenia, è un’attività contrattuale che discende dalla legge, dal Piano di governo delle liste d’attese e dal CCNL, che può essere sospesa qualora i tempi d’attesa sono disallineati rispetto ai tempi dell’attività istituzionale.
L’ALPI, concessa spesso anche in modalità allargata, ovvero da svolgersi presso studi privati e in molti casi senza alcuna motivazione legale, e in stretta connessione con l’indennità di rapporto esclusivo, che i medici percepiscono come voce stipendiale, e perciò grava su loro l’obbligo di lavorare in ALPI per un tempo non superiore a quello utilizzato per l’attività istituzionale.
Per i medici in extramoenia, invece, ossia quelli che svolgono l’attività a pagamento fuori dalle strutture sanitarie pubbliche, non è previsto il pagamento dell’indennità di esclusività ed è vietato dunque l’utilizzo delle strutture e delle attrezzature dell’azienda di appartenenza, per cui sono in pochissimi – e nessun direttore di unità operativa – a scegliere questo regime.
La norma proposta non dovrebbe generare alcun conflitto, salvo resistenze da conflitto d’interessi, perché è la mera esecuzione di una disposizione statale a cui si offre la conseguenza automatica della sospensione, con la legge regionale, ove non dovesse essere rispettata. Ossia, quasi sempre.
Il medico in attività ordinaria svolge una serie di attività non identificabili in visite o prestazioni diagnostiche, quali attività di reparto, attività di sala operatoria, turni di guardia e di reperibilità, consulenze per altri reparti o strutture della stessa Azienda Sanitaria, ma il calcolo sul mancato allineamento si effettua comparando le prestazioni a parità di prestazioni, ore lavorate e personale impiegato. Non è prevista, dunque una comparazione arbitraria.
La domanda sarebbe invece un’altra: come mai ci si ritrova con tempi d’attesa così diversi, rapidissimi per l’attività a pagamento e biblici per quella istituzionale, se il calcolo del disallinamento si riscontra con comparazioni omogenee? Come mai un’ora di ecografie per la propria azienda produce un minor numero di prestazioni rispetta alla stessa ora in attività libero-professionale?
Non possiamo accettare critiche prive di dati numerici, sapendo che tutti i documenti amministrativi sui volumi delle prestazioni in ALPI e istituzionali parlano di clamoroso inadempimento, peraltro confermato da tutti i DG delle Asl.
E a questi si aggiungano i clamorosi abusi che ogni giorno i cittadini sono costretti a subire, oggetto in queste settimane di clamorosi fatti vergognosi.
Infine: è vero che i medici italiani sono i peggio pagati d’Europa e che le scuole di specializzazione non formano in quantità utili per colmare la carenza di personale, ma su questo mi aspetto una presa di posizione del Governo e Parlamento nazionale, innalzando gli stipendi dei medici e infermieri e riordinare il sistema universitario.
Ma nell’attesa delle auspicabili e nuove leggi statali non si può chiudere gli occhi sulla sistematica violazione delle norme esistenti, perché questo sarebbe un espediente psicologico per evitare di farsi interpellare dal dolore delle persone.”

Conservatorio Monopoli, Amati: “Mi congedo dall’incarico di Presidente con l’avvio delle procedure per la costruzione di un Campus musicale”

“Chi incontra anche per una volta il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, rimane per sempre suo ‘figlio’. E come ultimo atto di congedo dall’incarico di Presidente, dopo due mandati (sei anni) molto avvincenti, ho presentato il progetto per la costruzione del Campus musicale.
Continuerò a seguire le vicende del Conservatorio e della costruzione del Campus con i soliti vigore e determinazione.
Grazie a tutti, studenti, coadiutori, personale amministrativo, maestri, CdA, dirigente amministrativo Giuseppe Castellaneta e direttore Gianpaolo Schiavo.
Auguri a chi verrà dopo di me; avrà il mio sostegno e collaborazione.”

Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente del Consiglio di amministrazione del Conservatorio di musica Nino Rota di Monopoli.

“Il Campus musicale è il nuovo obiettivo del Conservatorio di Monopoli, candidato ad apposito finanziamento del Ministero dell’Università per 10milioni di euro.
Il terreno individuato, messo a disposizione gratuitamente dall’amministrazione comunale di Monopoli – e di questo ringrazio il Sindaco Angelo Annese per la collaborazione – ha una superficie totale di 9.291 metri quadrati ed è localizzato tra via Santa sulla strada, via Baione e via Luigi Capitanio, sulla direttrice Monopoli-Conversano.
Il documento preliminare di progettazione è stato redatto dall’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio – ASSET – sulla base di un protocollo di collaborazione. E per questo ringrazio il DG di ASETT Raffaele Sannicandro e il gruppo di progettazione composto da Franco Bruno, Vincenzo Debiase, Giovanna Mangialardi, Letizia Musaio Somma e Carmela D’Onghia; il mio ringraziamento anche a Enrico Grifoni, funzionario regionale, per la disponibilità collaborativa su tutte le fasi amministrative del procedimento.
Il documento di progettazione prevede la realizzazione di un blocco didattico, con 52 aule, amministrativo, con dieci uffici, una biblioteca, due auditorium – interno ed esterno – per un totale di 550 posti, una sala di registrazione, una mensa per 150 persone, oltre a diversi ambienti strumentali alle attività dei docenti, degli studenti e al funzionamento della struttura: il tutto per una superficie totale di 5.662 metri quadrati, a cui sono aggiunti tutti gli standard a cominciare dai parcheggi.
Nelle prossime settimane, raccogliendo la disponibilità del sindaco Annese a concedere ulteriori porzioni dell’area interessata, amplieremo il programma del Campus a un blocco residenziale con almeno 100 stanze, concorrendo a finanziamenti per alloggi universitari, così da poter compiere con maggiore intensità la vocazione internazionale dell’alta formazione musicale pugliese.”

Sanità, Azione: “Sindacati dei medici contro i medici. Stranezze. AziendaZero”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, dei consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“Siamo di fronte a una stranezza. I sindacati dei medici insorgono contro il blocco dei trasferimenti dei medici da una Asl all’altra, non accorgendosi che così facendo condannano gli altri medici delle unità operative in sofferenza a sobbarcarsi turnazioni disumane o, come sta accadendo, alla chiusura di alcuni reparti importantissimi per la cura dei cittadini.
In realtà, si finge di ignorare che la sanità è organizzata su scala regionale, per cui non è pensabile consentire i concorsi delle singole Asl provinciali per sottrarsi reciprocamente il personale. Non si tratta, infatti, di un blocco dei trasferimenti, ma di un freno al malcostume dei concorsi banditi da ogni Asl per gli stessi profili professionali e per aggirare di fatto i mancati nulla osta ai trasferimenti: una pratica elusiva della logica e del buon senso, altamente nociva per la conservazione di un servizio sanitario organizzato su scala regionale.
C’è la necessità, invece, di procedere immediatamente con l’istituzione di AziendaZero, a tutela del sistema sanitario regionale e di tutti gli operatori sanitari, a cominciare dai medici; fuori da questa ipotesi e nel tempo utile a colmare le carenze di medici, non c’è altra soluzione realistica e non servono parole infiammate di retorica.”

Logistica sanitaria. Azione: “Con 3 soli hub al posto di 82 magazzini, risparmieremmo quasi 54milioni all’anno. Lo dice AReSS”

“Se i soldi fossero nostri tollereremmo gli enormi sprechi nella logistica sanitaria? Attualmente in Puglia sono in funzione 82 magazzini per la distribuzione di farmaci, dispositivi medici e prodotti sanitari. Istituendo tre soli hub – nord, centro e sud della Puglia – potremmo risparmiare fino a 54milioni di euro all’anno, senza tenere in considerazione che la stima è ferma ai dati e alle tecnologie del 2016. Una cifra enorme contenuta in uno studio dei Politecnici di Bari e Torino, approvato dall’AReSS nel giugno 2021 e purtroppo mai attuato.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“Attualmente l’organizzazione della logistica sanitaria è fondata su 82 magazzini: 28 a Bari, 8 a Brindisi, 12 nella BAT, 14 a Foggia, 13 a Lecce e 7 a Taranto.
Lo studio dei due Politecnici di Bari e Torino ha effettuato una ricognizione dell’organizzazione, concludendo per la quella più razionale fondata su tre Hub di logistica: quello del Nord per Asl Bat, Asl Foggia e AUO Foggia; quello del Centro per Asl Bari, AUO Bari, IRCCS De Bellis e Giovanni Paolo II; quello del Sud per Asl Brindisi, Asl Lecce e Asl Taranto.
Con la riorganizzazione per Hub si risparmierebbero in nove anni euro 480.559.478, ossia euro 53.395.497 all’anno.
Studieremo e approfondiremmo ancor più nel dettaglio la questione, così da offrire al più presto una soluzione in linea con lo studio approvato dall’AReSS e con criteri di razionalità ed efficenza.”

Nuovi ospedali. Amati: “Risolto stallo per Maglie-Melpignano e prossima aggiudicazione progettazione per nord barese. Ecco a cosa serve Commissione”
Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Buone notizie sul procedimento di costruzione dei nuovi ospedali.
“È quasi risolta la situazione di stallo per quello di Maglie-Melpignano ed è prossima l’aggiudicazione della progettazione per quello del nord barese.
Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Maglie-Melpignano, il problema di accesso alla struttura ospedaliera e salvo verifiche più approfondite sulle pendenze, sarà risolto con la costruzione di una bretella di collegamento tra la strada statale e la viabilità interna all’area ospedaliera. Questa è la conclusione di un incontro tecnico svoltosi questa mattina, in vista dei lavori della Commissione, tra Anas – che ringrazio per la collaborazione – e Asl Lecce. Nei primi giorni di settembre sarà dunque consegnata la progettazione completa, affinché si possano rapidamente effettuare le procedure di validazione e l’avvio della gara per i lavori.
Per quanto riguarda il nuovo ospedale del nord-barese, invece, l’aggiudicazione della progettazione avverrà entro il prossimo 31 luglio, in anticipo di un mese rispetto al vecchio cronoprogramma. Ciò vuol dire che tutti i tempi previsti dal vecchio cronoprogramma beneficheranno di un’anticipazione di un mese, per giungere alla sottoscrizione del contatto entro il prossimo 1 settembre, salvo l’eventualità di ricorsi. Dalla data di sottoscrizione del contratto dovranno decorrere 150 giorni per la consegna degli elaborati, così da attivare le procedure di gara per la realizzazione dei lavori.
Le buone notizie di oggi, giunte anche a seguito di una continua e quasi petulante attività di monitoraggio, contengono in termini espliciti anche l’utilità del lavoro svolto dai Consiglieri regionali componenti della I Commissione.”