Regione incompetente sulla materia. Ma il rischio maggiore è dei comuni

In una situazione in cui tutti fanno lo scarica barile, questo emendamento è un atto di generosità di un organo incompetente, il Consiglio regionale, e quindi non vi è alcuna concreta possibilità di vedere risolto problemas. Fabiano Amati consigliere regionale di Azione e presidente della Commissione Bilancio, è tra coloro che nell’ultima seduta di Consiglio hanno lanciato l’allarme sull’emendamento salva-parcheggi

Presidente Amati. perché l’emendamento è inutile?

“Una premessa: abbiamo il diritto di andare al mare e di parcheggiare. I parcheggi devono essere autorizzati nel rispetto delle norme ambientali, paesaggistiche, idrogeologiche e di protezione civile. Nel casi in cui emergano situazioni eccezionali, dettate da motivi di ordine pubblica e nelle more che si perfezionino procedure varie. l’ordinamento prevede lo strumento delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti, vistati dalle prefetture, con cui prevedere l’occupazione temporanea delle aree e il pagamento di un indennizzo al proprietari (su questo si potrebbe prevede re un aiuto della Regione), così da poter consentire il parcheggio sotto l’egida della pubblica amministrazione, anche a garanzia dell’eccezionalità del provvedimento.”

Perché questa soluzione è stata scartata?

“Questa è la soluzione conforme a legge, che avrebbero dovuto scegliere negli incontri in prefettura, considerato che tutti gli attori della soluzione plù plausibile erano seduti intorno a quel tavolo. Ne deriva che la norma regionale, che sarà promulgata non prima di una settimana, rimetterà al comuni il potere di autorizzare in deroga, ma dubito che troveremo dirigenti entusiasti di farlo, nella consapevolezza che la norma si presenta abnorme. Invece si è deciso per lo scarica barile, chiedendo alla Regione di fare questo passo, a mio avvi sbagliando sia in termini di efficacia sia in termini di competenza che ha portato a una soluzione apparente e illusoria.”

Perché la Regione non ha competenza su questa norma pur avendola recepita?

” Perché la Regione non ha il potere di derogare alle norme ambientali, previste dalle direttive europee e dalle leggi stata- H. E se non hai il potere di legiferare non si può avere il potere di stabilire un’eccezione a quella legge”.

Quindi sarà impugnata?

“Il rischio è quasi totale ma il pericolo maggiore è per i Comuni, visto che la maggior parte dei parcheggi è sottoposta a tutela idrogeologica, paesaggi stica e al rischio incendi, per cul anche sotto questi profili c sarà bisogno del pareri e quindi bisognerà attendere il tempo utile ad ottenerli, anche se non mi pare che le Autorità preposte a quelle tutele siano pronti a dare loro consenso in aula ha polemizzato con Anna Grazia Maraschio, che ha portato a termine il lavoro di adeguamento normativo della Puglia ma ha poi riconosciuto l’esistenza di un problema di ordine pubblica.”

Cosa avrebbe dovuto fare il governo secondo lei?

“L’assessore mi ha stupito. Qualche anno fa diede parere contrario, per motivi paesaggistici, ambientali e a mio giudizio infondatamente, a una norma finalizzata a dare acqua e fogna a migliaia di persone di un quartiere di Brindisi: la stessa Maraschio dava sempre parere contrario al Piano casa per motivi paesaggistici, poi smentita dalla Corte costituzionale. Su questo argomento, inaspettatamente, ha dato parere favo revole, dicendo che lo dava per motivi assolutamente eccezionali, come se la Regione prima del potere di legiferare normalmente potesse legiferare sull’eccezione. Che dire? Cosi transita la gloria della sinistra ecologista”

Sanità LE, Amati: “AziendaZero serve anche per evitare sospensione attività nei tre punti nascita di Gallipoli, Scorrano e Galatina”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, del coordinatore provinciale di Azione-Lecce Paolo Greco e responsabile regionale Azione-sanità Alessandro Nestola.

“Nell’ambito dei vari piani di emergenza in corso di redazione c’è tra l’altro il rischio di sospensione delle attività per i Punti nascita di Gallipoli, Scorrano e Galatina. E tutto ciò dando una risposta competente, logica e razionale all’emergenza, seguendo criteri uniformi per tutte le Asl pugliesi.
Per evitare tutto ciò e in attesa di un piano di riorganizzazione dei Punti nascita sulla base delle linee guida e dei più avanzati standard di sicurezza, serve la costituzione di AziendaZero per attenuare le criticità leccesi all’interno dell’intera organizzazione sanitaria regionale.
Questa è l’unica soluzione operativa, soprattutto se in contrapposizione s’avanzano rimedi farciti di parole prive di operatività e perciò somiglianti a buoni auspici, magie o preghiere. È in corso un incendio e dobbiamo mettere mano agli estintori”.

Sanità, Amati: “Nuovi guai a BR. Ipotesi chiusura UTIN al Perrino, Pediatria a Francavilla e tre PPIT. AziendaZero unica soluzione”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“AziendaZero e il suo commissario subito, per gestire l’emergenza sanità su base regionale. Altrimenti non potremo uscire dal guaio di Ostuni e dai nuovi guai della chiusura dell’UTIN del Perrino, della pediatria di Francavilla e dei PPIT di Ceglie Messapica, Cisternino e San Vito. E ovviamente rischia pure radiologia di Francavilla Fontana, perché il Perrino non potrà più offrire il suo supporto con le prossime dimissioni di due medici, vincitori di concorso in altre Asl. 
È chiaro che la soluzione indicata dal Commissario Gorgoni è quadrata rispetto ai numeri di personale disponibile e sulla base di un’organizzazione di tipo provinciale. Ma il punto è proprio questo: non può esistere una gestione provinciale del personale in un sistema sanitario organizzato su base regionale. E la questione non riguarda solo Brindisi, ma tutte le Asl, in una sequenza di chiusure che senza AziendaZero toccherà progressivamente la BAT, Lecce, Taranto, Foggia e Bari. Nessuno si senta immune, anche perché nessuna Asl si è ancora dotata, colpevolmente, del Piano dell’emergenza, per cui tutto è lasciato all’improvvisazione. 
Spero che tutti i protagonisti di queste vicende, compresi i sindaci, colgano la difficile ora e si propongano di indicare la soluzione dell’AziendaZero o altra più convincente, tenendo conto che questa soluzione è già oggetto di una delibera della Giunta regionale, quindi nelle corde del Presidente Emiliano, purtroppo inattuata per notevoli avversità fondate sul timore di vedere scardinati alcuni sistemi antichi e incrostati di gestione della sanità pubblica. Esattamente le cose da cui dobbiamo fuggire per avere ancora un minimo di speranza.”

Ospedale Ostuni. Amati: “Un capolavoro. Chirurgia chiusa per aiutare Brindisi ma medici subito in malattia e Perrino sempre a rischio. AziendaZero”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’attività del reparto di chirurgia dell’ospedale di Ostuni è stata sospesa per aiutare giustamente la chirurgia del Perrino, ma i medici si mettono subito in malattia. Così facendo il Perrino, destinato all’emergenza, rimane a rischio e Ostuni rimane chiuso. E c’è qualcuno che per aiutare la chirurgia di Brindisi o l’attività di bassa complessità di Ostuni, propone, alternativamente, o l’impiego alla chirurgia del Perrino dei medici di senologia, ossia quelli che si occupano di tumori, oppure di ridurre l’attività di Francavilla Fontana.
“Ma può mai essere questo un modo di ragionare?
“Per questi motivi, ritenendo strategica la funzionalità – in ordine di priorità – del Perrino, di Francavilla Fontana e Ostuni, l’unica soluzione è quella di costituire subito l’AziendaZero, con nomina di un commissario per meglio indirizzare le risorse umane e governare turni, reperibilità e giuste indennità.
“E prego chiunque non sia d’accordo a contrapporre una soluzione concreta, lontana da esercizi dialettici sulle più varie diagnosi problematiche senza offrire uno straccio di rimedio.”

Tap. Azione: “Noi a favore da sempre, ma vogliamo compensazioni della legge Marzano. No alla resa contro i pugliesi”

“Siamo a favore di Tap da sempre, cioè da quando tra i politici se ne contano su una sola mano, ma vogliamo le compensazioni per scontare le bollette del gas, così come consentito dalla legge Marzano. Sappiamo bene che il governo nazionale ha impugnato la legge pugliese, ma perché dobbiamo abrogare la nostra legge invece di aspettare la decisione della Corte costituzionale prevista per il prossimo 19 settembre? Perché dobbiamo fare un favore a Tap, considerato che anni fa ci avrebbero dato questo e altro, ahinoi!, mentre oggi, a opera realizzata, si presentano molto più rigidi e indisponibili? Chiediamo l’intervento di Emiliano, per convincere l’assessore Delli Noci all’idea di una Puglia che favorisce le infrastrutture energetiche ma non ha alcuna intenzione di avviare la stagione dei saldi e del cappello in mano sulle compensazioni.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Il nostro ruolo è quello di combattere per gli interessi dei cittadini. Siamo eletti per difendere i pugliesi e per farci avvocati dei nostri giudici. Ma tutto questo sembra stia svanendo sulla vicenda compensazioni Tap.
Abbiamo approvato nell’ottobre scorso, in piena crisi energetica, una norma per ottenere, finalmente, le compensazioni Tap; la norma è stata impugnata dal Governo nazionale dinanzi alla Corte costituzionale; la Regione si è costituita in giudizio su incarico della Giunta regionale e l’Avvocatura ha spiegato un’eccellente difesa delle nostre ragioni; la Corte costituzionale ha fissato l’udienza per il prossimo 19 settembre, ossia tra qualche settimana; dalla decisione della Corte costituzionale capiremo se Tap ci deve dare o meno diversi milioni di euro a titolo di sconti in bolletta, oppure qual è il senso, l’interpretazione, da attribuire alla legge Marzano. Insomma, non si capisce perché pur avendo tutti questi elementi a favore, a favore dei cittadini pugliesi, dovremmo invece abrogare la norma per darla vinta al ministero, ma soprattutto al bilancio Tap, senza nemmeno combattere e indebolendo, con un gesto masochistico, la nostra autorevolezza.
Su questo punto stiamo combattendo una battaglia importante, anche con l’ostruzionismo, perché non riusciamo a cogliere un motivo ragionevole per decidere la disfatta a mezzo di una resa preventiva, una sorta di Conferenza di Monaco per un illusorio atto di pace giudiziaria che in realtà nasconde una decisione di sottomissione. Invitiamo, pertanto, il presidente Emiliano a occuparsi personalmente della questione, magari favorendo un confronto più approfondito anche con i dirigenti dell’assessorato e l’Avvocatura regionale.”

Spesa farmaceutica, Azione: “Anche i primi mesi 2023 presentano sprechi. Inammissibile”

“È inaudito e inammissibile registrare il superamento dei tetti di spesa, quindi sprechi, nella spesa farmaceutica ospedaliera e convenzionata nei primi quattro mesi del 2023, per un ammontare di quasi 81milioni.
La spesa complessiva avrebbe dovuto essere pari a euro 415.614.568, ma è invece stata invece pari a euro 496.292.347.
E in tutto questo i DG delle Asl, già quasi tutti decaduti per i risultati del 2022, non riescono nemmeno a garantire i resoconti bimestrali o l’utilizzo al meglio delle piattaforme di monitoraggio.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“Ad onor del vero va registrata una flessione della spesa nel mese di aprile, probabilmente come conseguenza delle ultime delibere della Giunta sul contenimento.
In ogni caso, per i primi quattro mesi del 2023 si registra una spesa totale per acquisti diretti pari a euro 294.851.519, a fronte di un tetto di spesa pari a euro 223.581.440, con un maggior costo di euro 71.382.426.
Per lo stesso periodo, la farmaceutica convenzionata ha registrato una spesa pari a euro 201.440.828, a fronte di un tetto di spesa pari a euro 192.033.128, con un maggior costo di euro 9.407.700.
Nel dettaglio delle singole Asl ai registrano risultati tendenzialmente omogenei.
Brindisi. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 31.415.251, a fronte di un tetto di euro 23.219.848, con un maggior costo di euro 8.135.403. Per la convenzionata, invece, si è registrata una spesa di euro 19.410.088, a fronte di un tetto di euro 18.908.034, con un maggior costo di euro 502.054.
Taranto. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 43.342.733, a fronte di un tetto di euro 30.517.814, con un maggior costo di euro 12.824.919. Per la convenzionata, invece, si è registrata una spesa di euro 30.899.700, a fronte di un tetto di euro 27.800.935, con un maggior costo di euro 3.098.765.
BAT. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 26.064.065, a fronte di un tetto di euro 19.726.181, con un maggior costo di euro 6.337844. Per la convenzionata, invece, si è registrata una spesa di euro 18.580.684, a fronte di un tetto di euro 17.503.946, con un maggior costo di euro 1.076.738.
Bari. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 74.263.474, a fronte di un tetto di euro 54.532.465, con un maggior costo di euro 19.731.009. Per la convenzionata, invece, si è registrata una spesa di euro 62.123.741, a fronte di un tetto di euro 59.951.920, con un maggior costo di euro 2.171.821.
Foggia. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 29.001.536, a fronte di un tetto di euro 24.294.759, con un maggior costo di euro 4.706.777. Per la convenzionata, invece, si è registrata una spesa di euro 29.205.952, a fronte di un tetto di euro 28.328.433, con un maggior costo di euro 877.519.
Lecce. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 56.745.843, a fronte di un tetto di euro 41.643.476, con un maggior costo di euro 15.102.367. Per la convenzionata, invece, si è registrata una spesa di euro 41.220.633, a fronte di un tetto di euro 39.539.860, con un maggior costo di euro 1.680.803.
Oncologico Giovanni Paolo II. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 5.574.508, a fronte di un tetto di euro 5.634.252, con un risparmio di euro 59.744.
De Bellis di Castellana Grotte. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 1.985.587, a fronte di un tetto di euro 1.453.279, con un maggior costo di euro 532.308.
Policlinico di Bari. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 19.633.855, a fronte di un tetto di euro 16.701.533, con un maggior costo di euro 2.932.322.
Ospedali Riuniti di Foggia. Per la farmaceutica diretta si è registrata una spesa di euro 6.927.034, a fronte di un tetto di euro 5.857.833, con un maggior costo di euro 1.069.201.”

Sequenziamento esoma, Amati: “I numeri dell’eccellenza. Esaminati 230 casi, 15 da fuori regione, e trovate 85 patologie. Complimenti dalla Sciarra”

“Il servizio di sequenziamento dell’esoma, cioè la diagnosi dell’85% delle malattie dall’1% del DNA, ha in Puglia i numeri dell’eccellenza.
Ad oggi sono stati esaminati 230 casi e diagnosticate 85 patologie; di questi casi 15 provengono da altre regioni, che purtroppo siamo costretti a limitare.
E pensare che la legge regionale era stata impugnata dal Governo Draghi, ricorso però rigettato dalla Corte costituzionale e con parole molto severe.
Grazie sempre a Mattia Gentile e al suo staff, ai quali la Presidente della Corte costituzionale Silvana Sciarra ha di recente comunicato la sua gioia nell’aver verificato la connessione fra il lavoro della Corte e la vita concreta di quanti operano per garantire il diritto alla salute.”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il sequenziamento dell’esoma riguarda la diagnosi di patologia nell’ambito prenatale, ossia per evidenziare i rischi riproduttivi, per disturbi del neuro-sviluppo e sindromici, per problemi cardiologici e neurologici di origine genetica.
Ad oggi, primo anno di attività del servizio, sono stati effettuati 230 esami e si stimano 700/750 esami entro fine anno. A regime si spera di effettuare, con l’attuale organizzazione, 1500 esami all’anno.
Alcuni dei pazienti pugliesi erano stati seguiti per mesi o per anni da strutture prestigiose come il Gaslini di Genova o il Bambin Gesù di Roma, trovato però solo a Bari la diagnosi della patologia e la fine del lungo calvario.
Gli esami svolti presso il Laboratorio del Di Venere di Bari hanno offerto l’individuazione dei casi clinici oppure la correzione di precedenti diagnosi, generando in relazione alla specifica patologia una migliore gestione nel processo di cura o una positiva modifica della storia naturale della malattia.
Insomma, la Puglia si conferma al vertice nazionale di una disciplina, la genetica medica, su cui si ripongono le più ampie e fondate speranze nella cura di gravi e incurabili malattie”.

Asl Brindisi, Amati: “Radiologia del Perrino sta per perdere due medici per via del malcostume dei concorsi frega-compagni. A rischio anche Francavilla”

“Due medici della radiologia del Perrino stanno per dimettersi, in quanto vincitori di concorso di altre Asl, e per questo si prevedono tempi difficili per Brindisi e anche per Francavilla; e tutto ciò perché la radiologia del Perrino supporta con il proprio personale il reparto di Francavilla.
Insomma, i concorsi nelle Asl pugliesi sono procedure frega-compagni. Decine e decine di concorsi, ai quali partecipano le stesse persone, banditi non per reclutare personale nuovo ma per effettuare mobilità tra aziende di personale già in servizio. Si può andare avanti cosi? Perché l’assessorato non riesce a far rispettare dalle Asl le sue stesse indicazioni in materia di concorsi?
Ecco perché serve l’AziendaZero, ossia un livello di decisione che valga per tutta la regione e tratti ogni ospedale come se fosse l’unico della regione, salvaguardando in particolare la piena funzionalità di quelli di II (come il Perrino) e I livello.”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Mi rendo conto che la soluzione AziendaZero intacca un complesso sistema di potere, estraneo alla missione di cura delle malattie, e perciò sarà molto difficile trovare consenso negli apparati. Ma noi – Consiglio regionale, Presidente e Giunta – non dobbiamo per questo desistere da una riforma risoluta e senza timidezze nei confronti di chiunque.
A parte la questione obiettiva della carenza di personale e dei vergognosi stipendi percepiti dai medici italiani, noi abbiamo il dovere di fare qualcosa nell’attesa che i fatti strutturali vengano a soluzione. Non possiamo fare gli spettatori.
Il nostro sistema sanitario è organizzato a livello regionale, in un complesso di unità operative incastrate l’una con l’altra e sulla base di bacini epidemiologici e tempi di percorrenza. Sospendere l’attività anche di una unità operativa, genera contraccolpi sulle altre e a prescindere dal territorio Asl.
E se tutto ciò è ovvio, l’organizzazione del sistema in tante diverse Asl, come se fossero repubbliche autonome e indipendenti, riesce a negare pure l’ovvietà.
Ed infatti fioccano decine e decine di concorsi su base provinciale, banditi generalmente per assecondare richieste di mobilità tra Asl. Convenzioni di collaborazioni tra unità operative di diverse Asl, realizzate senza una regia regionale e fonte di disparità di trattamento tra i diversi professionisti; per cui c’è chi garantisce la prestazione al prezzo della contrattazione collettiva e chi lo stabilisce a mezzo di convenzioni.
E potrei continuare a lungo. L’AziendaZero, invece, con un commissario da nominare nei prossimi giorni, garantirebbe il reclutamento su base regionale, le destinazioni di sede in base alle necessità – cercando di assecondare le richieste di sede più vicine al domicilio – e la predisposizione su base regionale di turni a copertura di emergenze, con indennità congrua e uguale per tutti.
È l’unica soluzione per fronteggiare il problema, soprattutto se a questa non se ne contrappone un’altra, evitando in ogni caso di affrontare i problemi con tante frasi che si limitano solo a spostare avanti nel tempo il giorno in cui il problema sarà risolto. Non è con gli espedienti dialettici che si offrono le cure; esse bisogna offrirle nel momento in cui vengono chieste, farlo dopo è già troppo tardi.”

Sanità. Amati: “Azienda Zero entro qualche settimana, altrimenti cadrà Brindisi e poi tutte le altre Asl. È un fatto di sopravvivenza”

“Bisogna imporre con legge una gestione regionale della sanità, in particolare del personale, dei lavori e degli acquisti di beni e servizi. Altrimenti cadrà subito Brindisi e poi tutte le altre Asl.
L’istituzione dell’Azienda Zero è pertanto il punto di partenza per ogni riforma, anche in grado di non vanificare gli eventuali interventi statali su maggiori risorse umane e finanziarie. Chiunque si opponga dovrebbe indicare la soluzione alternativa concreta e immediata, altrimenti si macchierà di sabotaggio.”

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Si possono organizzare tutti gli incontri e i tavoli che si vogliono e implorare tutti gli aiuti più generosi dello Stato, ma abbiamo un problema organizzativo tutto interno alla Regione che va risolto al più presto.
Se ogni Asl pugliese può bandire concorsi per sottrarre personale alle altre Asl pugliesi; se le Asl con maggiore disponibilità di personale possono firmare convenzioni con le altre Asl per mandare il proprio personale a coprire i turni con indennità superiori a quelle previste dal contratto; se le Asl non possono tenere aperti i reparti utilizzando il personale, con medesimo profilo professionale, impiegato in altre articolazioni aziendali; se le Asl non possono fare riorganizzazioni di personale tra i diversi presidi della stessa Asl; se ogni Asl può concedere aspettative facoltative; se per ogni Asl non si conoscono neppure le quantità delle limitazioni a turni, reperibilità e pronta disponibilità; se, insomma, c’è tutto questo e altro ancora, come si pensa di ridurre l’impatto del problema?
Queste sono le questioni ed è inutile girarci attorno.
L’Azienda Zero è l’unica riposta a questi problemi, per mettere davanti a tutto le esigenze dei malati e poi adattare gli ingranaggi dell’organizzazione. Non possiamo più continuare a gestire la sanità partendo dagli ingranaggi per poi adeguare ad essi la domanda di cura dei cittadini.
A tutti piacerebbe poter risolvere i problemi disponendo di maggiori risorse finanziarie e di personale. Tutti speriamo di avere tanti soldi per assumente tanto personale. Ma nell’attesa dobbiamo fare qualcosa e migliorare la nostra organizzazione, ampiamente deficitaria e con un tasso altissimo d’inosservanza alle indicazioni della Regione da parte delle Asl. Insomma, la Regione legifera, delibera e istruisce, ma nessuna Asl prende sul serio le leggi, le delibere e le circolari.
Si può continuare così? No. Questo è il cuore del problema.”

Nucleare, Azione Puglia: “Il sincero ambientalista ed ecologista dice SÌ. Firma petizione”

“Un sincero ecologista dice SÌ al nucleare, agli impianti di una nuova generazione tecnologica, per produrre energia pulita nel rispetto dell’ambiente e della salute, senza rinunciare a preservare e migliorare la qualità della vita. Per quegli abbiamo promosso la petizione Nucleare SÌ e invitiamo tutti a firmarla”.

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e i consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Con la nostra petizione, proponiamo di arrivare al 2050 azzerando le emissioni nette di anidride carbonica: gli studi mostrano che dobbiamo consumare energia in modo più efficiente, utilizzando sempre più energia elettrica (per continuare a riscaldare le nostre case, alimentare le nostre auto, ecc.) prodotta con emissioni bassissime o nulle. Per farlo, dobbiamo prevedere l’aggiunta di un numero di centrali nucleari: queste, nel loro ciclo di vita hanno emissioni 6 volte inferiori al fotovoltaico e metà dell’eolico, perché generano elettricità in modo continuo e perciò non necessitano di sistemi di accumulo. Un sistema elettrico con una quota nucleare è più sostenibile e costerà meno di uno con solo rinnovabili.
Per firmare la petizione basta andare sul sito di Azione ed entro la fine dell’anno spiegheremo in tutte le piazze pugliesi il perché l’energia nucleare sia l’unica soluzione per la transizione energetica ed ecologica.
Dobbiamo smetterla con le posizioni contro la prova scientifica o non fondata sulla realtà e i suoi numeri. Senza nucleare l’Italia non raggiungerà mai gli obiettivi di decarbonizzazione né gli obiettivi ambientali, con la conseguenza che non riusciremo mai a soddisfare in modo pulito il fabbisogno elettrico del Paese”.