Azienda Zero, Amati: “Una soluzione per risolvere problemi più immediati ed evitare il collasso sanitario. Depositata oggi pdl”

“Una soluzione per risolvere i problemi più immediati ed evitare il collasso. È questo il senso della proposta di legge depositata oggi, finalizzata a istituire l’Azienda Zero sanitaria: un organismo regionale per trovare efficienza di gestione su personale, lavori e acquisto di beni e servizi, considerato che la sanità è configurata come organizzazione regionale, per cui i singoli pezzi si tengono integri solo se tutti restano in funzione.
É una proposta che replica l’esperienza utile della Regione Veneto, partita nel 2016, e s’intreccia con l’indirizzo politico data dalla Giunta regionale con una delibera del dicembre 2021.
Grazie ai colleghi Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e Mauro Vizzino, che hanno deciso di sottoscriverla, e attendiamo anche la sottoscrizione, i suggerimenti o le proposte di modifiche di tutti gli altri colleghi, degli ordini professionali e dei sindacati. Purché il tutto avvenga in fretta.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Istituzione dell’Azienda generale e Sanitaria della Puglia – Azienda Zero”

“La proposta di legge è una risposta allo stato di difficoltà della sanità regionale. Alla denuncia si preferisce la proposta. Alla diagnosi si fa seguire la cura. Alla propaganda si contrappone la realtà. All’interesse per gli ingranaggi dell’organizzazione sanitaria si rilancia ripartendo dai malati. Tutti assieme, politici, burocrati e operatori, in una nuova alleanza per evitare lo sfacelo e mandare in pensione, innanzitutto, la paura del nuovo e dei cambi d’abitudine.
Certo, i problemi sono diversi, anche oggettivi, a cominciare dalla carenza di personale, e non tutti possono essere risolti su base regionale; ma per meglio poter reclamare dagli altri ciò che giustamente attendiamo, abbiamo il dovere di fare il nostro compito e incidere con gli strumenti alla nostra portata sui gravi problemi d’organizzazione.
Chi ha da proporre altre soluzioni, ovviamente, intrise possibilmente di realismo e immediatezza, si faccia avanti, avendo di mira l’obiettivo prioritario di assicurare la piena funzionalità di tutte le unità operative, costruite – com’è noto – su una tessitura di livello regionale, da preservare sempre perché all’eventuale mancanza di un pezzo consegue il crollo del tutto o di sue parti significative.
La soluzione individuata con la proposta di legge, aperta a sottoscrizioni, modifiche o sostituzioni, consiste nell’istituzione dell’Azienda generale e Sanitaria della Puglia, così detta Azienda Zero, anche colmando un indirizzo della Giunta regionale con Delibera n. 2074 del 6 dicembre 2021.
La finalità è presto detta e consiste nel garantire razionalizzazione, strutturazione generale, uniformità regionale ed efficienza del sistema sanitario, così come deriva dall’ordinamento vigente, e garantire la piena funzionalità e continuità assistenziale per tutti i servizi e le prestazioni previsti.
Azienda Zero avrà competenza sul reclutamento, organizzazione e gestione della mobilità della dirigenza medica e delle professioni sanitarie, e in particolare per assicurare la piena funzionalità su scala regionale di tutti i servizi e prestazioni, così da garantire un’equa copertura delle diverse sedi di lavoro, in relazione alle specifiche esigenze di ciascuna Azienda sanitaria locale o Azienda ospedaliera universitaria. Avrà competenza, inoltre, sulla realizzazione di lavori finanziati con fondi europeo o nazionali destinati all’edilizia sanitaria e sull’acquisto di beni e servizi. La Giunta regionale potrà, in ogni caso, individuare ulteriori competenze, previo parere obbligatorio e non vincolante della Commissione consiliare permanente con competenza nella materia sanitaria.
Le competenze sulla realizzazione dei lavori non riguarderanno la manutenzione ordinaria e straordinaria, mentre le competenze sull’acquisto di beni e servizi stanno esercitate facendo salve le competenze del soggetto aggregatore di cui all’art. 20 della legge regionale 1 agosto 2014, n. 37 (Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014), se diverso dall’Azienda Zero e salvo decisione diversa della Giunta regionale.
L’Azienda Zero succederà in tutti i rapporti giuridici, comunque denominati, alle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e alle Aziende Ospedaliere Universitarie (AOU) per tutte le competenze attribuite, salvo per i procedimenti avviati in materia di lavori.
Saranno organi dell’Azienda Zero il Direttore generale e il Collegio dei revisori dei conti, nominati dalla Giunta regionale con le stesse procedure usate per le ASL e le AOU.
Il Direttore generale si avvarrà della collaborazione di un Direttore amministrativo e di un Direttore sanitario, nominati con le stesse modalità utilizzate per la nomina delle stesse figure professionali nelle ASL e nelle AOU.
La programmazione delle attività, gli indirizzi organizzativi e i controlli sull’attività dell’Azienda Zero saranno esercitati dalla Regione Puglia, con le stesse modalità utilizzate per le ASL e le AOU, mentre le competenze in materia di personale dovranno rispettare i criteri del concorso unico regionale e sulla base del fabbisogno complessivo regionale (al fine d’individuare competenze professionali specifiche, le procedure di reclutamento per i direttori delle unità operative possono essere bandite a copertura del singolo fabbisogno). Inoltre: la gestione dei dirigenti medici e delle professioni sanitarie, compresa l’attribuzione della sede di lavoro e delle mansioni anche amministrative, avverranno sulla base del profilo professionale o branca specialistica d’appartenenza, favorendo l’interscambiabilità nell’offerta delle prestazioni tra le diverse articolazioni aziendali, di norma nell’ambito della stessa ASL o AOU, salvo la necessità comprovata di garantire turni e reperibilità, anche utilizzando profili professionali affini e in conformità con i contratti collettivi di lavoro.
Nell’ambito della fase transitoria è prevista la nomina di un Commissario dell’Azienda Zero, scelto tra i Direttori generali in carica delle ASL o delle AOU. Il Commissario predisporrà tutti gli atti necessari alla costituzione dell’ASUP entro 160 giorni dalla nomina, compreso il piano economico finanziario per il funzionamento dell’Azienda Zero, la pianta organica e il programma di mobilità regionale per la relativa copertura e l’individuazione della sede legale. L’approvazione spetterà alla Giunta regionale.
Dall’atto di nomina e nelle more degli adempimenti di costituzione dell’Azienda Zero, il Commissario assumerà – considerata il particolare stato emergenza le nella gestione delle diverse unità operative – tutte le competenze in materia di personale, avvalendosi della struttura burocratica della propria ASL o AOU e delle aree del personale delle altre ASL o AOU. In questo senso, il Commissario dovrà: assicurare da subito la piena funzionalità su scala regionale di tutti i servizi e prestazioni, garantendo le attuali sedi di lavoro della dirigenza medica e delle professioni sanitarie, salvo la necessità comprovata di garantire turni e reperibilità, a prescindere dagli incarichi nelle diverse articolazioni aziendali, anche amministrative, nel rispetto dei profili professionali, oppure affini, e in conformità con i contratti collettivi di lavoro e assicurando le indennità o gli incentivi previsti; fare una ricognizione aggiornata trimestralmente sul personale in servizio, raggruppato per profilo professionale, articolazione aziendale d’impiego ed eventuali limitazioni nelle mansioni; programmazione e attivazione di procedure concorsuali uniche regionali.
Con l’atto di approvazione dell’Azienda Zero, la Giunta regionale potrà deliberare l’accorpamento ad Azienda Zero delle funzioni dell’Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale (AReSS), disponendo il transito del personale nel medesimo rapporto contrattuale di lavoro e la decadenza dei relativi organi.
È previsto, infine, un principio di leale collaborazione tra Azienda Zero, ASL e AOU, la cui violazione comporta l’avvio del procedimento di decadenza da parte della Regione Puglia. Nell’emergenza, si sa, bisogna essere risoluti ed energici quanto basta.”

Qui il testo integrale della proposta di legge:

Il centrosinistra riparta dal popolo e dalle primarie

Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e coordinatore regionale di Azione, che succede nella politica pugliese dopo il successo del centrodestra a Brindisi?
Si è inaugurato un nuovo laboratorio del centrodestra aperto ai liberali?

“Non credo ai laboratori o alle stagioni. Lì c’è stata una convergenza sulle cose da fare, con un candidato riformista, appoggiato da chiunque condividesse il suo profilo e le sue idee, senza pregiudizi, maledicendo cinque anni di “no” a tutto, quelli del sindaco Rossi, e proponendo un programma di “sì” con giudizio. Su questo i cittadini brindisini ci hanno premiato. Nessun esperimento da piccolo chimico ma un atto di realismo e concretezza».

Il centrosinistra è in difficoltà nel costruire le alleanze per Bari. I 5S hanno rifiutato un assessorato, i civici minacciano di andare da soli. Il dopo Decaro che binario potrebbe seguire?

“Bisognerebbe ricominciare dal popolo. Il centrosinistra dovrebbe dire che si fanno le primarie: le persone riescono a fare qualcosa di utile se si mettono in urto. Non bisogna temere il popolo, una selezione di popolo è meglio di una selezione di politicanti. Bisogna avere coraggio, la politica non è fatta solo di carriere da proiettare in alto. Noi di Azione parteciperemo ad un processo di selezione con i gazebo, come proposto da Decaro, idea utile a evitare l’autoreferenzialità. In quella sede potremmo individuare anche un nostro candidato sindaco. La stessa formula sarebbe utile anche per il centrodestra”.

Dove andrà Azione?

“Noi tendenzialmente preferiamo coalizioni che sono all’opposizione del governo nazionale”.

I grillini vogliono dettare la linea nei Comuni e alla Regione. Ma hanno i numeri per imporre diktat?

“Non lo so. Diffido da chi vuole imporre una direttiva senza interpellare il popolo. Se hanno i numeri, partecipassero alle primarie. La Puglia nel 2005 ha invitato le primarie con la vittoria di Vendola, aprendo un ciclo di eccellenze pugliesi. Se i contiani hanno idee e personale politico da proporre, accettino la sfida. Altrimenti hanno paura».

I civici si vogliono mettere in proprio?

“Sono liste obiettivo. Poi raggiunto l’obiettivo si sciolgono. Non credo al civismo come fatto partitico. Se vogliono diventare una organizzazione struttura
ta lo facciano. Ma devono dire cosa si vuol fare”.

I casi “ibridi” ad Altamura e Monopoli con alleanze da sinistra a destra…

“A livello locale andare ancora a caccia di distinzioni è una operazione démodé”.

Il segretario d’aula del Consiglio regionale Sergio Clemente alla fine è rimasto al suo posto. Prevede ulteriori step nel dialogo tra il governatore Emiliano e il mondo centrista?

“Emiliano ci ha cacciati dalla maggioranza con parole forti e furibonde. E noi lo abbiamo aiutato ad avere ragione. Abbiamo difeso Clemente, ai sensi di statuto e legge. Se Emiliano varia idea e ci aiuta ad approvare le nostre proposte di legge sulla lista d’attesa e sull’azienda
unica sanitaria regionale, non ha che da
dirlo. Sulle questioni di merito siamo
pronti sempre a lavorare con concordia.
Noi siamo, come diceva Machiavelli, per l’azione utile e necessaria”.

II suo rapporto con il governatore?

“Sempre cordiale, i miei scontri sono su cose concrete: liste d’attesa, screening, i nuovi ospedali, l’organizzazione della sanità, il piano casa. Non ho mai discusso se non su questioni di merito. Se dovesse essere d’accordo su questi temi, sono pronto a fare anche da dattilografo per scrivere le delibere”.

Il dopo Emiliano?

“Il presidente degli Usa ha due mandati e poi va a casa. E siamo nella democrazia più antica del mondo. Nel dopo Emiliano, allo stato, vedo Decaro ben posizionato. Se qualcuno ha opinioni diverse, si possono fare le primarie. Meglio i gazebo dei caminetti d’antan”.

La morte di Berlusconi cambierà la geografia del centro? Già sul Ddl Nordio si registrano convergenze…

“Azione aveva proposto l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, reato che determina un gran “mal di firma”. Sosterremo la riforma. Mi chiedo che fine fatto abbiano i riformisti del Pd e perché non ascoltino i sindaci. Noi non possiamo che essere dalla parte del diritto penale della libertà respingendo reati come l’abuso d’ufficio che esistono solo nell’ordinamento ita liano, pur essendo la patria di Cesare Beccaria”.

Sanità, Azione: “Azienda unica per personale e acquisti, unica alternativa alle chiusure reparti e allo sfacelo. Proposta di legge”

“Non si può più aspettare. O riforma o sfacelo. Dobbiamo istituire subito l’Azienda sanitaria unica regionale per la gestione del personale e degli acquisti, com’era tra le idee del governo Emiliano qualche anno fa. E tutto ciò per garantire la turnazione e la reperibilità su base regionale del personale medico, per utilizzare al meglio tutto il personale senza rigide distinzioni tra ospedale-territorio, per monitorare con attenzione le plurime esenzioni da reperibilità, turni e per evitare gli sprechi. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.

“È certamente vera la carenza del personale, ma nell’attesa di vedere risolto questo problema non possiamo starcene con le mani conserte, senza ricorrere ad alcun rimedio.
La distribuzione di reparti e servizi è organizzata su base regionale e su base regionale dovrebbe essere garantito il loro funzionamento. Se non funziona uno qualsiasi dei reparti pugliesi è un problema di tutte le Asl e non solo della Asl direttamente interessata.
Nella realtà, invece, all’organizzazione regionale della sanità corrisponde una gestione del personale a livello delle singole aziende, per cui non si riesce mai a garantire un funzionamento ottimale di tutti i reparti e si assiste a “furto” di personale tra Asl e Asl, attraverso concorsi aziendali usati al posto della mobilità, oppure alla inamovibilità di personale da Asl a Asl e addirittura dalla dimensione ospedaliera a quella territoriale o il contrario.
Si può continuare così? Chi paga per tutto questo?
E altrettanti problemi, questa volta però legati agli sprechi, sono determinati dalla mancata organizzazione regionale centralizzata degli acquisiti di beni e servizi.
Qualche anno fa la Giunta Emiliano aveva avuto una buona idea, l’Azienda zero, inspiegabilmente messa in soffitta.
È l’ora di tornare con vigore a quella idea.
Per questo abbiamo presentato una proposta di legge sulla scia della vecchia idea Azienda zero, perché di questo passo rischiamo di essere sommersi da una quantità di problemi superiori a quanto si potrebbe immaginare, a discapito del più rilevante dei diritti, la salute.”

Sma. Amati: “È record mondiale. Il quarto caso con diagnosi precoce riceve terapia a 16 giorni. Peccato per le altre regioni italiane”

“Si tratta di un record mondiale. Dopo appena 16 giorni dalla nascita la quarta bambina pugliese con diagnosi precoce ha ricevuto la terapia genica. Non ci sono molte parole per commentare, se non la gratitudine per i medici e il personale dell’unità operativa di neurologia dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, a partire dal suo dirigente Delio Gagliardi, e per i medici e il personale del Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari, a partire dal suo direttore Mattia Gentile.
Mi dispiace tantissimo, tuttavia, che in Puglia si registrano record di somministrazione precoce in fase asintomatica, cioè il tempo in cui più alte sono le possibilità di riuscita, mentre nella gran parte delle altre regioni non c’è nemmeno lo screening obbligatorio. Rinnovo l’appello al Governo per mettere fine a questa ingiustizia.”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge pugliese sullo screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale.

“Dopo due anni dall’entrata in vigore della legge regionale sullo screening obbligatorio e un anno e mezzo circa dall’avvio effettivo del servizio, sono quattro i casi di diagnosi precoce in bambini appena nati e privi di sintomi.
“Su circa 36mila bambini esaminati dall’attivazione dello screening, i primi tre sono stati sottoposti tempestivamente a terapia e con risultati ampiamente soddisfacenti, cioè dopo moltissimi mesi senza alcun segno della malattia e una crescita coerente con l’età, mentre l’ultima ha ricevuto oggi la terapia, dopo appena 16 giorni dalla nascita; in questa tempistica così rapida non si registrano risultati pari o migliori al mondo.
L’unico elemento di dolore in questa storia d’eccellenza pugliese consiste nel rilevare l’assenza del test obbligatorio per tutti i neonati nelle restanti regioni, determinando una grave disparità e disuguaglianza tra i bambini italiani.
Per questo diventa ancor più necessario far sentire la nostra voce, sottoscrivendo la petizione già a 23mila firme per estendere lo screening, cliccando sul link https://www.change.org/tutticontrolasma.”

Giustizia. Amati: “Modifica sistema penale è spallata a democrazia giudiziaria e cura del mal di firma. Sostegno da riformisti è un dovere”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati.

“È una spallata alla democrazia giudiziaria e una cura al mal di firma, su cui ogni riformista avrebbe il dovere di offrire sostegno. Ad oggi non riesco a capire, infatti, per quale motivo le modifiche al sistema penale proposte dal Governo non trovino tutti i riformisti dalla stessa parte, nel sostegno senza soggezioni o polemiche.
In materia di giustizia, in particolare, assistiamo da anni a una clamorosa inversione di posizioni tra le diverse culture politiche: il centrodestra attestato sulle garanzie e il centrosinistra a sostegno delle posizioni dei pubblici ministeri. Una stranezza alimentata con veemenza dall’alibi che ogni riforma potesse servire alla causa personale di Silvio Berlusconi.
C’è ora la concreta possibilità di raggiungere il risultato riformatore auspicato senza che alcuno possa più contrapporre l’idea infondata che le modifiche servano a cause personali o individuali, accordando l’Italia alle pagine più belle scritte da eminenti italiani, quelle del diritto penale della libertà.”

Aqp, Azione: “La Regione ceda un’azione a ogni Comune pugliese e si affidi in house il servizio sino al 2046. Proposta di legge”

“La concessione ad AQP scade il 31 dicembre 2025. Domani. Per questo bisogna correre e coinvolgere i comuni nel capitale di AQP cedendo gratuitamente un’azione a ogni comune, costituire un Comitato composto dalla Regione e dai comuni per il controllo analogo e affidare il servizio sino al 2046. È una soluzione economica, rispettosa della normativa e comoda, per preservare la gestione pubblica in una regione priva di acqua, in cui l’eventuale gestione privata, assegnata attraverso una gara, non sarebbe nemmeno immaginabile.
In questo senso e per raggiungere questi obiettivi abbiamo depositato oggi una proposta di legge.”

Lo comunicano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale acqua Nicola Di Donna.

“La proposta di legge provvede ad affidare dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2046 ad Acquedotto pugliese S.p.A., società pubblica detenuta al 100% dalla Regione Puglia, il servizio idrico integrato della Puglia.
Com’è noto, infatti, la data di scadenza della concessione del servizio (con legge statale) ad AQP è prevista per il 31 dicembre 2025, determinando l’avvio di una gara per il nuovo affidamento e disperdendo – così facendo – il valore pubblico della secolare gestione di AQP.
È chiaro che la soluzione ottimale sarebbe quella di eliminare la data di scadenza dell’attuale concessione, ma tale prospettazione potrebbe pure trovare punti di vista contrari e perciò conviene premunirsi per tempo, organizzando un sistema gestionale fondato sull’affidamento in house providing e nel solco dell’attuale normativa statale.
L’insistenza sulla necessità di procedere con affidamento diretto ad AQP non risiede in un atto di “disobbedienza” alla normativa europea sulla gestione dei servizi pubblici, ma è l’esito di un processo di approfondimento fondato sulle peculiarità idro-geo-morfologiche della Puglia, che non giustificano scelte gestorie di tipo ordinarie, pena insormontabili difficoltà nella gestione. E su questo basti pensare al problema del necessario trasferimento dell’acqua dalle regioni limitrofe – in particolare Campania e Basilicata -, per cogliere il complesso groviglio di potestà pubbliche che devono essere necessariamente poste in armonia, per cui una gestione del servizio non affidata a un gestore interamente pubblico, come AQP, potrebbe comportare molteplici problemi interdittivi e quindi una peggiore qualità del servizio.
In questo senso si muove la nostra proposta di legge, con il necessario coinvolgimento dei comuni pugliesi per assicurare il realizzarsi dell’impostazione legislativa vigente in materia di affidamento in house providing, ovvero attraverso l’esercizio del “controllo analogo” a quello che esercita sui propri servizi, da parte del committente sul soggetto affidatario, e la necessità che il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente committente che la controlla. Solo al ricorrere di tali condizioni è prevista la possibilità di procedere all’affidamento del servizio senza gara.
Ricapitolando e seguendo l’impostazione dell’articolato depositato, emerge il seguente schema legislativo.
La proposta di legge provvede a istituire (articolo 1 della proposta) il Comitato per il controllo di Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP) – in seguito Comitato – dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2046, al fine di assicurare la natura pubblica e la gestione unitaria del servizio idrico integrato, nonché per meglio corrispondere alle particolari condizioni geomorfologiche connotate dalla scarsità in territorio regionale di acqua e dalla conseguente necessità di preservare un sistema interregionale di captazione, adduzione e distribuzione, con modalità idrauliche interconnesse, unicursuali, legate al sistema della depurazione dei reflui e del riuso a mezzo di procedure di affinamento o potabilizzazione.
Il Comitato sarà costituito dalla Regione Puglia e da tutti i comuni pugliesi, allo scopo di esercitare in forma congiunta le funzioni del controllo analogo su AQP, quale affidatario della gestione del servizio idrico integrato della Puglia, ai sensi dell’art 16 del Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), e (articolo 2 della proposta) sulla base di un atto di Convenzione e disciplina del servizio, predisposto dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio regionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente, ai sensi dell’articolo 30 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). L’atto di Convenzione avrà natura obbligatoria, ai sensi dell’art. 30, comma 3, del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dovrà essere sottoscritto dalla Regione e dai comuni pugliesi entro 30 giorni dall’approvazione del Consiglio regionale.
A questo punto s’inserisce la necessità dell’ingresso dei comuni nel capitale azionario di AQP, tenendo conto che il capitale sociale è formato da 8.020.460 azioni, ognuna ha un valore nominale di euro 5,16 e il possesso è al 100% della Regione Puglia.
Per realizzare quanto detto, la Regione Puglia trasferirà (articolo 3 della proposta) a titolo gratuito ad ogni singolo comune pugliese (anche se nel corso dell’attività di esame della proposta si potrebbe valutare – considerata l’esiguità del costo – anche il trasferimento a titolo oneroso, qualora in tale soluzione si ravvisasse una maggiore congruità con le norme di finanza pubblica o con quelle di gestione dei beni immobili e mobili degli enti pubblici) un’azione della Acquedotto pugliese S.p.A., al valore nominale di euro 5,16 ed entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di Convenzione.
La proposta di legge contiene norme organizzative relative al comitato, prevedendo che il Comitato (articolo 4 della proposta) deve essere un organo collegiale composto dal Presidente della Giunta regionale o suo delegato, che lo convocherà e presiederà, e da sei sindaci eletti dall’Assemblea dei sindaci. L’Assemblea dei sindaci sarà convocata dal Presidente della Giunta regionale, eleggerà i sei componenti, con votazioni separate e a maggioranza dei partecipanti alla votazione, nel rispetto dei seguenti criteri di rappresentatività: un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 5.001 a 15.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 15.001 a 30.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 30.001 a 50.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 50.001 a 100.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione con oltre 100.000 abitanti. Seguono, sempre nell’articolo 4, norme di dettaglio sul funzionamento dei Comitato.
Circa le funzioni del Comitato (articolo 5 della proposta) sono previste quelle classiche d’indirizzo e controllo e quelle più specifiche in materia di designazione o revoca dell’Amministratore unico e del Direttore Generale; approvazione e modica dello Statuto, ovvero di ogni atto riservato ai soci; approvazione dell’atto di organizzazione; approvazione della proposta di piano strategico e industriale; approvazione del bilancio; aumenti o riduzioni del capitale; costituzione o partecipazione a società; partecipazione a gare per l’affidamento del servizio al di fuori dell’ambito Puglia o ad altre attività diverse dal servizio idrico integrato.
Ma la proposta di legge non è, né vuol essere, solo decisione politica, norme e cavilli. Bisogna ammetterlo, concludendo la relazione illustrativa.
La proposta di legge ha molto di storia della Puglia trasformata nell’epopea dell’Acquedotto, quella che solleva i pugliesi dalla sete, dalla malattia e dalla morte con un inaudito, “sanguinante” e straordinario atto ingegneristico: “deviare” la foce del fiume Sele dal Tirreno all’Adriatico. E tutto ciò per dire ancora una volta, come Matteo Renato Imbriani, “Vengo dalla Puglia assetata d’acqua e di giustizia”

Qui la proposta di legge:

Ospedale Perrino. Amati: “Attività chirurgica di ospedale II livello non può essere sospesa. Concentrare le forze”

Dichiarazione del consigliere regionale Fabiano Amati.

“Il reparto di chirurgia dell’ospedale Perrino di Brindisi, cioè un ospedale di II livello, non può sospendere le sue attività o restare in funzione a discapito della senologia.
Paghiamo certamente problemi strutturali che vengono da lontano e su cui in tanti non hanno voluto tenere gli occhi aperti, ma per i prossimi mesi bisogna concentrare il personale a disposizione e fare in modo che siano assicurate le équipe chirurgiche per i casi acuti e le emergenze, soprattutto nei presidi dotati di terapia intensiva.
Il resto dell’attività, in particolare quella territoriale, deve invece essere concentrata nei PTA, attraverso una maggiore e migliore organizzazione.
La Asl di Brindisi, territorialmente molto piccola, paga il fatto che dovremmo avere – almeno sulla carta – un’organizzazione ospedaliera di tipo regionale, ma purtroppo procediamo con il reclutamento e l’organizzazione del personale su base provinciale e aziendale, per cui le situazioni di emergenza possono essere affrontate solo attraverso provvedimenti dolorosi di sospensione delle attività. Su questo problema e su tutti i problemi degli ultimi mesi assimilabile a questo, presenteremo nei prossimi giorni una proposta, in linea con il nostro tradizionale modo di fare non limitato alla protesta.”

Centro risvegli Ceglie Messapica, Amati: “Lunedì 26 giugno avvio lavori. Parte essenziale per centro eccellenza riabilitativa intensiva”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono stati consegnati e partiranno lunedì 26 giugno i lavori per la realizzazione del Centro risvegli di Ceglie Messapica, parte ulteriore del centro neuromotulesi attualmente gestito dalla Fondazione San Raffaele e necessaria per realizzare in Puglia un centro d’eccellenza per la riabilitazione intensiva. E su questo è stata depositata nei giorni scorsi una proposta di legge, che spero possa essere esaminata e approvata al più presto.
La realizzazione dell’opera, per un valore di 8milioni di euro, è stata appaltata al raggruppamento d’impresa LFM- ILARIOGROUP SRL. La fine dei lavori è prevista per il 2 ottobre 2024. Monitoreremo con costanza l’andamento dei lavori, come sempre avviene per tutte le maggiori opere di edilizia sanitaria.
Ringrazio il Commissario della Asl Brindisi Giovanni Gorgoni, il dirigente dell’area tecnica Sergio Riini, i progettisti, la direzione lavori e tutto il personale impiegato nel procedimento.
Un incoraggiamento grato mi sento di rivolere alle imprese esecutrici dei lavori e alle loro maestranze.”

SCOMPARSA BERLUSCONI. Azione Puglia: “Berlusconi è stato tante vite in una vita sola ed emblema Seconda Repubblica”

Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Puglia Fabiano Amati, e dei i consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

”Silvio Berlusconi è stato tante vite in una vita sola, sempre all’insegna dell’innovazione e del coraggio, compreso quello di non nascondere anche il legno storto di cui tutti siamo fatti.

“Nella vita politica e in particolare nel come si fa politica, ebbe un intuito e con la sua iniziativa finì per costringere i partiti, gli alleati e gli avversari, ad accordasi ai tempi nuovi: e se c’è un nome che da solo può dire meglio la metafora della Seconda Repubblica, quel nome è Berlusconi.

“Con questi pensieri e nel momento in cui le parole valgono per quanto siano poche e piene, esprimiamo il nostro cordoglio alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti gli esponenti del partito di Forza Italia.”

Spesa farmaceutica, Amati: “Nel 2022 abbiamo speso quasi 260milioni in più e i DG sono decaduti ai sensi di legge. Meglio la convenzionata”

“Nel 2022 abbiamo speso 259.037.927 euro in più per acquisti diretti di farmaci in ambito ospedaliero, cioè ben oltre il tetto, mentre in ambito di convenzionamento (farmacie) la spesa in più ammonta a euro 7.217.019, cioè quasi nel tetto. Gli effetti di questi numeri prevedono la decadenza automatica dei DG, ai sensi della legge vigenti, per cui ogni loro atto dovrebbe essere nullo.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati presentati oggi in audizione dal Dirigente della sezione farmaceutica Paolo Stella.

“Purtroppo il trend è sempre lo stesso e difficilmente potrà mutare se si continua a legiferare e deliberare senza pretendere l’esecuzione delle leggi e delle delibere.
I dati del 2022 sono purtroppo impietosi.
Nelle prossime settimane verificheremo l’andamento dei dati per il 2023 e mi pare che anche le più recenti delibere della Giunta regionale risultano non eseguite.”

Qui l’allegato con tutti i dati e le comparazioni della spesa del 2022 con gli anni 2021 e 2020. /comunicato 👇