Marina di Ostuni, Amati: “Acqua e fogna in un programma di 51milioni. Entro l’anno progetto e appalto nel 2023”

“Un grande programma di estensione della rete, con un costo stimato di 51milioni di euro, per dare acqua e fogna alle località marine di Ostuni. Si tratta di un programma di civiltà e risanamento ambientale attraverso la realizzazione di circa 39 chilometri di condotte e tubazioni per la rete idrica, di un nuovo serbatoio con una capacità di 20mila metri cubi, di 23 chilometri di canalizzazioni fognarie e di sei impianti di sollevamento. Nel complesso il programma contribuirà pure a migliorare l’alimentazione dell’abitato di Ostuni e di Carovigno. Molto bene. Grazie ad AIP e AQP”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nella prima riunione che promossi nell’estate scorsa, l’Autorità Idrica Pugliese e l’Acquedotto Pugliese avevano assunto l’impegno di autorizzare l’imminente intervento e di predisporre lo studio di fattibilità. Questa prima fase è stata completata con successo e il lavoro è stato presentato in una riunione svoltasi ieri sera con i cittadini interessati.
Nel corso della riunione è stato illustrato il programma e mostrate le planimetrie di riferimento.
Si tratta in buona sostanza di assicurare l’acqua, la fogna e quindi la salubrità ambientale delle zone costiere di Costa Merlata, Villaggio Valtur, Masseria Santa Lucia, Cala dei Ginepri, Gorgognolo, Torre Pozzelle e Mogale. A queste potrebbero aggiungersi altre aree, qualora il comune dovesse segnalarle attraverso l’attivazione del necessario procedimento di riperimetrazione; attività questa, che spero sia avviata prontamente dai Commissari straordinari che attualmente hanno la guida politica del Comune di Ostuni.
Il programma dovrà ora essere suddiviso in stralci funzionali, così da consentire la più veloce cantierizzazione delle opere, e il progetto definitivo sarà pronto entro fine anno. Per la prima settimana di dicembre, infatti, è stato già previsto l’aggiornamento della riunione per illustrare il progetto.
Con riferimento alle ulteriori fasi del cronoprogramma, è stato riferito – in linea di massima – la necessità d’impiegare l’intero 2023 per tutte le autorizzazioni. A quest’ultimo proposito va sottolineato che servirà la valutazione d’impatto ambientale e i pareri di molteplici organismi e autorità per il notevole pregio paesaggistico delle aree interessate. Si spera, infine, che gli ultimissimi mesi del 2023 possano essere anche quelli della pubblicazione della gara per la realizzazione dei lavori”.

Rigassificatore, Amati: “Emiliano si dia da fare e vinca la gara con Bonaccini. Evitiamo ennesima occasione perduta”

 

“L’Emilia Romagna si sta battendo per avere la nave rigassificatore FSRU a Ravenna e la Puglia non può stare a guardare. Abbiamo la possibilità di vincere per la prima volta una gara per un insediamento industriale compatibile con l’ambiente e la prosperità, e dobbiamo fare tutti gli sforzi per non iscrivere questo programma nell’elenco delle occasioni perdute.
A meno che non si pensi che Bonaccini e il sindaco di Ravenna siano così sprovveduti da proporre una cosa per distruggere i loro territori e ammazzare i cittadini. Non possiamo stare a guardare: dobbiamo dunque darci da fare e candidare subito la Puglia a ospitare una nave rigassificatore FSRU”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per dire addio al gas russo e diventare più indipendente, l’Italia deve recuperare diversamente 30miliardi di metri cubi di gas. E tutto ciò si può fare con varie infrastrutture, quali gasdotti, serbatoi Gnl e rigassificatori.
Tutto ciò incide, com’è noto, non solo per le ragioni di pace e di riduzione della prepotenza di Putin, ma pure per assicurarci un futuro prospero e pulito anche nella transizione energetica dai fossili alle rinnovabili e, speriamo presto, alla fusione nucleare.
In questo scenario il ruolo della Puglia si dovrebbe caratterizzare, per cultura e geografia, verso l’accoglienza di uomini, merci e tecnologie, così da esercitare pienamente il ruolo di Porta del Mediterraneo.
Se tutto questo non è mera retorica, allora, bisogna candidarsi a un ruolo da protagonista, così da ottenere sia i benefici comuni a tutti gli europei sia quelli specifici in termini di investimenti collaterali alla scelta di ospitare le infrastrutture.
Non farlo avrebbe come scenari di conseguenza la perdita di chance oppure la realizzazione dell’investimento senza aver detto nemmeno una parola e senza aver raccolto nemmeno un beneficio aggiuntivo. Come abbiamo purtroppo già visto per il gasdotto Tap”.

Diagnosi malattie, Amati: “Basta con ritardo. Con esoma si diagnosticherebbe 85% malattie e risparmieremmo 2milioni anno”

“Siamo in forte ritardo sul più avanzato esame genetico per diagnosticare l’85 per cento delle malattie dall’1 per cento del DNA, ossia il sequenziamento dell’esoma. E se lo facessimo in Puglia risparmieremmo sino a 2milioni di euro all’anno. Strana sorte quella dei Consiglieri regionali: dobbiamo fare le leggi, supplendo l’attività di governo, e poi stare alle calcagna per vederle eseguite. Speriamo che nel giro di due settimane sia pubblicata la gara per l’acquisto delle attrezzature, così da cominciare con gli esami, inaccessibili per almeno 2000 persone all’anno”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, nonché promotore della legge regionale 6 agosto 2021, n. 28, istitutiva del servizio di sequenziamento dell’esoma presso il laboratorio di genomica del Di Venere di Bari.

“Ogni anno avremmo bisogno di effettuare almeno 2000 esami per il sequenziamento dell’esoma, per diagnosticare malattie rare o per procreazioni in condizioni ad alto rischio. E invece ne facciamo circa 500, lasciando fuori dalla porta 1500 esigenze, utilizzando laboratori extra regionali alla spesa complessiva di circa 1,2 milioni di euro, ossia 2.400 euro ciascuno.
In un solo colpo, dunque, registriamo un’inefficienza diagnostica e uno spreco economico.
Per ovviare a tutto questo proposi una legge regionale, poi approvata all’unanimità dal Consiglio. A nove mesi dall’approvazione non è stata ancora pubblicata la gara per l’acquisto delle attrezzature e dei reagenti, che comunque dovrebbe avvenire entro una settimana.
Qualora il sevizio fosse svolto in Puglia ogni esame costerebbe circa 1.400 euro ciascuno, calcolato tenendo in considerazione 900 euro per attrezzature e reagenti, e 500 euro per il personale, con un risparmio ad esame di circa 1000 euro. Ne deriva che considerando solo i 500 esami che in media si eseguono fuori regione per cittadini pugliesi, il risparmio sarebbe di 500mila euro all’anno, che diverrebbe di 2milioni l’anno se facessimo tutti gli esami di cui abbiamo bisogno.
Insomma, alla fine le questioni sono sempre le stesse: conoscenza, informazione, buon governo e lavoro”.

Edilizia sanitaria, Amati: “Palese critica Emiliano chiedendo però a me notizie sui suoi inadempimenti. Mi ha scambiato per il Presidente?”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, con riferimento ai 17 programmi di edilizia sanitaria in attesa inspiegabile di partire.

“L’Assessore Palese si rivolge a me per sapere dove siamo stati negli ultimi dieci anni sull’ospedale del nord barese. È questa un’evidente e feroce critica al Presidente Emiliano, protagonista com’è noto degli ultimi sette anni di governo regionale. La cosa curiosa è che si rivolge a me forse annebbiato dal fatto che il mio attivismo è assimilabile ad azioni di governo, spesso svolte in sostituzione di chi dovrebbe.
E comunque vorrei far osservare che sui nuovi ospedali il ritardo non è di dieci ma di ventuno anni. A far data cioè dal piano di riordino della rete ospedaliera di Fitto. La domanda allora sorge spontanea: dov’era Palese in quegli anni? Tornando però al governo delle cose mi viene da chiedere: perché non si può partire con i 17 programmi di edilizia sanitaria già pronti se questo non fa perdere nemmeno un euro previsto per il 18esimo non ancora pronto?
In questo caso all’Assessore Palese non fa difetto né la politica né la tecnica, ma solo e soltanto la logica.
Ci vediamo lunedì prossimo in Commissione”.

Nuovi ospedali, Amati: “Lavori e progettazioni proseguono con luci e ombre. Inquietano le decisioni del CCT sul Monopoli-Fasano. Mi aspetto aiuto da Emiliano e Palese”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“I lavori e le progettazioni per i nuovi ospedali pugliesi proseguono tra luci e ombre.
Per Taranto c’è l’impegno dell’assessore Palese ad assegnare entro fine giugno 105milioni per arredi e attrezzature, così da allineare i tempi previsti per la costruzione dell’immobile con quelli auspicati per dotarlo di tutto l’occorrente per poter funzionare.
Per quello di Maglie-Melpignano si sta procedendo alla sottoscrizione del contratto per la progettazione esecutiva entro 35 giorni da oggi, qualora non dovessero intervenire impugnative con domanda cautelare dell’atto di aggiudicazione.
Per l’ospedale di Andria abbiamo deciso di aggiornarci a lunedì prossimo per sciogliere alcuni dubbi sul procedimento di valutazione del progetto e in particolare sull’aumento dei costi.
Per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, si procede con l’impiego medio di 139 maestranze, che allo stato risultano insufficienti – a detta della stazione appaltante e della direzione lavori – per completare i lavori entro il 25 aprile 2023. Ma ciò che più inquieta nella vicenda di questo ospedale riguarda una parte del cronoprogramma e due delibere del Collegio Consultivo Tecnico, almeno sulla base delle informazioni giunte dalla Asl e dalla Direzione lavori.
Circa il cronoprogramma. Appare inserita all’interno della tempistica la valutazione di un’offerta migliorativa, cioè un’iniziativa autonoma dell’impresa che non può generare alcuna dilatazione dei tempi contrattuali. Tale circostanza comporta invece la possibilità per l’impresa d’iscrivere riserve su tutti gli slittamenti eventuali nel cronoprogramma, qualora la stazione appaltante non dovesse approvare la proposta migliorativa ovvero approvarla in ritardo. È chiaro che qualora su questo punto dovessero avanzarsi pretese da parte della stazione appaltante, non si potrebbe ragionevolmente pensare a un atto compiuto in buona fede. Ma staremo a vedere.
Circa le determinazione del Collegio consultivo tecnico. Allo stato ne risultano adottate due, approvate all’unanimità e quindi anche con il voto favorevole del rappresentante della Asl, per un ammontare complessivo di euro 8.559.071,23 (7.881.919,22 euro per la prima e 677.152,01 per la seconda). A ciò si aggiunga che i tre componenti del Collegio consultivo tecnico si sono liquidati a titolo di acconto 182.656,98836 euro oltre oneri, di cui 85.171,20 euro per il presidente e 154.856,72 euro per i due componenti. E già su questo ci sarebbe molto da osservare.
Nel merito delle determinazioni del Collegio consultivo tecnico, purtroppo e come fatto rilevare anche dalla Asl e dalla direzione lavori, risultano le seguenti questioni: con la prima determinazione del 23.12.2021 gli ulteriori costi e i 322 giorni di proroga sul fine lavori sono stati assegnati per Covid (nonostante in nessuna riunione di organizzazione del cantiere sia mai stato fatto cenno a tale circostanza) e sulla base dell’intero periodo di lavorazione, sommando quindi alle presunte difficoltà da Covid anche i 15 mesi di lavorazioni in fase pre-pandemia, cioè a periodo in cui il Covid non era stato avvistato nemmeno a Whuan. Ma questo l’abbiamo già rilevato in precedenza e spero che la Corte dei conti possa effettuare la più opportuna valutazione.
Nella seconda determinazione del 28.2.2022, invece, accade innanzitutto un fatto strano, forse generato dall’attenzione molto rafforzata della Commissione, della Stazione appaltante e della procura regionale presso la Corte dei Conti; il CCT riprende la valutazione sulla decisione precedente, ossia quella del 23.12.2021 e delle somme riconosciute per Covid in periodo in cui il Covid non c’era nemmeno a Whuan, e fornisce una nuova interpretazione, come se con una sentenza successiva si potesse fornire la motivazione su una sentenza precedente con liquidazione peraltro eseguita. Dice il CCT che quel calcolo riguardava solo la finestra temporale 5 maggio 2020 / 11 agosto 2021 e non quella individuata in precedenza sull’intera durata dell’appalto (1000 giorni). Premesso che non si capisce se questo possa servire ad aprire la strada a una nuova liquidazione per il periodo ulteriore di emergenza 12 agosto 2021 / 31 marzo 2022 (lo scopriremo solo vivendo) la decisione appare contraddittoria, perché parrebbe voler dire che i 322 giorni di proroga sono relativi solo al periodo 12 agosto 2021 / 31 marzo 2022, e che quindi assegnare 322 giorni in più su un periodo più ridotto rispetto alla precedente decisione, significa che nello stesso periodo per il 70 per centro del tempo sul cantiere non si è lavorato e ciò smentisce pure i comunicati stampa orgogliosi della stessa impresa appaltatrice. Insomma, un lavoro serio per un ospedale rischia di essere messo in crisi da un organismo che sulla carta doveva servire a ridurre il contenzioso e non a generare o aumentare i pasticci.
Ma c’è di più: con la seconda determinazione del 22 marzo 2022 sono stati riconosciuti, come detto, ulteriori 677.152,01 euro per impianti di cantiere (euro 402.070,99) e costi di sicurezza (euro 275.081,02).
Sugli impianti di cantiere una parte della somma è stata liquidata senza tener conto che queste spese sono ricomprese per legge nelle spese generali e sottoscritte dall’appaltatore anche con il contratto e per clausole particolarmente onerose (articolo 50).
L’altra parte della somma, invece, è stata liquidata per maggiori oneri di sicurezza che sono emersi perché l’impresa, previa espressa liberatoria da ogni onere a carico della stazione appaltante, ha deciso di modificare le modalità di costruzione dell’immobile.
Insomma, secondo il CCT i cittadini italiani e pugliesi devono pagare incredibili somme di denaro, sulla base di valutazioni illogiche e profondamente discutibili.
Io non mollo la presa e sto raccogliendo tutta la documentazione necessaria per evitare che la situazione possa diventare ancor più grave è onerosa di come appare, ma su questo mi piacerebbe che assieme a me e alla Commissione ci fossero anche il presidente Emiliano, l’assessore Palese e i dirigenti dell’assessorato alla salute. Staremo a vedere”.

Fondi art. 20, Amati: “I tetti degli ospedali crollano e ci sono 17 interventi fermi per 245milioni. Il motivo? Politicismo insensato riferito da Palese”

“Mentre crollano i tetti degli ospedali, basti pensare a Gallipoli, sono fermi 17 interventi di ristrutturazione e modernizzazione delle strutture, per una spesa di 245 milioni. Il motivo? Politicismo privo di buon senso, riferito alla Commissione dall’assessore Palese: attendere lo studio di fattibilità del nuovo ospedale Bari nord per non esporre al pubblico dileggio il terribile ritardo nella definizione delle procedure, nonostante il via libera ai 17 interventi non toglierebbe nemmeno un euro al finanziamento dell’ospedale Bari-nord. 17 interventi per il 95 per cento della popolazione pugliese devono essere tenuti in ostaggio politico. Inutilmente, con l’aggravante che lo studio di fattibilità sul nuovo ospedale del nord barese non è ancora pronto e il termine per il deposito scade tra due giorni”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“A volte ho la sensazione che il dolore umano non sia argomento d’interesse nelle decisioni della Giunta regionale. I fatti. Ci sono 245 milioni pronti per la Puglia in base alle delibere CIPE 97 e 98 del 2009 che, se utilizzate, ci aprirebbero la porta agli ulteriori finanziamenti per 270 milioni e a valere sulla delibera Cipe n. 51 del 2019.
Per non attendere le lunghe procedure di studio di fattibilità e la valutazione MexA sul nuovo ospedale Bari-nord, avevamo pensato di mandare avanti i 17 programmi già pronti, senza ovviamente togliere nulla al nuovo ospedale.
E invece no. La Giunta regionale ha deciso di fermare 17 interventi nell’attesa che si concludano i tempi della procedura del 18esimo, mentre la situazione delle infrastrutture ospedaliera è gravissima.
Ecco quali sono gli interventi fermi: arredi e attrezzature nuovo ospedale Monopoli-Fasano per € 28,500 milioni; riqualificazione ospedale San Paolo di Bari per € 11,020 milioni; riqualificazione ospedale Di Venere di Bari per € 11,020 milioni; riqualificazione ospedale Perrino di Brindisi per € 12,540 milioni; riqualificazione ospedale Francavilla Fontana per € 6,840 milioni; riqualificazione ospedale Giovanni XXIII di Bari per € 23,750 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del corpo infettivo ospedale Giovanni XXIII per € 8,455 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione Oculistica del Policlinico di Bari per € 3,420 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione Dermatologia del Policlinico di Bari per € 7,030 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione Gastroenterologia del Policlinico di Bari per € 3,230 milioni; riqualificazione energetica e messa a norma del padiglione Patologia medica del Policlinico di Bari per € 6,175 milioni; riqualificazione ospedale Barletta per € 8,455 milioni; riqualificazione ospedale Castellaneta per € 4,370 milioni; riqualificazione ospedale Cerignola per € 6,840 milioni; riqualificazione ospedale San Severo per € 6,555 milioni; riqualificazione ospedale Gallipoli per € 5,035 milioni”.

Xylella, Amati: “Sono indagato per aver denunciato truffa. Mondo gira al rovescio. Se ci sarà processo chiamerò tutti gli scienziati”*

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Sono indagato per diffamazione. Il mondo gira al rovescio: questa è la storia di un soggetto che prova a truffare tante persone affermando surrettiziamente di poter curare la Xylella – compreso un ente pubblico come il Comune di Lecce – che si sente diffamato da chi svela quella truffa. Spero che l’ufficio del pubblico ministero con la richiesta d’archiviazione o il giudicante con sentenza, possano statuire al più presto quanto i creduloni abbiano contribuito a distruggere e diffamare la Puglia.
Se ci sarà il processo, chiamerò tutti i maggiori scienziati nazionali e internazionali a testimoniare la verità di quanto ho affermato.
È intollerabile vedere ancora in azione negazionismi di ogni genere, magari celati con giochi di parole, mentre scorre sotto la nostra vista un paesaggio diventato purtroppo lunare a causa di tanta cecità nei confronti della prova scientifica”.

Circonvallazione Fasano-Speziale, Amati: “Da oggi vale. Due milioni e mezzo per mettere in sicurezza l’abitato”

“Sulla nuova circonvallazione di Speziale è stato superato un altro step del procedimento: il progetto non sarà assoggettato a valutazione ambientale strategica. Lo ha deciso la Commissione locale per il paesaggio. Da questo momento dobbiamo procedere con grande celerità per metterci alle spalle, investendo due milioni e mezzo di euro, il grave rischio incidenti nell’attraversamento dell’abitato di Fasano-Speziale”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il progetto prevede sia l’ampliamento della sede stradale esistente che la costruzione dell’intera strada.
I muretti a secco assieme agli uliveti saranno salvaguardati con il ripristino o il reimpianto.
Il profilo della strada esistente, da allargare, seguirà l’andamento planimetrico del terreno circostante con un leggero rilevato, quasi impercettibile, tranne nel tratto in prossimità dell’attuale bivio per Cisternino.
Il progetto prevede la realizzazione di tratti di strada ove è previsto l’allargamento di una sede stradale esistente e tratti di strada nuovi che non seguono una via esistente, di raccordo tra la rotatoria prevista in progetto in corrispondenza della strada statale Adriatica e la strada provinciale n. 10. La scelta di tali tipologie di sezioni è risultata la più indicata tenendo conto della tipologia e del numero di veicoli che potenzialmente percorreranno la nuova circonvallazione.
La strada in progetto è stata divisa in quattro tratti, separati da tre rotatorie.
È prevista una piattaforma stradale asfaltata larga 9,50 m composta da due corsie da 3,50 m e due banchine da 1,25 m.
È prevista la realizzazione di tre rotatorie: in corrispondenza della strada per Cisternino; in corrispondenza dell’incrocio tra la nuova circonvallazione e la strada Comunale Pezze di Monsignore-Montalbano; in corrispondenza dell’incrocio tra la nuova circonvallazione e la S.S. n. 16.
Le tre rotatorie di progetto avendo un diametro esterno pari a circa 50 m, che consente l’inseribilità dei mezzi pesanti, rientrano nella categoria delle “rotatorie convenzionali” con bordure non sormontabili dell’isola centrale.
Le rotatorie saranno ad unica corsia di larghezza pari a 8 m, avranno larghezza del braccio di ingresso e di uscita pari a 4,50 m; la pendenza trasversale della sezione bitumata prevede lo scorrimento delle acque verso l’esterno in direzione dei fossi di guardia; tra l’isola centrale e la fascia bitumata è previsto l’inserimento di un anello pavimentato largo 2,00 m.
In funzione della presenza, lungo il tracciato stradale, di alcuni accessi carrabili distribuiti a distanza ridotta tra di essi, si prevede la realizzazione di strade complanari con larghezza della sezione asfaltata pari a 5 m. Oltre agli accessi costituiscono ulteriore elemento di insicurezza sia la presenza di file di alberi di ulivo adiacenti ai due bordi della strada per gran parte del tracciato sia la presenza di muretti a secco.
Nel primo caso, nei tratti in cui essenze arboree importanti, come gli ulivi secolari, impediscano la realizzazione dell’opera, è previsto lo spostamento delle stesse in posizioni più idonee seguendo le prescrizioni della regione Puglia; nel secondo caso si prevede l’arretramento dei muretti in corrispondenza del ciglio della nuova sede stradale.
Il progetto prevede l’installazione della segnaletica stradale verticale, la realizzazione della segnaletica orizzontale e della segnaletica integrativa necessaria a segnalare agli utenti la presenza delle rotatorie, l’installazione di un numero adeguato di pali di illuminazione sulle rotatorie per garantire la visibilità delle stesse”.

Rinnovabili, Amati: “Finito tempo delle mozioni, comincia quello delle azioni. Ora anche sul gas”

“Con il voto di ieri in Consiglio regionale è finito il tempo delle mozioni ed è cominciato quello delle azioni concrete, plausibili e prive di propaganda inquinante. Le rinnovabili, a cominciare dall’eolico offshore, sono il nostro futuro di regione di prosperità, sicurezza ambientale e pace. Chi ha sfiducia nel futuro non chiederci di sostenere i suoi progetti per il passato. Ora dobbiamo passare al più presto all’argomento del gas, che assieme alle rinnovabili è l’altra faccia della medaglia per approdare nel mondo green che desideriamo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Da oggi il nostro impegno deve essere rivolto a sostenere la realizzazione al più presto di tutte le iniziative da fonti rinnovabili, lasciando alle norme e alle valutazioni tecniche ogni questione su localizzazioni, distanze, capacità e potenza.
Dobbiamo essere pienamente protagonisti del futuro dell’Europa e del mondo, mettendo a disposizione il nostro ruolo geografico e culturale di autentica porta del mediterraneo.
È un dovere che c’interpella e su cui non possiamo cincischiare, eccitando infondatamente le paure delle persone e alimentando il professionismo del No. Dobbiamo diventare professionisti del Si alla sicurezza ambientale e alla prosperità, come obiettivo a portata di mano e in grado di portarci investimenti per responsabilità sociale che in passato abbiamo clamorosamente perduto: dice niente Tap?
Abbiamo un altro passo ora da compiere, predisponendo il dibattito politico al favore nei confronti delle infrastrutture energetiche per il gas, a cominciare dal raddoppio Tap, gasdotto Poseidon, serbatoi costieri GNL e rigassificatore offshore”.

Sma, Amati: “Prima volta di terapia genica a neonato senza sintomi. Mi batterò per screening obbligatorio a tutti i bimbi italiani”

“È il miracolo della diagnosi precoce della SMA. Per la prima volta è stata somministrata oggi in Puglia, presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, la terapia genica a neonato senza sintomi con età inferiore a un mese. In questo stato di malattia, appunto senza sintomi, diagnosticato attraverso lo screening obbligatorio e solo dopo sette giorni dalla nascita, possiamo coltivare la speranza di risultati inimmaginabili.
Da questo momento mi batterò affinché lo screening obbligatorio non sia più solo un beneficio dei neonati pugliesi ma di tutti i bimbi italiani”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ringrazio innanzitutto il Dott. Delio Gagliardi e il suo staff per la dedizione preziosa nell’affrontare il primo caso da diagnosi precoce e – ancora una volta – il Dott. Mattia Gentile, direttore del Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari e ispiratore scientifico della legge sullo screening obbligatorio.
È molto difficile trovare parole per commentare ciò che è accaduto nell’ultimo anno sulla tragedia SMA. Siamo passati dalla lettura ai genitori di sentenze inappellabili di morte alle comunicazioni di notizie gravi ma accompagnate con parole di ragionevolissima speranza in una cura.
Ora attendiamo di conoscere il decorso con la solita fiducia nel genio umano e nella scienza, una combinazione su cui il decisore politico dovrebbe sempre scommettere.
Mi addolora però pensare che il beneficio della diagnosi precoce e quindi le maggiori possibilità d’efficacia delle terapie siano assicurate, in modo generalizzato, solo in Puglia, lasciando indietro gli altri neonati italiani: poveri bimbi su cui è crudele far gravare il peso delle inerzie burocratiche e della mancata sintonia tra la ricerca scientifica e la decisione politica.
Ma io da oggi combatterò su tutti i fronti per vincere questa disuguaglianza.”