Amati: “Il PD decida l’appoggio esterno dopo la nomina di Palese, il magnate del TFM e coautore del Piano ospedaliero di Fitto”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati.

“Il PD dovrebbe valutare l’appoggio esterno nonché il ritiro degli assessori. È questa la proposta che formulo al gruppo cui appartengo e sulla scia della contrarietà a questo epilogo espressa ripetutamente anche dal segretario regionale Lacarra.
Non si può accettare che la giunta o le deleghe consiliari divengano un luogo per giochi di società, dove il tutto è finalizzato a creare sempre nuovi equilibri di potere e senza alcun interesse per le decisioni da assumere, per cui finisce per diventare addirittura salvifico il fatto che Rocco Palese, il magnate del Trattamento di fine rapporto e coautore del Piano ospedaliero di Fitto, diventi assessore alla sanità.
Il PD non può partecipare a questo gioco: è una questione di realismo.
Sarebbe dunque il caso di prendere le distanze da questi giochi di società e continuare a occuparsi di liste d’attesa, screening seno-colon-collo dell’utero, genetica, costruzione degli ospedali nuovi, ospedali di comunità, sedute aggiuntive di sala operatoria, piano casa, fonti rinnovabili, crisi industriali e infine, ma non per ultimo, la moralizzazione degli apparati amministrativi della regione”.

Esoma, Amati: “Ministero ostacola la diagnosi precoce malattie rare: intervenga il Presidente dei genetisti Iolascon”

“Ho chiesto oggi al Presidente dei genetisti italiani Achille Iolascon di valutare un’eventuale presa di posizione sulla impugnazione della legge regionale pugliese sul sequenziamento dell’esoma, cioè il metodo per diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare, per difendere l’introduzione di questo importante rimedio di salute, fiore all’occhiello della genetica umana mondiale e previsto dai LEA contrariamente a quanto sostenuto dal Ministero. Farò di tutto per ostacolare ogni perdita di tempo lesiva delle aspettative di guarigione o prevenzione dei pugliesi, nella speranza che il Ministero della Salute decida di occupare la maggior parte del lavoro non tanto a ostacolare l’innovazione dei volenterosi ma a incoraggiarla in tutte le regioni italiane”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ecco il testo della lettera. Preg.mo Professore,
le scrivo in qualità di Consigliere regionale della Puglia, proponente della legge regionale n. 28 del 2021 e dell’articolo 7 (modificativo della predetta legge) della legge regionale n. 36 del 2021, in materia di ‘Istituzione del servizio di genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale-Esoma’
Come a lei noto, il sequenziamento della regione codificante individuale è una prestazione prevista dai LEA 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01a G1.47), attraverso la declaratoria ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’. Tale prestazione era peraltro prevista anche dai precedenti LEA.
Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, in tale concetto rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, cioè ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’, che a tacer d’altro è più efficiente e meno costoso di altri.
Fatto sta che l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto qualche giorno fa l’impugnazione dell’articolo 7 della LR n. 36/2021, modificativo dell’articolo 1 della LR n. 28/2021, paradossalmente approvato proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione della LR n. 28/2021 (giudizio pendente dinanzi alla Corte Costituzionale al n. 59/2021), e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e tutto ciò prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già si vedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione in rincorsa di un Paese non al passo con i tempi dell’innovazione.
Ed invece anche l’articolo 7 della legge regionale n. 36 del 2021 è stato impugnato, incredibilmente per violazione dei LEA, determinando un atto di ‘sleale collaborazione’ sia perché adottato per venire incontro alle esigenze rappresentate dal Ministero sulla legge regionale n. 28 del 2021 (sul punto vi è abbondante carteggio tecnico), sia perché in grado di rallentare il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare; e tutto ciò – al contrario di quanto sostenuto – in violazione dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lasciando i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenterebbe un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si comprende a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che s’intende impugnare. E poiché lei opera in Campania, sarà buon testimone di tanto alla luce del Decreto dirigenziale della Regione Campania n. 348 del 28.9.2021, che contiene esattamente ciò che per la Puglia ha introdotto con le leggi impugnate e giudicate – erroneamente – in violazione dei LEA.
Tenga conto che su questa vicenda ci siamo sempre affidati alla consulenza tecnica del Dott. Mattia Gentile, che legge per conoscenza, il quale potrà riferirle ogni dettaglio.
Disponibile a qualsiasi chiarimento, anche di persona, Le chiedo di promuovere – se possibile – un’iniziativa di sollecitazione nei confronti del Ministero della Salute, rappresentando ciò che riterrà più opportuno, al fine di attestare la coerenza dell’iniziativa legislativa pugliese con la prova scientifica e con l’ordinamento vigente, così da ottenere l’emancipazione della genetica medica italiana da tutti i ritardi da mancato adeguamento legislativo di cui soffre”.

Esoma, Amati: “Governo dice no a legge per diagnosticare 85% malattie; non è nei LEA o forse sì. Boh? Chiedo aiuto ai media”

“Sleale collaborazione: atto secondo. Chiedo aiuto a tutti i media perché è profondamente ingiusto impugnare e quindi bloccare una legge che aiuta a diagnosticare l’85 per cento delle malattie dall’1 per cento del DNA. E il tutto con una motivazione che lamenta la mancata previsione della prestazione nei LEA, che oggi riemerge come motivo dopo che qualche mese fa era stato escluso. Siamo al forse si, forse no, boh, e nel frattempo i malati, sottolineo i malati, non potranno accedere a questa modalità di diagnosi, nonostante in molte regioni – ultima la Campania – sia stata prevista con atto amministrativo e in quasi tutte viene rimborsata ai privati, attingendo dal fondo sanitario. Ma perché il nostro Paese non entra nel merito dei problemi e della condizione umana, prendendo le distanze da tutti gli ingranaggi del potere?”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’ennesima imputazione della legge istitutiva del servizio di sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma.

“Ricapitoliamo i fatti. Il sequenziamento della regione codificante individuale-Esoma, ha come obiettivo la diagnosi dell’85% delle malattie rare, sequenziando l’1% del DNA.
Diversamente da quanto sostiene il Ministero delle Regioni su proposta dei burocrati del Ministero della Salute, tale possibilità è prevista dai LEA 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01a G1.47), attraverso la declaratoria ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’ (si tenga conto che anche nei precedenti LEA era prevista la prestazione).
Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, tenuto peraltro conto che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ è più efficiente e meno costoso di altri.
Fatto sta che l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto l’impugnazione dell’articolo 7 della LR n. 36/2021, modificativo dell’articolo 1 della LR n. 28/2021, paradossalmente approvato proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione della LR n. 28/2021 (giudizio pendente dinanzi alla Corte Costituzionale al
n. 59/2021), e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e tutto ciò prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già se ne vedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione in rincorsa di un Paese mai al passo con i tempi dell’innovazione.
L’impugnazione dell’articolo 7 della LR n. 36/2021, deliberata dal Governo, rappresenta dunque un atto di ‘sleale collaborazione’ (alla luce dell’abbondante carteggio tecnico intercorso sulla vicenda), rallenta il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare, viola l’elenco dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lascia i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenta un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si capisce a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che si è impugnata”.

Piano casa, Amati: “Con impugnazione ideologica il Ministero delle regioni vara la povertà”

“Si tratta di sleale collaborazione. Il Ministero delle regioni ha accolto le obiezioni ideologiche dei burocrati del Ministero della Cultura sul Piano casa e così facendo ha varato la povertà di uno dei più imponenti settori produttivi pugliesi. Mi spiace tanto. Il Consiglio regionale ha fatto di tutto per mantenere in piedi questo strumento di eco-edilizia, legalità e piatti a tavola, purtroppo invano. Ma come mai in questo Paese non si può mai fare nulla di buono a cominciare dalla collaborazione leale tra Stato e regioni per favorire la produzione?”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Un tempo c’era la sinistra e la destra che tra le priorità politiche avevano il tetto sul capo e il cibo sul tavolo. Oggi il valore vincente non è la tutela del suolo incontaminato ma la conservazione di tutto l’esistente, compresi gli immobili fatiscenti, facendo leva sul concetto culturale di paesaggio come riedizione della lotta di classe.
È stata impugnata la mera proroga a tutto il 2022 del Piano casa, mettendo di fatto fine all’efficacia di uno strumento che interviene sugli edifici esistenti, evitando il consumo di suolo, obbliga all’uso di materiali per il risparmio energetico, elimina la necessità di presentarsi con il cappello in mano ai sindaci e ai dirigenti degli uffici tecnici, favorendo la legalità, e produce migliaia di piatti a tavola.
E tutto questo perché, si sostiene proprio così, il paesaggio complessivo potrebbe essere stravolto anche se il Piano casa non si applica nelle aree paesaggisticamente tutelate. Una frase profondamente illogica, perché tendente a sostenere la tutela del paesaggio dove paesaggio tutelato non c’è, un concetto equivalente a decine di paradossi: la punizione di un reato per un reato non commesso; la navigazione di un fiume su un fiume immaginario; il lauto pranzo per osservare il digiuno.
Adesso non so francamente cosa potrà succedere”.

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Seduta interlocutoria per ritardi anche sulla consegna dei documenti informativi. Rinvio a prossima settimana”

“Era prevista in vista della riunione della Commissione di oggi la consegna di una relazione sulla decisione del Collegio tecnico consultivo, quella con cui sono stati assegnati 322 giorni ulteriori di lavoro e 7milioni di euro, e del cronoprogramma dettagliato per l’acquisto di arredi e attrezzature. Purtroppo anche la consegna della documentazione informativa avviene sempre in ritardo (si attende per oggi) per cui sono stato costretto a rinviare la riunione a lunedì prossimo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Si tratta di un’opera pubblica per salvare la vita delle persone. È questo il motivo per cui esigiamo risposte rapide e grande professionalità, senza tollerare alcuna forma di ritardo ingiustificato o giustificato dalla mera inerzia. La missione della costruzione di un nuovo ospedale è priorità delle priorità, per cui quando si accetta l’incarico di seguirne tutte le fasi di costruzione non si può poi prendere l’incarico alla leggera o addebitare le ragioni del ritardo ad altre incombenze meno prioritarie.
Oggi abbiamo svolto una riunione alla fine inutile, nonostante fosse stata fissata proprio accogliendo una richiesta della stazione appaltante Asl di Bari.
Era infatti previsto per oggi sia l’esame di una relazione sulla determinazione del Collegio consultivo tecnico e sia del cronoprogramma dettagliato per l’acquisto di arredi e attrezzature.
E invece è tutto rinviato alla prossima settimana per la mancata consegna di tali documenti.
La determinazione del Collegio ha previsto la concessione di ulteriori 322 giorni per la conclusione dei lavori e 7milioni di euro. Tale impostazione è stata criticata dalla Asl e dalla direzione dei lavori solo verbalmente, per cui si attende di conoscere, attraverso la relazione, le motivazioni dettagliate di tale dissenso, così da comprendere tutte le possibilità di rimedio a disposizione.
Allo stesso tempo, la consegna di un cronoprogramma dettagliato sulle procedure d’acquisto di arredi e attrezzature è un’esigenza irrevocabile, perché già la costruzione dell’ospedale è in ritardo e non vorremmo che si associassero altri ritardi, portandoci al paradosso di vedere la struttura ultimata senza però il corredo di tutto ciò che serve per metterla in funzione.
Mi spiace che nel procedimento di costruzione di questo ospedale, il primo a partire nell’ambito dell’ultima programmazione di edilizia ospedaliera, la Regione Puglia debba svolgere la sua funzione di controllo in questo modo irrituale quanto a intensità e per evitare altri e più gravi rallentamenti. Ma se questo serve a raggiungere l’obiettivo comune, non ci sottrarremo pur qualora dovessero risultare necessari interventi addirittura più intensi e continuativi”.

DH Oncoematologia BR, Amati: “Parte la gara per progettazione e direzione lavori. Finalmente”

“È partita la gara per la progettazione e direzione lavori del nuovo Day hospital di Oncoematologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi. Un’opera importantissima che metterà fine all’attuale disagio di centinaia di malati oncologici e del personale che l’assiste. Ovviamente seguirò tutti i passi delle fasi successive, perché quando si tratta di sanità e salute l’unico mezzo di orientamento efficace consiste nell’immedesimarsi nella condizione di malattia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati

“La necessità di dar vita a questo nuovo padiglione è nata dal fatto che i reparti di Oncologia ed Ematologia contano 50-60 pazienti al giorno per i trattamenti più adeguati.
Il notevole utilizzo ha reso insufficienti la sala d’attesa, le tre stanze visita, le stanze per chemioterapia con poltrone e le stanze con letti per terapie più lunghe. Ora bisogna pensare a fare in fretta, così da affidare i lavori e raggiungere l’obiettivo.
Il costo totale dell’intervento, compresa progettazione e direzione lavori, è pari a ad 8.011.577,39”.

Genetica, Amati: “Slealtà Ministero Salute mette in attesa la cura dei malati. Gelmini non impugni e intervengano società scientifiche”

“La legge regionale sul sequenziamento dell’esoma permette di esaminare l’1 per cento del DNA per diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare. La prestazione è peraltro prevista dai LEA e il Ministero della Salute che fa? Chiede ancora una volta d’impugnare la legge dinanzi alla Corte Costituzionale, perché non rientrerebbe nei LEA. Un atteggiamento illogico e incomprensibile, pagato purtroppo dai malati. Chiedo al Ministro Gelmini di non avallare la richiesta d’impugnativa, perché infondata e pure sleale, e alla società italiana di genetica umana di far sentire la sua voce”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore della legge sul sequenziamento dell’esoma.

“Qualche mese fa il Consiglio regionale approvava una legge per rendere strutturale il sequenziamento dell’esoma, una innovativa tecnica diagnostica in grado di diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare attraverso l’esame dell’1 per cento del DNA.
Il Ministero della Salute formulava inizialmente diverse osservazioni, a partire dalla mancata previsione della prestazione nei LEA e altri marginali dettagli.
La regione deduceva segnalando sia il clamoroso errore sui LEA del 2017 (da pagina 142 a pagina 144 – voci da G1.01 a G1.47) che in quelli del 1996. Il governo decideva comunque d’impugnare, su questioni però marginali.
La Regione decideva allora di apportare modifiche sulle questioni marginali, per ottenere la possibilità del ritiro del ricorso. Sulla legge modificativa, però, il Ministero propone al Consiglio dei Ministri l’impugnativa ritornando sulla questione dei LEA e violando dunque il rapporto di leale collaborazione.
Faccio presente che il sequenziamento dell’Esoma è previsto dai LEA con la dicitura ‘Sequenziamento ed eventuale metodica quantitativa, qualunque metodo’. Prestando attenzione all’espressione ‘qualunque metodo’, rientra certamente il metodo prescelto dalla Regione Puglia con le leggi in discorso, tenuto peraltro conto che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ è più efficiente e meno costoso di altri.
Nonostante ciò l’Ufficio legislativo del Ministero della Salute ha proposto l’impugnazione della legge che paradossalmente era stata approvata proprio per venire incontro – nell’ambito della leale collaborazione Stato-regione – alle obiezioni poste a fondamento della precedente impugnazione (giudizio n. 59/2021), pendente dinanzi alla Corte Costituzionale, e nella speranza di conseguire il ritiro del ricorso e quindi la possibilità di passare dall’incertezza delle carte bollate alla cura delle persone con metodi più moderni, meno costosi e conformi ai LEA; e il tutto ovviamente prima che il metodo del ‘sequenziamento della regione codificante individuale – Esoma’ non venga superato da nuove tecnologie (già si intravedono all’orizzonte), lasciando l’Italia sempre nella condizione di un Paese in continua rincorsa e non al passo con i tempi dell’innovazione.
L’impugnazione della nuova legge, in luogo del ritiro del ricorso pendente, rappresenterebbe dunque un atto di ‘sleale collaborazione’ (alla luce dell’abbondante carteggio tecnico intercorso sulla vicenda), rallenterebbe il processo d’innovazione che l’Italia avrebbe al contrario il dovere di assecondare, violerebbe l’elenco dei LEA (‘qualunque metodo’) e – soprattutto – lascerebbe i malati italiani e pugliesi con minori dotazioni diagnostiche.
A ciò si aggiunga, e ciò rappresenterebbe un danno per l’erario, che il metodo di ‘sequenziamento dell’intera regione codificante – Esoma’ è molto meno costoso e che non si capirebbe – qualora passasse l’idea proposta attraverso le osservazioni formulate dall’ufficio legislativo del Ministero della Salute – a che titolo le aziende sanitarie italiane rimborsano (come accade ogni giorno) – in particolare le strutture private – il metodo di sequenziamento previsto dalla legge regionale che s’intende impugnare.
Per questi motivi ho scritto al Ministro Gelmini, chiedendo di non impugnare la legge e di proporre al Consiglio dei Ministri il ritiro del ricorso precedente. E tutto ciò nella più originaria interpretazione del rapporto di leale collaborazione tra Stato e Regione: curare al meglio i malati”.

Spese Protezione civile, Amati: “Per 2020 prevalenza affidamenti diretti, mancano i preventivi comparati. Lunedì prossimo si comincia con spese economato”

“Abbiamo i dati analitici completi per il 2020-21, ma mancano le modalità di affidamento per il 2021 e, per entrambe le annualità, i preventivi di comparazione per la stragrande maggioranza di affidamenti diretti. Nella riunione di lunedì prossimo torneremo sugli ulteriori dettagli delle tabelle presentate oggi e avvieremo il controllo sulle spese dell’economato nell’ultimo quinquennio. In seduta congiunta con la Commissione sanità, inoltre, acquisteremo le informazioni analitiche sulla spesa realizzata dai centri di costo diversi dalla Protezione civile, mentre lunedì 7 febbraio sentiremo i collaudatori dell’ospedale in Fiera.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito della riunione odierna della I Commissione.

“Le attività di controllo e indagine delle Commissioni consiliari attengono a valutazioni diverse ma ben più ampie di quelle riserbate alla giurisdizione, perché riguardano anche il merito delle decisioni e delle scelte.
Per questo motivo è importante conoscere i dati analitici comprensivi di modalità di affidamento e preventivi comparati.
Per quel che riguarda le spese del 2020 vi sono stati 89 affidamenti diretti con comparazioni di preventivi; 11 affidamenti diretti senza comparazione di preventivi (autoambulanza, collaudi, ristorazione, pulizia); 1 affidamento per somma urgenza (messa in sicurezza Istituto comprensivo Fermi-Nervi-Cassandro di Barletta); 2 affidamenti per gara con offerta vantaggiosa (ospedale Fiera); 3 affidamenti per integrazione procedura (ospedale Fiera); 2 affidamenti per ordine di servizio (ospedale Fiera); 1 affidamento per lavori complementari (ospedale Fiera); 14 affidamenti per accordo quadro turismo (Covid hotel); 81 affidamenti per rimborsi spese documentate (associazioni di volontariato Protezione civile); 1 affidamenti per regolamento sospesi commissioni bancarie; 1 affidamento per regolarizzazioni contabili.
Bisognerà ora comparare i preventivi non considerati economicamente vantaggiosi per gli affidamenti con preventivi e le motivazioni degli affidamenti diretti, somme urgenze, integrazioni procedure, ordini di servizio, lavori complementari, accordi quadro turismo e rimborsi spese.
Per quel che riguarda le spese del 2021, non si conoscono allo stato le modalità dell’affidamento, essendo in corso le attività di rendicontazione. Si può solo dire che anche per il 2021 ci sono state spese per l’allestimento dell’ospedale della Fiera del Levante, contributi per alcune Asl e Comuni, acquisti di attrezzature sanitarie e non, nonché rimborsi spese.
Sarà necessario approfondire ulteriormente gli atti degli acquisti dall’estero, poiché potrebbero presentare modalità di selezione dell’acquirente e di pagamento diverse da quelle praticate nell’ambito degli affidamenti nazionali”.

CIS Brindisi-Lecce, Amati: “Speriamo sia la volta buona. E gli investimenti già pronti TAP-SNAM?”

“Tra CIS di Lecce e Brindisi che s’avvia, si ferma e riparte, nella speranza che sia la volta buona, non si riesce però mai a capire quando i sindaci, fuori dalle frasi di circostanza e dai selfie, reclameranno e accetteranno l’unica cosa già pronta: gli investimenti Tap-Snam. Non capisco proprio perché dobbiamo far risparmiare TAP-SNAM, che peraltro stanno vendendo miliardi di metri cubi di gas”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ma quale amministratore pubblico del mondo non trasformerebbe la propria città, abbellendola e migliorandola con tutto il possibile, approfittando di investimenti per compensazione, o per il concetto che più aggrada, da lavori infrastrutturali strategici e irrinunciabili?
Solo qui accade questo. Si nasconde la questione con l’ideologia più inconsistente, e quando proprio non si può fare a meno di prendere posizione si risponde con il metodo parolaio dei verbi coniugati al futuro – studieremo, vedremo, faremo -, con la furbizia di rinviarli quando quel futuro arriva e magari annunciando paradisi che in terra non si vedranno mai.
Il 21 gennaio esattamente di un anno fa si teneva l’ennesima audizione sull’argomento per conoscere lo stato del procedimento e confermare gli investimenti proposti da Tap-Snam e da concordare con le amministrazioni locali.
In quell’occasione, come in altre successive, fu ribadito il programma d’investimenti per 55 milioni, riguardanti una serie di progetti in tema di formazione, ambiente e decarbonizzazione e progetti socio ambientali. Ad oggi, nonostante stia sollecitando da due anni, non si è ancora formalizzato un accordo sulle somme e sui progetti.”

DH Oncoematologia BR, Amati: “Ultima chiamata. Pubblicare subito bando e rispetto per malati”

 

“Questa è l’ultima chiamata, poi aprirò un gazebo di protesta nel parcheggio del Perrino, per vedere pubblicato il bando per la progettazione del nuovo day hospital di Oncoematologia del Perrino di Brindisi. Non posso prima essere sollecitato per mettere assieme la burocrazia nel recuperare le risorse finanziarie necessarie e poi osservare lentezze esagerate e cecità di fronte alle condizioni incivili in cui versa l’attuale day hospital. Prego pertanto il DG a dare non più di 24 ore all’ufficio tecnico per adempiere”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati

“È indispensabile per il Perrino istituire il nuovo Day hospital di Oncoematologia e serve solo lavorare celermente per progettare e realizzare l’opera già finanziata.
Bisogna considerare che l’attuale DH ha una sala di attesa in comune con quello di Oncologia, è aperto mattina e pomeriggio nei giorni feriali ed è utilizzato da circa 50-60 pazienti al giorno per diagnosi e chemioterapie. Il notevole utilizzo ha reso insufficienti sala d’attesa, le tre stanze visita, le stanze per chemioterapia con poltrone e le stanze con letti per terapie più lunghe. Non transigo lentezze burocratiche, ecco perché prego il Direttore Generale di sollecitare la procedura, perché i malati non possono aspettare.”