Depuratore Porto Cesareo, Amati:”Provincia ha dubbi su trincee. Era tutto previsto. Danno ambientale e sanitario continua. Audizione”

 

“Per non fare la cosa più semplice e compatibile con l’ambiente, ci si sta ingarbugliando nelle più inquinanti trincee drenanti che anche la Provincia di Lecce segnala in termini critici, tanto da richiedere la più lunga procedura d’impatto ambientale, senza nemmeno essere certi dell’esito positivo. E nel frattempo il mare e il suolo di Porto Cesareo e Nardò, per varie complicità politiche, continuerà a ricevere liquami non trattati, fonte di inquinamento ambientale e sanitario. Ho chiesto audizione in commissione dell’Assessore alla Tutela delle acque, Aqp, Provincia di Lecce, Comune di Porto Cesareo e Nardò.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati

“Com’era prevedibile ciò che a dire di numerosi tecnici trasformatisi in politici sarebbe stato realizzato in un batti baleno, si è ben presto trasformato in un calvario. Dubbi sulle dimensioni e sulla localizzazione delle insensate trincee da parte della Provincia di Lecce, lasciano ancora spento il depuratore di Porto Cesareo e il collegamento alla fogna di migliaia di immobili.
E tutto questo per non fare la cosa più legale e semplice, consistente nell’autorizzazione allo scarico di acqua sanificata nello stesso punto in cui lo fa il depuratore di Nardò.
È stupefacente il motivo per cui non si fa la cosa più semplice, inquinando il bellissimo mare di Porto Cesareo e Nardò e condannando quelle città a rimanere sempre nell’elenco delle aspiranti perle del turismo pugliese: eccitare le paure della gente per lucrare consenso politico.
Resto peraltro abbastanza meravigliato del fatto che le amministrazioni comunali interessate, in particolare quella di Porto Cesareo, non sollevino in modo eclatante il problema e senza alcuna indulgenza al tatticismo o agli equilibrismi politici. Io sono disponibile ad aiutarli in ogni modo, ma se l’oggettiva esigenza di salute non viene accesa nelle forme più clamorose, è chiaro che gli inquinatori l’avranno sempre vinta e quei bellissimi mare e terra non avranno mai lo stato d’incanto che più meritano.”

Xylella, false cure, Amati: “Come volevasi dimostrare. Ottenuti i risultati dello studio. NuovOlivo non cura batteri”

“Sono arrivati i risultati delle analisi, effettuate in due diversi laboratori, dei campioni prelevati il 30 novembre 2021, rilevando una elevata carica batterica in tutte le piante oggetto di campionamento, senza alcuna differenza tra piante trattate e non trattate con NuovOlivo, e le piante non soggette ad alcun intervento di gestione agronomica. Pertanto, i risultati non evidenziano alcuna azione antibatterica verso i patogeni, a partire da Xylella. Come non sono state confermate le indicazioni sulla potenziale attività antibatterica del prodotto ‘magico’, non è stata osservata nessuna riduzione della carica batterica. Tali piante, pertanto, continuano a rappresentare una importante fonte di inoculo.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati commentando i risultati dei campioni prelevati e analizzati in laboratorio.

“Qualche mese fa avevo denunciato la presenza di prodotti che, magicamente, avrebbero portato gli ulivi all’originale splendore, peraltro con la beffa di vedere sulla cartellonista il logo del Comune di Lecce e dell’Università di Bari (quest’ultimo senza autorizzazione alcuna), con l’evidente tentativo di dare a NuovOlivo il credito di enti autorevoli. Ovviamente si è trattato di raggiro per evocare indirettamente una fantomatica cura dalla Xylella, fitopatologia che provoca il disseccamento degli alberi, per la quale al momento purtroppo non esiste alcun rimedio.”

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Perplessità Asl e direzione lavori su lodo CTC. Attendiamo relazione e valutiamo iniziative”

“Per la costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano la Asl Bari e la direzione lavori hanno espresso forti perplessità sulla determinazione con valore di lodo del Collegio tecnico consultivo, con cui sono stati assegnati 322 giorni di proroga alla fine dei lavori e circa 7milioni di maggior costi, peraltro stupendosi del voto favorevole del rappresentante della Asl nello stesso collegio. Attendiamo ora la relazione che la Asl e la direzione lavori presenteranno tra 10 giorni alla Commissione, riservandoci ogni eventuale azione diretta ad ottenere la regolarità e la celerità dei procedimenti e dei lavori, e alla salvaguardia della salute dei cittadini e dei fondi pubblici investiti”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando la riunione della I Commissione sulla verifica dell’andamento della spesa per la costruzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano.

“La determinazione del CTC desta perplessità in prima battuta nella parte in cui si calcolano i giorni di ritardo per causa Covid utilizzando l’intero periodo contrattuale delle lavorazioni, cioè anche il periodo in cui il Covid non c’era. A maggior ragione si fa presente che i motivi del mancato rispetto del cronoprogramma nel periodo precedente al Covid, sono chiaramente addebitabili al fatto noto delle difficoltà economiche dell’originario appaltatore Astaldi, il quale non riusciva nemmeno a presentare la documentazione idonea ad ottenere le anticipazioni previste dalla legge. Come tutto questo – che si spera sia stato rappresentato dalla Asl con dovizia di particolari e valutato con attenzione dal CTC – abbia potuto influire sul presunto ritardo da Covid senza che il Covid ci fosse è questione logica che non si riesce a capire.
In ogni caso attendiamo la relazione della Asl e della Direzione lavori per conoscere il complesso delle osservazioni critiche, per poi decidere eventuali iniziative utili a conseguire nel più breve tempo possibile la consegna dell’ospedale.
Il nostro unico interesse è l’apertura del nuovo ospedale a copertura di una domanda di salute che non ha mai avuto una risposta d’eccellenza in un raggio lungo 130km, ossia tra Bari e Brindisi. Spero solo che questo nostro prioritario interesse coincida con quello dei tecnici e dell’impresa nelle loro qualità di cittadini, come noi probabilmente desiderosi di una sanità all’altezza di curare le malattie sempre in agguato”.

Screening al seno e genetica, Amati: “È legge il test anche alle 40enni e le prove BRCA. Una rivoluzione unanime in poche ore”

“Una rivoluzione in poche ore. È legge della Puglia lo screening per tumori alla mammella ampliato alle quarantenni e i test genetici BRCA gratuiti per le persone sane e a rischio ereditario. Sono orgoglioso di tutti i miei colleghi, che all’unanimità e in poche ore hanno deciso di dichiarare la nuova ‘guerra’ al carcinoma mammario. Una legge utilissima, con tanti automatismi, che mette anche fuori gioco i rinvii burocratici ad atti amministrativi a ripetizione o a tavoli vari allestiti per estenuanti mediazioni, che sono una parte importante del peso da ritardo che la sanità si porta dietro. E ora a lavoro, abbiamo da salvare tante vite umane”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della legge sullo screening mammario e i test genetici BRCA.

“La nuova legge estende alla fascia d’età 45-49 lo screening mammario e istituisce la valutazione  sulla necessità di estensione dello screening alla fascia d’età 40-44.
È stato introdotto, inoltre, l’obbligo di invitare allo screening tutte le donne aventi diritto, pena la decadenza del direttore generale della Asl interessata, l’obbligo di fissare le date dello screening a carico del Centro senologico, senza le file imbarazzanti dinanzi allo sportello del Cup, e la sanzione nel caso di mancata e ingiustificata presentazione allo screening.
Con la nuova legge, è compiuta anche una rivoluzione in materia genetica, introducendo la gratuità dei test BRCA1 e BRCA2 anche per i familiari sani di persone affette da tumore e con mutazione genetica, assegnandoli a un programma di sorveglianza gratuita clinico-strumentale, sempre sotto la gestione dei Centri senologici.
Nelle prossime ore controllerò con estrema attenzione e pignoleria l’esecuzione della legge, reclamando il rigore delle sanzioni previste qualora dovessi registrare inadempienze. La lotta per la vita non può ammettere diserzioni.
Ringrazio per i suggerimenti tutto il pool scientifico dell’IRCSS Giovanni Paolo II di Bari, a cominciare dal Commissario Alessandro Delle Donne e dal Direttore scientifico Angelo Paradiso, e direttore del Laboratorio di genomica del Di Venere Mattia Gentile.
Ringrazio tanti medici oncologi che mi hanno incoraggiato, loro sanno quanto mi sono cari, e le associazioni di pazienti oncologici che mi hanno offerto la possibilità di trasformare in energia il calore datomi in dono e che porterò sempre con me”.

Spese Protezione Civile, Amati: “Tra 2020 e 2021 spesi 200milioni. Ora il dettaglio e le modalità affidamento”

“Tra il 2020 e il 2021 la struttura di supporto nominata dal Presidente della Regione e incardinata presso la Protezione civile ha speso circa 202milioni. Ora attendiamo di conoscere quanto sia stato speso con fondi attribuiti dalla gestione sanitaria e da altri fondi di finanziamento, unitamente alla conoscenza analitica di tutte le spese e delle relative modalità d’affidamento. E tutto questo nella riunione già convocata per lunedì prossimo”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Nell’esercizio 2020 le somme impegnate ammontano a euro 128.275.432,14, così distinte: gestione ordinaria materiale sanitario per ospedali, comprensivo di attrezzature per euro 9.227.456,8; manutenzione straordinaria beni di terzi per euro 3.467.978,84; ulteriori attrezzature per ospedali per euro 5.499.996,50; gestione provveditorato per automezzi Covid per euro 80mila; DPI e attrezzature sanitarie urgenti per euro 107.500.000; spese per Covid hotel e servizi sanitari vari per euro 2milioni; trasferimenti alle associazioni di volontariato per euro 500mila.
Nell’esercizio 2021 le somme impegnate ammontano a euro 73.443.409,10, così distinte: gestione ordinaria materiale sanitario ospedali per euro 2milioni; gestione ordinaria attrezzature ospedali per euro 2milioni; manutenzione straordinaria beni di terzi per euro 922.756,81; attrezzature per centri vaccinali, sito DPI, ospedali ecc. per euro 1.242.074,03; servizi Covid, assicurazioni volontari, logistica ecc. per euro 509.274,36; dpi e attrezzature sanitarie urgenti per euro 53.476.185,29; Covid hotel e servizi sanitari vari per euro 5.388.464,01; trasferimenti agli enti locali per euro 285.567,49; trasferimenti associazioni di volontariato per euro 1.499.957,00; allestimento centri vaccinali per euro 2.009.982,37; servizi vari, trasporto DPI, call center, supporto Asl ecc. per euro 3.606.253,26; manutenzioni ordinarie per euro 502.894,49.
Nell’ambito delle aggregazioni più generiche e sulla base di una prima e sommaria precisazione analitica, si registrano le spese per i voli Cargo-ponte aereo con la Cina per il trasporto di DPI, apparecchiature sanitarie d’emergenza, spese aeroportuali di logistica, spese di deposito presso aereoporto, spese di logistica urgenti, spese per distribuzione DPI a domicilio presso gli ambulatori medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
Con riferimento alle forniture provenienti dalla Cina e sempre in ambito di prima e sommaria precisazione analitica, nel 2020 sono stati acquistati beni sanitari di consumo, consistenti in mascherine, DPI facciali filtranti monouso, materie prime per produzione DPI, macchinari e apparecchiature sanitarie, per complessivo euro 17.254.250.
Le voci di spesa Assistenza medica, diversa da quella delle Asl e sempre in via di prima e sommaria precisazione analitica, riguardano l’acquisto e il noleggio di macchinari e apparecchiature per diagnostica Covid e fornitura dei relativi materiali di consumo, destinate alle strutture sanitarie, pronto soccorso e laboratori di diagnostica per complessivi euro 33.541.907,69”.

Tumori al seno, Amati: “Rivoluzione approvata in Commissione. Screening alle 40enni e test BRCA gratuiti a familiari sani”

 

“La Commissione sanità ha approvato una rivoluzione nell’attività di prevenzione del tumore al seno, estendendo a tutte le 40enni lo screening, facendo decadere i direttori generali che non fanno il loro dovere e stabilendo la gratuità dei test genetici BRCA, oltre che le attività di sorveglianza per le persone sane ma con storia familiare di tumore. Sono molto soddisfatto di un voto unanime espresso in qualche minuto, al servizio di una guerra a una malattia che colpisce 1 donna su 8, cioè tutte, e che viene dichiarata per appagare la più importante ma spesso dimenticata politica di genere per la vita”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore alla mammella e istituzione del programma di valutazione del rischio per paziente con mutazioni geniche germinali”.

“Spero ora che il Consiglio regionale la approvi al più presto.
La proposta di legge approvata dalla Commissione appaga una necessità di prevenzione che va slegata al più presto dalle pastoie burocratiche e ammessa alle modalità più risolute del chi-non-fa-perde-il-posto.
Infatti: ad oggi tutti gli atti aziendali delle Asl dicono che devono essere invitate allo screening il 100% delle donne interessate. La media regionale di inviti, invece, dice che non si supera il 65 per cento: troppo poco per una regione che vuole prevenire gli effetti mortali di questa malattia. La proposta di legge prevede, a questo proposito, la decadenza dei manager Asl qualora non si raggiunga l’obiettivo indicato negli stessi atti aziendali.
Inoltre: la proposta di legge estende la classe d’età dello screening alla fascia 40-49, non solo dunque alla fascia 50-74, e prescrive la fissazione delle date di screening a carico dei Centri senologici, nella periodicità prescritta, senza lasciare le donne in balìe delle file dinanzi allo sportello del Cup.
Ancora: la proposta di legge introduce la gratuità dei test genetici BRCA1 e BRCA2 alle persone sane ma con storia familiare di tumore, per individuare la sussistenza di una mutazione genetica e quindi la necessità di attivare un percorso di sorveglianza clinico-strumentale: anche l’attività di sorveglianza sarà gratuita ed erogata dai Centri senologici.
Infine: la proposta di legge rinnova la dichiarazione di guerra al tumore al seno, senza alcuna indulgenza per lentezze e inerzie, provando a innovare profondamente per generare un rapido adattamento dell’organizzazione alle necessità di salute. E tutto questo perché è ampiamente dimostrato che nella pubblica amministrazione si stenta a compiere riforme e rivoluzioni perché il punto di partenza è sempre arroccato sul minore sconvolgimento degli assetti organizzativi, per via di umane resistenze all’abitudine, a discapito dell’oggetto centrale dell’attività che si ha il dovere di compiere e che in questo caso consiste nella protezione della vita umana dalla violenza della malattia”.

Radar Meteo abbandonati, Amati: “Radar di Mesagne e Torchiarolo, c’è bisogno di verifiche approfondite. Chiesta relazione a dirigenti regionali”

“Secondo quanto è emerso in Commissione questa mattina, sui radar dei siti di Mesagne e Torchiarolo c’è bisogno di un approfondimento per capire se l’attività di ricerca finanziata sia stata svolta o meno, poiché da un lato risulta il pagamento del saldo e dall’altro pare manchino ancora alcuni dettagli infrastrutturali per mettere in attività almeno il sito di Mesagne”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Il progetto Rivona, ‘RIschi per il VOlo e Nowcasting Aeroportuale’, finanziato dalla Regione, avrebbe innanzitutto permesso una notevole attività di ricerca, su cui ad oggi non si hanno notizie dettagliate, e permetterebbe in seguito alla Puglia di avere come punto di riferimento la provincia di Brindisi, con l’installazione appunto dei due radar tra Mesagne e Torchiarolo. Sul sito di Mesagne manca attualmente energia elettrica, ma entrambi sarebbero in grado di essere usati per ampliare un servizio meteo assicurato dalla rete radar e gestito dal dipartimento della Protezione Civile Nazionale, che si avvale anche di radar di altre regioni.
Il progetto nacque con due linee di ricerca e prospettica di supporto alla Protezione Civile ma, per questioni sconosciute, al momento non è stato attivato il programma di ricerca. È indispensabile capire la sorte di queste risorse pubbliche e quali frutti hanno dato. Tra trenta giorni riceverò dai dirigenti regionali, Berlingerio e Lopane, le relazioni e i documenti inerenti al progetto Rivona, per poter convocare una nuova audizione, così da poter raggiungere una valutare definitiva”.

Urologia BR, Amati: “Una nuova seduta per asportare tumori e combattere attesa. Ho scritto a DG”

“Presso l’urologia del Perrino di Brindisi, un’eccellenza regionale con 405 interventi oncologici nel 2021, c’è sempre una lista d’attesa di circa 50 pazienti per interventi di asportazione di tumori. E naturalmente nessuno dovrebbe attendere per più di dieci giorni. Ho chiesto dunque al DG Pasqualone di disporre una nuova seduta operatoria settimanale”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“I tumori all’apparato urinario sono molto diffusi e però hanno un’ampia possibilità di guarigione alle condizioni che la diagnosi avvenga precocemente e che l’eventuale intervento chirurgico di asportazione sia effettuato altrettanto precocemente.
In questo ambito gode di ottima reputazione l’Unità operativa di urologia del Perrino di Brindisi; tale reputazione è affermata dal numero di interventi, che nel 2021 è stato di 79 per chirurgia oncologica maggiore e di 328 per chirurgia endoscopica e piccola chirurgia per tumori maligni. Per diverse motivazioni si registra una stabile lista d’attesa di circa 50 pazienti in attesa dell’intervento chirurgico e quindi della possibilità di guarigione.
Per eliminare l’attesa servirebbe almeno una ulteriore seduta operatoria a settimana, assorbendo così le liste d’attesa e aggiungendo efficienza ma soprattuto ulteriore speranza.
Ho scritto al Direttore generale della Asl per sollecitare l’ulteriore seduta operatoria e nei prossimi giorni procederò a verificare i tempi d’attesa nelle unità operative di urologia delle altre strutture pugliesi”.

Rinnovabili, Amati: “Modifica al Piano paesaggistico per autorizzazioni al più presto e lotta agli inquinatori del no-a-tutto.”

“Come ripeto da mesi, ci sono più di 400 pratiche per rinnovabili in attesa di autorizzazioni, però irragionevolmente bloccati da una burocrazia fortemente ideologizzata, che interpreta in modo pretestuoso alcune norme del Piano paesaggistico, sostenute da fronti di dissenso politico che attraverso il no-a-tutto favoriscono l’inquinamento pensando di ripristinare la lotta di classe. Occorre fare qualcosa al più presto, modificando le norme del Piano paesaggistico usate per ingrassare l’ideologie, accogliere le richieste conformi a legge e favorire il ricorso al gas nel periodo di transizione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“In Puglia ci sono più di 400 pratiche bloccate per fotovoltaico, eolico e biomasse, per 15 miliardi di watt complessivi, e all’orizzonte sta emergendo ostilità anche sui parchi eolici offshore.
Le richieste sono tutte candidate alla bocciatura, perché una norma del Piano paesaggistico viene interpretata può per respingerle, addirittura nei casi, come purtroppo è accaduto, di insediamento in aree inquinate.
La norma del Piano paesaggistico che si adatta ai pareri contrari seriali è l’articolo 37, che è un passaporto per ogni diniego discrezionale e in contrasto con i principi di legalità formale.
In questo senso anche l’orientamento del Ministero della Cultura, ente di copianificazione del Piano paesaggistico e in evidente conflitto con i programmi del Ministero della Transizione Ecologica, non sembra per nulla incline a modificare l’articolo 37 o altre norme ostative del Piano paesaggistico, anche se la Regione non ha in verità mai avanzato una richiesta formale.
Ne deriva, allora, che tutta la narrazione e le buone intenzioni sul contenimento delle emissioni di CO2, sono in netto contrasto con la pratica politica e burocratica quotidiana.
E come se non bastasse, anche sulle alternative localizzative in ambito offshore, cominciano a mettersi in evidenza forti resistenze, senza che la Regione Puglia abbia ancora espresso un’opinione chiara.
Gli ingredienti ci sono dunque tutti per mettere in cottura il fallimento del più imponente programma ambientale della storia, lasciando spazio a pratiche inquinanti e insalubri. E il tutto per la difficoltà di alcuni ad adattarsi alla realtà, inseguendo un mondo in cui a dar fastidio è l’uomo e la sua aspirazione inarrestabile di progresso e libertà.
L’ambientalismo senza la ragione e la tecnologia diventa giardinaggio o il titolo di una degustazione a sfondo magico di prodotti biodinamici”.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Asl consegna atto Collegio consultivo. Enormi dubbi da chiarire lunedì.”

“La Asl di Bari ha proceduto a consegnare l’atto che reclamavo da giorni, cioè la determinazione del Comitato tecnico consultivo, dalla cui primissima lettura emergono notevoli dubbi, a cominciare dall’illogica concessione di giornate di proroga per la conclusione dei lavori, usando l’avvenimento del Covid come una scusa per celare le inadempienze. Sono fiducioso, tuttavia, che sin da lunedì in Commissione la Asl saprà resistere a tutte le novità che dovessero eventualmente risultare incongrue, ricordando sempre che il nostro interesse sono i malati da curare al più presto e non i bilanci degli appaltatori o gli ingranaggi del potere”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Entro pochi mesi il nuovo ospedale deve essere completato. È questo l’unico imperativo, che mi pare largamente condiviso dal Consiglio e dalla Giunta regionale.
Ne deriva che tutte le persone che provano a usare arzigogoli legulei o equazioni matematiche con denominatori di comodo, risultano avversari della salute delle persone e quindi dell’intera classe politica pugliese.
Lunedì prossimo sentiremo in Commissione cosa avranno da dire sull’andamento dei lavori i manager della Asl e la direzione lavori, affinché si possa finalmente stabilire il cronoprogramma aggiornato – comprensivo delle procedure per strade, arredi e attrezzature -, chiarire gli elementi di criticità ancora presenti e vedere rilanciata a pieno regime e con il massimo impegno la funzionalità del cantiere.
Decidemmo di costruire l’ospedale per emancipare le persone dal dolore della malattia e non per il gusto sadico di sperimentare la sofferenza da cattiva gestione nella costruzione di opere pubbliche”.