Serbatoio GNL, Amati: “Bene Ministero. Anche a Brindisi si cominciano a vedere investimenti verdi nonostante contrarietà del Sindaco”

“Plaudo alla decisione del Ministero dell’Ambiente di autorizzare il serbatoio costiero di gas naturale liquefatto nel porto di Brindisi. Finalmente il capoluogo della mia provincia comincia a vedere investimenti compatibili con l’ambiente, riuscendo a battere punti di vista politici camuffati da pareri tecnici, come quelli del Sindaco di Brindisi, con pretese di boicottaggio per far vincere, anche se in buona fede, il carbone e il petrolio. Avevo promesso che mi sarei interessato di Brindisi e colgo un ulteriore risultato derivante anche dal mio impegno”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’autorizzazione del Ministero per la costruzione e l’esercizio di un deposito costiero di GNL per 19.500 metri cubi è il primo passo di Brindisi nella transizione energetica, all’interno di un sito come il porto che senza razionalità, discernimento e apertura mentale non potrà mai ambire alle prospettive che merita.
Mi spiace che in questa vicenda il Sindaco del Comune di Brindisi abbia provato ad ostacolare il programma, mosso da un’impostazione ideologica no-a-tutto, finendo per usare impropriamente le attribuzioni comunali e favorendo di fatto gli insediamenti inquinanti.
Non ho niente contro le persone, ovviamente, ma ostacolerò ogni programma politico che dovesse rivelarsi incoerente con la cura dell’ambiente e il progresso umano e civile di Brindisi”.

PNRR Sanità, Amati: “650milioni per completare il lavoro di ricostruzione sugli errori del 2002 nell’assistenza territoriale”

“Le Commissioni conosceranno prima dell’approvazione in Giunta il programma PNRR Sanità. È questo l’impegno assunto dall’assessore Palese, per il programma da 650 milioni che dovrà essere adottato entro il 28 febbraio. Le Case di comunità e gli Ospedali di comunità che si possono finanziare con il PNRR devono essere al servizio di bacini d’utenza, rispettivamente, di 40-50mila e 50-100mila abitanti. Ciò non significa che non si possano istituirne altri con bacini di utenza inferiori e in base al vigente accordo Stato-regioni o che gli attuali già in esercizio debbano sottostare ai criteri demografici del PNNR, che è – tengo a ribadirlo – un programma finanziario per ampliare la rete d’assistenza territoriale e non un programma per ridimensionare quella esistente. Il PNRR è un grande programma per radicare l’assistenza territoriale e portare a termine un programma di ricostruzione assistenziale dopo gli errori del Piano di riordino ospedaliero del 2002”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La proposta della Giunta regionale rispecchierà le proposte delle singole Aziende sanitarie coerenti con i criteri del PNRR.
Il programma si suddivide in due componenti.
La prima componente riguarda le Case di comunità, una ogni 40-50mila abitanti, gli Ospedali di comunità, uno ogni 50-100 mila abitanti,  e le Centrali operative territoriali, una ogni 100 mila abitanti.
La seconda componente, invece, riguarda le grandi macchine e la digitalizzazione.
Il PNRR non è il paradiso in terra ma una scala per sollevarsi da un po’ di problemi. Solo se sapremo salire rapidamente quella scala potremo dire di aver colto un’occasione per progredire e per dimostrare che anche la burocrazia e i suoi ingranaggi possono essere battuti”.

Depuratore Porto Cesareo, Amati: “Complicità politiche e accondiscendenze dirigenziali dolose uccidono mare e suolo del Salento”

“Ha ormai motivazioni dolose, generate da insopportabili complicità politiche, l’inquinamento ambientale del mare e del suolo di Porto Cesareo e Nardò. Dopo l’ennesimo fallimento, ossia le vergognose trincee drenanti per fortuna bocciate dalla Provincia di Lecce, si decide d’insistere nella follia anti-scientifica avallata anche dai dirigenti ordinari della Regione e di Aqp, avviando un complesso procedimento di VIA e però evitando di autorizzare provvisoriamente il collegamento del depuratore di Porto Cesareo a quello di Nardò, così da mettere fine a uno dei più grandi scempi ambientali della Puglia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Si continua a cincischiare senza provare alcuna vergogna, inseguendo l’anti-scienza e l’intento inquinante dell’amministrazione comunale di Nardò, per aggravare un risultato inquinante che nel 2022 porta il segno della vergogna.
Per evitare la soluzione legale ordinaria, cioè il collegamento al recapito di Nardò, si erano inventati le trincee drenanti, dando rassicurazioni sulla rapidità del procedimento. E invece la Provincia di Lecce ha bocciato sonoramente le trincee drenanti, inviando il progetto alla più complessa procedura di VIA, così com’era ampiamente prevedibile.
In un Paese normale, e tra le mani di dirigenti non condizionati da motivazioni politiche, a questo punto si dovrebbe abbandonare lo scempio delle trincee, autorizzare provvisoriamente lo scarico e avviare gli allacci fognari. E invece no.
Si insiste con le trincee drenanti, si valuta quasi con sollievo la notizia che tale soluzione debba essere assoggettata al più complesso e lungo procedimento VIA e in luogo della soluzione provvisoria si preferisce continuare a inquinare mare e suolo.
E tutto questo perché? Per assecondare una follia di stampo politico, del tutto sfornita della più elementare prova scientifica e razionalità idraulica”.

PNRR sanità, Amati e Vizzino: “Domani nelle commissioni gli interventi proposti dalla Puglia”

Comunicazione dei Presidenti delle Commissioni Programmazione e Sanità Fabiano Amati e Mauro Vizzino.

“Le proposte della Puglia nell’ambito del PNRR-sanità.
È questo l’argomento all’ordine del giorno della riunione di domani, venerdì 11 febbraio ore 10:30, delle Commissioni congiunte Programmazione e Sanità.
Alla riunione sono stati chiamati in audizione il Direttore del dipartimento salute Vito Montanaro e i dirigenti Antonella Caroli e Concetta Ladalardo.
Il dettaglio di conoscenza degli interventi di tutte le aziende pugliesi e gli eventuali suggerimenti dei Consiglieri regionali, assumono un valore di condivisione che ben si accorda con la necessità di rispettare i tempi ristretti nella spesa dei fondi”.

Agricoltura, Amati: “Camera boccia biodinamica. È magia. Consiglio Puglia aveva già bocciato il metodo avallato dalla Giunta”

“Grazie al Presidente Mattarella e alle sollecitazioni della senatrice Elena Cattaneo e del premio Nobel Giorgio Parisi, la Camera dei deputati si è finalmente convinta a cancellare l’equiparazione dell’agricoltura biodinamica a quella biologica. Ora spetta al Senato completare il lavoro, eliminando il riferimento alla biodinamica dagli articoli 5 e 8, perché in una legge dello Stato non si possono riconoscere né finanziare riti magici o propiziatori. Sono soddisfatto della decisione perché in Consiglio regionale avevamo già bocciato il metodo biodinamico con due pronunce delle Commissioni Sanità e Agricoltura, anche contrastando la decisone assunta dalla Giunta regionale con una delibera sugli stili di vita più adatti alla salute pubblica, la così detta Apulian Lifestyle, nella consapevolezza che è impossibile tutelare la salute con riti magici”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’agricoltura biodinamica non è un’evoluzione qualitativa dell’agricoltura biologica, come si vorrebbe sostenere, perché in nessun modo possono ritenersi accettabili pratiche contornate da riti propiziatori, come per esempio l’uccisione di vacche o cervi per asportare corna e vesciche, da riempire con liquami o fiori di achillea e poi sotterrare sino a giorno di Pasqua.
Sono contento che la Camera dei deputati, accogliendo le informazioni scientificamente più appropriate e provate, abbia corretto l’impostazione sbagliata del Senato.
È importante che negli atti legislativi e amministrativi del nostro Paese non sia mai consentito l’ingresso di decisioni sfornite di prova scientifica, anche perché in Puglia abbiamo sotto gli occhi ogni giorno la devastazione paesaggistica da Xylella favorita dalla credulità.
La decisione politica deve essere sempre assunta tra più ipotesi plausibili ma tutte accordate con la prova scientifica, altrimenti ogni cittadino potrà sentirsi autorizzato a contestare qualsiasi decisione, giungendo ad esiti paradossali, come quello che non vaccinarsi, cioè una scelta potenzialmente suicida o omicida, sia equiparabile a un atto di libertà”.

Aqp, Amati: “Bene Laforgia ad azzerare newco voluta dal super-tecnico Di Cagno Abbrescia e avallata da Emiliano”

“Bravo a Domenico Laforgia, presidente Aqp. Bravo per aver azzerato l’ipotesi di newco ideata da Di Cagno Abbrescia e avallata da Emiliano. Un’idea pari a una sciocchezza, perché si pretendeva di costituire una nuova società con i privati, per realizzare progettazione già appaltata, lavori rolling e forniture di tecnologie sconosciute. Mi piace ricordare che anche Di Cagno Abbrescia fu presentato come un super-tecnico senza pari, più o meno come Palese”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Nel gennaio 2020 la Giunta regionale approvava il Piano industriale di Acquedotto Pugliese, contenente anche l’ipotesi della costituzione di una nuova società pubblico-privato, per gestire progettazioni e lavori per 640milioni.
Il Piano industriale fu approvato nonostante le critiche all’ipotesi di newco e con il Presidente Emiliano che giustificava e avallava l’iniziativa assicurando la libertà del CdA di Aqp ‘qualora si tratti di rimediare al fatto che i tubi perdono acqua’.
Grazie a Laforgia abbiamo invece capito che quell’iniziativa serviva più per dare da mangiare che da bere e che probabilmente il super-tecnico Di Cagno Abbrescia era un aspirante super-chef e non un super esperto di diritto, contabilità e organizzazione di strutture complesse, cioè le caratteristiche di un vero super-tecnico”.

Spese Protezione civile, Amati: “Nelle verifiche a campione mancano i preventivi di comparazione su affidamenti diretti”

“Nelle verifiche a campione disposte tra gli acquisti di Protezione Civile sotto i 50mila euro e da 50mila a 214mila, risultano affidamenti diretti con comparazione di preventivi, ma nei fascicoli non si trovano i preventivi comparati. Si stanno dunque ampliando le verifiche anche per escludere l’ipotesi che detti preventivi siano stati ricevuti con posta elettronica e non stampati. Anche per le spese dell’economato nell’ultimo quinquennio si sta procedendo nello stesso modo, campionando gli acquisti sotto soglia e verificando le modalità di affidamento”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La relazione finale sul lavoro compiuto sarà depositata entro questa sera.
Devo dire che il lavoro di verifica è notevole ma stiamo cercando di ottenere un’ampia quantità d’informazioni e dati, così da poter cominciare ad avanzare valutazioni quanto più informate.
Rilevo che le modalità organizzative e tecnologiche utilizzate dalle sezioni interessate per archiviare i procedimenti non sono propriamente compatibili con il mondo open data che ci gira attorno, tant’è che riusciamo a venirne a capo, e con fatica, solo grazie alla disponibilità dei direttori Imperio e Albanese, e dei dirigenti Lopane e Plantamura. In una organizzazione più aderente alla rivoluzione tecnologica permanente, molte delle domande dovrebbero essere rilasciate dal sistema con un semplice click.
In ogni caso, mi pare che il lavoro stia andando avanti e dalla settimana prossima si procederà sentendo l’audizione del dirigente dei Lavori pubblici e i collaudatori dell’ospedale Covid della Fiera del Levante.
Nelle settimane successive, invece, sentiremo il dirigente della Protezione Civile sulle altre spese extra Covid, comprese le voci relative alla gestione degli immigrati, e i dirigenti della sanità sul rendiconto 2021 delle spese Covid in ambito sanitario, ripartite per singole Asl”.

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Situazione grave. Sospettiamo accondiscendenze varie, intervenga Emiliano”

“Nel procedimento di costruzione del nuovo Ospedale Monopoli-Fasano risultano gravi incongruenze e una chiara volontà di sfuggire dal fornire chiarimenti da parte della stazione appaltante Asl Bari, considerata la richiesta ingiustificata di rinvio avanzata in vista della seduta odierna. Concentrandomi sui fatti emersi con gli atti trasmessi oggi, mi viene da chiedere: come si può adempiere alle cose da farsi nell’interesse dell’appaltatore, cioè la liquidazione di quasi 8milioni di euro in più, e omettere le cose in favore della stazione appaltante, cioè la sottoscrizione di un atto aggiuntivo con il nuovo cronoprogramma? Eppure entrambi gli adempimenti erano previsti con perentorietà dalla decisione del Collegio tecnico consultivo-CTC, su cui la stessa Asl ha espresso, verbalmente e ripetutamente, il suo dissenso.
Sospettiamo una grande debolezza e quindi accondiscendenza della Asl nei confronti dell’appaltatore e per questo spero che il Presidente Emiliano intervenga al più presto, perché si tratta di mettere in funzione un ospedale per curare le persone e non della costruzione di un circolo ricreativo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Abbiamo rinviato l’audizione al prossimo lunedì 14 febbraio.
Allo stato non è pervenuta né la relazione della Asl sulla determinazione del CTC, né il parere già consegnato alla Asl dalla direzione lavori e sullo stesso atto. Eppure la Asl aveva assunto l’impegno di depositare il tutto sin da lunedì scorso e in vista della seduta odierna della Commissione.
Abbiamo invece ricevuto due richieste di rinvio della commissione a lunedì 14 febbraio, senza la trasmissione della relazione della direzione lavori già nella disponibilità della Asl, e una delibera del Direttore generale con cui si liquidano all’appaltatore quasi 8milioni di euro in più sul valore iniziale del contratto, prelevati dalle casse delle Asl e utilizzando le tasse versate dai cittadini, che saranno pagati entro la giornata di oggi.
Il motivo di tanta celerità nel pagamento consiste nel fatto che la determinazione del CTC prevede detto pagamento nel termine perentorio del 7 febbraio. Spiace però rilevare che la stessa determinazione del CTC preveda un adempimento che avrebbe dovuto essere assunto entro il 31 gennaio è purtroppo disatteso, avente ad oggetto la sottoscrizione di un atto aggiuntivo tra Asl e appaltatore per definire il nuovo cronoprogramma, cioè l’unica cosa nell’interesse dei cittadini e della loro domanda di salute. Perché a questo adempimento d’interesse pubblico non si è provveduto con la stessa tempistica usata per l’adempimento nell’interesse del privato appaltatore?
E pensare che anche la determinazione del CTC, non certo lineare quanto a logica, aveva ritenuto di tenere allineati i due adempimenti, a evitare squilibri tra le rispettive prestazioni o ulteriori elementi di controversia.
La riunione di lunedì prossima della Commissione m’appare quindi decisiva per comprendere dinanzi a quale bivio ci troviamo e se per caso gli atti compiuti non siano già sufficienti per assumere iniziative straordinarie e il coinvolgimento degli organi di giurisdizione contabile. E su questo facciamo affidamento, ovviamente, sulla collaborazione del Presidente Emiliano”.

Amati: “I circoli si autoconvochino. Appoggio esterno perché nomina Palese è sul piano tecnico insufficiente”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.
“Noi del PD dobbiamo avere il coraggio di dire no, anche attraverso l’appoggio esterno e il ritiro degli assessori, abbandonando il mugugno solo sussurrato perché la politica vale per ciò che costa e non per quanto rende.
Chiedo ai circoli di autoconvocarsi sull’argomento della nomina ad assessore di Rocco Palese per suggerire il coraggio ai dirigenti regionali e nazionali, e tutto questo non per questioni di posizionamento politico del passato, presente o futuro, ma perché Palese è stato il protagonista di diversi e clamorosi errori nella più recente storia amministrativa della Puglia per inadeguatezza tecnica, cioè proprio quella che in queste ore gli si accredita a vanto e su cui mi piacerebbe sfidarlo a duello dialettico: il riordino ospedaliero del 2002 e l’insensata distinzione tra ospedali con branche mediche e ospedali con branche chirurgiche senza allestire nemmeno un ospedale di comunità o un presidio territoriale di assistenza; la mancata programmazione della costruzione di nuovi ospedali; la mancata osservanza di una legge del 1992, addirittura, per combattere le liste d’attesa, evitando per complicità con un gruppetto di medici ad allineare i tempi da record delle prestazioni a pagamento​ con i tempi da vergogna dell’attività istituzionale; i ritardi suggeriti al governo nazionale in carica nel 2010 per evitare l’approvazione di un provvedimento statale che avrebbe sbloccato 500 milioni nell’ambito del Piano di rientro,
sulla base di un deficit che lo stesso Palese aveva contribuito a determinare; l’ostilità sulle internalizzazioni per superare il precariato in sanità; il disastroso bond di 165 milioni della Regione; il bond Aqp di 250 milioni; la contrarietà alla proposta di legge sulla ripubblicizzazione di Acquedotto Pugliese; le accuse infondate di malaffare, ruberie e corruzione sui fondi della sanità rivolte a Vendola e a tutti noi nella campagna elettorale del 2010.
Ed è questa solo una piccola parte e in ordine sparso e mi stupisco che lo stesso Vendola e il suo partito non abbiano ancora deciso di ritirare il proprio assessore in Giunta.
Come possiamo noi del Partito Democratico lagnarci in privato all’unanimità per poi nascondere il punto di vista dietro un fiume di parole senza alcun suono e perciò incomprensibili ai cittadini?​
Come possiamo accettare l’idea politicista e strumentale, utilizzata alla bisogna, che tra gli eletti vi siano una massa d’incompetenti e inadeguati al governo, quando per titolo ed esami in tanti possiedono curriculum in grado di superare i concorsi tecnici più difficili?
Dobbiamo reagire, prima che sia troppo tardi, pure per aiutare il Presidente Emiliano a ritrovare chiarezza e linearità nei suoi pensieri e nelle sue tattiche e senza subire gli argomenti di distrazione di massa sull’utilità di sperimentare per scimmiottamento le formule politiche nazionali, incomparabili sotto ogni profilo.
Il vero dramma politico che abbiamo è in termini di politiche poste in atto,​ prova ne sia che tutte le riforme concrete della Regione Puglia, ossia quelle rilevanti che interessano la vita quotidiana dei cittadini, sono state varate su iniziativa del Consiglio regionale: l’obbligo vaccinale per il personale sanitario; lo screening obbligatorio per la SMA; l’istituzione del servizio di genomica avanzata; i test genetici per determinare l’utilità della chemioterapia; la riforma dello screening mammario e l’introduzione dei test genetici BRCA gratuiti; il casco refrigerante per evitare la caduta dei capelli delle pazienti in chemioterapia; il DNA fetale gratuito; il Piano casa in tutte le versioni, compresa la proposta per renderlo strutturale; la legge Radon per prevenire i tumori ai polmoni; la legge acqua e fogna per tutti; la pressione continua per attivare i depuratori e cancellare tutte le pressioni politiche sull’argomento (vedasi caso Porto Cesareo e Nardò). E mi fermo solo per carità di patria.
Una vasta gamma di provvedimenti legislativi e iniziative di indirizzo e controllo, finalizzati a tenere sempre alta la credibilità dell’amministrazione pubblica, utilizzando parole sobrie e gesti determinati e lineari, che sono ciò che danno lunghezza e durata alle cose che si fanno.
Ecco perché bisogna reagire e così evitare che per le mani ci resti infine solo un grande ed effimero gioco di società”.

Edilizia, Amati: “Depositata oggi proposta di legge per nuovo Piano casa strutturale: si chiama Programma eco-casa”

“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge per rendere strutturale il Piano casa: si chiama Programma eco-casa e prende ampliamenti fino al 20 per cento e demolizioni-ricostruzioni fino al 35 per cento del patrimonio immobiliare esistente. Il deposito della proposta di legge serve anche per stimolare il Governo regionale a fare la sua proposta ulteriormente migliorativa e più efficace rispetto alla nostra e a farlo nel più breve tempo possibile: altrimenti il Consiglio regionale avrà un testo da esaminare e portare in aula per risolvere una volta per tutte i problemi che ci propongono le continue impugnazioni ideologiche del Governo nazionale”.

Lo  dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge “Programma eco-casa di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente”. La proposta è stata sottoscritta anche dai Consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Maurizio Bruno e Antonio Tutolo.

“La proposta di legge introduce nell’ordinamento regionale il ‘Programma eco-casa’; un programma strutturale e non a termine di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, in grado di raccogliere e superare il ‘vecchio’ Piano casa, eliminando però le incertezze normative generate dalla necessità di continue proroghe e adagiato sulla vigente disciplina normativa statale e regionale.
Le finalità del ‘Programma eco-casa’ sono contenute nella riqualificazione, rifunzionalizzazione e riuso del patrimonio edilizio esistente in aree dotate di opere di urbanizzazione primaria.
Tali finalità sono funzionali al raggiungimento dei seguenti effetti pratici:
a) riduzione del consumo di suolo attraverso la scelta di agire sugli immobili esistenti, necessaria per assicurare l’uso equilibrato e consapevole del territorio, intersecando la cura dei beni ambientali con le domande essenziali delle persone nel mondo proiettato sulla modernità;
b) accoglimento delle esigenze abitative allo stato di difficile soddisfazione, per via di un mercato immobiliare la cui offerta limitata, spesso satura, determina il lievitare dei prezzi, escludendo così – al costo di gravi disuguaglianze – le persone più deboli dal diritto alla casa;
c) accompagnamento a politiche di rilancio demografico, in un Paese che rischia di morire se inseguendo fatue ideologie umano-fobiche non inverte la terribile discesa del trend di natalità;
d) rigenerazione edilizia con materiali ecologici, idonei al risparmio energetico in un mondo che tendenzialmente richiede aumenti di produzione dell’energia per appagare i sempre più nuovi ed efficienti sistemi di vita, su cui nessuna persona è disponibile a rinunciare;
e) vivibilità degli abitati, favorendo attraverso la ritrovata bellezza dei luoghi il senso della storia e della tradizione;
f) tutela del paesaggio complessivo, ossia nel rispetto di ogni parte del territorio, così come preso in considerazione dal PPTR e dalle sue inderogabili norme tecniche d’attuazione, rilevanti e condivisibili per dinamicità mai incline a distruttiva musealizzazione;
g) riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa, attraverso l’indicazione di procedimenti in grado di indirizzare alla gamma degli atti dovuti i provvedimenti di abilitazione agli interventi edilizi, senza sottostare al ‘dogma’ dell’ipertrofia pianificatoria, che ha come intenti mal celati un modello culturale di società somigliante alle idee – spesso poco aderenti con la realtà – del pianificatore e perciò non democratica, ovvero la soggezione (‘cappello in mano’) dei cittadini alla mera volontà del politico di turno o del tecnico responsabile del procedimento, con notevoli rischi di abuso nella scelta degli interessi legittimi da valorizzare e istigazione alla corruzione;
h) larga produttività senza ricorrere alla spesa pubblica attraverso sussidi o agevolazioni, che hanno provenienza – come si sa – dalle tasse dei cittadini;
i) raccolta di fondi da oneri di urbanizzazione, senza ricorrere a incrementi di tassazione, per la realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione.
Il raggiungimento di dette finalità è rimesso al protagonismo assoluto dei Comuni e del loro massimo organo elettivo, il Consiglio comunale, che con deliberazione potrà definire le zone omogenee del proprio territorio in cui sono consentiti gli interventi edilizi previsti dalle disposizioni della legge e quindi attivare il sistema degli ampliamenti e delle demolizioni-ricostruzioni sul patrimonio edilizio esistente; tale deliberazione costituirà variante ‘normativa’ agli strumenti urbanistici, ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale del 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio) e anche per i Comuni dotati di strumentazione urbanistica adeguata alla legge regionale del 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio), lasciando alla Regione una facoltà di controllo e osservazione, purché rapidissima nella sua tempistica, considerato che nella vita delle persone il tempo è un bene scarso e dunque prezioso.
La deliberazione del Comune, in coerenza con il protagonismo assoluto e il dovere d’autodeterminazione che s’intende assicurare all’istituzione locale per eccellenza, potrà anche ridurre i parametri volumetrici e d’applicabilità della disciplina prevista per gli interventi edilizi consentiti dal ‘Programma eco-casa’, ovvero consentire interventi in aree in cui le opere di urbanizzazione potrebbero essere soddisfatte con modalità semplificata attraverso il ricorso al procedimento del permesso di costruire convenzionato previsto dalla legislazione statale.
La proposta di legge rispetta il riparto costituzionale dei poteri e si situa nell’ambito della potestà legislativa concorrente, attenendosi ai principi fondamentali contenuti nel Decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, e al Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR), elaborato attraverso co-pianificazione Stato-Regione, perciò inderogabile, approvato con deliberazione della Giunta regionale del 16 febbraio 2015, n. 176. In questo senso si sottolinea che l’eventuale deliberazione in variante del Consiglio comunale e i relativi interventi edilizi non potranno ovviamente derogare la pianificazione paesaggistica complessiva del PPTR e dovranno rispettare le prescrizioni, indirizzi, misure di salvaguardia e direttive contenute nelle relative Norme tecniche d’attuazione. Il rilascio dei titoli edilizi abilitanti dovrà essere pertanto preceduto, se previsto, dal nulla osta comunque denominato delle amministrazioni competenti alla tutela paesaggistica.
Qualora i comuni interessati dovessero decidere di procedere alla variante normativa nelle zone individuate, gli immobili esistenti residenziali e non residenziali potrebbero essere interessati ad attività di ampliamento, con destinazione finale residenziale o connessa alla residenza, o di demolizione-ricostruzione, con destinazione finale uguale alla preesistente, residenziale o connessa alla residenza, nella misura massima – rispettivamente – del 20 per cento o del 35 per cento”.