“Spero che le dichiarazioni di Schiavone siano balle, cioè mi auguro che in Puglia non siano stati ‘tombati’ rifiuti tossici né alla fine degli anni novanta, né in tempi più recenti. In ogni caso, abbiamo il dovere, per quanto possibile, di verificare con accuratezza le dichiarazioni rese dinanzi alla Commissione sul ciclo dei rifiuti nell’ottobre 1997, sia pur nell’esercizio di funzioni e prerogative meramente amministrative. In fondo ciò che alla Pubblica amministrazione deve interessare prioritariamente, qualora le dichiarazioni fossero riscontrate, non sono i profili criminali ma la bonifica dei luoghi e dei territori eventualmente interessati. Ad altre Autorità dello Stato spettano le iniziative investigative e sanzionatorie.”
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“Le notizie sul traffico illegale dei rifiuti rivelato da Carmine Schiavone, hanno bisogno di approfondito accertamento anche amministrativo. Per questo, lunedì chiederò al Presidente della V Commissione Donato Pentassuglia di disporre l’audizione dei componenti pugliesi delle Commissioni sul ciclo dei rifiuti e antimafia nella XIII legislatura (1996-2001).”
“Ad evitare che si alimentino delusioni o false aspettative nei Cittadini, mi sembra opportuno far presente, a demagogia zero, che le campagne di condivisione e ascolto sulla TAP non potranno mai servire a spostare la localizzazione dell’approdo da Melendugno a Cerano. Chi alimentasse questa speranza sta mentendo fragorosamente.”
“Sul Piano paesaggistico è sempre necessario utilizzare ogni occasione per mantenersi sul concreto. Infatti, assieme alle norme sul procedimento e ai maggiori poteri della Commissione in materia paesaggistica, la proposta di legge approvata oggi in V Commissione contiene norme di accelerazione sul procedimento di deperimetrazione dal Piano paesaggistico adottato, di tutte le aree che dalla data del 6 settembre 1985 ricadono: 1) nelle zone storiche (A) o di completamento (B); 2) diverse dalle zone A e B, e limitatamente alle parti di esse ricomprese in piani pluriennali di attuazione, a condizione che le relative previsioni siano state concretamente realizzate; c) ricadenti nei centri edificati perimetrati.”
Sia pur con tanta fatica, alla fine il risultato più equo e ponderato è venuto. La nuova adozione del Piano paesaggistico appaga e ristora la grande mobilitazione di opinioni e lo studio tecnico-giuridico che in molti in questi mesi abbiamo animato e compiuto: almeno per i problemi più ‘imponenti’ che avevamo posto e salvo una lettura più approfondita della delibera, che comunque mi riservo.