Amati: “Solidarietà a Liliana Segre e condanna no-vax. Ma perché quasi tutti tacciono?”


Dichiarazione del Consigliere regionale PD della Puglia Fabiano Amati.
“Massima solidarietà a Liliana Segre per le minacce di morte ricevute dai no-vax. Ma perché quasi tutto il mondo politico tace?
Perché in queste ore non vediamo un fiume di dichiarazioni, di post e di tweet contro il fascismo dei no-vax? Eppure nel mondo politico c’è di solito una loquacità solidale, spesso imbarazzante e pure ripetitiva.
Ma in questo caso no. Anche se la vittima è Liliana Segre, orgoglio italiano di civiltà, educazione e misura.
Il motivo è facile da intuire: la solidarietà è abbondante solo quando è politicamente corretta, non costa nulla e soprattutto non fa rischiare lo squadrismo no-vax sulle proprie bacheche. E perciò va a Liliana Segre la mia solidarietà.”

Autonomia, Amati: “Cominciamo male. Tutti contro ma al voto restiamo soli e senza i colleghi della lista Emiliano”


Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.
“Cominciamo male. Tutti si dicono contro il progetto del Governo nazionale, ma sui voti impegnativi restiamo soli. Come sempre.
Qualche settimana fa avevo presentato lo stesso testo della mozione approvata nella scorsa legislatura contro un’autonomia differenziata come programma economico distruttivo per l’Italia e con il sacrificio del Mezzogiorno. Un testo all’epoca approvato senza il voto del pur presente Presidente Emiliano e in contrasto con la delibera favorevole al progetto dell’autonomia approvata dalla Giunta.
Oggi ho chiesto di discutere la mozione, così da esprimerci tempestivamente e attraverso il Consiglio regionale. Il previsto voto contrario dell’opposizione si è saldato con quello dei colleghi appartenenti alla lista che si richiama al Presidente Emiliano.
Una coincidenza? Vedremo. Certo non sarebbe credibile la giustificazione della necessità di approfondire, visto che in tanti ci siamo espressi in modo risoluto.
Noi comunque ci attestiamo sulla stessa posizione, europea e più accordata con la modernità, consistente nella richiesta di non sottrazione di competenze allo Stato centrale, per raggiungere al meglio gli obiettivi attesi dai cittadini e per non frantumare l’unita economica e sociale del Paese.”

Liste attesa, Amati: “Non possiamo vendere illusioni né fare gli illusionisti, per non assumere provvedimenti risoluti”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Sulle liste d’attesa non possiamo vendere illusioni né fare gli illusionisti, con soluzioni benintenzionate ma impossibili da realizzare, e magari scansare l’appuntamento con provvedimenti di maggiore risolutezza e in grado di migliorare un po’ il sistema.
E tra questi provvedimenti ci sono la decadenza dei DG delle Asl se non fanno rispettare la legge vigente e la sospensione delle prestazioni a pagamento se i tempi sono disallienati rispetto a quelli per le prestazioni istituzionali.
In buona sostanza, ciò che è scritto nella mia proposta di legge ora all’attenzione dell’aula.
Non ho partecipato oggi al voto sulla mozione relativa all’argomento, non perché non colga le buoni intenzioni del collega proponente ma perché il rimedio proposto, ossia quello degli ambulatori aperti anche nella tarda serata, non era accompagnato da alcuna indicazione finanziaria – e senza soldi non si fa nulla – e in passato fu sanzionato dalla Corte dei conti come inefficace. E sulla questione mi ha stupito il parere favorevole dell’assessore, concesso poi per motivi di convivenza politica che per condivisione del merito, tant’è che ne proponeva una modifica per disattivare gli effetti della richiesta e quindi non dare seguito all’atto d’indirizzo. L’argomento delle liste d’attesa in sanità va affrontato con senso di realismo e serietà, senza tatticismi politici, perché la posta in palio è il dolore delle persone malate in fila al Cup e per questo reso più lancinante.”

Sma, Amati: “Terzo caso di diagnosi precoce. Estendere test in tutta Italia. Firmate petizione”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Terzo caso di diagnosi precoce di SMA in un bambino senza sintomi e quindi nelle condizioni ideali per ricevere il massimo beneficio dalle terapie più innovative. Su 25mila bambini esaminati dall’attivazione dello screening, sono dunque tre i bimbi con diagnosi precoce, con i primi due sottoposti tempestivamente a terapia e con risultati ampiamente soddisfacenti e cioè senza alcun segno della malattia.
L’unico elemento di dolore in questa storia d’eccellenza pugliese consiste nel rilevare l’assenza del test obbligatorio per tutti i neonati nelle altre regioni, determinando una grave disparità e disuguaglianza tra i bambini italiani.
Per questo diventa ancor più necessario far sentire la nostra voce, sottoscrivendo la petizione che finora ha raccolto 23mila persone per estendere lo screening a tutta Italia
(https://www.change.org/tutticontrolasma).
È molto soddisfacente registrare il livello d’efficienza raggiunto dalla Puglia nello screening, grazie al Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari e al suo direttore Mattia Gentile, e dall’unità operativa di neurologia dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII e al suo dirigente Delio Gagliardi.”

Liste attesa, Amati: “Pazienza finita. Porto pdl direttamente in Consiglio. Non c’è più tempo da perdere”

“La pazienza è finita. Porto direttamente in Consiglio regionale la proposta di legge per ridurre le liste d’attesa. Non c’è più tempo da perdere. E non c’è tempo da regalare a chiunque la voglia strumentalizzare per organizzare un sabotaggio, come peraltro capitò nella scorsa legislatura. La riduzione delle liste d’attesa è un problema complesso, con mille questioni, ma è una risposta disumana decidere di non affrontarne nemmeno una di tali questioni. Basta guardare le file di dolore al Cup per sentirsi sollecitati a provarle tutte, magari sbagliando, ma almeno con la tranquillità di averci provato.”

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge contenente misure per ridurre le liste d’attesa in sanità.

“La proposta di legge agisce sul fronte della mancata esecuzione di norme regionali vigenti, sanzionando tale inadempimento con la decadenza dei DG delle Asl, e sul fronte del necessario equilibrio nei tempi, anche questo prescritto da leggi statali, su prestazioni istituzionali e a pagamento. La così detta ALPI ossia attività libero-professionale intramoenia.
L’ALPI è un’attività contrattuale che discende dalla legge, dal Piano di governo sulle liste d’attesa e dal CCNL. Questa può essere sospesa se i tempi d’attesa sono disallineati rispetto ai tempi dell’attività istituzionale.
L’ALPI è in stretta connessione con l’indennità di rapporto esclusivo, che i medici percepiscono come voce stipendiale e perciò hanno l’obbligo di lavorare in ALPI per un tempo non superiore a quello dedicato all’attività istituzionale.
Invece per i medici in extramoenia ossia coloro che svolgono l’attività a pagamento fuori dalle strutture sanitarie pubbliche, non è previsto il pagamento dell’indennità di esclusività ed è vietato dunque l’utilizzo delle strutture e delle attrezzature dell’azienda di appartenenza, per cui sono in pochissimi – e nessun direttore di unità operativa – a scegliere questo regime.
La norma proposta non dovrebbe generare alcun conflitto, salvo resistenze interessate, perché è la mera esecuzione di una disposizione statale a cui si offre la conseguenza automatica della sospensione, con la legge regionale, ove non dovesse essere rispettata. Ossia, quasi sempre.
Il medico in attività ordinaria svolge una serie di attività non identificabili in visite o prestazioni diagnostiche, quali attività di reparto, attività di sala operatoria, turni di guardia e di reperibilità, consulenze per altri reparti o strutture della stessa Azienda Sanitaria, ma il calcolo sul mancato allineamento si effettua comparando le prestazioni a parità di prestazioni, ore lavorate e personale impiegato. Non è dunque prevista una comparazione arbitraria.
La domanda sarebbe invece un’altra: come mai ci si ritrova con tempi d’attesa così diversi, rapidissimi per l’attività a pagamento e biblici per quella istituzionale, se il calcolo del disallinamento si riscontra con comparazioni omogenee? Come mai un’ora di ecografie per la propria azienda produce un minor numero di prestazioni rispetta alla stessa ora in attività libero-professionale?
Non possiamo accettare critiche prive di dati numerici, sapendo che tutti i documenti amministrativi sui volumi delle prestazioni in ALPI e istituzionali parlano di clamoroso inadempimento, peraltro confermato da tutti i DG delle Asl.
Infine: è vero che i medici italiani sono i peggio pagati d’Europa e che le scuole di specializzazione non formano in numeri utili per colmare la carenza di personale, ma su questo mi aspetto una presa di posizione del Governo e Parlamento nazionale, innalzando gli stipendi di medici e infermieri e riordinando il sistema universitario.
Ma nell’attesa delle auspicabili e nuove leggi statali non si possono chiudere gli occhi sulla sistematica violazione delle norme esistenti, perché sarebbe un espediente psicologico usato per non farsi interpellare dal dolore delle persone.”

Robotica urologica: “Abbiamo 10 robot ma non sappiamo quanti interventi fanno e se sono almeno 13mila all’anno”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ogni giorno ha la sua pena. Abbiamo acquistato 10 robot per interventi urologici senza collegare la decisione alle prestazioni erogabili. E quindi oggi non sappiamo quanti interventi si fanno, se sono almeno 13mila l’anno.

È molto importante conoscere il numero degli interventi per incrociare il dato con i tempi d’attesa e quindi comprendere la risposta d’efficienza generata dalla robotica.

Per questo e per colmare la carenza dei dati, nella prossima seduta delle Commissioni congiunte Bilancio e Sanità, provvederemo a chiedere ai DG delle strutture interessate il numero delle prestazioni erogate e chiarimenti sulla procedura di finanziamento e acquisizione dei robot.
I robot attualmente in esercizio in Puglia, sono: 2 al Miulli di Acquaviva; 2 al Policlinico di Bari, 1 alla Mater Dei di Bari; 1 agli Ospedali riuniti di Foggia; 1 alla Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo; 1 al Panico di Tricase; 1 al Bonomo di Andria; 1 al Vito Fazzi di Lecce.”

Società sportive, Amati: “Nel prossimo bilancio 12 squadre promuoveranno la Puglia. Ecco quali”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Con il prossimo bilancio della Regione Puglia, undici società sportive promuoveranno la Puglia e per questo riceveranno un contributo economico.
È questo l’impegno emerso oggi durante l’audizione del DG di Puglia promozione Luca Scandale, collegato alla disponibilità di risorse economiche da individuarsi con il prossimo bilancio di previsione per il 2023.
Le undici società sportive, selezionate sulla base di criteri di visibilità mediatica, sono: per la serie A, calcio Lecce, basket Brindisi, volley Taranto, pallamano Fasano e Conversano; per la serie B, calcio Bari; per la serie C, calcio Andria, Cerignola, Foggia, Francavilla Fontana, Monopoli e Taranto.
A questi si aggiungeranno, nel rispetto degli stessi criteri, gli atleti impegnati in sport individuali. Potranno essere valutati, inoltre, ulteriori criteri per allargare la platea, con riferimento alla quantità di risorse disponibili.
Preciso che la misura di finanziamento per la promozione del brand Puglia è cosa diversa dagli interventi economici per sostenere lo sport e in particolare quello svolto nell’ambito dilettantistico e amatoriale, prive d’impatto mediatico ma ad altissimo valore sociale. Per quelle finalità dovrebbero operare altri e più cospicui finanziamenti, su cui la Commissione ha intenzione di lavorare con la solita determinazione.”

Arpal, Amati: “La decadenza opera di diritto. Restare in carica è usurpazione di funzione pubblica”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“La resistenza in carica del DG Arpal è ulteriore riprova della necessità della decadenza, che opera di diritto e per il solo fatto dell’entrata in vigore della legge. Non c’è bisogno di alcun provvedimento dichiarativo, presa d’atto o altri perditempo. Anzi, il DG che restasse in carica e continuasse ad adottare atti e frequentare le sedi, commetterebbe un abuso esponendosi alla nullità degli atti adottati e al reato di usurpazione di funzioni pubbliche. E naturalmente, chiunque lo consentisse, a cominciare dalla Direttrice del dipartimento subentrante, potrebbe ritenersi concorrente, nonché esposta all’ipotesi dell’interruzione di pubblico servizio.
È sempre tutto difficile e attorcigliato quando si tratta del buon andamento della pubblica amministrazione, anche quando la legge si presenta senza alcun punto oscuro.”

Obbligo vaccinale sanitari, Amati: “PD ostacoli anti-scienza. In tutte le regioni si propongano leggi come quella pugliese”

“I medici e gli infermieri italiani devono essere vaccinati per tutte le principali malattie, compresa l’influenza. Così come fanno, senza alcun obbligo, la maggior parte di essi, limitando i rischi di contagio delle persone malate a cui prestano le cure. Per questo spero che il PD nazionale promuova in tutte le regioni un programma di prevenzione vaccinale aderente alla prova scientifica e alla Carta di Pisa, cominciando con il deposito in ogni Consiglio regionale di proposte di legge come quella pugliese.”

Lo dichiara il Consigliere regionale PD Fabiano Amati, promotore delle leggi regionali della Puglia sull’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari.

“I medici e gli infermieri scettici sui vaccini, sono come orologiai in contestazione con il tempo che passa.
Le leggi pugliesi prevedono l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario, sulle vaccinazioni previste dal Piano nazionale vaccinale. Si tratta in buona sostanza di norme organizzative per eseguire le indicazioni delle disposizioni statali, esercitando il dovere di concorrere nella legislazione. Legislazione concorrente significa, infatti, il dovere per le regioni di eseguire le norme di principio dello Stato e non il diritto di disapplicarle quand’anche sia lo Stato stesso a fornire un’istigazione.
Trovo non giustificabile, infatti, l’Italia a velocità differenti. Tutte le regioni italiane dovrebbero fare come la Puglia e avere dunque norme idonee per assicurare la vaccinazione per epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza, tubercolosi e Covid.
Per questo spero che il PD nazionale promuova una massiccia campagna di legiferazione regionale, per evitare di vedere il nostro Paese sulla strada della magia e della superstizione.”

Energia BR, Amati: “Comune tratti con Snam e dica no a carbone. Altro che compensazioni. Altrimenti il PD ritiri fiducia”

“Il Comune di Brindisi rifiuta irragionevolmente di trattare con Snam le compensazioni da gasdotto per il quartiere Torre rossa e invece apre alle compensazioni da produzione a carbone. Sembra uno scherzo.
Vorrei ricordare che stiamo andando a carbone perché i no-a-tutto hanno ostacolato e ritardato gas e rinnovabili, rendendoci dipendenti anche dai dittatori.
E continuano a farlo con i no senza senso anche ai rigassificatori offshore, sostituti per eccellenza della produzione a carbone.
Io sono da sempre per la chiusura della produzione a carbone e perciò trovo incredibile parlare di compensazioni per quell’attività. Soprattutto discutere di compensazioni per la produzione a carbone ne legittima l’esercizio, ritardando nei fatti il processo di transizione.
Per questi motivi penso che il PD, il mio partito, dovrebbe intimare al Sindaco di Brindisi la chiusura del negoziato con Snam per la contrada Torre rossa e aiutare migliaia di persone che vivono in uno stato incivile, confrontarsi con il Governo per la conferma del no assoluto al carbone e ostacolare le compensazioni per questi tipi di produzione accettando solo ristori temporanei. E poi favorire l’insediamento delle infrastrutture energetiche pulite, passando dalla posizione no-a-tutto alla posizione del sì-con-giudizio. Tutto questo a pena dello scioglimento del Consiglio comunale, perché sarebbe inutile tenere in vita un quadro politico sterile e perciò dannoso.
Un programma molto facile di linearità politica e di moderno ambientalismo, imparentato in modo stretto con la logica, la prosperità, la sicurezza ambientale e la pace.”