Acqua e Consorzi, Amati: “A dispetto dei buchi di bilancio: da bonifica a fornitura di acqua agli ospedali. Trasferire gestione acqua ad Aqp”

 

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Non mi sembra razionale che i Consorzi di bonifica gestiscano l’erogazione di acqua agli ospedali. Anzi, è sintomo di arretratezza e fonte di buchi nei bilanci.
Anche per questo bisogna ripristinare la norma con cui era stato stabilito il transito delle funzioni idriche dai Consorzi di bonifica ad Acquedotto pugliese, abrogata dal Consiglio regionale su richiesta dei Cinquestelle e quale condizione per entrare in maggioranza.
La gestione dell’acqua deve essere invece unificata a prescindere dagli usi. È questo un imperativo di tutela ambientale, coerenza con le norme europee e solidità dei bilanci.
I Consorzi di bonifica contabilizzano un buco di bilancio, causato dalla gestione irrazionale e incompetente dell’asset idrico, coperto con risorse tratte dalle tasse dei cittadini.
A ciò si aggiunga la continua emersione di fatti di gestione impropria, come la fornitura di acqua all’Ospedale Miulli di Acquaviva e a diversi insediamenti turistici e strutture produttive.
Qualche anno fa avevo provato con fatica a ovviare al problema, proponendo una norma per il passaggio della gestione idrica dai Consorzi di bonifica ad Acquedotto pugliese. La norma fu abrogata, come detto, in prossimità dell’esecuzione e senza alcuna novità nella gestione, se non una scelta tutta politicista e priva di giustificazione tecnico-contabile.
Occorre perciò tornare sul solco riformatore, perché non possiamo più permetterci sprechi e inefficienze”.

Ospedale comunità Cisternino, Amati: “Assicurato il finanziamento per il nuovo plesso adiacente. Volare con progettazione”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il nuovo plesso, da costruirsi accanto all’Ospedale di comunità esistente, è indispensabile per offrire l’intera gamma dei servizi previsti dalla programmazione regionale.
Ora bisogna volare con la presentazione dello studio di fattibilità, così da poter utilizzare i fondi della programmazione 2021-2027, così come confermato dall’assessore alla Sanità.
Abbiamo dunque costruito un programma di potenziamento dell’offerta sanitaria territoriale nel Comune di Cisternino e al sevizio anche dei comuni circostanti, fondato sui fondi del PNRR per l’adeguamento del primo piano dell’attuale ospedale di comunità, così da ampliare sino a venti i posti letto, e la ristrutturazione della vecchia struttura, e i fondi della nuova programmazione europea per la nuova struttura. E comunque sul tutto ho già convocato la prossima riunione per il 4 luglio.
Detto per cronaca, mi spiace aver constatato, dopo l’imponente lavoro del passato e a cominciare da quello che a tempi record ci portò ad adeguare l’attuale struttura per le esigenze Covid post acute, l’accumulo di notevole ritardo nella progettazione, diventato oggi ostacolo all’utilizzo delle somme già disposte con la vecchia programmazione dei fondi europei. Infatti, il termine di ultimazione dei lavori per l’utilizzo di tali risorse dovrebbe essere quello del 31 dicembre 2023, cioè impossibile da rispettare”.

Nuovo ospedale Andria, Amati: “Un bel guaio. Non bastano soldi e non ci sono idee chiare su dove reperirle”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati

“Siamo di fronte a un guaio da risolvere al più presto. Il procedimento di valutazione della progettazione è quasi completato e certamente non potrà essere pubblicata tempestivamente la gara d’appalto per i lavori. Il motivo consiste nella mancanza della completa dotazione finanziaria: alla dotazione iniziale di 138milioni occorre aggiungere un finanziamento di almeno 150milioni, così come emerso dalla progettazione e sulla base delle caratteristiche richieste per questo ospedale dalla programmazione regionale.
La sussistenza di questo problema era stato sollevato dalla Commissione in più di un’occasione e molti mesi fa. L’intensa dialettica della Commissione con l’assessorato alla salute, sulle questione dei finanziamenti CIPE di edilizia sanitaria e sulla programmazione europea 2021-2027, era motivata proprio dal consapevole intento di evitare il quadro problematico presentatosi oggi.
Nessuno è infatti in grado di garantire la possibilità di poter assicurare il finanziamento necessario per bandire la gara entro l’estate o entro settembre, con ciò ritardando l’avvio di un’importantissima infrastruttura ospedaliera.
La Commissione non abbandonerà ovviamente l’argomento e a tal fine ho già disposto la convocazione della prossima riunione il
4 luglio. In quella data speriamo di registrare un quadro di fatti e idee molto più chiaro, pur registrando con dispiacere ritardi che con maggiore impegno si sarebbero potuti evitare”.

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “Mancano 325 giorni al fine lavori e il 49 per cento delle lavorazioni. Allarmante”

 

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“I lavori sono in corso e mancano 325 giorni al 25 aprile 2023, data prevista per il fine lavori dopo la generosa concessione di tempo e denaro.
Gli importi liquidati sinora rappresentano il 51,73 per cento delle lavorazioni, per cui residuano lavorazioni per il 49,27 per cento.
Mancano dunque 11 mesi alla fine dei lavori e tale tempo dovrebbe essere impiegato per realizzare, come già detto, il 49,27 per cento delle lavorazioni. Se si considera che la media mensile delle lavorazioni degli ultimi mesi si attesta all’1,65 per cento, ne deriva che mantenendo questa media occorrerebbero almeno altri 29 mesi e non 11. È questa la questione più allarmante, perché il nuovo ospedale serve a curare le persone per malattie importanti e in un raggio di circa 130 chilometri da Bari a Brindisi, per cui la condotta dell’impresa appaltatrice mi pare profondamente censurabile nella prospettiva dell’etica d’impresa.
Inoltre. L’impresa appaltatrice continua a iscrivere riserve su cui il Collegio consultivo tecnico ha già deciso e perciò improponibili. Lo scopo di tale condotta è allo stato oscura, se solo si consideri che già le decisioni del CCT, di cui l’impresa si è beneficiata, appaiono ingiustificate, a detta della stazione appaltante e della direzione lavori. Staremo a vedere.
Ad oggi sono stati pagati stati di avanzamento lavori per euro 39.279.525,64, oltre euro 8.559.071,23 liquidati dal CCT e su cui sta opportunamente indagando la Procura regionale presso la Corte dei conti.
È molto probabile, ma tale scenario lo descrivo al solo fine di evitare l’avverarsi, che l’appaltatore voglia accampare, come motivo di ulteriore proroga del termine di conclusione dei lavori, l’approvazione in ritardo di una variante migliorativa sul polo tecnologico. Faccio osservare, a scanso di equivoci, che la variante migliorativa è stata proposta dall’impresa appaltatrice e perciò non sarebbe giustificabile alcuna dilatazione dei tempi. Infatti, il valore migliorativo delle varianti riguarda la stazione appaltante e non l’appaltatore, per cui qualora il committente rifiutasse tale gesto di generosità, ovvero non cogliesse tempestivamente la sua portata, l’impresa non potrebbe fermare le lavorazioni contrattuali perché tale eventuale ritardo sarebbe a suo esclusivo carico. Ragionando diversamente, infatti, la variante muterebbe la sua prospettiva migliorativa in favore dell’appaltatore proponente e ciò in violazione della disciplina sui lavori pubblici. Certo, l’impresa potrebbe dire che la stazione appaltante ha approvato – purtroppo – l’ultimo cronoprogramma con la previsione della variante migliorativa, ma ciò non sarebbe funzionale a mutare la natura giuridica della variante normativa, anzi aprirebbe uno scenario di responsabilità amministrativa. Ma questo è tutt’altro discorso”.

Arpal, Amati, Mazzarano, Mennea: “Quasi ci siamo per riforma. Ma che fatica contrastare il sostegno della minoranza all’attuale DG”

Dichiarazione dei consiglieri proponenti delle modifiche alla legge Arpal, Fabiano Amati, Michele Mazzarano e Ruggiero Mennea.

“Quasi ci siamo per la riforma dell’Arpal. Ma che grande fatica contrastare il sostegno al DG, spesso surrettizio, della minoranza.
Una sequenza di richieste di rinvio dei lavori, per fortuna bocciate, sulla base di motivazioni prive di pregio tecnico e probabilmente funzionali, per la veemenza dei modi, a mantenere in carica l’attuale dirigenza.
In ogni caso, è importante il voto di oggi in Commissione perché allinea la volontà del Consiglio regionale ad auspici di buona gestione dell’agenzia, messi pesantemente in discussione dall’attività svolta sino ad oggi.
La nostra proposta di legge, approvata oggi con emendamenti dalla Commissione, afferma la totale discontinuità e presa di distanza dagli attuali organi di gestione di Arpal, attraverso una maggiore qualificazione professionale dei suoi manager e con auspici di correttezza amministrativa e imparzialità”.

Tumore al colon e bilanci Asl, Amati: “In 19 per Consiglio urgente su argomenti non trattati ieri”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Siamo in 19, tutti della maggioranza, e abbiamo depositato la richiesta di convocazione urgentissima del Consiglio regionale per trattare argomenti importantissimi, quali il potenziamento dello screening per il tumore al colon e l’autorizzazione alle Asl per la richiesta di anticipazione al tesoriere in caso di ritardo nell’erogazione delle risorse dal fondo sanitario regionale.
È importantissimo approvare queste due leggi, perché gli argomenti trattati non possono essere subordinati ai calendari elettorali o ai posizionamenti politici, come purtroppo è accaduto ieri in Consiglio regionale, attraverso il rifiuto di concedersi solo qualche minuto in più di attività.
Invito, dunque, anche i colleghi della minoranza ad aggiungere la propria firma alla richiesta di convocazione del Consiglio, affinché possa prevalere sempre un’immagine laboriosa è appassionata”.

Lavori Consiglio, Amati: “Da non crederci. La minoranza impegnata a togliere obbligo vaccinale ai sanitari e sabotare legge sul tumore al colon”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Cose da non crederci. L’apporto della minoranza oggi in Consiglio è stato incentrato su due punti: il tentativo, per fortuna sventato, di eliminare l’obbligo vaccinale Covid per gli operatori sanitari; il sabotaggio, purtroppo con successo, della proposta di legge per potenziare lo screening sul tumore al colon.
Nessuno può ovviamente negare il problema delle numerose assenze tra i banchi sia della molto ampia maggioranza che della minoranza e i tempi molto ridotti di lavoro decisi unanimemente e abitualmente dal Presidente del Consiglio regionale e dai capigruppo: è tuttavia innegabile il fatto che le proposte di legge sul colon – sottoscritta anche dal collega di minoranza Renato Perrini e perciò non confortato dal suo capogruppo – e sull’autorizzazione alle Asl di richiedere anticipazioni al tesoriere per fronteggiare le spese dell’assistenza, non possono essere trattate come attività subordinate a quelle a più ampia carica di polemica politica, oppure con il rifiuto di trattenersi qualche ora in più in Consiglio.
In ogni caso, m’impressiona il fatto che continui ad aleggiare in Consiglio regionale un sentimento incapace di considerare il valore di trattamento sanitario a valore collettivo della vaccinazione, per cui chiunque obietti alla sua somministrazione finisce per attentare alla salute degli altri, e il valore prioritario del nostro impegno nel combattere i tumori con la prevenzione e la diagnosi precoce.
A questo punto è necessaria l’immediata riconvocazione del Consiglio regionale per la prossima settimana, così da esaminare i provvedimenti importanti necessari alla vita dei pugliesi. E in questo senso abbiamo già raccolto le sottoscrizioni necessarie a sostenere tale richiesta, sostenuti dal parere favorevole della Giunta regionale espresso oggi in aula dal vice Presidente Piemontese”.

Referendum Giustizia, Amati: “Confronto non deve essere impari. Mi appello a tutti i media: ospitate il dibattito.”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“I sostenitori del Sì devono contrastare due avversari: le ragioni del No, ovviamente, e il quorum. Per rendere il confronto alla pari, da una parte il Sì e dall’altra il No, c’è bisogno di assicurare una campagna d’informazione all’altezza degli argomenti sottoposti al voto del prossimo 12 giugno. In questo senso mi appello a tutti gli organi d’informazione, affinché sia ospitato, con il rilievo che merita, il dibattito tra le diverse ragioni. Si tratta di argomenti che attengono la vita e la libertà delle persone, pur nei limiti di una consultazione referendaria”.

Piano dei trasporti, Amati: “Chi ha modifiche da proporre lo faccia al più presto e nel merito”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“I Consiglieri regionali che avessero da suggerire modifiche lo facciamo al più presto, entrando però nel merito. Mi pare questo l’invito e il senso finale dell’audizione con l’assessore Maurodinoia oggi in Commissione.
Si lavora su tre scenari temporali – 2026, 2030 e 2050 – rispetto ai quali non mi sembra vi siano pregiudizi di tipo territoriale.
Il programma sulle reti stradali e sulle reti ferroviarie d’interesse nazionale copre tutte le maggiori esigenze di sicurezza, velocità e modernizzazione.
Entrando nel maggiore dettaglio, spiccano l’attenzione sulla strada statale 16 e il programma di adeguarla, sino a Lecce, alle caratteristiche autostradali; il collegamento tra la strada statale 673 e la nuova fermata ferroviaria di Foggia; l’adeguamento e il potenziamento delle strade statali 7, 100 e 106, per migliorare l’accessibilità al porto e alla stazione ferroviaria di Taranto; l’adeguamento e la messa in sicurezza della strada statale 274, per migliorare l’accessibilità a tutta l’area interna della provincia di Lecce.
Con riferimento alla rete ferroviaria, invece, rileva il programma di velocizzazione della linea Bologna-Lecce, con l’obiettivo di ridurre la percorrenza di 35 minuti e incrementare i container merci trasportati, ossia passando ogni giorno da da 36 a 46 treni; il completamento della linea Bari-Napoli; il potenziamento della linea Sibari-Metaponto; miglioramento tecnologico della linea Bari-Taranto; il potenziamento della linea Brindisi-Taranto.
Sono inoltre previsti programmi per migliorare l’intermodalità nel trasporto delle merci e poli di commutazione per ogni provincia.
Anche per la rete infrastrutturale ferroviaria di interesse regionale è previsto un programma di miglioramento dei sistemi di sicurezza e l’elettrificazione completa delle tratte Martina Franca-Lecce e Lecce-Zollino, oltre che la riqualificazione di 20 stazioni ferroviarie di cui 7 in provincia di Lecce.
Per quanto riguarda, infine, il sistema di trasporto con bus e per spostamenti intercomunali, si prevede la realizzazione della linea Foggia-San Giovanni Rotondo, della linea Margherita di Savoia-Barletta-Trani, del corridoio Santeramo-Bari, della linea Manduria-nuovo ospedale di Taranto, della linea Ostuni-ospedale Perrino, della linea Porto Cesareo-ospedale Vito Fazzi e della linea Lecce-Melendugno.
Notevole importanza è stata infine riservata all’incremento delle reti ciclabili per ridurre la mobilità intercomunale in auto privata, che attualmente si attesta al 95 per cento della mobilità cittadina totale”.

Fiera, Amati: “Paghiamo lavori e canoni senza sapere quando potremo utilizzare immobili”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La Regione paga canoni di locazione all’ente Fiera del Levante per la conduzione di alcuni padiglioni e sta pagando lavori di ristrutturazione che, oltre a procedere con lentezza, sarebbero, a rigore, da porre a carico del proprietario.
Peraltro, gli immobili in questione avranno bisogno di ulteriori lavori di rifinitura interna, per un ammontare solo stimato di 3-4 milioni, ma non ancora destinati per quella specifica attività.
L’analisi della I Commissione sulle locazioni passive ha l’intento dunque di favorire la contrazione della spesa sostenuta dalla Regione, verificando con puntualità la reale utilità della locazione, con riferimento alla destinazione e alle possibili alternative.
È ovviamente da respingere qualsiasi ipotesi diretta all’utilizzo delle locazioni immobiliari per finanziare l’Ente Fiera o per valorizzare il suo patrimonio immobiliare.
A questo proposito disporrò nei prossimi giorni, su richiesta di alcuni componenti della Commissione, l’audizione dell’assessore regionale al Patrimonio per approfondire sia la congruità dei contratti che la necessità di mantenerli attivi”.