Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati.
“Il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica compie un nuovo scatto in avanti, un vero sprint verso l’eccellenza, e forse solo ora si potrà comprendere perfettamente il motivo della battaglia durissima intrapresa oltre un anno fa, contro il vecchio gestore, per la riacquisizione della struttura nella sanità pubblica. E il tutto con buona pace dei profeti del malaugurio e degli orfani della Fondazione San Raffaele.
Con l’approvazione della delibera della Giunta regionale per la sottoscrizione del protocollo con l’Università di Foggia e la definizione del fabbisogno di personale per il 2025, si mette in cantiere un progetto organico che integra formazione, ricerca, tecnologie avanzate e nuove assunzioni.
Nell’ambito del progetto, relativo a tutte le attività programmate e autorizzate per il Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, s’intende anche l’attività didattica e consulenziale su percorsi clinici, tecnologie e organizzazione, per avviare a livelli d’eccellenza il costruendo (in fase avanzata) Centro risvegli.
Il protocollo con l’Università di Foggia, con la responsabilità scientifica affidata al Prof. Andrea Santamato, prevede aggiornamento scientifico, lezioni specialistiche, ricerca applicata e trasferimento delle più innovative tecniche di riabilitazione neurologica, cardiorespiratoria e osteoarticolare. Parallelamente, la programmazione del personale per il 2025 conta 252 unità di lavoro, e di queste circa 100 saranno nuove assunzioni, suddivise tra le principali aree:
Neuroriabilitazione (40 posti letto): 84 unità, tra cui 31 infermieri, 23 OSS, 16 fisioterapisti, 3 medici di neurologia, 3 di medicina fisica e riabilitativa, 3 logopedisti e altre figure specialistiche.
Recupero e riabilitazione funzionale (45 posti letto): 73 unità, con 23 infermieri, 17 OSS, 18 fisioterapisti, 5 medici fisiatri, oltre ad anestesisti, cardiologi, pneumologi, radiologi, psicologi e logopedisti.
Unità spinale (20 posti letto): 48 unità, tra cui 15 infermieri, 11 OSS, 8 fisioterapisti, 3 fisiatri, 2 neurologi, 1 neurochirurgo e 1 urologo.
Uffici amministrativi e servizi di supporto: 47 unità, tra cui 21 ausiliari specializzati, 12 coadiutori amministrativi, 3 assistenti amministrativi, 2 operatori tecnici, oltre a biologi, educatori, tecnici di laboratorio e radiologia.
A questi ci saranno da aggiungere le unità di personale per il Centro risvegli di prossima apertura.
È questa la strada che stiamo percorrendo: non solo un centro di cura, ma un luogo in cui ricerca, formazione e organizzazione si fondono per dare vita a un modello di riferimento regionale e nazionale. Con un unico obiettivo: restituire ai pazienti e alle loro famiglie la migliore prospettiva di vita, grazie alla forza della scienza e dell’impegno pubblico. Ringrazio il collega assessore Raffaele Piemontese e i dirigenti regionali che hanno curato l’istruttoria dell’importantissimo atto di programmazione”.