Consorzi di bonifica, Amati: “I Cinquestelle privatizzano acqua e favoriscono gli sprechi dei carrozzoni”

“Ma ci volevano i Cinquestelle in maggioranza per privatizzare l’acqua e continuare a sostenere i carrozzoni dei Consorzi di bonifica, che succhiano sangue ai cittadini con il tributo e quindici milioni all’anno dal bilancio, per pagare super stipendi ai dipendenti e lasciare alla fame gli operai a tempo determinato? Si può continuare a chiedere ai pugliesi di coprire il costo di un servizio che non ricevono? È chiaro o no che con i soldi buttati nei Consorzi si potrebbe sistemare e modernizzare almeno un ospedale all’anno? Non c’è che dire: un bel programma per mangiarsi tutto il tonno contenuto nella scatoletta che sino a qualche anno fa volevano solo aprire per far trionfare il buon governo. Accipicchia”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’approvazione nella proposta della legge di bilancio di un articolo che dispone l’ennesimo contributo di 10 milioni ai Consorzi di bonifica e l’eliminazione della norma sul trasferimento dell’attività idrica dal soggetto privato Consorzio di bonifica al soggetto pubblico Acquedotto pugliese.
“Non si ha idea di quanti ospedali si sarebbero potuti sistemare con i soldi sprecati negli anni per finanziare i Consorzi di bonifica. Se si avesse rispetto del sudore della fronte dei cittadini, quello che serve per pagare le tasse, non ci sarebbe nemmeno la necessità di discutere su questo argomento.
Una forza politica, i Cinquestelle, che da anni insultano il Presidente Emiliano e tutti noi e che sino a ieri sera – compatti – hanno chiesto una Commissione d’indagine su presunti scempi di Vendola e dello stesso Emiliano sul PSR, si permettono addirittura di subordinare la loro presenza in maggioranza all’approvazione di un provvedimento che più privo di senno non si può. È proprio vero, quando Dio vuole rovinare qualcuno gli toglie la ragione.
Con la proposta grillina si intende abrogare una norma che prevede di trasferire ad Aqp – soggetto pubblico – la gestione delle reti idriche, allo scopo di ridurre lo spreco e i buchi di bilancio che i Consorzi – soggetti privati – chiedono di ripianare ogni anno prelevando soldi dalle tasse e tasche dei cittadini.
Ma c’è di più: la norma proposta dai Cinquestelle punta a mantenere nelle mani di Consorzi privati la gestione delle reti idriche, nonostante gli stessi Consorzi chiedano dal 2013 all’Autorità idrica di far prendere in gestione ad Aqp 1.500 km di reti che gestiscono in circa 30 comuni. Ciò vuol dire che la norma punta a realizzare ciò che pure i Consorzi – almeno in parte – credono di non poter fare.
Ma dico, si può essere meno lungimiranti? Si può mai fare una cosa che ci costa tanti ospedali efficienti in meno? Si possono sostenere programmi privi di qualsiasi rendimento? Si può avallare un’idea che contrasta con tutta la disciplina ambientale europea e nazionale in materia di gestione unitaria dell’acqua per i diversi usi? Si può dire a parole – dunque – di voler avere cura della natura e nei fatti, invece, perorare la causa dello sperpero della risorsa idrica?
Sono convinto che se i soldi sprecati nei Consorzi fossero dei colleghi Laricchia, Barone, Casili, Di Bari e Galante, non saremmo costretti a vedere queste scene”.

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.