Costituente PD, Amati: “Mi ero proposto con idee. Escluso. Si nominano tra loro e mettono la malattia al capezzale del malato. Agonia continua”

“Per il Comitato costituente nazionale del PD non era prevista un’elezione ma una nomina. Come sempre. Un metodo di autoconservazione per chi già c’è e una selezione modello talent a proprio uso e consumo, per evitare ingressi di altri dirigenti con cui confrontarsi.
Mi ero proposto a Letta con una mail, sono stato tra i pochissimi, prendendo tutto sul serio, un po’ provocando, con una buona dose di auto-illusione e con un dettagliato manifesto d’idee. Cosa c’è di meglio delle idee per un processo costituente? Risultato? Escluso. Non c’è posto per chi prende le cose sul serio e per le idee che non siano le loro.
E infatti quasi tutti i componenti della Costituente sono stati individuati, senza che si erano formalmente proposti, dividendoli in questo modo: 1/3 per nominarsi tra loro e loro; 1/3 per spartirsi, tra loro e loro, la società civile battezzata da loro; 1/3 per far rientrare tra loro, gli amici loro che da qualche anno non erano con loro.
Il problema è che non hanno ancora capito che il problema sono loro, privi di idee o di parole chiare su ogni problema, finendo per non entusiasmare o rappresentare nessuno. La malattia che si mette al capezzale del malato. E l’agonia continua.
La lotta per mandarli a casa è a questo punto vitale, per evitare di ridurre la storia del riformismo italiano alla dimensione del partito socialista francese.”

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.