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Liste d’attesa, Amati: “Anche i primi dati 2018 dicono che l’attività a pagamento è molto più veloce”

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“Le prestazioni a pagamento continuano ad essere erogate con maggiore celerità di quelle istituzionali. I primi dati del 2018 dicono le stesse cose del 2017. E cioè che la situazione è critica e che bisogna assumere qualche rimedio legislativo o amministrativo, perché la lotta ai tempi d’attesa non può sopportare il paradosso dell’attesa”. 

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Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, commentando i dati sul rapporto tra attività istituzionale e libero-professionale nella settimana indice 9-13 aprile 2018.
“Anche per il 2018 il confronto tra i tempi d’attesa nell’attività a pagamento e quelli per le prestazioni a breve (massimo 10 giorni) o differite (massimo 30 giorni) nel regime istituzionale non ha nulla di ragionevole. E ciò, ovviamente, a parità di prestazioni richieste, personale impiegato e ore lavorate.
Rispetto ai dati dello scorso anno si conferma il grave problema del disallineamento tra i tempi d’attesa, salvo piccoli scostamenti in meglio e in peggio e perciò di scarso significato statistico.
Devo dire che questi dati servono a consolidare ulteriormente un convincimento già oggetto di una ormai nota proposta di legge, condivisa con i colleghi Cera, Colonna e Mennea. Piccoli accorgimenti per avviare a soluzione questo insopportabile problema e nel più breve tempo possibile”.

Pubblicato da

Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.